Week 8: partite e probabili dipartite.

Nelle 5 partite della week che hanno visto impegnate le università californiane di Football Bowl Subdivision, 3 sono state le vittorie: Stanford (7-0, 5-0 Pac12) ha battuto Washington nel primo impegno significativo di Pac12, USC (6-1, 3-1 Pac12) ha espugnato South Bend (Indiana) sede di Notre Dame, California (4-3, 1-3 Pac12) ha demolito Utah all’AT&T park ottenendo così la prima affermazione stagionale di Conference. Due viceversa le sconfitte, entrambe frustranti seppure per ragioni diverse: UCLA (3-4, 2-2 Pac12) è stata travolta a Tucson da Arizona, mentre Fresno State (3-5, 2-1 WAC) ha perso a Reno contro Nevada il matchup tra le due imbattute della Western Athletic Conference. Settimana di riposo (bye) per San Diego State e San José State.

Le partite

Washington @ Stanford  21-65

I Cardinal corrono letteralmente sopra agli Huskies grazie ad una prestazione incredibile della offensive line che da un lato apre autostrade ai propri runners, dall’altro non concede assolutamente nulla alla pass-rush avversaria, neppure un misero avvicinamento al proprio QB superstar. Serata “in ufficio” per Andrew Luck che deve lanciare a malapena 16/21 per 169 yards con 2 td-pass, rispettivamente per il TE Coby Fleener e per il WR Drew Terrell. Il running game alla fine produce 446 yards in 44 portate (media 10.1) che è record per l’ateneo, con 5 touchdowns: Stepfan Taylor corre 138 yards in 10 portate con un rush TD da 70 yards, Tyler Gaffney corre 117 yards in 9 portate e TD, Anthony Wilkerson 93 yards in 14 portate con 2 TD ed infine Jeremy Stewart 20 yards e TD. E pensare che la run defense di Washington aveva concesso97 yards su corsa a partita prima della gara di Palo Alto.

La difesa di Stanford invece concede troppo, specie al running game avversario, che nel primo tempo concretizza 2 long runs in altrettanti touchdowns, da 46 e 61 yards rispettivamente, con il sensazionale RB Chris Polk (144 yards in 15 portate e 2 TD), tra fine primo ed inizio secondo quarto. Logico forse lasciare un certo “cuscino” ad una squadra che ha nel passing game l’arma migliore, ma obiettivamente si sono verificati troppi errori nel tackling e la strigliata dei co-DC Jason Tarver e Derek Mason ha avuto l’effetto voluto nel secondo tempo: “Mason let us know real quick that we can’t play like that. And everybody just did their job, we didn’t really make adjustments, he just told us that if we continue to play like this, the offense is going to have to win this game for us”, le parole del FS Michael Thomas, autore peraltro di un intercetto in bell’anticipo riportato per 62 yards in touchdown alla fine del primo tempo (14-38). Buona la prova del LB Jarek Lancaster miglior tackler di squadra (10) che ha piazzato anche 1 sack e 1 break-up pass. Il sophomore QB di Washington Keith Price ha chiuso con 23/36 per 247 yards, 1 td-pass (TE Evan Hudson) nell’ultimo quarto e 1 intercetto. Un altro intercetto l’ha registrato verso la fine del match il CB Barry Browning ma ai danni del redshirt freshman QB Nick Montana, secondo figlio maschio di Joe, entrato in campo in pieno “garbage time”.

 

USC @ Notre Dame  31-17

I Trojans vincono bene a South Bend grazie ad una buona prova di squadra. L’attacco produce, con il QB Matt Barkley che lancia 24/35 per 224 yards con 3 td-pass, due dei quali per il WR Robert Woods (12 ricezioni per 119 yards e 2 TD) e l’altro per il freshman TE Randall Telfer. Ottimo anche il fatturato via terra (219 yards in 44 tentativi, media 5.0), con il duo di RBs Curtis McNeil e Marc Tyler a dividersi la maggior parte delle portate (37) e delle yards prodotte (185). La difesa invece recupera 3 palloni importanti (2 fumbles, più l’intercetto del CB Nickell Robey) oltre a limitare gli Irish a sole41 yards su corsa. Nel primo quarto USC va avanti 14-0 e sembra poter controllare, poi però verso la fine del secondo periodo, dopo il FG del 17-0, un kickoff return TD da96 yards di George Atkinson III riaprela partita. Con un successivo FG da25 yards del K Ruffer, il primo tempo si chiude 17-10.

La svolta del match arriva alla fine del terzo quarto. Dopo un lungo drive offensivo Notre Dame gioca un 3° & goal dalla 1-yard line di USC, ma sullo snap il QB Dayne Crist pasticcia regalando un fumble ai Trojans ed il pallone “rimbalzante” viene recuperato sulle 20 dal SAF Jawanza Starling che indisturbato lo riporta per 80 yards fino all’endzone avversaria, siglando il TD del 24-10 (video). Nonostante la “mazzata”, Notre Dame rientra subito in gara grazie ad una corsa da TD (25 yards) del RB Jonas Gray (24-17) ma, dopo un FG sbagliato dal K Heidari (32 yards), sul successivo possesso l’altro RB Cierre Wood commette a sua volta fumble, recuperato sulle 18 ND dal MLB Chris Galippo. Due pass di Barkley per Woods ed il risultato è definito: 31-17. Anche perché sul drive successivo arriva l’intercetto di Robey che chiude definitivamente il confronto.

Sabato notte (diretta su ESPN America a partire dalle ore 2.00) gara imperdibile per gli amanti della pro-style offense anche a livello di college: al Memorial Coliseum di Los Angeles si sfideranno Southern California Trojans e Stanford Cardinal.

Intanto, sempre con riguardo ai Trojans, segnalo che martedì 25 ottobre l’HC Lane Kiffin ha annunciato che il running back Dillon Baxter non è più un membro della squadra, pur essendo ancora iscritto a USC. Baxter non ha partecipato alla trasferta in Indiana, al contrario è tornato a casa sua durante il weekend, a San Diego. Giusto sabato 23, Baxter ha compiuto 20 anni. Kiffin ha parlato di “problemi accademici”, ma è di tutta evidenza che le speculazioni di un possibile transfer del ragazzo cresceranno ulteriormente. A quanto pare Baxter, un true sophomore tra i top recruit del 2010, ha iniziato a riflettere circa un presumibile trasferimento dopo un incontro tra la sua famiglia-entourage e l’HC successivo al season opener 2011 nel quale aveva manifestato il proprio malcontento per i pochi minuti/portate a disposizione. Baxter non è il RB classico che piace a Kiffin, eppure lo stesso Lane durante le spring practices dell’anno scorso lo aveva più volte paragonato al former USC star RB Reggie Bush.

Utah @ California  10-34

California domina Utah e vince la prima partita stagionale di Pac12. La difesa dei Golden Bears è artefice di una gara perfetta, annienta completamente il running game avversario e controlla il gioco aereo. Alcune statistiche sono quasi inverosimili: 13 (!!!) le yards nette concesse su corsa da Cal, considerando anche il TD di Utah ad 1 minuto dal termine, ovvero una corsa di 14 yards (!!) del RB John White…  Alla fine del primo tempo gli Utes hanno corso per… -6 yards. L’unica volta che Utah è riuscita ad oltrepassare la metà campo nel corso della prima frazione è stato alla fine del secondo quarto, quando grazie anche ad una penalità da fallo personale (15 yards) raggiunge le 30 avversarie. Ma a quel punto il LB Mychal Kendricks intercetta il QB Jon Hays riportando l’ovale per 32 yards alle Utah 42… Gli altri 2 intercetti del pomeriggio li piazzano invece il freshman CB Stefan McClure e il SAF Josh Hill che pure riporta il pallone per32 yards ma fino in endzone per il touchdown che vale il 34-0 all’inizio dell’ultimo quarto.

All’intervallo il risultato è 20-0, frutto di 2 TD e 2 FG tutti realizzati nel secondo quarto di gioco. Sblocca il RB Isi Sofele, che chiude con un 5-yard TD un bel drive dell’attacco iniziato sulle proprie 23, poi due calci (da 35 e 37 yards) del nostro Giorgio Tavecchio ed infine un td-pass da 12 yards del QB Zach Maynard (19/29 per 255 yards, 1 td-pass e 1 rush TD) per il solito WR Keenan Allen. Al primo snap successivo al TD di Sofele, il primo takeaway della gara, con il NG Aaron Tipoti che forza un fumble al QB Hays, ricoperto dal SAF D.J. Campbell. A metà del terzo periodo Maynard chiude con un rush TD da 4 yards un altro bel drive della offense iniziato dalle proprie 13 per il momentaneo 27-0.

California è attesa sabato prossimo a Pasadena dal secondo “derby californiano” dell’anno, quello contro UCLA.

 

UCLA @ Arizona  12-48

Nell’anticipo del giovedì i Bruins vengono asfaltati a Tucson dagli Arizona Wildcats. Quasi inutile commentare una partita in cui non ha funzionato praticamente nulla per i losangelini. Una sconfitta devastante, che ha lasciato segni evidenti nell’ambizioso programma di Westwood, a cominciare dalla presumibile fine del rapporto con l’HC Rick Neuheisel seppur al termine della stagione corrente. Ormai solo una specie di miracolo potrebbe cambiare le prospettive: i Bruins dovrebbero vincere le restanti 5 partite, comprese le prossime due a Pasadena contro California e Arizona State (5 novembre) oltre al derby con USC al Coliseum (26 novembre) per qualificarsi al primo Championship di Pac12, ma oggettivamente non si capisce come questa squadra possa sovvertire i pronostici. UCLA quest’anno non ha convinto nemmeno nelle tre vittorie contro SJSU, OSU e WSU, figuriamoci.

L’attacco ha dato sempre l’impressione di essere troppo monodimensionale e ultimamente davvero poco produttivo. Se pensiamo che contro Arizona il running game ha registrato in totale 37 (!!!) yards su corsa, abbiamo il dato per l’iscrizione sull’epitaffio di questa season, anzi di questa era. Per contro, UCLA negli ultimi anni non è più riuscita a scovare un signal caller degno di questo nome, rinverdendo così i fasti del proprio passato. L’ultimo QB capace di portare in alto i Bruins è stato Drew Olson, che però ha lasciato ormai da 6 anni il programma (2005). Kevin Prince (17/35 per 286 yards e 1 td-pass contro i Wildcats) e Richard Brehaut hanno avuto entrambi problemi da starter nelle ultime stagioni, mancando specialmente in concretezza, ed il cambio di offense per adattarsi alle loro caratteristiche non ha funzionato. Non a caso quest’anno si era deciso di tornare ad un attacco più bilanciato, con l’ingaggio come OC di Mike Johnson al posto di Norm Chow la cui versione di “pistol offense”, la così chiamata “revolver”, aveva fallito. Ma a Rick Neuheisel, dopo tre stagioni delle quali due perdenti (2008 e 2010) e una finita in pareggio (2010) seppur con la vittoria nell’EagleBank Bowl contro Temple, era richiesto quel salto di qualità che invece non è arrivato.

Peggio ancora, la scelta ritardata di un Defensive Coordinator dimostratosi non all’altezza (scelta alla fine caduta su Joe Tresey, ex DC di South Florida e Cincinnati, ma che proveniva dalla UFL dove aveva allenato i defensive backs degli Omaha Nighthawks), ha finito per rendere irriconoscibile pure il reparto migliore di questa squadra nelle ultime annate, la difesa. Nella partita contro Arizona, la secondaria è stata a dir poco ridicolizzata dal QB Nick Foles (26/39 per 391 yards e 3 td-pass, con 1 int.) e dal WR Juron Criner (10 ricezioni per 101 yards con 3 TD), ma il front seven è stato persino peggiore, avendo concesso 254 yards su corsa (con errori al tackle che nemmeno nelle giovanili in Italia..) ad una squadra che è stabilmente negli ultimi 10 posti FBS (su 120 squadre) in rushing offense (media stagionale 71.8).

Il tutto è stato poi peggiorato ancora dalla rissa scoppiata pochi istanti prima dell’intervallo, causata dalla bravata di un fan vestito da referee che ha trasformato l’ilarità in sfottò e questi ultimi in botte da orbi… (video). Ovviamente le squalifiche inflitte dalla NCAA non si sono fatte attendere. 10 giocatori sono stati fermati e per quanto riguarda in particolare UCLA i WRs Taylor Embree, Shaquelle Evans, Randall Carroll e Ricky Marvray salteranno tutti la partita contro California (oltre a loro il DT Cassius Marsh). Per questa occasione saranno dunque disponibili solo i WR Nelson Rosario e Josh Smith, oltre all’inesperto walk-on Jerry Rice Jr.

 

Fresno State @ Nevada  38-45

Fresno State perde l’offensive shootout di Reno contro Nevada non senza rimpianti. Alla fine pesano tremendamente i due fumbles regalati agli avversari così come il punt-return da 86 yards per il touchdown del WR Richard Matthews nel primo quarto di gioco. Grave è soprattutto il muff del Returner/WR Wylie colpito ad una gamba dal pallone che rimbalza dopo il primo punt dei Wolfpack, poi ricoperto in endzone dal DB Boudreaux per il primo TD di Nevada nel secondo tempo. Fresno State era appena tornata in vantaggio (24-23, dopo aver chiuso il primo tempo sotto 17-23) grazie ad un td-pass per il WR Victor Dean in un veloce drive nel quale lo stesso Devon Wylie aveva trasformato uno screen pass sulla sinistra in una corsa da 71 yards, ma soprattutto aveva forzato al punt per la prima volta nel corso del match gli avversari. Quella però è stata solo una delle giocate che hanno fatto perdere un momentum favorevole ai Bulldogs e che avrebbero potuto far girare l’incontro. Lo sforzo della defense di Fresno State nel terzo periodo, l’unico nel quale la “pistol offense” di Nevada non è andata a segno, non è stato purtroppo sfruttato dall’attacco, incapace in quel frangente della partita di mettere punti a tabellone (24-30). All’inizio dell’ultimo quarto, dopo il secondo fumble dei Bulldogs (stavolta forzato al RB A.J. Ellis), il lungo TE Marcel Jensen bloccava un altro FG (come settimana scorsa contro Utah State) ma stavolta la offense veniva obbligata al punt. Poi i due attacchi tornavano a farla da padroni con altri 4 drive a segno (2 touchdown per parte) per fissare il definitivo 38-45 (con una trasformazione da 2 punti sull’ultimo TD dei Wolfpack).

Certamente brucia aver perso una gara importante per il cammino di WAC nonostante le 522 total yards prodotte (season high),  grazie anche alle prestazioni del QB Derek Carr (20/37 per 315 yards e 3 td-pass) e del RB Robbie Rouse (167 yards in 24 portate con 2 TD, il primo dei quali con una corsa da 65 yards). Purtroppo si sapeva che la difesa avrebbe invece sofferto l’attacco di Nevada e così è stato. Ma indubbiamente i turnovers e l’ennesimo big play su ritorno lasciati agli avversari hanno contribuito enormemente alla sconfitta. Palesi le parole pronunciate al riguardo da un corrucciato HC Pat Hill: “I got to give [Nevada] a lot of credit, they capitalized on their chances. We had our opportunities to win that game, but every time we got momentum, give Nevada credit they came back and made some plays or we self-destructed.”

Ora ci sarà una settimana di riposo per Fresno State. Il 5 novembre al Bulldog Stadium sarà di scena Louisiana Tech in una partita da vincere assolutamente per mantenere accese le speranze di post season.