Week 5: The “Luck” Catch.

La quinta giornata di college football ha visto gli atenei californiani di FBS protagonisti in quattro gare. A Palo Alto, Stanford (4-0, 2-0 Pac12) ha sconfitto UCLA (2-3, 1-1 Pac12) in notturna nella seconda partita stagionale di Conference per entrambe, USC (4-1, 2-1 Pac12) ha vinto lo shootout del Memorial Coliseum contro Arizona (1-4, 0-3 Pac12), San José State (2-3, 1-1 WAC) ha espugnato a sorpresa Fort Collins battendo Colorado State (3-2, 1-0 MWC), ed infine Fresno State (2-3, 1-0 WAC) ha ceduto ad OleMiss (2-3, 0-2 SEC) perdendo per la quinta volta su altrettanti incontri disputati contro compagini della plurititolata SEC, stavolta la prima in assoluto al Bulldog Stadium.

Di seguito una disamina della partita tra Stanford e UCLA, più alcune intriganti note sulle altre.

UCLA @ Stanford  19-45

The catch. La “presa”. Verrà probabilmente ricordata così, magari aggiungendo l’inciso “Luck”, ma non perché “fortunata”, semmai perché nei dintorni della Baia (San Francisco, ovvio) è meglio specificare, visto che quello è un termine entrato addirittura nella Storia del Football, per rievocare una giocata “leggendaria” che diede inizio ad una delle dinastie più titolate della NFL. Storia certo, con la esse maiuscola, della quale a breve farà parte anche Andrew Luck, quarterback di Stanford deciso a scriverne pagine nuove ma altrettanto strabilianti… le sue.

Nell’impressionante collezione privata di highlights (tre corse da più di 50 yards in touchdown, scorribanda da 58 yards con annesso abbattimento di incosciente safety avversaria propensa a sbarrargli la via, lights-out tackle ai danni di un malcapitato fumble returner, ecc.) del “signal caller” (meglio ricordarlo..) più talentuoso dell’ultimo decennio, probabilmente mancava soltanto la one-handed catch, la ricezione ad una mano, meglio ancora se effettuata in corsa e ultimata in tuffo uscendo dal campo, giusto per fare ancora più clamore. E pazienza se in un primo momento gli arbitri gliel’anno fischiata out, mentre invece era in bounds con un piede, condizione necessaria e sufficiente per farne una giocata valida a questi livelli: così almeno si è dovuto fermare il gioco per effettuare la official review, immortalando immediatamente l’azione nella top-ten delle big-plays settimanali, mentre dopo l’evidenza e la conseguente call reversed, è venuto giù lo stadio.

Eccolo allora il gesto tecnico, apprezzabile nelle due diverse angolazioni proposte sotto, scaturito da un trick play ben eseguito con i compagni Tyler Gaffney e Drew Terrell per un guadagno da primo down (13 yards) utile al proseguimento del primo possesso dei Cardinal, un 99-yard drive chiuso guarda caso con un suo lancio millimetrico da 18 yards direttamente in endzone per il TE Coby Fleener. Quest’ultimo poi, per non essergli da meno, è andato a ricevere l’ovale con una mano sola, arpionandolo a circa due metri e mezzo d’altezza (Fleener è198 cm) tra le maglie avversarie e trascinandolo al corpo con apparente naturalezza, ultimando se possibile un’azione altrettanto spettacolare.

 

 

La partita è stata sicuramente interessante, anche per merito dei Bruins la cui pistol offense ha decisamente funzionato questa volta, permettendo al QB Richard Brehaut (18/33 per 202 yards) di fare comunque una bella figura, con 2 td-pass per il TE Joseph Fauria tra secondo e terzo quarto. Nonostante l’ampio margine finale, almeno per tre quarti la gara è stata combattuta e poteva altresì prendere pieghe diverse. Nel primo drive del match UCLA è stata bloccata 4 volte ad un passo dalla goal-line, e quindi sarebbe potuta passare subito in vantaggio. D’altronde, negli ultimi istanti del primo tempo, un intercetto (riportato sino alla red-zone avversaria) del sophomore safety Carrington è stato vanificato da una pass-interference fischiata al LB di Stanford Jarek Lancaster quando invece anche al replay è sembrato evidente che il TE Fauira fosse inciampato da solo, il che ha permesso ai Bruins di concludere in TD il drive che ha riaperto all’intervallo (7-17) un confronto che un’altra segnatura di Luck e co. avrebbe probabilmente affossato. Infine, nel 3° quarto, il WR/KR/gunner Ty Montgomery ha forzato e poi recuperato un fumble al WR Taylor Embree su un punt return (il punteggio era 13-24) e ciò ha condotto Stanford al 16-yard rush-td di Tyler Gaffney (da wildcat formation), per un più rassicurante 13-31 che ha fissato definitivamente l’inerzia del confronto.

La run-defense dei Cardinal ha concesso 141 rushing yards a UCLA, tante se rapportate alle prime tre apparizioni dell’anno, eppure ha tenuto i Bruins sotto la loro media stagionale. Gli ILBs si sono comportati abbastanza bene in questa prima uscita ufficiale senza l’infortunato Shayne Skov, ma nel complesso è risultata evidente l’assenza di qualità portate sul terreno di gioco dal fuoriclasse di Stanford come playing speed, istinto e tackling ability, per non parlare del suo carisma e della sua leadership. Queste ultime cerca peraltro di continuare a trasmetterle ai suoi compagni di reparto attraverso i continui sproni e consigli in allenamento, sicché gli stessi hanno voluto onorarlo presentandosi in campo con dipinta liberamente sul viso la sua tipica black mask alla “the Ultimate Warrior”.

La secondaria invece è stata testata nella depth, perché oltre alla buona prova fornita dal già citato Devon Carrington (anche un fumble recuperato per lui, forzato dal solito Chase Thomas), si è registrato il debutto da titolare del CB Terrence Brown (7 tackles, primo di squadra) che ha sostituito l’acciaccato Barry Browning (back spasms), mentre il coaching staff sta ancora valutando se utilizzare una medical redshirt per il true freshman Wayne Lyons che non riesce a recuperare da un infortunio alla caviglia dopo lo strabiliante inizio di stagione.

All’inizio del secondo tempo, ancora Coby Fleener si è fatto trovare libero per l’ormai quasi abitudinaria connessione da play action (stavolta 51 yards) con Andrew Luck, e quella è forse stata una delle rare occasioni nel football in cui si è potuta vedere schierata una formazione base a 3 TEs in no-huddle offense (oltre a Fleener, Zach Ertz e Levine Toilolo), tipo di attacco utilizzato peraltro ripetutamente nel corso del match, concluso con un lampante 85% di completi (22/27 per 227 yards) e con 3 td-pass, l’ultimo dei quali in corsa, “rollando” sulla destra, per l’ormai recuperato WR Chris Owusu. Il tutto a dimostrazione ulteriore (se ce ne fosse ancora bisogno) che Luck è QB capace di chiamare gli schemi sulla l.o.s. come pochi, facendo muovere l’attacco da par suo.

“[The no-huddle offense] is really something we worked on the entire offseason, and this was the game that we were going to start doing it. We just put the formation out there and let Andrew call the play. It’s 100-percent up to him to put us in the right play… It’s not coming from the sideline, it’s coming from him on the field. When we’re in the no-huddle, he’s calling the plays” le parole dell’HC David Shaw nella sua postgame press conference.

In un attacco ottimamente bilanciato come quello dei Cardinal, non va ovviamente dimenticato il ruolo principale del running game, ancora una volta sugli scudi grazie soprattutto alla produttività del RB Stepfan Taylor (112 yards in 17 portate con 2 TD), uno dei più sottovalutati dell’intero panorama collegiale. Che l’offensive line risulti invece ancora tra le migliori della NCAA, tanto nell’aprire varchi quanto in pass-protection, non lo scopriamo certo oggi.

La defense di UCLA ha fatto alcuni progressi, ad esempio nel tackling dove si segnala la discreta prova del pacchetto LBs (Larimore 11 tackles, Zumwalt 9 con 1 TFL), ma nel complesso continua in questa sua struggling-season. Certo, contro la più fisica OL di Pac-12 era abbastanza difficile mettere a segno quel sack che ormai manca da tre partite. Allo stesso tempo, è dura rinunciare ad un paio di titolari in secondaria (Dye, Price) dovendo affrontare il miglior QB della nazione.

L’attacco, come invece già anticipato, è stato contenuto via terra ma è riuscito a produrre lo stesso. Il terzo TD dei Bruins è stato realizzato dal tuttofare WR Josh Smith (solido il suo contributo sui kickoff returns, 111 yards in 5 ritorni) con un end around da 7 yards corsa sulla sinistra. Disastroso invece il “riciclato” kicker (è il punter) Jeff Locke, che ha sbagliato 2 PAT su 3 ed è rimasto corto in due kickoff. Si cercano alternative nel ruolo e visti gli infortuni di Kip Smith e Joe Roberts, sabato prossimo contro Washington State potrebbe toccare al walk-on Tyler Gonzalez.

Stanford invece ospiterà i Colorado Buffaloes. 

Le altre partite

Arizona @ USC  41-48

I Trojans (582 total yards) vincono una gara pirotecnica contro i Wildcats (554 total yards) al Coliseum di Los Angeles ed il QB Matt Barkley (32/39 per 468 yards, 4 td-pass e 1 int. più 1 rush TD) chiude con il record di yards lanciate in un match nella storia di Southern California. Il sensazionale WR Robert Woods riceve 14 palloni per 255 yards (anche lui si ferma a 5 yards dal record) con 2 touchdowns, il primo dei quali tramutando uno short-pass in un’azione esaltante da 82 yards sulla sideline di destra. Il RB Curtis McNeil (74 yards in 7 portate, media 10.6) è autore del 6° touchdown di USC. Anche Arizona entra in endzone per 6 volte, 3 con il freshman RB Ka’Deem Carey che corre per 2 TD e riceve per 1 altro. Il QB Nick Foles lancia 41/53 per 425 yards, con 4 td-pass e 2 intercetti, entrambi messi a segno nel primo tempo dal SAF T.J. McDonald, che ricopre pure il decisivo onside kick nell’ultimo minuto di gioco, dopo che i Wildcats erano andati a segno con l’altro freshman WR Austin Hill per il poi definitivo 41-48. Sabato prossimo riposo per USC, che giovedì 13 ottobre è attesa dal “derby” con California a Berkeley.    

OleMiss @ Fresno State  38-28

Altra occasione sciupata dai Bulldogs, sconfitti come lo scorso anno dai Rebels, stavolta in casa, dove ospitavano per la prima volta una formazione della SEC. Fresno State produce in attacco, pur calando alla distanza (ne sono testimonianza i 2 TD del 1° e 3° quarto, rispetto agli zero punti prodotti nel 2° e 4° periodo), mentre in difesa concede ancora un volta troppi big-plays (come un rush-td da 69 yards del RB Jeff Scott) e alla fine perde. La defense consente ai Rebels la conversione di troppi terzi down (6/13) la maggior parte “lunghi”. Inutile così alla fine avere più total yards degli avversari (444 rispetto ai 430 OleMiss). Il QB Derek Carr lancia 25/37 per 281 yards con 1 td-pass, 1 int. e 1 rush-td. Il RB Robbie Rouse corre 123 yards in 28 portate e TD. Purtroppo alla portata n° 401 della carriera (2° quarto) subisce un fumble: è il primo perso in tre anni a Fresno. Si tratta di una giocata “costosa”, perché permette ai Rebels di tornare avanti (20-14) quando l’inerzia sembrava dalla parte dei Bulldogs. Il WR Jalen Saunders riceve 6 volte per127 yards (terza partita consecutiva oltre quota100 yards, come Bernard Berrian nel 2001). La gara cambia padrone 8 volte. Fresno State è avanti 28-27 alla fine del 3° quarto ma poi non segna nell’ultimo. Incredibile la debacle del kicker mancino Goessling (settimana scorsa autore di 2 FG da48 yards) che sbaglia tutti e 3 i calci tentati nel corso del match. Non c’è tempo per recriminare, stanotte a Fresno sono di scena i fortissimi (n. 5 AP) Boise State Broncos.

San José State @ Colorado State  38-31

Gli Spartans riescono nell’impresa di espugnare il campo dei Rams, ottenendo così la prima vittoria esterna extra-conference (dunque no WAC) dal 2002, quando vinsero @ Illinois. SJSU non aveva inoltre 2 vittorie in fila da tre stagioni. Il RB Brandon Rutley corre 131 yards in 23 portate con 2 touchdowns prima di infortunarsi (distorsione) alla caviglia sinistra verso la fine del 3° quarto. In sua assenza San José State subisce in poco tempo la rimonta CSU (da 31-17 a 31-31), tuttavia nel finale prima riesce a contenere i Rams, poi porta a casa l’insperato successo con un td-pass da 38 yards del QB Matt Faulkner (25/38 per 313 yards, 1 td-pass e 1 int.) per il WR Jabari Carr a 54 secondi dal termine. Un intercetto del CB Ronnie Yell su un passaggio lungo e forzato del QB Pete Thomas sancisce il trionfo degli Spartans. Segnatevi invece il nome del SS Duke Ihenacho (autore tra l’altro di un TD su ritorno di fumble nel 2° quarto) perché trattasi di una delle safety più interessanti del sottobosco NCAA. Sabato prossimo mission impossibile a Provo (Utah) contro BYU.