XXXIII Superbowl, a Ferrara sarà Seamen-Panthers

Ecco i due team che si sfideranno a Ferrara per il XXXIII Superbowl il 6 luglio: Seamen Milano, vittoriosi a Bologna sui Warriors, e Panthers Parma che domenica sera hanno battuto gli Ancona Dolphins.

Sabato sera i Seamen hanno avuto la meglio in campo avverso su Bologna che si ferma per il secondo anno a fila in semifinale. Milanesi che schierano per la sua prima assoluta il quarterback Blake Bolles, carriera universitaria a Nortwest Missouri State con grandi numeri (8668 yard di passaggio, 79 TD in tre anni) poi messo da parte dopo il camp con i 49ers, che sostituisce Jordan La Secla infortunatosi contro gli Hogs. Milano deve fare a meno del RB Danilo Bonaparte, Bologna si presenta con l’organico pressochè completo.
Le difese e gli intercetti la fanno da padrone in avvio: Jeff Souder sulla linea della yarda dei Seamen intercetta il primo drive bolognese, poco dopo è Riccardo Biagini che regala il primo dispiacere italiano a Bolles intercettandolo e riportando il pallone fino alle 8, i Warriors non riescono a entrare in end zone nei primi tre down e nel quarto non vanno per il field goal ma il passaggio di Rob Curley per Mario Panzani risulta incompleto. Sul conseguente drive dei Seamen, Souder commette fumble, ricoperto dai padroni di casa con Nadalini, ed i Warriors, da poisizione favorevole, finalmente vanno sul tabellone a 3’03 anche se solo al quarto tentativo con la corsa da una yard di Jordan Scott, trasformata da Guerra.
La reazione dei Seamen sembra immediata, ma il fake field goal dalla linea delle 11 yards di Bologna non va a buon fine ed i Warriors hanno una nuova possibilità che poco dopo a 7’08 dall’intervallo lungo si concretizza con la corsa dalla yarda di Masi.
Il drive successivo è scoppiettante, il QB Bolles nonostante il suo metro e passa novanta completa una corsa da 10 yard a cui non fa seguito una trasformazione, l’inerzia della gara si sposta verso i Seamen che al rientro in campo quando Bolles trova Santagostino nell’angolo ma ancora Milano fallisce la conversione da due punti con il tabellone che segna 14-12 a 7’27 del terzo periodo che si chiude con due punt ed un 4 e 2 non chiuso da Bologna. Tutto si decide in un quarto periodo a dir poco pirotecnico: Abuhoff viene pescato da Bolle per un TD su passaggio da 59 yard, stavolta Milano cerca la trasformazione su calcio che però viene nuovamente bloccata 14-18 a 11’26, il drive di Bologna porta solo ad un punt che permette ai Seamen di andare di nuovo a tabellone con Souder che corre per 39 yard e Vezzoli trasforma per la prima volta della serata dando agli ospiti un vantaggio di 25-14 a 9’′ dalla fine. I Warriors ripartono dalle proprie 32, ma poco dopo perdono terreno su un 4 e 3 dalle 6 con Curley, i milanesi non fanno meglio costretti al punt, e Bologna finalmente concretizza con una ricezione da una yard di Piva, con tanto di trasformazione da 2 che porta le squadre 22-25 a 3’15″ dalla fine.
Ovvia la carta dell’onside kick da parte di Bologna, ma la palla viene ricoperta dai Seamen sulle 39 d’attacco, in tre down però Milano non guadagna più di 6 yard ma gioca anche il quarto quando Bolles trova Santagostino che non solo chiude il down ma corre fino al TD che mette fine alla gara 32-22 e proietta gli uomini di mare al Superbowl dopo 24 anni di assenza.

Si replica la sera successiva a poche decine di chilometri di distanza quando i Dolphins Ancona scendono in campo contro i Panthers Parma, in una gara apparsa combattuta anche se non incerta come quella di Bologna nonostante i 30 gradi della pianura emiliana, adriatici costretti a fare a meno del tackle Gianluigi Rosati.
Si parte con un minuto di silenzio per Alessandro Mari, il giocatore dei Bobcats di Parma morto in un tragico incidente stradale, ed i Dolphins segnano nell’arco di pochi giri di lancetta con la ricezione da 59 yard di Matt Gordon e conseguente trasformazione mancata per il 0-6 a 10’50”. I Panthers appaiono annebbiati, non concludendo nulla sul loro successivo drive, mentre Ancona ne colleziona uno che arriva fino alle 9 di Parma, ma è costretta ad accontentarsi di un field goal di Enrico Leonardi di 25 yard.
Il secondo quarto non porta punti al tabellone, un field goal di Andrea Vergazzoli dalle 24 viene bloccato, un TD di Parma viene annullato per interferenza di Jared Karstetter, ed i ducali concludono il trittico della sfortuna con un field goal di Vergazzoli che finisce sul palo sinistro e torna in campo. Il punteggio lascia grande amaro in bocca per i Panthers che almeno hanno da rallegrar si per una difesa apparsa decisamente registrata sul finale di tempo. Dopo l’intervallo lungo in effetti arrivano i frutti: il drive dei Panthers si ferma sulle proprie 39 ma il turno successivo di Ancona finisce decisamente male con un intercetto di Pentello che Ben Johnson ritorna in TD per il 7-9 a 8’48. I Dolphins però non mollano e ristabilisco o immediatamente il risultato con un lancio di 16 yard di Pentello per Mitch McGrath, che conclude la corsa il touchdown. La trasformazione fissa il punteggio sul 7-16, a 6’28 dalla fine.
A questo punto, nonostante la fiera resistenza, Ancona si affievolisce nel gioco offensivo e Parma prende quota: in 2′ i Panthers sono 14-16 grazie al lancio di 32 yard di Monardi per Karstetter, e trasformazione di Vergazzoli per il 14-16 a 4’56”, poi Pentello si fa intercettare dallo stesso Karstetter ma i Dolphins riescono a limitare la segnatura ad un field goal nonostante iniziassero la difesa dalle proprie 5 yard, Si tratta di un gioco da tre punti ma basta a portarsi in vantaggio agli sgoccioli del terzo quarto.
Il quarto periodo diventa una guerra di difesa per Ancona che subisce il 24-16 a 11’49  con una ricezione laterale di Ryan Christian da TCU, schierato spesso come ricevitore come in epoca di college, poi di nuovo un punt ospite consente la segnatura a Emanuele Gavesicon un touchdown da 6 yard per il 31-16 a 7’27. L’ultimo lumicino per i Dolphins si spegne quando il successivo attacco si chiude con un nuovo punt ed i Panthers con un field goal si portano a 34-16 a 4’23 mettendo più di due segnature e due trasformazioni da 2 punti tra loro e gli ospiti. Per Parma è il quarto atto finale negli ultimi quattro anni.