Week 11: “where every game counts”.

Risultati di sabato 12 novembre:

Pacific-12

[email protected] Stanford  53-30

[email protected] California  6-23

UCLA @ Utah  6-31

[email protected] USC  17-40

Mountain West Conference

San Diego State @ColoradoState  18-15

Western Athletic Conference

Fresno State @ New Mexico State  45-48

San José State @ Utah State  33-34

 

Appunti:

Stanford (9-1, 7-1 Pac12)

I Cardinal vengono travolti ancora una volta dai Ducks e chiudono a 17 la loro striscia di vittorie consecutive iniziata proprio dopo la sconfitta in Oregon dell’anno scorso. Ad Eugene il punteggio fu 52-31, troppo simile a quello di sabato (53-30) per pensare ad una mera coincidenza. Stanford gioca una partita nervosa nella quale ogni reparto e ogni singolo elemento sbaglia qualcosa. Il QB Andrew Luck (27/41 per 256 yards, con 3 td-pass e 2 int.) non è di sicuro artefice di una buona prova, ma tutta la offense gioca al di sotto delle sue possibilità, anche grazie alla difesa di Oregon che concede pochissimo alla power run dei Cardinal, sempre in difficoltà, anche nel chiudere quei “terzi e corto” automatici in altre occasioni. La Offensive line non apre i soliti varchi ed è porosa in pass protection, in più concede 3 sacks (di cui 1 con FF) agli avversari, un’enormità considerati i 4 totali permessi sin qui nella season. È così che la rushing offense, marchio di fabbrica dei Cardinal e strumento essenziale per gestire il gioco e il tempo nel game plan contro Oregon, non risulta un fattore nel match. Nella passing offense si salva il solo WR Griff Whalen, autore di 9 ricezioni per 107 yards con 2 TD nel secondo periodo, dato che i tight ends Fleener e Toilolo droppano lanci che altre volte prendono facilmente, mentre il freshman WR Ty Montgomery concorre con un muff (la palla rimbalza letteralmente dalle sue braccia) al secondo intercetto di Luck, riportato per 40 yards in TD dal LB Lokombo, che chiude definitivamente la gara.

Ma la sconfitta è purtroppo in gran parte attribuibile alla defense che di nuovo non riesce a trovare risposta alla rapidità di LaMichael James (146 yards in 20 portate con 3 TD, l’anno scorso furono 257 yards in 31 portate e 3 TD…), subisce una corsa centrale da 58 yards all’inizio del secondo quarto e poi quando chiude sul folletto texano viene fulminata da due screen pass del QB Darron Thomas (11/17 per 155 yards con 3 td-pass) convertiti in altrettanti big plays da TD dai velocissimi De’Anthony Thomas e Josh Huff, imprendibili in campo aperto.

Alla fine si contano ben 5 turnovers per Stanford, compreso il primo orribile intercetto di Luck (che nell’azione va poi a placcare il LB Stuckey) che comunque porta ai primi 8 punti di Oregon, mentre gli ultimi due fumbles, di Amanam su ritorno e di Terrell, arrivano a risultato acquisito. Sono 2 invece le palle recuperate ai Ducks, la prima su un fumble forzato (metà del 2° quarto) al freshman De. Thomas dal SS Delano Howell (gioca con una vistosa fasciatura rigida alla mano destra rotta) che dopo quell’azione è però costretto ad uscire e non rientrerà più in campo.

Inutile recriminare per ciò che sarebbe potuto essere con i vari Shayne Skov, Zach Ertz e Chris Owusu sul terreno di gioco. Oregon ha meritato, perché ha eseguito meglio: “When you play a team with that kind of speed and that kind of talent and is as well-coached as they are, if you turn the ball over, you can’t win. It was going to take our best game. I don’t think we gave them our best game and they took advantage of it.” le parole dell’HC David Shaw.

Meglio dunque per i Cardinal recuperare la concentrazione in vista delle prossime importanti e delicate partite contro California e Notre Dame, sempre a Palo Alto. La prima e unica sconfitta stagionale costa infatti a Stanford sia la Finale di Pac12 e il conseguente posto al Rose Bowl (Oregon dovrebbe perdere sia contro USC che contro Oregon State, improbabile a dir poco), sia ogni discorso di National Championship. Ma la nuova posizione attribuita dal BCS Standings (n. 9) tiene ancora in corsa Stanford per uno dei due posti “at large” in un altro BCS Bowl, in ragione anche degli scontri diretti delle squadre che ora la precedono in classifica. Per i ragazzi di coach Shaw è però obbligatorio vincere le ultime due impegnative sfide, a cominciare dal 114° “Big Game” di sabato prossimo, gara dove le motivazioni di certo non dovrebbero mancare.

 

California (6-4, 3-4 Pac12)

L’imminente annuale confronto con i Cardinal è ovviamente attesissimo anche dai Golden Bears, che nell’ultima apparizione all’AT&T park di San Francisco (l’anno prossimo torneranno al rinnovato Memorial Stadium di Berkeley) battono i Beavers assicurandosi così l’eleggibilità per uno dei bowl di fine anno. È anche la prima vittoria di Cal contro Oregon State dopo 4 sconfitte consecutive negli scontri diretti (ultima vittoria il 30 settembre 2006 a Corvallis), mentre in casa era addirittura dal 1997 che i Bears non battevano OSU.

Il QB Zach Maynard lancia 13/19 per 128 yards, con 1 td-pass (il primo dell’anno per il 5th year senior WR Michael Calvin) e 1 int. più 1 altro TD su corsa. Il RB Isi Sofele corre invece per il career-high di 190 yards in 23 portate e TD.

La difesa ha concesso solo 27 yards nette su corsa (in 21 portate) ai Beavers, ma il freshman QB Sean Mannion con 25/39 per 247 yards (con 2 int.) ha tenuto in partita OSU. Nel secondo tempo, sul risultato di 20-6, due turnovers entro le 5 yards di Cal hanno fatto la differenza. A metà del terzo quarto, un lancio dalle 20 diretto in endzone per James Rodgers è stato deflettato dal CB Steve Williams che lo marcava stretto e intercettato dal SAF D.J. Campbell sulla 4-yard line. All’inizio dell’ultimo periodo, su un 3° & goal dalla 1-yard line di Cal, un handoff di Mannion non è stato preso dal RB J. Stevenson ed il conseguente fumble è stato preda del SAF Sean Cattouse. Il secondo intercetto lo ha invece messo a segno a 45 secondi dal termine il LB Mychal Kendricks che ha totalizzato anche 10 tackles con 1 TFL nella sua partita.

 

UCLA (5-5, 4-3 Pac12)

I Bruins restano impantanati sul campo innevato di Salt Lake City dove perdono con Utah senza andare nemmeno una volta in touchdown. La pistol offense non produce, con il QB Kevin Prince che corre appena per 10 yards nette in 12 portate (aveva guadagnato ben 224 yards nelle due vittorie con Cal e ASU) e quando è poi costretto a lanciare registra 12/24 per 146 yards con 2 intercetti (entrambi del DB Conroy Black, il secondo riportato per 67 yards in TD) e 3 sacks subìti. La Offensive line non lo aiuta di certo, non è impeccabile in pass-protection e commette 6 penalità (5 false start e 1 holding). Non apre neanche i soliti varchi: su 295 yards totali, 149 arrivano dalla rushing offense (Franklin 89 yards in 17 tentativi), poche per avere successo contro la terza miglior difesa di Pac-12 in quella situazione meteorologica e su quel campo.

La defense inizia bene ma finisce malissimo con alcuni missing tackles del front seven che riportano alla memoria la difficile prima parte di stagione. Concesse 224 yards su corsa agli Utes, 154 nel secondo tempo, con il RB John White che corre 33 volte per 167 yards con 2 TD e riceve pure un lancio da 13 yards (su un 3° e 13) sull’estrema sinistra per un altro TD. “We were right in it at the half and still right there when we had them facing third-and-13. (Sean) Westgate had their running back covered, but the ball was perfect and he made a great catch” le parole dell’HC Rick Neuheisel. Complessivamente Utah ottiene appena 67 passing yards, ma tenta il lancio solo 13 volte (con 5 completi).

Per fortuna Arizona State ha incredibilmente perso a Pullman contro WSU e ciò permette a UCLA di mantenere il tie-breaker di vantaggio nei confronti dei Sun Devils per il secondo posto di South Division a due giornate dal termine della season. Sabato 19 arriva a Pasadena Colorado e bisogna vincere assolutamente per mantenere accese le speranze di raggiungere la Finale di Pac12. Poi i Bruins si giocheranno tutto il 26 al Memorial Coliseum di LA nel derby contro USC.

 

USC (8-2, 5-2 Pac12)

Southern California si vendica delle ultime due sconfitte last second contro Washington vincendo in scioltezza al Coliseum per 40-17. Nessuna possibilità che anche quest’anno il K Erik Folk possa calciare un FG per l’upset contro i Trojans. Alla fine del primo tempo USC è infatti già avanti di 20 punti (23-3) ed il kickoff del secondo tempo viene ritornato in touchdown dal true freshman WR Marqise Lee (9 ricezioni per 74 yards con 1 altro TD).

Il QB Matt Barkley lancia 18/28 per 174 yards con 1 td-pass e sblocca il risultato nel primo quarto con una QB sneak 1-yard run TD. Al resto pensa la rushing offense dei Trojans, 252 yards in 40 portate, compresa una corsa da 35 yards del P Kyle Negrete su fake-punt, con il RB Curtis McNeal che corre 18 volte per 148 yards e TD e con l’altro RB Marc Tyler che corre 7 volte per 50 yards e TD.

Gli Huskies vanno in touchdown solo sul primo possesso offensivo del secondo tempo con 1-yard run TD del RB Chris Polk (limitato a 36 yards in 9 portate), grazie soprattutto ad un lancio da 53 yards del QB Keith Price (12/16 per 125 yards) per il wide-open WR Kevin Smith, fermato dal SAF J. Starling ad 1 yarda dalla endzone. Il quarterback di colore è però costretto ad uscire per infortunio più avanti nel terzo quarto lasciando il posto a Nick Montana, che a 13 secondi dalla fine della gara trova con un lancio da 20 yards in endzone il true freshman WR Kasen Williams per il suo primo td-pass nel college football.

Dominante è stata la pass-rush dei Trojans, che ha prodotto 7 sacks, uno dei quali (DE Devon Kennard) per una safety da 2 punti nel secondo quarto. Sabato la banda Kiffin va ad Eugene ad affrontare Oregon.

 

San Diego State (6-3, 3-2 MWC)

Sofferta affermazione degli Aztecs a Fort Collins contro i Rams di Colorado State. Con il proprio miglior giocatore (il RB Ronnie Hillman, 80 yards in 24 portate) a mezzo servizio causa un infortunio alla caviglia, San Diego State riesce comunque a portare a casa la vittoria per 18-15 grazie ad un FG da 37 yards del K Abelardo Perez (che aveva in precedenza sbagliato conclusioni da 22 e 44 yards) a 5.49 dal termine.

Importante traguardo del senior QB Ryan Lindley che, lanciando 19/35 per 154 yards con 1 td-pass e 1 int., arriva a quota 11.494 passing yards in carriera, buone per sorpassare sia il record della Mountain West Conference di Max Hall (BYU, 2007-09, 11.365 yards), sia il record dell’ateneo di Todd Santos (1984-87,11.425 yards).

Il td-pass da 4 yards alla fine del primo quarto è ricevuto dal senior TE Alston Umuolo, che nella season ha ricevuto in tutto 7 lanci, 2 da touchdown (curiosamente l’altro TD lo ha messo a segno sempre in Colorado, contro Air Force), mentre l’intercetto dei Rams al primo possesso offensivo della partita è opera del sophomore LB Mike Orakpo, fratello minore di Brian, già superstar dei Texas Longhorns e oggi dei Washington Redskins in NFL. L’altro TD degli Aztecs lo segna con una 1-yard run il junior RB Walter Kazee che con le 49 yards corse valica le 1.000 rushing yards in carriera. Purtroppo per lui si infortuna gravemente al ginocchio destro (infortunio season ending) ed è costretto a lasciare il campo nel primo tempo. Con Hillman in grado di correre solo 5 volte nel secondo tempo, c’è spazio così per il freshman Adam Muema (45 yards in 11 portate).

La defense degli Aztecs gioca una buona gara. Concede è vero 235 yards e 2 TD alle corse di Colorado State (il sophomore RB Chris Nwoke corre 232 yards in 22 portate e il primo TD, un big play da 63 yards) ma tiene a 52 passing yards complessive i Rams, e soprattutto non consente agli avversari di oltrepassare la metà campo negli ultimi due possessi a disposizione del match, impedendo così il raggiungimento del range da FG con il risultato in bilico (18-15). Nel secondo quarto provoca inoltre due turnovers (1 intercetto e 1 FF), entrambi con il sophomore safety Nat Berhe. Il LB Miles Burris, che ricopre il fumble, colleziona anche 3 TFL con 1 sack.

Purtroppo anche la difesa ha registrato nelle ultime due partite altrettanti infortuni seri che hanno chiuso la carriera collegiale  degli starting seniors LB Logan Ketchum (tore pectoral muscle contro New Mexico) e DE J.J. Autele (dislocating elbow contro Colorado State).

Oltre agli infortuni, c’è da ragionare anche sul quadro dei Bowls, non più così certo per SDSU nonostante l’eleggibilità appena acquisita con la sesta vittoria stagionale. La sconfitta di Boise State contro TCU, ha riportato i Broncos fuori dal giro dei BCS Bowl, dunque con gli Horned Frogs dovrebbero spartirsi i posti per il Las Vegas Bowl e per il Poinsettia Bowl di San Diego che sono riservati alle prime due squadre di Mountain West. La MWC ha 4 posti disponibili per i Bowls ed è molto probabile che all’Indipendence bowl di Shreveport, Louisiana, vada Air Force. Una tra Wyoming (che proprio quest’anno ha battuto gli Aztecs..) e San Diego State finirà presumibilmente al New Mexico Bowl (peraltro forse contro una di Pac-12). L’altra dovrà sperare di essere “ripescata at-large” da qualche altra parte, ma non è così scontato. L’anno scorso ci furono 72 squadre FBS eleggibili a fronte di 70 posti disponibili (per 35 bowls) e sia Temple (record 8-4), sia Western Michigan (6-6), non furono invitate. Anche per questo sarà importante per gli Aztecs vincere più partite possibili. Ecco perché dopo la difficile sfida di sabato prossimo al Qualcomm Stadium contro la delusa Boise State, sarà quasi obbligatorio vincere a Las Vegas contro UNLV e poi il “rivalry” contro Fresno State.

 

Fresno State (3-7, 2-3 WAC)

A Las Cruces i Bulldogs riescono a perdere anche contro New Mexico State, prima sconfitta assoluta in 18 anni di football tra le due scuole. La defense si “sbriciola” ancora una volta dinanzi alle big plays avversarie: concessi 48 punti ad una squadra che ne aveva segnati 27 di media, oltre a 500 total yards più un kickoff return TD da 99 yards (autore il WR Taveon Rogers, lo stesso che ha segnato il TD decisivo, che guida la nazione in all-purpose yards).
Così, nonostante la buona prova fornita dalla offense (495 total yards e 6 touchdowns), Fresno State perde la terza partita consecutiva di WAC e la settima della stagione, che pure prevedeva i big match contro California, Nebraska e Boise State, venendo estromessa definitivamente da una possibile partecipazione ai bowls di fine anno.

Domenica il DC Randy Stewart, nello staff di Pat Hill da 10 anni, è stato costretto a rassegnare le dimissioni (il suo posto è stato preso dal LBs coach Tim Skipper), ma ora sono aumentati anche coloro che vorrebbero la testa dell’HC. Un cambio immediato sul fronte difensivo era peraltro necessario, anche a tre partite dal termine della season: Fresno St. ha concesso finora 20 scoring plays da 20 o più yards e figura agli ultimi posti in quasi tutte le principali categorie statistiche, tanto nazionali quanto della WAC. Nei rankings FBS (120 scuole), i Bulldgos sono penultimi nei takeaways, al 114° posto in scoring defense, al 103° in total defense, al 97° in passing defense e in third-down percentage defense, al 91° in passing efficiency defense, all’83° in rushing defense. Nelle ultime tre sconfitte di WAC (Nevada, Louisiana Tech e New Mexico State) hanno concesso una media di 543,7 yards e 44,7 punti agli avversari. Giudicate un po’ voi…

Nell’ennesimo shootout stagionale, il sophomore WR Jalen Saunders ha ricevuto 7 volte per 174 yards con 2 TD più una corsa da end around in TD nel terzo quarto, il junior RB Robbie Rouse ha corso per 86 yards con 2 TD e ricevuto 4 volte per altre 50 yards e TD, il redshirt sophomore QB Derek Carr ha lanciato 22/34 per 391 yards con 3 td-pass da 20, 59 e 64 yards rispettivamente. Ma alla fine tutto ciò non è bastato.

Nelle tre gare restanti in schedule i Bulldogs giocheranno in pratica per l’orgoglio: sabato prossimo si vola ad Honolulu per affrontare Hawaii, poi ci saranno le due sentite sfide con gli Spartans di San José State (26 nov.) e, soprattutto, contro gli Aztecs a San Diego (3 dic.).

 

San José State (3-7, 2-4 WAC)

Terza sconfitta consecutiva contro Utah State per gli Spartans che, sul campo innevato di Logan (UT), dilapidano un vantaggio costruito nel primo tempo (20-7) con 20 punti segnati nel primo quarto (come contro Idaho 7 giorni prima) e poi di nuovo avanti di 12 punti a metà dell’ultimo periodo (33-21) vengono sorpassati con un TD a 47 secondi dal termine. Il disperato e coraggioso tentativo finale di FG da 67 yards del punter Harrison Waid viene bloccato.

Il senior QB Matt Faulkner lancia 27/49 per 340 yards con 1 td-pass da 34 yards per il freshman WR Jabari Carr, mentre l’altro freshman RB Tyler Ervin ritorna un kickoff in touchdown da 95 yards. SJSU non riesce a produrre nel running game (appena 54 yards in 30 portate) ma il senior RB Brandon Rutley va comunque in TD con una corsa da 5 yards alla fine del primo periodo.

La defense procura 5 takeaways (4 fumbles recuperati e 1 intercetto di Peyton Thompson) ma non riesce a fermare i big plays su corsa dei RBs Robert Turbin (128 yards in 22 portate con 2 TD) e Michael Smith (TD run da 77 yards). Nel finale viene colpita due volte anche dal QB Adam Kennedy che lancia 2 td-pass, l’ultimo per il junior WR Matt Austin, un californiano della contea di Los Angeles. Prossimo incontro sabato 19 nov. a San José contro Navy.