Warren Carlos Sapp

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4 marzo 2008: è ufficiale. Warren Sapp, pluridecorato DT dei Buccaneers prima e dei Raiders poi, All American, 8 volte Pro-Bowler, uno dei più forti DT dell’era moderna, si ritira.
La notizia viene però oscurata dal ritiro di Brett Favre, il leader indiscusso dei Green Bay Packers, storico quarterback che dopo un anello e tanti record strappati a Dan Marino, ha deciso di appendere il casco al chiodo.
Perchè l’uno ha oscurato l’altro? Ci potrebbero essere tanti motivi, uno tra i quali sicuramente è l’amore e il rispetto che tutta la NFL provava per Favre, avversari compresi.
Sapp invece, anche per colpa sua, non era esattamente il giocatore più amato, benchè restasse tra i più temuti. Era un giocatore molto sanguigno, che amava il football e metteva in gioco sè stesso spremendosi fino all’ultima energia rimasta.
Combattente duro e puro, gran colpitore, non lesinava colpi anche al limite del regolamento, come quando, in una gara tra Packers e Buccaneers, colpì Chad Clifton molto lontano dalla palla, durante un intercetto. Il colpo mandò Clifton sia all’ospedale che in injury reserve.
Riuscì a litigare anche con Jerome Bettis, durante un Monday Night nel dicembre 2002. Nella sua ultima partita venne espulso per essersela presa con ben 2 arbitri, in quel di Jacksonville.

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Certamente un carattere non facile. Un ragazzo a cui piaceva parlare e dire ciò che pensava, sempre e comunque. Stile Deion Sanders, anche se era meno istrione.
Ovviamente questi episodi non lo resero particolarmente apprezzato al di fuori dei suoi tifosi. Nonostante ciò era molto apprezzato da parecchi suoi compagni di squadra.

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Il ragazzone nato il 19 Dicembre del ’72 ad Orlando, Florida, venne cresciuto a Plymouth, una piccola comunità rurale sulla Orange County.
Nel periodo della high-scool, si fece notare per aver giocato come linebacker, tight end e persino punter! Proprio alla high-scool, durante una partita colpì Johnny Damon, il famoso giocatore di baseball, campione del mondo coi Boston Red Sox ed ora passato ai rivalissimi di sempre, i New York Yankees.
Molte squadre collegiali corteggiavano Sapp, lui scelse di restare in Florida e giocare per la University of Miami. Qui venne definitivamente convertito a DT, e scelto per molte squadre All-American.
Arrivò finalmente il momento del draft.
Correva l’anno 1995. Era impossibile draftare peggio di come avesse precedentemente fatto Tampa Bay nei 12 anni dal 1982 al 1994.
La squadra era la barzelletta d’America, e quando veniva il momento del draft, nessun impact-player era mai stato preso dalla società. Tanti bust e tanti giocatori normali che di certo non avrebbero mai cambiato il volto alla squadra.
Arrivò un certo John McKay, GM nominato dalla famiglia Glazer. Determinato più che mai a portare questa franchigia in alto, riuscì nell’impresa di mettere insieme una classe di draft che è stata recentemente nominata la decima di tutti i tempi da NFL.com.
Due i giocatori che furono destinati a trasformare una zattera di uomini alla deriva in un galeone di pirati temuto e rispettato.
Il primo fu appunto Warren Sapp, scelto al primo giro, 12ma scelta assoluta. La dirigenza temeva la concorrenza dei Vikings, detentori della 11ma scelta. Minnesota puntò su Derrick Alexander. E così i Bucs si assicurarono i servigi di Sapp.
Non solo: riuscirono a portare a casa, sempre al primo giro, un LB sottovalutato a causa della stazza, che molti avrebbero voluto convertire in safety.
Si trattava del LB più forte che i Buccaneers avrebbero mai avuto, il grandissimo capitano: Derrick Brooks.
I due, tra l’altro, furono compagni di stanza, il che cementò la loro unione nella franchigia della Florida.
Durante il suo periodo ai Buccaneers Warren Sapp venne nominato anche Defensive Player of the year 1999 (Brooks lo diventò nel 2003, ndr). In particolare, nella stagione 1996 registrò 51 tackles e 9 sacks.
Nel 1997, 58 tackles e 10.5 sacks, che gli valsero la prima di ben 7 apparizioni consecutive al Pro Bowl.

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Pensate: una squadra che era stata incapace di registrare una sola stagione non dico vincente, ma almeno in pareggio, si trovò nel 1995 con ben 2 gioielli di quel calibro.
Fu l’inizio della svolta. Di lì a poco arrivarono altri grandi giocatori: l’anno successivo venne draftato un giovane Michael Joseph Alstott, FB di immensa caratura, amatissimo dai tifosi; qualche anno dopo Ronde Barber, grande CB, uno shut-down corner di alta levatura; John Lynch, safety imbattibile sulle corse. Arrivò Simeon Rice dai Cardinals, DE che faceva della velocità e dell’atletismo il suo punto forte.
I Bucs prenotarono un posto ai play-offs per 6 anni di fila. Per farla breve, questa fu la difesa che umiliò letteralmente l’attacco stellare dei Raiders nel SB XXXVIII, giocato al Qualcomm Stadium di San Diego il 26 Gennaio 2003. Sapp registrò 1 solo sack e una manciata di tackles, ma contribuì alla vittoria finale. Un’impresa che sembrava impossibile fino a quel draft datato 1995.
Warren Sapp fu, assieme a Brooks, l’uomo della ricostruzione, della rifondazione. Cominciava una nuova era, culminata quel 26 gennaio nell’ascesa al tetto del mondo.
L’anno dopo i Bucs mancarono l’accesso ai PO, e allora il nostro DT decise di cambiare aria. Erano interessati a lui i Cincinnati Bengals, gli offrirono $16 milioni per 4 anni.
Tuttavia decise di approdare alla corte di Al Davis, padre-padrone dei Raiders, anche in virtù dei 36.6 milioni di $ per 7 anni.
La stagione 2004-2005 lo vide giocare sia DT che DE. L’anno successivo venne riportato in pianta stabile a fare il DT, registrando 5 sacks e 29 tackles (di cui 25 da solo) in 10 gare.
Un infortunio alla spalla gli impedì di terminare la stagione.
Nel 2006 si guadagnò il suo ottavo viaggo alle Hawaii, con 10 sacks, 32 tackles e un forced fumble.
La stagione 2007 è stata comunque più che dignitosa: pur essendo dimagrito, durante il training camp, di circa 20 chili (!). ha chiuso con “solo” 51 tackles, 2 sacks e 2 forced fumbles.
Il 3 Gennaio 2008, durante una conversazione telefonica con Al Davis, ha comunicato la sua intenzione di ritirarsi, confermata sul suo sito (www.qbkilla.com, tradotto letteralmente “killer di QB”) con 2 parole: I’M DONE. Ossia: sono finito.

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Titoli e onoreficenze:

COLLEGE:
Second-team All American (1993)
2 volte First-Team All-Big East (1993-1994)
First Team All-American (1994)
Finalista dell’Outland trophy (1994)
Defensive Player of the Year per la Big East (1994)
Defensive Player of the Year secondo la Football Writers Association (1994)
Bronko Nagurski Trophy (best defensive player, 1994)
Chuck Bednarik Award (defensive player, 1994)
Lombardi Award (best lineman or linebacker, 1994)

NFL:
Defensive Player of the Year (1999)
8 volte al ProBowl (’97 – ’98 – ’99 – ’00 – ’01 – ’02 – ’03 – ’06);
Vincitore SB XXXVIII
96.5 SACKS in carreria! E’ il secondo DT di sempre.

Che altro dire: un uomo che amava profondamente questo sport in ogni suo aspetto, uno dei migliori interpreti moderni del ruolo di DT. Grinta e tenacia verranno sempre ricordate.
Fossi in lui, farei anche un pensierino alla Hall Of Fame. Certo è che si sentirà molto la sua mancanza in campo e fuori.
E allora: caro Warren Carlos Sapp: grazie di cuore. Grazie di tutto. Spero di rivederti presto a Canton, Ohio. Chissà….