Eli Manning Tony Romo

Dallas Cowboys v New York Giants

E io che cominciavo a preoccuparmi.

Per i tifosi dei Giants e dei Cowboys, dopo la morte, le tasse, la perenne stagione degli amori di Kim Kardashian e le genuflessioni parziali di Tim Tebow, c’è un quinto argomento sicuro, certo, immarcescibile: prima o poi qualcuno tirerà fuori la querelle Romo vs Manning jr.

Un po’ di apprensione, lo ammetto, cominciavo ad averla. Insomma, eravamo quasi alla metà di luglio, tra un mesetto sarebbero iniziate le partitelle di preseason, e ancora nessun analista dell’ultim’ora, un molto ex giocatore, un giornalista annoiato, un barista in disarmo o un perditempo come me (ci avevo riso un po’ lo scorso anno: http://forum.endzone.it/viewtopic.php?f=9&t=11080) aveva avuto l’originalissima idea di buttare là un commento sulla (ancora non si sa perché) rivalità/dualismo sportivo dell’ultima generazione di QB?

Temevo/speravo che con la storia dei cacciatori di taglie di moda a Big Easy e la telenovela dei Gemelli Sfracelli ai Jets, la storia ormai non appassionasse più.

Perché, nel caso vi fosse sfuggito, nell’NFL non ci sono altri giocatori in quel ruolo su cui discutere.

A dire il vero lo scorso anno Eli, nel suo candore finto vanesio, disse di considerarsi un top QB dopo gli ennesimi dubbi spuntati nella mente dell’analista di turno. E giù tutti a ridere.

Veramente i tutti ancora faticano a uscire da sotto la tenda a ossigeno, ma questa è un’altra storia.

Il genio di turno questa volta è stato l’ex Giants Amani Toomer il quale, dimenticando chi gli ha infilato l’unico anello che porta, ha dichiarato che dopo aver paragonato i numeri, le statistiche e il rating dei due, è rimasto “scioccato” dalla superiorità di Romo.

Ma va’? Suppongo che i vari corsi serali che gli hanno consentito di laurearsi ad Harvard, Stanford e Notre Dame allo stesso tempo, lo abbiano aiutato non poco nel mettere sul tavolo una così sorprendente disamina sportiva.

Giovani analisti crescono.

Vogliamo fugare i dubbi una volta per tutte? E fughiamoli.

Prendiamo le statistiche fino all’ultimo anno, ma per correttezza a partire dal 2006 dato che i primi tre anni Romo se li è fatti in panca con un bello 0 su tutti i fronti.

Dunque…

YDS: Eli 22.774, Tony 20.834 (però nel 2010 giocò soltanto sei partite a causa di un infortunio, e nel 2008 nel saltò tre. Gliene vogliamo dare qualche migliaio in più sulla fiducia? Sicuramente sarebbe sopra a Eli anche se non saprei dire di quanto.)

TD: Eli 155, Tony 149 (ma vale lo stesso giochino di prima e anche qua starebbe di sicuro sopra).

INT: Eli 103 ,Romo 72 (giochino al contrario, ma dubito Romo supererebbe Eli).

PCT completi: Eli 60.03, Tony 64.5.

RATING: Eli 84.7, Tony 96.9.

E pure sulle yds corse Tony batte Eli.

Accidenti se Toomer può dirsi scioccato e affermare che Romo è il miglior QB della NFC East.

Statisticamente è così.

Ovvio, gli analisti e i giornalisti si sono scatenati ricordando l’unico numero che alla fine conti qualcosa, ma è inutile perché non produttivo ai fini di quest’articolo.

Mi limiterò ad alcune domande banalissime. Chi può e vuole rispondere, si senta libero.

Pur nel loro indiscusso valore, i numeri riescono a stabilire l’importanza di un giocatore?

Pur con tutti i distinguo dovuti alla durata della carriera e al diverso tipo di gioco, Romo ha statistiche superiori a Joe Montana. È più forte di Montana?

Eli Manning ha statistiche simili se non superiori a Troy Aikman. È forte come lui se non di più?

A livello di numeri Romo spazza via Aikman, quindi…

E poi, si può sempre imputare ad altro o altri  una sconfitta?

Si può sempre dare il merito ad altro o altri di una vittoria?

Ma soprattutto, le due domande che ritengo fondamentali per capire una volta per tutte chi sia il più forte dei due.

Per ipotesi, sprechiamo una settimana nel fare un giro a New York e chiediamo ai tifosi: vorreste cambiare Eli con Tony?

Per ipotesi, sprechiamo un’altra settimana nel fare un giro a Dallas e chiediamo ai tifosi: vorreste cambiare Tony con Eli?

Io magari le risposte le so pure, ma le tengo per me.


Questo articolo è stato pubblicato da Deep Blue il 8 luglio 2012

2 thoughts on “COME FARNE A MENO…

  1. Il football non è il calcio, dove quello che in questi giorni viene pomposamente ribattezzato “top player” può spostare l’equilibrio di una partita con una sola giocata. Il football è una sinfonia eseguita da un’orchestra di 52 elementi, in cui – paradossalmente – è importante persino quello che non struscia mai campo.
    Se hai un solista favoloso ma tutto il resto stona, non ci fai nulla: ecco perchè certi numeri legati all’individualità lasciano (purtroppo) il tempo che trovano.
    Personalmente considero Romo un top QB, sicuramente superiore ad Eli Manning. Ma Eli ha avuto l’orchestra (ed il direttore) migliori di Tony in questi ultimi anni…

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  2. Concordo in parte.
    Per me il top QB emerge sempre malgrado l’orchestra e il direttore.
    Chiaro, se l’orchestra è scarsa non può fare miracoli. Ma se l’orchestra è comunque molto buona la differenza la fa eccome; magari non arriva a vincere, ma si fa notare di sicuro. Come ho scritto altrove, i numeri di Dallas sono sempre stati molto buoni, se non addirittura superiori a quelli di NY. Come ce lo spieghiamo?
    Poi qua subentrano le doti esterne ai numeri, quelle intangibili.
    Fino a oggi Eli non ha mai sbagliato un appuntamento importante, di Romo non lo si può dire (a quanto affermano i commentatori). Forse quelli sono i casi, al di là dei numeri, in cui emerge il vero top player a dispetto di orchestra e direttore.

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