Addio all’ultimo eroe: tagliato Hines “ Psycho” Ward

Questa mattina mi sono svegliato presto, ho fatto colazione, fumato la mia sigaretta, e mentre mi accingevo come di consueto a “sfogliare” i vari link USA per aggiornarmi sullo stato di avanzamento dei febbricitanti lavori che in casa Steelers si stanno facendo al fine di organizzare un piano di rientro economico sotto il Cap di 120 milioni di dollari previsto dalla Lega per la stagione 2012/2013, sentivo già che qualcosa non andava. Una strana sensazione come quella che attanaglia quando credi di avvertire un nefasto presentimento latente.

Questa è la Offseason, c’è da aspettarsi di tutto, specie quando la tua franchigia naviga – tra tagli e ristrutturazioni contrattuali – nei mari più distanti dalle coste sicure dello status finanziario richiesto dalla NFL. Ma che il mio mattutino presagio potesse concretizzarsi nella notizia del rilascio di uno dei più grandi giocatori della storia dei Pittsburgh Steelers, questo proprio no, non potevo immaginarlo.

Hines Ward, nome di battaglia “Psycho”, leader indiscusso della squadra, idolo e bandiera della Steeler Nation, lascia i B&G dopo quattordici lunghi anni di lotte e corse, pianti e sorrisi.

Il WR #86 era ancora legato alla franchigia della Pennsylvania da un contratto biennale a 4 milioni di dollari stagionali. Già il mese scorso, conscio di una sua retrocessione a ricevitore N° 4 del Team, Hines aveva proposto al Front Office la revisione anche drastica di tali cifre pur di terminare la sua carriera in maglia giallo-nera. Evidentemente il duo Kevin Colbert-Art Rooney II non era disposto a mantenere l’ormai 36enne attivo nel roster 2012, e nella giornata di ieri Pittsburgh ha ufficializzato il suo doloroso rilascio attraverso le parole dello stesso Presidente concesse al canale web Steelers.com:

“Hines è stato parte integrante dei nostri successi sin da quando lo abbiamo scelto al draft del 1998 e gli saremo sempre grati per tutti gli obbiettivi che ci ha aiutato a raggiungere” – continua Rooney“Ha dato tantissimo alla nostra organizzazione, sia dentro che fuori dal campo, e abbiamo apprezzato i suoi sforzi in questi 14 anni. Hines sarà considerato uno dei più grandi Steelers di tutti i tempi. Gli auguriamo solo il meglio”.

Belle parole, non c’è che dire, peccato che queste linguistiche iperboli sentimentalistiche non restituiscono neanche le briciole di ciò che Ward è stato per tutti noi fans B&G. Di fatto queste stesse roboanti frasi cariche di finta umanità non regalano l’eternità black&gold all’indomabile #86. Questo è quanto.
L’addio di Hines Ward sta calcificando ora dopo ora un dolore che non può essere alleviato o anestetizzato da nessun ragionamento di ordine tecnico, tattico o economico.

Con il suo rilascio Pittsburgh non perde solo un grandissimo campione che è stato in grado di strapazzare ogni record di franchigia con le sue 1000 ricezioni (record conquistato il 1 Gennaio scorso contro i Cleveland Browns), le oltre 12000 yards raccolte (19esimo giocatore della storia della NFL a raggiungere tale soglia; record atteso e prepotentemente afferrato durante la gara di regular lo scorso 4 Dicembre all’Heinz Field contro i Cincinnati Bengals) o con i complessivi 85 TD in carriera.
Noi non smarriamo soltanto un giocatore che è stato capace di dare tutto se stesso ad ogni play, che metteva il suo talento, la sua intelligenza e la sua devastante fisicità al servizio anche dell’ultimo dei compagni, che caricava di insegnamenti e consigli i suoi giovani colleghi, che elettrizzava il popolo B&G con ogni suo gesto (spesso anche solo con il suo sorriso).
Gli Steelers con il suo taglio lasciano per strada un pezzo importante del loro atavico, quasi mitologico (oserei dire), spirito combattivo identificante, che affonda le sue radici già all’alba della nascita della franchigia.
Ward era nell’immaginario collettivo della Steeler Nation l’ultimo grande sopravvissuto di una stirpe di eroi ormai perduti ma mai dimenticati: l’ultimo tramite, l’estremo accesso, attraverso il quale vecchie e nuove generazioni di acciaieri si ritrovavano per guardare ad un glorioso passato ricaricando il cuore di fiducia per approcciare al futuro.

Mi domando se questo immenso patrimonio di emozioni e di valori si possa sacrificare tanto semplicemente, quanto brutalmente, sull’altare del business.

Io so soltanto che non vedrò mai più il mio #86 correre sorridendo dopo un touchdown verso la balaustra inferiore al di là della End zone dell’Heinz Field che si affaccia ai Three Rivers e consegnare il pallone tra le mani di un suo fortunato fan.

“Non volevo che questo fosse l’ultimo capitolo con cui concludere la mia storia. Ho fatto tutto quanto era possibile per rimanere una Steeler e finire qui quello che ho iniziato quattordici anni fa.
Voglio ringraziare l’organizzazione, i miei compagni, i coachs e tutti quelli che hanno fatto della mia esperienza agli Steelers la più bella della mia vita.
Grazie a Mr.Rooney che mi ha dato la possibilità di giocare per una delle franchigie più prestigiose al mondo.
Grazie ai miei tifosi e alla Steeler Nation, grazie per il supporto e per tutti gli indimenticabili ricordi.
Ho dato il mio cuore a la mia anima in ogni down e dentro mi scorrerà per sempre sangue black and gold.”

Queste le prime frasi rilasciate dal nostro Hines Ward dopo l’ufficialità del taglio. Queste sì, sono certo, sono parole sincere.

In bocca al lupo campione. Ti conserveremo sempre nel cuore.