NFL Preview – NFC

 

NFC East

 

New York Giants

I Giants sono la dimostrazione che, per quanto ci si sforzi ad analizzare dati e partite, in NFL in fondo tutto è possibile. Quando poi le congiunzioni astrali sono particolarmente favorevoli, può anche accedere che una squadra che nessuno dava nemmeno tra le outsiders a inizio stagione riesca addirittura ad arrivare al Superbowl, e a vincerlo.

I Giants sono riusciti in questa incredibile impresa con il peggior attacco sulle corse e con una offensive line non al meglio, senza contare la difesa sui passaggi che, orfana dei CB Thomas e Amukamara, è risultata essere una delle ultime in regular season.

La squadra di New York non ha neanche fatto vedere grandi cose in stagione regolare, visto che si sono qualificati per la postseason con un record peggiore di quello dell’anno passato (in cui erano arrivati secondi in division e nemmeno li avevano disputati i playoff). Fatto sta che in un surreale clima di Green Bay sono riusciti a battere gli stra-favoritissimi Packers, trovando poi la concentrazione e il morale giusto per bissare il traguardo raggiunto nella stagione 2007/2008.

In questa cavalcata trionfale il più talentuoso si è dimostrato il QB Eli Manning, ineguagliabile nelle sue performance negli ultimi quarti di gara, senza dimenticare il WR Nicks e, soprattutto, l’incredibile exploit del WR Cruz (1500+ yards nella sola regular season). Da non dimenticare poi l’apporto dei sacks di Pierre Paul, oltre a quelli dei soliti Umeniora e Tuck.

Sapranno ripetersi anche nel 2012? Tutto è possibile, come si è detto.

I Giants potranno contare sui rookies Wilson (RB) Randle (WR) e Hosley (CB), ritroveranno il CB Amukamara ma dovranno rinunciare all’artefice della miracolosa ricezione che di fatto ha regalato il titolo alla squadra di New York, ossia Manningham. Per le prime partite saranno da valutare anche le condizioni fisiche del WR Nicks e del DT Canty.

 

Philadelphia Eagles

Dopo la stagione 2010 e la conseguente offseason, che ha portato a Philadelphia atleti del calibro di Jenkins (DT), Babin (DE), Asomugha (CB) e Roger Cromartie (CB), gli Eagles si erano meritati l’appellativo di “Dream Team”.

Qualcosa però non ha funzionato: saranno state le prestazioni deludenti del QB Vick e del WR Jackson, sarà stata l’assenza di validi linebackes, sarà stata la mancata amalgama di tutti i campioni in difesa dovuta al lockout, sarà stata l’inesperienza di Castillo come defensive coordinator. Sta di fatto che le speranze dell’estate 2011 sono andate completamente disattese, visto che la squadra non è nemmeno riuscita a qualificarsi per i play off.

Le uniche cose da salvare restano le eccellenti performance del RB McCoy (1300+ yards e ben 17 TD),  della guardia Mathis e del tackle Peters. Sfortunatamente per gli Eagles però, Peters si è infortunato in offseeason, tanto che Philadelphia ha dovuto sostituirlo in tutta fretta con l’OT Bell dei Bills.

I maggiori dubbi sul reparto offensivo provengono comunque dalla capacità di Vick di rimanere integro: nella malaugurata ipotesi di un suo infortunio i tifosi possono solo sperare che il rookie Foles giochi da subito su buoni livelli.

Quanto alla difesa, da rimarcare come Castillo, che tanto era stato criticato dai tifosi e dagli addetti ai lavori, abbia mantenuto il proprio posto di defensive coordinator. Quella che gli è stata data però è proprio l’ultima chance: se fallirà anche quest’anno con i rinforzi necessari al centro della linea (il rookie DT Cox) e tra i LBs (DeMeco Ryans e il rookie Kendricks), per lui si prospetta un sicuro futuro al di fuori di Philadelphia.

 

Dallas Cowboys

E’ finalmente l’anno buono per ritornare ai playoff, e magari provare ad avvicinarsi a quel grande ballo in cui i Cowboys mancano da fin troppo tempo?

A favore depone la stagione dello scorso anno, in cui la corsa alla post season è stata viva almeno sino all’infortunio del RB Murray, nonostante una pessima difesa sui passaggi.

Posto che in offseason Dallas ha messo in atto scelte mirate per rafforzare il punto debole del reparto difensivo (il rookie Claiborn al draft, con un rimarchevole trade up, e il CB Carr dai Chiefs) e posto che Murray rimanga in salute per tutto il campionato, ci sono buone premesse per sperare in qualcosa di positivo.

Da sottolineare anche la scelta di affidarsi a Callahan come offensive coordinator e allenatore della linea d’attacco, ruolo quest’ultimo che ha svolto in modo impeccabile ai Jets. Se sarà in grado di effettuare sin da subito un buon lavoro non potrà che beneficiarne il gioco di corse, togliendo così pressione al QB Romo; il problema però è che tra gli starter della offensive line ci sono giocatori con poca esperienza, e inoltre sembra essere ridotta la profondità dei ruoli.

Altro dubbio rimane l’integrità fisica dei ricevitori (Austin e Bryant), sempre che Dallas non tiri fuori dal cilindro uno o due WRs affidabili come ha dimostrato di saper fare negli anni scorsi con lo stesso Austin e con Robinson, passato in primavera ai Jaguars. Una possibile sorpresa sul fronte passing game potrebbe arrivare dai TEs, e in specie dal rookie Hanna, che andrà a fare reparto con Witten.

 

Washington Redskins

Volendo usare un gergo pokeristico, si potrebbe dire che i Redskins sono andati in “all in” all’ultimo draft per assicurarsi il quaterback Griffin III, fresco vincitore dell’Heisman Trophy. La contropartita offerta ai Rams è stata infatti di quelle degne di nota: 3 prime scelte ai draft 2012, 2013 e 2014 e la seconda scelta al draft 2012.

Per permettere a Griffin di performare da subito al meglio, Washington non ha badato a spese, strapagando i WRs Garcon (ex Colts) e Morgan (ex 49ers), che vanno ad affiancare il WR Santana Moss e il TE Fred Davis.

Qualche perplessità per la linea d’attacco, che l’anno scorso è stata abbastanza deficitaria, e per il running game, che potrebbe però vedere il sophomore Helu come protagonista.

In totale un bell’azzardo, ma se le cose vanno come devono, coach Shanahan potrebbe salvare la faccia, dopo 2 stagioni al di sotto delle grandi attese che lo circondavano.

Per quanto riguarda la difesa, poco è invece cambiato rispetto lo scorso anno, se si esclude il fatto che Landry e Atogwe non saranno più a roster tra le safeties. Washington spera però che la fenomenale coppia di OLB Orakpo e Kerrigan riesca a mettere così tanta pressione agli attacchi avversari da agevolare il compito agli uomini della secondaria.

 

 

NFC North

 

Green Bay Packers

Dopo una regular season strepitosa, con un record di 15-1, si pensava che i Packers potessero agilmente arrivare a giocarsi in secondo Superbowl di fila. Tutto si è invece concluso nella prima partita di post season, in un ambiente surreale dovuto alla prematura morte del figlio dell’offensive coordinator Philbin.

Cosa sia andato storto in quel match è difficile da definire con precisione, sta di fatto che i Giants da allora hanno trovato la giusta convinzione per arrivare poi ad aggiudicarsi il titolo NFL.

Riusciranno i Packers a dimenticare quella partita e ripartire di nuovo verso il Superbowl?

Dipendesse solo dal QB Rodgers e dal suo corpo ricevitori (Jennings, Nelson e Finley tra gli altri), ci sarebbero poche esitazioni a rispondere affermativamente. Sta di fatto però che anche quest’anno la linea offensiva sembra avere il suo punto debole nel ruolo di left tackle, in cui il mediocre Newhouse è chiamato a sostituire in modo definitivo Clifton, ritiratosi a fine stagione. Da valutare anche l’alternanza tra il centro Wells e Saturday, ma stiamo parlando di due fuoriclasse nella posizione pertanto si presume che il cambio non sia traumatico.

Un upgrade per l’intero attacco potrebbe arrivare dall’acquisizione del RB Benson, ex Bengals, che se non altro garantisce un maggior numero di yards corse in un reparto assolutamente asfittico.

Le maggiori preoccupazioni per Green Bay arrivano comunque da una difesa che l’anno scorso ha sperimentato un crollo verticale dagli eccellenti risultati della stagione 2010, fatta eccezione per il numero di intercetti; tra i motivi del crollo sono da imputare le performance sotto le aspettative del NT Raji e quelle del OLB Mathews, ma anche l’infortunio al FS Collins, che ha modificato diversi importanti equilibri tra le secondarie.

Per tentare di porre rimedi, i Packers hanno condotto un draft interamente focalizzato sulla difesa, scegliendo tra gli altri l’OLB Perry, il DT/DE Worthy e il SS McMillian.

 

Detroit Lions

L’ascesa dei Lions dopo la deplorevole stagione 2008 (0-16) è stata esponenziale: 2 vittorie nel 2009, 6 nel 2010 e ben 10 nel 2011, in cui Detroit ha riacciuffato i playoff dopo 12 anni di assenza.

Tanti i fattori di successo, a cominciare da quel Matthew Stafford draftato nel 2009 come prima scelta assoluta e ritornato a pieno regime dopo diversi infortuni proprio l’anno scorso. Sta di fatto che nel suo terzo anno tra i pro Stafford, al pari di fuoriclasse indiscussi come Brees e Brady, è riuscito nell’impresa di battere il record di passing yards per stagione di un certo Dan Marino.

Il merito di questo risultato va diviso con il suo corpo ricevitori, tra cui spicca un fenomeno indiscutibile: il WR Calvin Johnson, capace di accumulare la bellezza di 1681 yards e 16 TD!

La stagione entrante non può che aprirsi con i migliori auspici, visto l’innesto di un altro ottimo prospetto tra i WR (Broyles) e il rafforzamento della linea d’attacco (Reiff), sempre che Stafford rimanga in salute e Johnson non incappi nella famigerata “Madden curse”.

Sarebbe inoltre auspicabile un miglior apporto delle corse, ma bisognerebbe sperare che Best e Leshoure si tengano fuori dall’infermeria, e che lo stesso Leshoure impari a tenersi lontano dai problemi con la legge.

Problemi comportamentali affliggono anche le speranze dei 2 DT titolari, ossia Fairley e Suh, con quest’ultimo in netto calo rispetto alla sua stagione da rookie. Le problematiche più grosse per Detroit sono tuttavia da rintracciare nel reparto secondarie, in cui di giocatori di talento si fatica a individuarne, specie dopo l’infortunio del S Delmas.

 

Chicago Bears

Visto che la seconda stagione dell’offensive coordinator Martz si è rivelata un mezzo fallimento (anche perché è difficile giocare certi schemi senza Warner, Faulk, Bruce e Holt ndr), i Bears hanno deciso di cambiare tutto: via il GM Angelo a favore di Emery, che ha portato a Chicago quello che era stato l’OC del QB Cutler ai tempi dei Broncos (Tice).

Volendo fare una “reunion” completa, Emery ha portato nella “città del vento” anche l’ex WR di Cutler ai tempi di Denver, Marshall. Per rafforzare ulteriormente un reparto ricevitori mediocre, dal draft è poi arrivato il promettente rookie WR Jeffery.

Queste scelte dovrebbero comportare un diverso carico di lavoro per l’offenive line con una prevedibile maggior protezione per Cutler, anche perché è atteso al rientro il sophomore Carimi.

Buone anche le prospettive del running game, con il RB di sostanza Bush (ex Raiders), affiancato al RB di qualità Forte.

La difesa sulla carta presenta sempre buone garanzie, nonostante il calo di rendimento riscontrato lo scorso anno. Fattori determinanti saranno la salute dell’ILB Urlacher e le giocate del rookie DE McClellin e del sophomore DT Paea.

Se tutti questi fattori dovessero andare nella giusta direzione, il ritorno ai playoff dopo un anno di purgatorio è tuttaltro che impossibile.

 

Minnesota Vikings

Dopo essere andati ad un passo dal Superbowl è cominciato il crollo verticale: nel 2010 le pessime condizioni fisiche di Favre hanno condizionato la stagione, ed è arrivato il licenziamento del coach Childress; nel 2011 l’alternanza tra McNabb e Ponder non ha portato i frutti sperati, anche a causa di una pessima linea offensiva in fase di protezione dei QBs e di un reparto secondarie che definire colabrodo risulta eufemistico.

I Vikings decidono di ricostruire dalle macerie nominando dopo molti anni un GM, Spielman. Le prime mosse non sono  però state eclatanti, vista la conferma di coach Frazier e l’ingaggio come defensive coordinator di Alan Williams, ex allenatore delle secondarie dei Colts.

Nel proseguo della offseason Spielman ha deciso per il taglio delle guardie titolari, Hutchingson e Herrera e del kicker Longwell, ha acquisito il CB Carr dai Ravens per poi presentarsi al draft prendendo decisioni molto oculate che hanno permesso un rafforzamento della squadra con uno dei migliori tackle in circolazione, Kalil, oltre al FS Smith,  al veloce CB Robinson e al WR Jarius Wright.

La stagione entrante sarà un bel banco di prova per il QB Ponder, che al suo secondo anno, forte di una migliore protezione della OL, dovrà dimostrare di aver incrementato la velocità di lettura delle difese avversarie.

Sono inoltre attesi miglioramenti anche dalla difesa, e in particolare dai defensive backs, anche per non gettare alle ortiche l’ottimo lavoro del DE Allen, leader di sacks della NFL nel 2011, ad un passo dal record assoluto di Strahan del 2001.

 

 

NFC South

 

New Orleans Saints

L’attacco dei Saints, con il rientro del RB Thomas e l’aggiunta del RB Sproles ha ritrovato gli equilibri parzialmente smarriti nella stagione 2010, consentendo al QB Brees di battere il record di passaggi di Dan Marino alla 15 partita di regular season, chiudendo poi la stagione con la bellezza di 5.476 yards di passaggio con una percentuali di completi del 71,2%.

Nonostante queste premesse, in post season il sogno dei Saints di replicare il successo della stagione 2009/2010 è svanito contro una sorprendente San Francisco, in un match con finale al cardiopalma che ha arriso ai 49ers.

Poteva essere una offseason come tutte le altre, con gente in arrivo e in partenza, ed invece i Saints sono stati protagonisti di un clamoroso scandalo (bountygate), in cui è emerso come, sotto il defensive coordinator Gregg Williams, i giocatori non fossero pagati solo per le loro performance ma ricevessero un compenso extra (bounty payment) nel caso avessero provocato seri infortuni ai giocatori avversari.

Le conseguenze sono state pesantissime, visto che oltre a Williams (passato nel frattempo ai Rams), hanno coinvolto l’head coach Sean Payton (sospeso per un anno), oltre al LB Vilma (16 gare di stop) e il DE Smith (4 gare).

Come reagirà l’attacco dei Saints senza Payton a chiamare i giochi dalla sideline, e per giunta privato della guardia Nicks e del WR Meachem?

Ma soprattutto, riuscirà il nuovo defensive coordinator Spagnuolo, reduce dal disastro con i Rams, a trovare il bandolo della matassa di una difesa in piena ricostruzione? Al di là dei positivi innesti del DT Bunkley e dei LBs Lofton e Ruud, Spagnuolo dovrà lavorare in particolare su un reparto secondarie che, tra la cessione del CB Porter e infortuni assortiti, sembra essere in emergenza.

 

Atlanta Falcons

C’erano grandi aspettative sui Falcons per la stagione 2011, viste le 13 vittorie dell’anno precedente e gli innesti del rookie WR Julius Jones e del DE Edwards. Ma le cose non sono andate come prospettato: le vittorie si sono ridotte a 10, l’attacco non ha fatto l’upgrade sperato e la difesa ha sofferto più del dovuto contro i passaggi.

E’ chiaro però che ai Falcons non basti solo accedere ai playoff, l’obiettivo principe è vincere qualche gara e magari arrivare a giocarsi il Superbowl: per tale ragione la dirigenza ha praticamente azzerato il coaching staff ad eccezione dell’head coach Mike Smith, assumendo un nuovo offensive coordinator, Koetter (ex Jaguars) e un nuovo defensive coordinator, Nolan (ex Broncos e Dolphins).

A Koetter spetterà il compito di ritrovare l’equilibrio tra passaggi e corse che un po’ è stato perso nell’ultima stagione, viste anche le prestazioni calanti della offensive line sul fronte run block, su cui ha pesato la cessione della guardia Dahl. Non sarà comunque un compito facile, perché il RB Turner ha giusto passato i 30 anni e il sophomore Rodgers non ha ancora dimostrato il suo valore.

Le prestazioni dell’attacco non potranno però prescindere dal gioco aereo, in cui il QB Ryan è chiamato al definitivo salto di qualità, sperando nell’ulteriore crescita del già citato Julius Jones.

Per quanto riguarda la difesa, coach Nolan promette molto bene, visto che negli ultimi anni ha acquisito un tocco da re Mida. Dovrà comunque lavorare molto per far aumentare la produttività di Edwards e per garantire maggior copertura sui passaggi da parte dei LBs e delle safeties, inoltre dovrà fare miracoli per trovare una soluzione al ruolo di ILB, martoriato dagli infortuni. L’unica vera garanzia sembra essere data dall’innesto del CB Samuel, ex Eagles, che garantisce sicura copertura contro i WRs avversari.

 

Carolina Panthers

Se c’erano dubbi sulle possibilità del QB Cam Newton di avere successo in NFL, queste sono state polverizzate già alla prima giornata di regular season, in cui l’ex prospetto di Auburn è diventato il primo rookie a lanciare per 400+ yards alla sua gara di debutto.

Settimana dopo settimana, non ha fatto poi che confermarsi su livelli strepitosi, riuscendo a battere il record di Peyton Manning di yards lanciate nella prima stagione tra i pro, chiudendo con 4000+ yards, a cui devono essere aggiunte le 700+ yards di corsa per 14 TD.

Visto che tra le file dell’attacco non si sono avute grosse defezioni (Smith e Olsen sono rimasti), ma anzi si contano gli innesti del WR Murphy e del FB Tolbert, si sarebbe tentati a prospettare un’altra annata più che positiva per Newton e compagni; da considerare però il fatto che i Panthers devono affrontare, nel corso del 2012, difese che sulla carta sembrano essere in media più forti di quelle affrontate nella stagione conclusa.

A livello difensivo, Carolina può contare su un anno di esperienza in più di coach Rivera, sul rientro da infortunio dei LBs Beason e Davis e sull’acquisizione via draft di quello che sembra essere il miglior prospetto LB: Luke Kuechly.

Qualche dubbio rimane sulle prestazione delle secondarie, al netto del CB Gamble.

 

Tampa Bay Buccaneers

I Buccaneers sono l’esempio di quanto possa essere rischioso, nel breve periodo, un progetto di ricostruzione affidato solo alle acquisizioni via draft.

Nella passata offseason infatti, al netto del draft, si è registrata la sola acquisizione di un punter e la cessione del ILB Ruud e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: netta involuzione rispetto a quanto fatto vedere nel 2010, prestazioni imbarazzanti della difesa e 4 sole vittorie.

Per cercare di dare nuovo impulso ai Bucs, è stata presa la decisione di affidare la squadra ad un head coach proveniente dal college, Schiano, sperando che quest’ultimo riesca ad infondere concentrazione e mentalità vincente sul modello di quanto effettuato da Jim Harbaugh ai 49ers. La rivoluzione nel coaching staff è poi stata completata con l’ingaggio come offensive coordinator di Sullivan (ex QB coach dei Giants) e come defensive coordinator di Sheridan (già disastroso nel ruolo di DC nel 2009, negli stessi Giants).

Non volendo più commettere gli errori dell’anno precedente, la proprietà ha aperto il portafoglio firmando contratti dispendiosi per la guardia Nicks (ex Saints) e per il WR Vince Jackson (ex Chargers), completando l’opera con la firma del TE Clark (ex Colts) in sostituzione di Winslow. Considerando anche l’innesto via draft del promettente RB Martin, che affiancherà Blount, vi sono interessanti possibilità di assistere ad un progresso del rendimento del reparto offensivo, con ricadute benefiche per lo stesso QB Freeman.

La difesa rimane invece un enorme punto interrogativo, non solo per le capacità di Sheridan, ma anche perché vi sono fondati dubbi sulla capacità di progredire a livello di passing rush, oltre che sulla capacità di difendere contro le corse e contro i passaggi avversari. Molto dipenderà anche dalla resa dei rookies Lavonte David (LB) e Barron (SS), preferito al draft rispetto ad un CB di primo livello.

 

 

NFC West

 

San Francisco 49ers

La più grande sorpresa dello scorso anno è stato vedere i 49ers giocarsi la finale di conference, persa tra l’altro di un soffio a favore dei Giants.

La gloriosa franchigia di San Francisco veniva infatti da una sequela di annate deludenti, con continui cambi di allenatori; l’innesto di Jim Harbaugh, proveniente direttamente dal NCAA, ha invece sconvolto l’ambiente, infondendo carattere, determinazione e fiducia ad un gruppo che sembrava destinato ad un’ennesima stagione incolore.

A livello offensivo Harbaugh ha rivoluzionario la mentalità dei 49ers, convertendo l’attacco ad un gioco più votato alle corse: a beneficiarne maggiormente è stato il QB Alex Smith, che ha avuto modo di esprimersi su livelli di precisione mai sperimentati prima tra i pro.

A livello difensivo ha saputo ricavare il massimo da tutti i giocatori, anche nella protezione contro i passaggi aerei, aspetto in cui i 49ers erano carenti da tempo.

Saprà il buon Harbaugh ripetere l’exploit dell’esordio?

Le premesse ci sono, visto il rafforzamento tra i RBs (Jacobs e il rookie LaMarcus James)  e tra i WRs (Manningham, il rookie Jenkins e il veterano Randy Moss).

Sta di fatto però che dopo una stagione tiratissima come quella dello scorso anno il rischio infortuni non è da sottovalutare.

 

Arizona Cardinals

I Cardinals speravano di colmare il vuoto post Warner con il QB Kolb, che aveva fatto intravedere buone cose agli Eagles. Le speranze sono però andate subito disattese, visto il record accumulato dai Cardinals nelle prime partite dello scorso campionato con Kolb alla guida (6 sconfitte su 7). Messo fuori combattimento da un infortunio, il suo sostituto Skelton non ha entusiasmato, ma con lui al timone di comando sono comunque arrivate 5 vittorie in 7 partite.

E proprio Skelton sembra possa partire titolare nella stagione entrante. Di buono avrà un bersaglio in più a cui poter lanciare, il promettente rookie WR Floyd, che farà coppia con l’ormai veterano Fitzgerald. Meno positivo invece il fatto di trovarsi dietro una linea colabrodo, che a fronte dell’innesto del rookie OT Massie dovrà rinunciare all’infortunato Brown.

Con una linea del genere, anche i runningbacks sono chiamati a fare miracoli; per fortuna dei Cardinals però quest’anno Wells sarà affiancato da Ryan Williams, al rientro dopo l’infortunio che ha compromesso la sua stagione da rookie.

Le speranze dei Cardinals verranno presumibilmente riposte su un ulteriore miglioramento della difesa, che sotto al coordinator Horton (ex Steelers) ha già mostrato notevoli progressi (da rimarcare il miglior record sulle performances nei terzi down).

I Cardinals potranno anche contare del miglior punt returner della passata stagione, Patrick Peterson (per lui quasi 700 yards e 4 TD). Dalla quinta scelta assoluta del draft 2011 ci si aspetta però anche un maggior apporto sulle coperture dei WR avversari.

 

Seattle Seahawks

Secondo anno per l’accoppiata Schneider (GM) – Carroll (HC) e stesso record stagionale: 7-9. Se nel primo anno tale record era bastato per accedere ai playoff, nel 2011 non è stato però sufficiente neanche per agguantare il secondo posto in division.

In offseason la principale mossa è stata quella di assicurarsi un franchise QB, scelta che è ricaduta sul Flynn, ossia la riserva di Rodgers ai Packers. Se è vero che nelle partite da starter Flynn si è comportato molto bene, vi è pur sempre da notare che si tratta di 2 soli match in 4 anni alle file di Green Bay, circostanza che induce a pensare che si sia trattato di un azzardo forse eccessivo. Viste le premesse della preseason, il ruolo di titolare non spetterà però a lui, ma bensì al rookie Wilson, scelto al terzo giro dell’ultimo draft.

Per quanto riguarda il reparto ricevitori, si annovera il rientro da infortunio del WR Rice e l’acquisizione del WR Braylon Edwards.

Il rendimento dell’attacco sarà comunque legato ai giochi di corsa, reparto in cui si spera possa far bene il RB Lynch, che ha mostrato notevoli progressi dopo qualche tempo in cui pareva essersi smarrito. Le sue performance saranno comunque legate a doppio filo a quelle dell’offensive line, che vede il rientro dell’importante tackle Okung e l’innesto della guardia Lutui.

Più che l’attacco, le maggiori garanzie sembra offrirle la difesa, e in specie le secondarie, reparto particolarmente prediletto da coach Carroll. Da tenere sotto osservazione il DE/OLB Irvin, prima scelta di Seattle all’ultimo draft,  prospetto fortemente voluto dallo stesso Carroll nonostante fosse potenzialmente da secondo round, e sul piatto fossero rimasti giocatori ben più quotati.

 

St. Louis Rams

Dopo il possibile ritorno ai playoff nella stagione 2010, i Rams sono nuovamente regrediti, riuscendo ad accumulare solo 2 misere vittorie.

Tanti i fattori a cui attribuire questa debacle, a cominciare dai numerosi infortuni tra le secondarie e al QB Bradford, ma anche alle prestazioni insufficienti delle due linee, d’attacco e di difesa.

Il proprietario della franchigia Stan Kroenke, in sella proprio dal 2010, ha mostrato di non gradire, licenziando GM, head coach e i vari assistent coach.

I Rams ripartono così da zero con un nuovo GM (Snead),  un nuovo head coach, Jeff Fisher (quotatissimo ex allenatore dei Titans), un nuovo offensive coordinator (Brian Shottenheimer dai Jets) e ci sarebbe stato anche un nuovo defensive coordinator, se Gregg Williams non fosse stato sospeso a tempo indeterminato per via del bountygate.

Le premesse per far bene comunque ci sono, visto che è stato cercato di mettere una pezza alle principali debolezze dello scorso anno.

In difesa si registra il notevole rafforzamento delle secondarie con il CB Finnegan (ex Titans come l’HC) e il rookie Jenkins, nonché il rafforzamento della defensive line con gli innesti del DT Langford e del DT Brockers, per il quale è stata spesa una prima scelta al draft, rinunciando così ad un WR di primo livello.

Un buon ricevitore sarebbe però stato molto importante per Bradford, che dovrà affrontare la stagione entrante senza il WR Lloyd, dovendo così confidare nel solito prezioso supporto di Amendola e nelle giocate di Smith, Gibson, del rookie Quick e del TE Kendrick.

Se non altro la linea d’attacco sembra migliorata a seguito dell’acquisizione dell’ottimo centro Wells (ex Packers) e il reparto runningbacks potrà sempre contare sul solido sostegno di Stephen Jackson , a cui è stato affiancato il rookie Paed.

 

Articolo di Davide_c

foto da cbssports.com