Adrien Robinson Brandon Mosley David Wilson DRAFT 2012 Jayron Hosley Markus Kuhn Matt McCants New York Giants Rueben Randle

Le sette scelte del Draft 2012.

Pare sia venuta l’ora, prima di addentrarci nel più triste periodo dell’anno (footballisticamente parlando), di analizzare le scelte fatte al draft. È inutile dire che Reese ha adottato la collaudata tecnica, almeno per le prime scelte, de “la scelta del miglior talento disponibile”. In effetti, quello che tutti si aspettavano (i ciccioni dell’OL oppure un TE) sono arrivati con le scelte più basse. Procediamo, però, con ordine.

1.       Round 1, Pick 32 (32) – David Wilson (RB), Virginia Tech

La partenza di Brandon Jacobs ha lasciato un’importante posto vacante nella dept chart dell’attacco via terra dei Giants. Inoltre, Bradshaw ha passato praticamente l’intera stagione “azzoppato”. Aggiungiamo alla ricetta la pochezza degli altri RB a roster e, soprattutto, le imbarazzanti statistiche messe su dal nostro attacco sulle corse ed ecco pronto il fumante piatto della prima scelta di quest’anno: David Wilson.

Una gran prima scelta. Parliamo di uno dei migliori RB in uscita dal college quest’anno. Sicuramente dopo Richardson, forse dopo Doug Martin (scelto peraltro alla pick precedente alla nostra).

Doti atletiche notevoli ed autore di un Combine esaltante. 41 inch nel Vertical Jump, 11’0’’ per il Broad Jump e 4,12 sec per 20 yd shuttle, solo per citarne alcuni.

Non a caso è stato protagonista anche nell’atletica ed in particolare nella specialità del salto triplo.

Quest’anno ha vinto l’ ACC Player of the Year alla sua prima stagione da titolare.

2662 yards per una media di 5.8 yards a portata, 18 TD. Interessanti anche le statistiche da ricevitore: 363 yards, 9.8 di media a portata, 5 TD.

Enormi capacità atletiche che gli permettono grande mobilità, ottimi tagli ed elevata capacità di tackle-breaking oltre ad ottimi doti da playmaker.

Altra sua caratteristica, utile nella Grande Mela, è quella di ritornatore. Noi tifosi dei Giants ci siamo abituati negli ultimi anni a prestazioni catastrofiche nei ritorni di calcio: medie di ritorno penose, fumble ridicoli. La sola speranza l’abbiamo riposta su Domenik Hixon, ma un infortunio dopo l’altro l’hanno praticamente messo fuori dai giochi. Ecco allora che proprio David Wilson potrebbe essere utile in questo senso.

Qualche problemino lo ha mostrato nella protezione della palla nell’abitudine di esporsi troppo ai colpi dei difensori.

In conclusione, una prima scelta abbastanza prevedibile ma altrettanto gradita. Speriamo di vedere un gioco di corse finalmente decente e che diventi una valida alternativa alle ottime capacità di gioco aereo del dimostrate dal nostro attacco.

 

2.       Round 2, Pick 31 (63) – Rueben Randle (WR), LSU

Sicuramente meno scontata la seconda scelta. Infatti, portiamo a NY un WR di tutto rispetto: Rueben Randle.

 

Questa scelta è la dimostrazione della già citata filosofia de “la scelta del miglior talento disponibile”.

Diciamocela tutta, l’utilizzo di una seconda scelta per un ricevitore proprio non ce l’aspettavamo. Tuttavia possiamo trovare almeno due motivazioni valide: la prima è il grande talento del giocatore di cui parleremo in seguito (una Combine non proprio eccellente ha contribuito a far scendere la sua scelta), ma soprattutto questa mossa ha dimostrato di fatto la non piena fiducia degli altri WR a roster: il già citato (ed acciaccato) Domenik Hixon, Jerrel Jernigan e Ramses Barden.

Il giovane Rueben è caratterizzato da un fisico longilineo e delle braccia molto lunghe. Il tutto è condito da un’ottima accelerazione, grande abilità nello sfidare il marcatore sul gioco aereo e buone capacità nel conquistare yards dopo la ricezione. È anche un buon bloccatore, utilizzabile quindi per sfruttare proprio Wilson.

97 ricezioni per 1634 yards e 13 TD. Solo tre fumble in tutta la carriera al college. Queste le sue statistiche totali ma, a detta di molti, sarebbero potute essere ancora migliori con un QB superiore.

Non possiede un’adeguata forza esplosiva e, come abbiamo già detto, ha deluso in alcune prove della Combine.

Potrebbe dare il meglio utilizzandolo in un gioco di passaggi verticali soprattutto per le sua capacità di “aprire il campo”.

Se volevamo sostituire Mario Manningham (partito per SF), non si poteva scegliere di meglio al secondo giro.

 

3.       Round 3, Pick 31 (94) – Jayron Hosley (CB), Virginia Tech

Terza chiamata e non si vede l’ombra di un OL o almeno di un TE.

Si, lo ammetto, questa è la chiamata che mi ha lasciato più perplesso. E lo sono tuttora mentre scrivo questo lungo articolo. Vediamo allora di conoscere meglio Jayron Hosley.

Chiariamo subito che stiamo parlando di un buon giocatore. Il ragazzo della Florida ha dimostrato buone qualità al college di Virgina Tech. Veloce, agile e abile nel cambio di direzione, caratteristiche che lo fanno ottimo Punt Returner. Inoltre, possiede buona abilità nella lotta “in aria” con la palla e capacità di lettura del gioco, caratteristica di non poco conto per un CB, a mio parere uno dei ruoli più difficili ed affascinanti del football.

Purtroppo, l’altra faccia della medaglia ci propone un giocatore in formato “mini” che non possiede una forza adeguata e che inoltre non è un perfetto placcatore.

Concludo con due “piccole” curiosità: durante il college ha saltato la partita contro East Carolina perché ha infranto il coprifuoco dell’ateneo e, soprattutto, è stato trovato positivo al test per la marijuana alla Combine…

 

4.       Round 4, Pick 32 (127) – Adrien Robinson (TE), Cincinnati

Quando finalmente ho sentito al draft la parola: “Thight End” mi sono subito buttato alla ricerca di notizie su Adrien Robinson.

Vi dico subito che sono rimasto deluso. Notizie frammentarie ed addirittura neppure video su Youtube.

Non vi nego quindi che mettere su qualche notizia è davvero difficile.

Partiamo con il dire che parecchie preview lo ponevano tra gli undrafted, quindi siamo stati dei fenomeni a prenderlo al quarto giro? Mah… non è detto.

Un giocatore che va ancora costruito per giocare in NFL. Soprattutto nella tecnica dei blocchi, in modo da resistere alla pressione degli uomini di linea difensiva. Insomma, per farla breve, non dovremmo (il condizionale è sempre d’obbligo quando si parla di draft, lo ripeto) aspettarci un’immediata esplosione stile Victor Cruz, ma un giocatore che con il tempo e la pazienza potrebbe dare belle soddisfazioni. Vi lascio qualche statistica: 39 partite giocate, 29 ricezioni e 434 yards, con una media quindi di 15.0 yards/rec e 5 TD. Tra queste statistiche spicca una ricezione di 72 yards (quella del video postato).

 

5.       Round 4, Pick 36 (131) (compensatory pick) – Brandon Mosley (OT), Auburn

Ed ecco, infine, la scelta di un uomo di linea. Anche qui c’è il “però”. Infatti, Brandon Mosley, scelto sempre al quarto giro con una compensatory pick è si un OT, ma solo da quando è passato al college di Auburn. Prima, al Coffeyville Community College faceva il TE e DT.

Questo potrebbe essere uno dei problemi, cioè la poca esperienza a giocare nell’OL. Va detto che lo ha fatto sia a sinistra (con scarsi risultati), sia a destra dove ha trovato poi la sua definitiva posizione.

Possiede lunghe braccia che gli permettono di anticipare più facilmente l’avversario riuscendo a creare buchi nella linea. Buon giocatore nei movimenti di pull. Da sottolineare l’ottimo carattere del ragazzo sempre molto impegnato, laborioso ed amante del suo mestiere.

Certo, parliamo pur sempre di un giocatore che gioca da relativamente poco nell’attuale ruolo, resta quindi da capire quanto potrà essere utile all’inizio. Non fluido nei movimenti, carente nella tecnica.

Il mio personale pensiero è che potremmo anche aspettarci una riconversione al ruolo originario di TE (o DT…).

 

6.       Round 6, Pick 31 (201) – Matt McCants (OT), UAB

Tanto per mettere a tacere completamente le critiche dei tifosi Giants, Reese decide di pescare un altro OT: Matt McCants.

Per forza di cose, il talento inizia a diminuire. Siamo pur sempre al sesto giro.

Alto, enorme “apertura alare”, scarsa forza fisica. Questo potrebbe essere il biglietto da visita del ragazzo proveniente da UAB. Usando una definizione da votazione scolastica, diremmo che è aggrappato alla sufficienza ma con molta difficoltà.

Non un fulmine di guerra, ha dimostrato scarsa tecnica nel blocco oltre che capacità quasi nulla nel vedere il blitz proveniente dalla zona cieca, con la famosa “coda dell’occhio” per intenderci.

L’unica cosa che può giocare a suo favore è la buona struttura fisica della parte superiore del corpo. Un prospetto da gettare nella mischia della Practice Squad da subito, al massimo un utilizzo marginale nello Special Team. Non penso di più.

 

7.       Round 7, Pick 32 (239) – Markus Kuhn (DT), N.C. State

Ed arriviamo infine al nostro Mr. Irrelevant. Addirittura arriva da Weinheim (Germania), dove ha giocato OLB e nella DL per la locale squadre dei Longhorns, militante nella German Football League, la maggiore lega tedesca.

Parliamo di Markus Kuhn, ragazzone proveniente da North Carolina State.

Ragazzone tra virgolette. Non per l’”one” ma per “ragazzo” infatti approda in NFL dalla NCAA all’età di 26, quindi un po’ fuori dalla classica età media.

Dimensioni fisiche notevoli che gli rendono più facile il suo mestiere, visto che la tecnica va migliorata. Non un eccellente pass rusher, caratteristica principale della nostra DL.

Non ha giocato la prima partita della stagione contro Western Kentucky perché arrestato per possesso di marijuana (e siamo a due…).

Molti analisti lo assegnavano anche al 4-5 giro, noi lo abbiamo preso al settimo. Sicuramente un po’ di Special Team non glielo toglie nessuno. Poi si vedrà.

 

Un draft intelligente e mirato. Siamo riusciti a coprire le needs più importanti, ma soprattutto si mette parecchia carne al fuoco in occasione di una stagione che sarà, per forza di cose, “sperimentale” dopo l’ultima che, invece, è stata trionfale.

Io mi aspetterei di tutto, forse anche qualche test azzardato in qualche partita. Ripeto, ci sta. Se non lo facciamo quest’anno, quando?

* * *

Piccola curiosità. Oggi tutti i rookies saranno al Rookie Mini Camp, qui trovate le targhe per gli spogliatoi con i loro nomi.

 * * *

Questa è, infine, la lista completa degli undrafted, vale a dire coloro i quali non essendo stati scelti da nessuno squadra, hanno la possibilità di accettare un contratto:

Louisiana Tech DE Matt Broha; Arizona WR David Douglas; McNeese State S Janzen Jackson; Rutgers FB Joe Martinek; Miami S Jojo Nicolas; Miami DL Adewale Ojomo; UMass WR Julian Talley; Merrimack QB James Suozzo; Georgia State LB Jake Muasau.

Che dite, tra questi ci sarà un’altra esplosione stile Victor Cruz?


Questo articolo è stato pubblicato da ubuntiano il 10 maggio 2012

Click on a tab to select how you'd like to leave your comment

Leave a reply

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>