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Provate a rivedere nella vostra testa la scena dell’entrata in campo delle squadre di football prima della partita.
Vedete il pubblico in delirio, l’adrenalina è palpabile mentre tutti questi omoni entrano in campo dispensando “five”, urlando la voglia di combattere e… ma un momento: che ci fa quel mingherlino vestito come loro?
Che ci fa? Semplice, fa vincere o perdere le partite, trasforma o sbaglia i FG e il punto addizionale dopo i TDs, esegue i kickoffs e talvolta va pure a placcare senza paura il kick returner avversario.
E’ il kicker. Non deve essere grosso, non deve essere per forza alto, non deve essere un placcatore, un velocista o uno “con le mani buone”. Non deve neppure correre le 40 yards sotto un certo tempo.
Ma deve avere due cose fondamentali: piede buono e soprattutto concentrazione e freddezza fuori dal comune.
Immaginatevi di essere al Super Bowl. Punteggio di parità a pochi secondi dalla fine. Field Goal decisivo dalle 40 yards. Tutta gli States e parte del mondo, che fino a poco prima erano concentrati sui QBs, sui receivers, sui runners, ora vi stanno guardando. Non un respiro, tutti attendono quel calcio immobili, col fiato sospeso. Chi spera che venga bloccato o esca dai pali, chi spera che mettiate a segno i 3 punti decisivi. Tutto dipende dalla vostra capacità di rimanere concentrati e dal vostro piede. Ci vogliono freddezza, potenza e precisione. Ma non come in allenamento, ce ne vogliono di più.
Il long snapper è pronto. Il conteggio parte, l’holder è lì, “speriamo me la posizioni bene e velocemente”, sperate che i compagni blocchino i difensori, vedete tutti quei treni pronti ad investirvi e tutto succederà in un attimo.
Parte il pallone, viene posizionato, “perfetto” pensate, PUM eeeeeeeeeee…………
Il finale ve lo lascio.

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A sx Scott Norwood dei Bills dopo aver calciato fuori, a 7″ dalla fine, il FG che costa il SB alla sua squadra.
A dx Adam Vinatieri, decisivo nei 2 SB vinti dai New England Patriots

Ecco cosa significa essere un kicker nella NFL. Ecco quanto bisogna essere bravi a controllare le emozioni, la paura, il timore di sbagliare.
Nella NFL non esiste ruolo che non sia difficile. Tra i Pro americani arrivano solo i migliori e tra loro questi uomini di corporatura “normale”, ma decisivi, coraggiosi, preparati sia mentalmente che nel piede.

Quel piede può darvi la gloria o marchiarvi a vita come perdenti. Quella testa vi può far risorgere o precipitare la volta successiva. Bisogna assorbire vittorie e sconfitte, somatizzare tutto e far in modo di diventare più forti.
Solo i migliori.

E’ pensando a queste cose che mi è venuta la voglia di scrivere anche dei kickers.
Oggi, in particolare, vorrei tentare di parlarvi di Garo Yepremian, il K di quei Miami Dolphins che stupirono l’America, e non solo, mettendo a segno, nel 1972, quella perfect season che ancor oggi non ha avuto repliche.

Garo è un immigrato cipriota che mai, prima di scendere in campo a calciare per i Detroit Lions nella stagione 1966, aveva visto un incontro di football americano. Mai!
In occasione della sua prima partita, Detroit Lions – Baltimore Colts, il Nostro è spaventato, nervoso e nemmeno in grado di indossare la divisa da gioco e, infatti, sono i compagni di squadra ad aiutarlo a prepararsi per entrare in campo.
Per uno come Yepremian, che aveva giocato a calcio a livello dilettantistico in quel di Londra (dove aveva vissuto prima di trasferirsi negli States), paraspalle e casco rappresentano un punto interrogativo.

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Garo coi Detroit Lions

Inizia così la sua carriera, tra spavento e dubbi. Ma dura per ben 15 anni (escludendo il 1969, anno nel quale Garo serve il Paese arruolandosi volontario nell’esercito), durante i quali il Nostro indossa le casacche di Detroit, Miami, New Orleans e Tampa Bay.
I suoi numeri dicono questo:

- 177 partite giocate
– 444 su 464 punti addizionali messi a segno
– 210 Field Goals su 313
– 1.074 punti a tabellone
– 3 Super Bowl giocati: VI, VII e VIII
– 6 FG calciati in una sola partita (Lions – Vikings del 1966)
– 5 FG calciati nel Pro Bowl del 1974, che gli daranno anche il premio MVP del match
– 20 FG segnati consecutivamente tra il 1978 e il 1979
– Inserito nella Florida Hall of Fame nel 1981
– Nominato Kicker del decennio ’70-‘80
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Garo calcia per i Dolphins

Questi i principali records della sua lunga carriera nella NFL, una carriera ricca di soddisfazioni, durante la quale è sempre emersa la principale qualità di Garo: egli è un motivatore, uno che nello spogliatoio trovava sempre le parole giuste per caricare i compagni.
Ovunque i fans del football conoscono l’impegno, la determinazione, il carattere da trascinatore e la bravura di Garo.
Ovunque è rispettato e riceve attestati di stima.

Ma come in quasi tutte le storie di sport, anche in quella di Yepremian c’è un ombra ed è giusto raccontarla.

14 gennaio 1973, SB VII. Di fronte i Miami Dolphins ed i Washington Redskins.
Durante l’ultimo quarto di partita i Dolphins controllano agevolmente il match: 14-0.
Mancano 2 minuti e 7 secondi; il Nostro sta per calciare il FG che può chiudere la partita e dare a Miami il titolo di Campioni del Mondo.
Tutto succede in un attimo: il calcio viene bloccato, Yepremian torna in possesso della palla e invece di fermare l’azione, difendendo il possesso dell’ovale, tenta un passaggio. Il football scivola via dalla sua mano: fumble! Mike Brass se ne impossessa, vola e lo riporta in meta segnando il TD del 14-7 tra l’incredulità del pubblico.
Miami, alla fine, vince, ma che spavento!!!
My mind was blank“, disse poi Garo.

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Garo commette il famoso fumble che riapre il SB VII

E’ la vita dell’atleta, ma non solo: a volte si è decisivi, altre si commette l’errore fatale o che rischia di diventare tale. La differenza la fa sempre il sapersi “perdonare”, il sapersi rimettere in gioco, il saper far fruttare un errore per migliorare, senza abbattersi, senza cedere allo sconforto.
Arriva il momento in cui o ti fai risucchiare dalle sabbie mobili o alzi la testa, trovi un appiglio dentro di te e ti salvi, diventi migliore. Nello sport come nella vita.

E Garo, come detto, un motivatore, per se stesso e per gli altri, lo è stato e continua ad esserlo.

Oggi Yepremian, che vive a Los Angeles, si divide in varie attività: scrittore, commentatore radiofonico e televisivo, organizzatore di manifestazioni per la raccolta di fondi da destinare a opere caritatevoli e a istituti per la ricerca.

Garo ha, finora, pubblicato 3 libri:

– “Tales from Miami Dolphins“, che parla della sua esperienza nella squadra della Florida.

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– “I keek a Touchdown“, autobiografico, che probabilmente diventerà anche un film.

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– “The win-win book: winning in your sport and winning the game of life“, che è un manuale consigliato sia ai giocatori di tutte le categorie che ai manager di oggi e di domani. Il libro parla di come trovare le motivazioni e valorizza il gioco di squadra come mezzo per raggiungere i traguardi che ci prefiggiamo e grazie al quale Yepremian viene invitato come oratore a molte conferenze sull’argomento. Motivatore in campo e nella vita, come già detto.

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Garo partecipa anche ad alcune trasmissioni radiofoniche, ad un talk-show sulla NBC, ad un programma di presentazione delle partite della NFL (sempre per lo stesso network) e compare anche in diverse pubblicità.

Ultimo, ma non per importanza, il Nostro è promotore di molte iniziative, tra le quali un torneo di golf, per la raccolta di fondi da destinare sia ad enti di beneficenza che si occupano dei bambini meno abbienti, sia alla ricerca per malattie come il cancro piuttosto che l’Alzheimer.

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Garo (al centro) durante l’NFL Alumni Charity Golf Classic Tour

Un grande in campo, ancor di più fuori.

Questa, in breve, la vita di Garo Yepremian, un giocatore che si è ritagliato un posto nella storia della NFL grazie non solo al suo piede potente e preciso, ma soprattutto ad una forza mentale non comune, che lo accompagna anche oggi nelle molte attività in cui è impegnato e che vi ho illustrato sopra.
La vita di un uomo che, venuto dal nulla, ha conquistato tutti partendo da zero e che può essere un esempio per chi alla vita crede di non aver nulla da chiedere.

Ho voluto raccontarvela perché il football non è solo QBs, WRs, RBs, ma anche 2 pali ed un Yepremian che calcia l’ovale in mezzo ad essi.
E’ vero che dei kickers ci ricordiamo poco, ma in fondo sappiamo tutti che nei loro piedi e nella loro concentrazione risiede spesso la chiave di una vittoria o di una sconfitta e l’esultanza o la disperazione che poi provano gli atleti in campo e i tifosi allo stadio e davanti alla TV.

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Garo Yepremian oggi


Questo articolo è stato pubblicato da Ricky71 il 13 dicembre 2004

3 thoughts on “Garo Yepremian, il kicker venuto dal nulla

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