Afc North (week 5) – Into The Zoom: Cincinnati Bengals

Si conclude con un’altra tiratissima vittoria (17-14 sui Baltimore Ravens) il trittico di partite intradivisionali che i Bengals sono venuti ad affrontare dentro le prime 5 giornate di regular season. Tre vittorie consecutive sudatissime ma alla fine meritate, che ci danno la tara del carattere pregiato dei Cats da un lato e, in maniera parallela, le deficienze delle pretendenti più accreditate al primato divisionale, Steelers e Ravens, dall’altro.
Del resto le qualità questa squadra le ha sempre avute ma in pochi, compreso il sottoscritto, avrebbero creduto che queste si sarebbero palesate in maniera tanto esaltante in questa prima parte di regular.
Qualità: molte, dicevamo. A cominciare da un attacco guidato da un run play asciutto ma efficacissimo sostenuto da un C.Benson in forma Pro Bowl. Finora il 26enne ex Bears ha corso in maniera strabiliante quasi 500 yards in 111 tentativi con una media di 4.4 per portata e 3 TD, e il tutto contro almeno tre difese ( Denver, Pittsburgh e Baltimore) non propriamente facilissime da affrontare su questo piano e in questo momento specifico; e se si considera il fatto che il #32 di Cincinnati non ha alle spalle un’alternativa valida come quella in possesso alle avversarie della Afc North, si capisce bene l’importanza che riveste questo giocatore nello scacchiere offensivo dei Cats.
L’attacco tutto, tra gli alti e bassi (ma mai “bassissimi”) di un inizio assai difficile di regular, si è mostrato da subito competitivo e ad oggi appare equipaggiato di cartucce perfettamente calibrate nel pacchetto ricevitori. Il fucile che fa scoppiare C.Ochocinco, A.Caldwell, C.Henry e B.Leonard è sempre il braccio di C.Palmer che, nonostante manifesti qualche naturale inceppamento (finora 97/168 per 1.116 yards, 7 TD pass, 1 TD run, 6 intercetti), si dimostra QB di qualità soprattutto nel mantenere alta la tensione dei suoi dieci ragazzi quando c’è da portare a casa la vittoria.
E’ proprio in quest’ultimo aspetto che la squadra offensiva di Cincinnati è cresciuta notevolmente.
Nei tre scontri diretti consecutivi Palmer & company hanno sdraiato sul filo di lana prima i Browns con un FG da 3 punti all’OT (conseguenza di un TD pass ricevuto in end zone da Ochocinco a 2 minuti dalla fine del tempo regolamentare), poi Pittsburgh con una ricezione da 7 punti di A.Caldwell a 20 secondi dal termine, e ancora, domenica scorsa, Baltimore con un TD pass di Palmer sul solito, caldissimo, Caldwell a 26 secondi dalla conclusione dell’incontro. Non può essere solo un caso.
Questo intendo per opportunismo. Ossia la voglia di credere che si possa portare a casa il risultato raccogliendo le opportunità che la partita ti offre e traendo da queste tutto il vantaggio possibile per mirare alla vittoria. Questa evoluzione è frutto di una consapevolezza tutta nuova della squadra circa la qualità che essa possiede nel suo QB, e il suo gioco aereo a favore dei WR, e nel gioco a terra sviluppato dal suo punteruolo con la maglia #32.
La capacità di tenere in piedi la partita “fino all’ultimo respiro” è il sintomo che rivela la crescita mentale dell’attacco costruito per Palmer.
Certo bisogna anche dare merito alla ancor giovane OL che in fase di pass protection ha manifestato discreta solidità dimostrando di poter stare quanto meno al passo con le concorrenti offensive line di division: finora sono 10 i sack concessi contro i 13 permessi da Pittsburgh, i 7 di Baltimore e i 14 di Cleveland ( 4 ai danni di D.Anderson e 10 su B.Quinn). C’è da giurare che con l’inserimento definitivo dell’OT rookie da Alabama A.Smith ( 1° scelta ’09, 6° assoluta), questo trend sia quasi obbligato a perfezionarsi in positivo già dalla prossima stagione.
L’attacco produce quindi, lo ha sempre fatto del resto in questi ultimi anni con C.Palmer in cabina di regia, ma ora pare abbia maturato una consapevolezza dei propri mezzi sconosciuta prima.
Ma un miglioramento significativo del reparto offensivo da solo non basta per spiegare questa incredibile ascesa dei Bengals sulla vetta della Afc North.
Una svolta più tangibile, lontana dalla aleatorietà di un possibile (probabile a mio avviso) “progresso psicologico”, si afferma nella retroguardia di Cincinnati. La vera svolta stagionale è da ricercare, da indagare, in difesa.
In poco meno di due anni il DC M.Zimmer sembra aver trovato la quadratura di un comparto difensivo che distruggeva quanto di buono l’attacco riusciva più o meno brillantemente a costruire. Il dato statistico più clamoroso è quello relativo ai sack messi a stats quest’anno: sono già 14 in queste prime 5 settimane di regular, contro i 17 complessivi del 2008 e i 22 del 2007. la DL ha ritrovato uno stratosferico A.Odom che è passato dal 106° posto dello speciale ranking per sack della NFL ’08 con i soli 3 messi a segno, alla 1° posizione di quest’anno con 8 abbattimenti portati sui QBs avversari.
“Il sack è tornato a Cincinnati” recitava il titolo di una statistica proposta dalla Cbs durante l’incontro vinto dai Bengals sui Ravens. Niente di più vero.
Se la DL lavora bene ai fianchi sollecitando all’inverosimile la tasca avversaria e influenzando il lavoro del QB protetto al suo interno, il LB’s corp si sta specializzando nel creare un fossato invalicabile contro le corse antagoniste. Un impatto davvero devastante in questo senso lo sta portando R.Maualuga: il ragazzo da USC (2° scelta ’09, 38esima assoluta) ha già fatto vedere una buona fetta del suo potenziale mettendo a stats 27 takles (15 solo e 12 assist), 1 sack e 2 fumble procurati. La coppia tutta “californiana” con l’opposto K.Rivers è di quelle che promettono sogni che già cominciano a materializzarsi. Contro le corse la difesa dei Bengals si pone così al 12° posto nel ranking NFL con 98.8 di yards concesse per partita (21esima posizione scorsa season con una media di 120.1 yards incassate per incontro) dimostrando evidenti segnali di crescita e maturazione che fanno da specchio alle punte di eccellenza prodotte dal gioco delle secondarie.
I CB J.Joseph (strepitoso con i suoi 3 intercetti stagionali) e L.Hall, offrono sufficienti garanzie in pass coverage e in supporto contro le corse, e le due safety, C.Ndukwe e C.Croker (bellissima la sua prova contro i corvi), si completano in un duo che può e deve ancora crescere. Contro il gioco aereo i Bengals devono certo migliorare, concedono ancora troppo spazio agli avversari (al momento hanno offerto il fianco al pass avversario per 228.8 yards a partita) e indubbiamente Browns, Steelers e Ravens non sono tra le squadre più rappresentative della Lega in fatto di yards prese per aria.
Questo è certamente il punto più debole di questa squadra insieme al trio long snapper- holder- kicher che ha prodotto nefandezze indicibili in queste prime 5 week, e ancora, insieme ad un TE che manca fortemente al suo attacco (D.Coats se pur buono in blocking per Benson non ha alcuna sensibilità per l’ovale: due nitide ricezioni da TD divorate con altrettanti clamorosi drop domenica sera).
Per il resto mi sento di potermi esporre affermando che Cincinnati non rappresenta un bluff temporaneo. La squadra c’è, si sente e si vede.

Se vogliono recuperare il terreno perduto Steelers e Ravens dovranno cavalcare week 6 con grande aggressività.
Dopo la vittoria per 28-20 presa a Detroit i B&G (record 3-2) orfani di Aaron Smith (out per l’intera stagione a causa di un grave infortunio alla spalla destra) ma con un Polamalu in più, attendono in casa i Cleveland Browns (record 1-4) reduci dalla prima vittoria stagionale acciuffata contro i Bills per 6-3. I Baltimore Ravens (record 3-2) hanno lo scontro più duro andando a trovare i Minnesota Vikings, mentre i Cincinnati Bengals (record 4-1) ospiteranno gli Houston Texans.

fonte foto: Life.com