NCAA Game Of The Week: Notre Dame @ Michigan

Michigan vs. Notre Dame emana un fascino, che viene non tanto dal ripetersi dell’evento, capitato solo quaranta volte nei 126 anni passati dalla prima sfida, ma dai numeri che mettono in campo questi due programmi: i più vincenti nella storia del college football in rapporto alle gare giocate, mentre come numero totale di vittorie nella FBS Michigan è al primo posto, Notre Dame al terzo. (Domanda a bruciapelo, chi occupa il secondo posto?)

I ghiottoni ed i guerrieri irlandesi. La storia va in campo assieme ai 22 titoli nazionali (undici a testa). E la storia è ancora più radicata in questo confronto per Notre Dame, perchè l’esordio assoluto del loro programma di football, nel 1887, fu proprio il 23 novembre contro Michigan, accreditata di un team già avviato da diversi anni e tra i migliori dell’ovest. Quella prima gara fu bizzarra, una specie di allenamento dentro l’allenamento per i Wolverines che avevano in programma il giorno dopo una gara a Chicago: sostarono a Notre Dame visitando la struttura universitaria, poi si cambiarono d’abito ed in un campo a metà strada tra l’innevato ed il fangoso, iniziarono una gara con i ragazzi di ND. Il giornalino della scuola riportò lo svolgimento: insegnamento delle regole ai ragazzi di casa nel pre-gara, primo tempo di allenamento dedicato allo scrimmage in modo molto amichevole, secondo tempo “vero” ma funestato dalle pessime condizioni del terreno, che però valse la vittoria a Michigan per 8-0, ed i ringraziamenti sentiti dei responsabili dell’università per aver insegnato ai loro studenti quel nuovo giuoco.

I 500-600 ragazzi assiepati attorno al campo di gara segnarono l’inizio dell’interesse per il football da parte di Notre Dame, una università cattolica e esclusivamente maschile all’epoca, che ripropose una doppia sfida la primavera successiva corredandola di una gara di corsa sulle 100 yards tra i campioni delle due scuole. Le due gare si risolsero con un 26-6 per Michigan nella prima gara, e con un risicatissimo 10-4 sempre per i Wolverines nella seconda. Ci fu grandissimo scorno nella squadra di Michigan, in quegli anni fortissima tanto da non lasciare punti agli avversari dal novembre 1885 (due punti subiti da Windsor, Ontario), e la gara non venne riproposta per un decennio.

Tra il 1898 ed il 1900, le squadre tornarono ad incrociarsi ad Ann Arbor, le gare a cadenza annuale lasciarono poco scampo a Notre Dame sconfitta senza punti per tutte e tre le volte.

Nel 1902 ci fu una nuova vittoria per la Michigan di Yost, una squadra che segnava circa un punto al minuto, ma che sul campo neutro di Toledo, in Ohio, venne limitata sul 23-0. Questa vittoria nella sconfitta, corredata da una mini rissa finale tra Redden e Lonnegan, fu probabilmente la causa di una nuova pausa, durata fino all’ottobre del 1908 quando ad Ann Arbor si imposero di nuovo i Wolverines grazie a tre field goal di Dave Allerdice.

Il 1909 segnò la fine di un’epoca, le cui avvisaglie si erano già sentite nella scricchiolante vittoria dell’anno prima in cui Michigan non aveva segnato touchdown mentre Notre Dame, pur sconfitta dai field goal, era andata in meta con Vaughan.

Nella sfida del novembre 1909 i Wolverine subirono la prima sconfitta nella storia di questa rivalità, 11-3, e contribuirono alla genesi del nome Fighting Irish, nato dall’ispirazione del giornalista sportivo E.A. Batchelor che titolò “‘Shorty’ Longman’s Fighting Irishmen Humble the Wolverines to Tune of 11 to 3”.

Troppo bruciante deve essere stata la sconfitta su ad Ann Arbor, anche se il match del 1910 fu confermato nel programma il 5 novembre; tuttavia Yost protestò per l’intenzione di Notre Dame di schierare Philbrook and Dimmick, due giocatori presunti ineleggibili. Ne venne fuori un dibattito che si ripercosse immediatamente sul match (non più disputato fino al 1942) ma anche sugli equilibri tra Notre Dame e le università membre della allora Western Conference, a cui Yost suggerì di non programmare gare con il team di South Bend, oltre a non accettare la richiesta di ingresso nella lega. Fu il direttore atletico di Michigan, Fritz Crisler, a rompere gli indugi ed a proporre una sorta di pacificazione convincendo i Fighting Irish a programmare due gare per il 1942 a South Bend e per il 1943 ad Ann Arbor. La prima vide la vittoria dei Wolverines per 32-20 con due TD di Tom Kuzma davanti a quasi 58.000 persone, la seconda è poi diventata una gara “classica”, con Notre Dame #1 di AP Poll che sconfisse Michigan #2 35-12 in una partita rimasta celebre per il terzo quarto durato 23 minuti a causa di un malfunzionamento del cronometro, scoperto solo quando mancavano circa 10 minuti al termine, quando l’altoparlante dello stadio annunciò che in realtà ne mancavano solo due e mezzo…

Altro silenzio durato una vita, rotto solo dal fiume di parole spese per la classifica finale del 1947 quando Notre Dame fu giudicata campione nazionale da AP Poll prima di vedere in azione l’impressionante Michigan che scese in campo contro USC al Rose Bowl del 1948. La vittoria per 49-0 dei Wolverines fece cambiare idea a parecchi dei giornalisti che avevano votato Notre Dame campione, anche se troppo tardi secondo le regole in vigore allora.

Ci vollero gli anni precedenti a Don Canham, quelli in cui Michigan, con un impianto da centomila persone faceva poco più di 67.000 spettatori, a convincersi che era ora di riprogrammare la sfida, anche se poi l’effettivo svolgimento si ebbe solo dal 1978 in avanti.

La prima gara dopo 35 anni partì col botto: Notre Dame con Joe Montana, Michigan con Rick Leach. 14-7 all’intervallo per i Fighting Irish, 28-14 per i Wolverines allo zero sul cronometro. L’anno dopo ci fu una vendetta non male ad Ann Arbor, con gli ospiti che vinsero 12-10 grazie a quattro field goal di Chuck Male.

Negli anni successivi, la gara è diventata praticamente a cadenza annuale con un grandissimo  equilibrio (12 vittorie per Michigan, 11 per Notre Dame) tuttavia ci sono ben 45 punti totali di differenza tra i due college e soprattutto due brutali 38-0 (2003 e 2007) che rappresentano le peggiori sconfitte degli Irish da quando queste due squadre si scontrano.

Anche gli ultimi incontri hanno regalato emozioni. Nel 2010 le 502 yard totali di Denard Robinson a South Bend con vittoria in rimonta nell’ultimo anno di Rich Rodriguez. Poi la prima storica partita disputata sotto i riflettori della Big House, con tre cambi al comando negli ultimi minuti ed infine il duro scontro del 2012, in cui la difesa di Notre Dame tenne Michigan a soli 6 punti forzando 6 turnover con Manti Te’o sugli scudi.

Draft Prospects: Taylor Lewan

Taylor Lewan

Tutti gli appassionati di College Football sanno bene che per gli studenti-atleti c’è la possibilità di dichiararsi per il Draft prima del termine dell’eleggibilità nella NCAA: è il caso di tutti i migliori Junior (talvolta di qualche Redshirt Sophomore), attratto dai contratti ricchissimi della NFL. Sono sempre più rari quei giocatori di talento che decidono di restare per quattro anni al college.

Non Taylor Lewan.

Il ragazzo è il LT titolare di Michigan, un cucciolotto di 6’8” per 309 libbre, misure e fisico ideali per la posizione, che unite ad una grande capacità tecnica lo proiettavano fra le prime chiamate del Draft 2013, quello in cui tre dei primi quattro ragazzi chiamati sono stati OT proprio come Lewan.

Molti gli hanno detto di aver fatto un errore a rinunciare ai milioni della NFL, dopo una stagione da Junior in cui è stato All-American. Lo stesso Lewan dice di essere stato avvicinato dai tifosi durante la off-season: “Mi è successo una dozzina di volte, dal panettiere, dal fruttivendolo: tutti a dirmi che ho fatto un errore, e che ai loro occhi sembro stupido. Dal canto mio, non mi preoccupo. Se continuo a fare quello che ho fatto fino ad adesso le cose cambieranno e non sembrerò più stupido a tutti.” In uno sport così altamente condizionato dal caso, parole forti. Del resto per gli uomini di linea gli infortuni sono all’ordine del giorno, è un attimo. Ma parole che esprimono anche tanta sicurezza nei propri mezzi ed una spiccata leadership, caratteristiche fondamentali per una linea rinnovata per tre quinti. Lewan ha inoltre dichiarato che nella fase di preparazione ha cambiato approccio mentale nel portare i blocchi, immaginando se stesso come un trattore che deve spostare dei carichi.

Una affezione, quella di trattorino, data anche ai suoi nuovi compagni di linea, conatagiati dal suo carattere espansivo che lo rendono un leader ben voluto in tutto lo spogliatoio.

Anche Brady Hoke ha speso parole al miele per il ragazzo: “La sua scelta è apprezzabile, non solo per Michigan ma anche per Taylor stesso che senza infortuni potrebbe anche essere il primo scelto nel 2014. In campo lo vedo migliorato in alcuni aspetti, è diventato molto attento all’uso della giusta tecnica in base alla situazione. E da un punto di vista caratteriale, mi sta dimostrando che le cose le fa davvero, invece di parlarne e basta.”

Certo Lewan si è assicurato il futuro, stipulando una polizza contro gli infortuni. Ma non potrà proteggersi dalle critiche in caso di una stagione sotto le attese, che potrebbe farlo scivolare in basso nelle preferenze degli analisti: a quel punto ripenserebbe a tutte le persone incontrate dal panettiere e dal fruttivendolo.

 

Già domani c’è un test probante per il ragazzo cresciuto in Arizona: la linea difensiva di Notre Dame è fra le migliori della nazione, con la presenza della NG Louis Nix III e del DE Stephon Tuitt (anche loro probabili prime scelte nel 2014), che saranno per buona parte dell’incontro dal suo lato. Lewan dovrà poi preoccuparsi degli esperti OLB Shembo e Spond, a cui il DC Bob Diaco dà spesso compiti di blitz o pass rush, e contro cui sarà meglio non sembrare stupido.

Anche se alla fine, lui stesso ammette che non sarebbe poi un dramma scivolare fuori dalle prime scelte nel 2014: “Se le persone non capiscono le mie decisioni, non posso farci nulla. Ci sarà per me anche a fine anno una opportunità di entrare nella NFL e per fare tutte quelle cose belle che si fanno nel mondo dei professionisti. Ma fino a quando non si prova l’emozione di mettere l’elmetto dei Wolverines nella Big House, ogni Sabato davanti a 115.000 persone, se non hai mai giocato per Michigan, non capirai mai perché sono restato appieno. Queste sono cose che non torneranno mai più.”

L’appuntamento con Notre Dame @ Michigan è nella notte fra Sabato 7 e Domenica 8, alle ore 2:00 Italiane.

NCAA Game Of The Week resterà in zona per la prossima settimana: ci trasferiremo a Lexington, Kentucky per parlare di Louisville @ Kentucky. Una sfida decisamente sentita nel basket, meno nel football ma comunque intrigante. E con la storia di redenzione, seconde e terze opportunità date ad un fenomenale ragazzo che qualche anno fa sembrava aver perso la retta via.

Parte storica a cura di Gataz13