NCAA Game Of The Week: Alabama @ Auburn

A Birmingham sorge una imponente statua del dio Vulcano, alta 17 metri, realizzata per l’esposizione universale del 1904 a St.Louis, completamente in ghisa, che riflette la vocazione di una città in cui la lavorazione del ferro, della ghisa e dell’acciaio, ha rappresentato la più grande opportunità di lavoro nella prima metà del secolo XX.

Il ferro di Birmingham ha ispirato Shug Jordan, allenatore di Auburn, che coniò il nomignolo Iron Bowl per una rivalità storica del football, che ivi è stata giocata per lungo tempo (dal 1904 al 1988 ininterrottamente) e che vede protagonisti i due più prestigiosi istituti collegiali dell’Alabama: University of Alabama Crimson Tide e Auburn University Tigers.

Per capire l’importanza che viene data a questa gara, nel 1993 le scuole decisero di spostarla dal weekend del Ringraziamento alla settimana precedente per dare modo alle due squadre di avere un bye e preparare meglio il SEC Championship che, evidentemente, entrambe le squadre danno per scontato ad inizio stagione. Fu necessario l’intervento della SEC nel 2007 per impedire che questo si ripetesse e per riportare la gara nella sua tradizionale collocazione.

Diversi fattori rendono la sfida così sentita: per lungo tempo i due programmi furono gli unici dell’Alabama a disputare quello che oggi è la Division I FBS, inoltre il lustro fa la sua parte, le due scuole rappresentano 30 titoli SEC (23 Alabama e 7 Auburn) ed entrambi sono tra i programmi più vincenti nella storia del college football (Alabama è il settimo, Auburn il sedicesimo). Prima che la SEC adottasse un formato divisionale, la gara, anche per la sua collocazione temporale, spesso ha deciso il titolo SEC, ed oggi decide spesso il titolo SEC Western. A questo aggiungete che l’appuntamento è ospite fisso in televisione da decenni, e la sua trasmissione ne ha aumentato prestigio e importanza.

Alabama e Auburn giocarono la loro prima partita al Lakeview Park di Birmingham, il 22 febbraio 1893. Auburn all’epoca si chiamava ancora Agricultural and Mechanical College of Alabama e si impose 32-22, davanti a circa 5.000 persone. Da subito non corse buon sangue: Alabama considerò la gara come match finale della stagione 1892 e Auburn lo registrò come il primo del 1893, le tensioni continuarono con le diatribe sorte tra Mike Donahue e “Doc” Pollard fino alla sospensione della serie dopo il 1907 per il disaccordo tra le università sui rimborsi ai giocatori e sul reclutamento del personale officiante.

Nel 1947 persino la Camera dei Rappresentanti dell’Alabama mise becco nei cattivi rapporti tra le due scuole approvando una risoluzione volta a incoraggiare le scuole a rendere possibile l’inaugurazione di un programma atletico completo tra le due scuole, ma la riluttanza dei due istituti rese vana la risoluzione finchè con una prova di forza le camere dei rappresentanti dello stato minacciarono di chiudere il rubinetto dei finanziamenti se si fosse continuato a disattendere la risoluzione. Ralph B. Draughon, presidente di Auburn (all’epoca Politecnico dell’Alabama), e John Gallalee corrispettivo di Alabama, decisero durante l’inverno e la primavera del 1948 di mettere da parte gli attriti e togliere dal ghiaccio la rivalità, ricominciando le gare a Birmingham che all’epoca aveva l’impianto più grande dello stato, il Legion Field, capace di 44.000 posti. La sfida del ’48 fu ad appannaggio di Alabama che con la vittoria 55-0 segnò quella che tuttora è la vittoria più larga nella serie.

Nella decade degli anni ’50 va sicuramente ricordato il 40-0 del 1957 con cui Auburn battè gli odiati rivali, laureandosi per la prima volta campione nazionale. La vittoria del titolo assegnata in base al risultato di questa gara è avvenuta solo in un altro caso: nel 1964 Joe Namath portò i Crimson Tide alla vittoria per 21-14 nel primo Iron Bowl teletrasmesso, consegnando a Bear Bryant il suo secondo titolo sulla sideline di Alabama, questo nonostante la sconfitta all’Orange Bowl che fu una delle cause scatenanti lo spostamento della classifica finale di AP Poll e Coaches’ Poll a dopo i Bowl.

La fine degli anni ’60 e l’inizio della successiva decade sono segnati da due gare memorabili: nel 1967 Birmingham fu funestata da temporali che lasciarono il Legion Field alla stregua di un acquitrino. Le righe di gesso appena accennate furono determinanti nel “Run in The Mud”: la corsa laterale da 47 yard di Kenny Stabler che diede la vittoria ad Alabama per 7-3 e che fu a lungo contestata perchè probabilmente Stabler toccò la riga laterale ormai scomparsa nel fango. L’altra porta la data del 1972 quando Alabama conduceva 16-0, i Tigers furono costretti ad accontentarsi di un field goal e nel possesso successivo i Crimson Tide si videro bloccato un punt e ritornato in TD, alcuni minuti dopo si ripetè la scena: Bill Newton bloccò il punt di Greg Gantt e Langner lo riportò in TD per una insperata vittoria 17-16.

Nel 1981, infine Paul Bear Bryant chiuse la sua carriera di allenatore con la gara tra Auburn e Alabama, cogliendo la vittoria numero 315 di una carriera straordinaria, che lo vide detenere il record del maggiore numero di vittorie nella storia del college football.

Tra il 1969 e il 1987, Auburn rinnovò radicalmente il Jordan-Hare Stadium portando la capacità del suo impianto a 87.451 posti, di conseguenza spinse per modificare il formato della serie e trasformarla in un “home-and-home” che consentisse ai Tigers di sfruttare il potenziale economico del proprio impianto, l’accordo fece scendere in campo per la prima volta nel “Loveliest Village on the Plains” (il nomignolo della città di Auburn) le due squadre il 2 dicembre 1989: davanti agli spalti tutti completamente esauriti i Tigers si imposero 30-20 contro Alabama imbattuta e in quel momento #2 del ranking nazionale. Bama riuscirà a violare il campo dei Tigers solo dieci anni dopo, nel 1999.

Alabama ha invece continuato a tenere Birmingham come sede della propria gara casalinga finchè i lavori di ristrutturazione del Bryant-Denny Stadium non hanno fatto raggiungere all’impianto la capacità di 83.818 posti: nel 2000 Alabama ed Auburn scesero in campo per la prima volta a Tuscaloosa dal 1901, con la vittoria degli ospiti in una gara avara di punti e giocata nel nevischio, 9-0. I successivi ampliamenti del Bryant-Denny sono seguiti da puntuali record di presenze fino a quella del 2010 quando 101.821 persone videro il famoso “Camback”: Auburn sconfisse  Alabama 28-27 dopo aver recuperato un gap di 24-0 guidati da Cam Newton. Si tratta della più grande rimonta nella storia della rivalità, che portò Auburn al SEC Championship vinto contro South Carolina, ed al Campionato Nazionale BCS sconfiggendo Oregon con la famosa corsa di Michael Dyer, che consegnò ad Auburn il suo secondo titolo nazionale.

La statistica dice che da quattro anni a questa parte chi vince questa gara poi vince il titolo nazionale. Negli ultimi quattro anni il titolo nazionale infatti non ha mai varcato le soglie dell’Alabama.

L’attacco di Gus Malzahn

Come ha fatto Auburn a risollevarsi in una sola stagione? Una squadra con problemi disciplinari gravi, con giocatori di alto profilo ma male allenati. La risposta è Gus Malzahn, capo allenatore di Auburn da questa stagione dopo essere stato l’artefice del titolo nazionale con Cam Newton.

La storia di Malzahn è breve. Mediocre giocatore (P e WR) in Arkansas, eccellente coach a livello di high school sempre in Arkansas. Esperienze a Tulsa, Arkansas, Arkansas State ed Auburn.

La prima esperienza ad Arkansas non fu eccellente: installato il suo attacco e portati con se molti dei suoi ex giocatori di high school fra cui il QB Mustain, Arkansas subì una umiliante sconfitta da USC, che all’epoca era il miglior programma della nazione guidato da Reggie Bush e Matt Leinart. L’esperimento Malzahn fu messo da parte ad Arkansas, e Malzahn stesso decise di allontanarsi per dirigersi in Oklahoma, a Tulsa.

Tulsa sotto Malzahn divenne un attacco prolifico, che terminò per due volte come migliore della nazione con il proprio QB a quota oltre 5000 yard. Ad Auburn, nel primo anno da OC, Malzahn portò la squadra ad un lusinghero sedicesimo posto di total offense. L’anno prima, i Tigers si erano fermati alla posizione 106.

E nell’anno successivo, con la difesa di Gene Chizik e il reclutamento del QB Cam Newton, Auburn raggiunse un obiettivo insperato. Una stagione da sogno, imbattuti e campioni nazionali, con una serie di gare in rimonta tra cui l’Iron Bowl sovracitato e altre gare. Molto del merito è ovviamente di Cam Newton, ma anche il sistema offensivo in cui fu inserito il ragazzo Georgiano contribuì al successo della squadra. La prova si è avuta quest’anno, con Nick Marshall: ragazzo molto simile fisicamente e come stile di gioco. Ma per l’appunto un altro ragazzo rispetto a Newton, segno che il sistema di Malzahn funziona indipendentemente dagli attori a disposizione.

Il sistema offensivo di Malzahn è estremamente semplice, si basa su concetti antichi quanto il football, eppure è un attacco difficilissimo da fermare. Pochissime formazioni, diverse opzioni nella giocata tramite letture al volo, amalgamate con una filosofia up-tempo, no-huddle. Non c’è spazio per huddle con lunghe chiamate, come nella NFL. Una frase spesso attribuita a Malzahn è “If you’re thinking you’re not playing.” a sottolineare il ritmo richiesto ai suoi giocatori. Una filosofia che può portare a disastri se mal eseguita, ma che da grandi dividendi se il QB e l’HC leggono in campo le stesse situazioni e prendono vantaggio daglie errori della difesa.

Nei suoi primi anni a Tulsa, Malzahn era un coach che si dedicava al gioco aereo, ma la sua evoluzione lo ha portato ad un gioco basato su una power run conservando i concetti del gioco aereo dei suoi primi anni da allenatore.

Power-O Play

La giocata principale del gioco su corsa di Malzahn è la Power-O: si tratta di power run allo stato più puro. La linea offensiva ha il compito di bloccare l’interno della linea difensiva sul playside. Questo significa che l’OT del playside non blocca il DE di fronte a se ma blocca il DT interno, in modo da sigillare il weakside ed impedire ai difensori del weakside di fare il placcaggio. Il DE viene bloccato dal FB (O un H-Back, quest’anno spesso in questa posizione l’ottimo Jay Prosch) che agisce da lead blocker per il RB, mentre i blocchi al secondo livello sono portati sempre dal playside OT (una volta sigillata la linea, passando al LB come negli schemi di bloccaggio a zona) e dalla weakside OG che è stata mandata in pull al momento dello snap. Il blocco di questi due giocatori, FB e pulling OG, non deve essere per forza un blocco monumentale. Tutto quello che devono fare è semplicemente agire da scudo per il RB ed impedire il contatto sul portatore di palla, che nella giocata segue la OG senza accelerare fin quando la guardia non ha settato il proprio blocco sull’outside linebacker.  Una volta seguita la guardia, il RB si trova già catapultato contro le safety avversarie prima ancora che abbia subito il contatto, se i blocchi sono stati ben eseguiti, soprattutto nel tempismo. Una giocata del genere, cui spesso i coach affibiano il nomignolo di “God’s play” a sottolinearne l’efficacia, si corre ad ogni livello, dalla high school alla NFL (Vero, Arian Foster?).

Inverted Veer

Questo tipo di giocate sono apprezzate da Malzahn perché sono flessibili, adattabili e potenti. Ma Malzahn voleva unire questa giocata con i principi della read option, dato che il suo QB, Cam Newton era un ottimo corridore, soprattutto un dinamico corridore tra i tackle. E allora via con la inverted veer, in cui il QB segue il RB nel playside, con alcune modifiche nei bloccaggi. Nella veer, il RB è la minaccia a correre inside, mentre il QB deve leggere spesso un DE, e reagire di conseguenza. Se il DE aggredisce il RB, il QB si allarga, spesso con una opzione addizionale per una completa triple option. Altrimenti il QB lascia la palla al RB che corre tra i tackle. Malzahn inverte questa interpretazione rendendo il QB una minaccia fra i tackle, mentre il RB è la minaccia a correre esterno, quasi in una sweep. Le corse principali di Newton, inclusa la sua giocata simbolo di quell’anno contro LSU, nascono proprio dalla inverted veer. Si noti che il blocco del FB non è più necessario dato che il QB blocca il DE leggendolo, portandolo fuori dalla giocata indipendentemente da quello che fa. Il resto dei bloccaggi è lo stesso: il tackle dal playside blocca all’interno, sigillando la linea, e passando al secondo livello una volta che si è creato il buco per l’inside runner, mentre la guardia dal weakside va in pull e blocca un altro linebacker. Se il DE si allarga per coprire la sweep, allora il QB corre dietro la guardia che va in pull, altrimenti se il DE gioca a coprire il QB, la giocata risulta in un semplice handoff per il RB che corre largo. Questo consentiva  a Newton di arrivare contro le safety ancora una volta intoccato, con tanto spazio per effetturare un taglio e generare placcaggi mancati. Caratteristica che anche Marshall ha incorporato nel suo gioco man mano che la stagione è andata avanti. Le minacce di sweep sono portate dagli speedster Artis-Payne e Grant, mentre Tre Mason si occupa di giocate più tradizionali in cui è richiesta maggiore potenza, dato il suo fisico compatto.

Malzahn spesso chiama questa giocata anche in situazione di goal-line, con la differenza della formazione, in cui ci sono più TE e giocatori pesanti. Newton e Marshall spesso si tuffano sopra la loro linea, o sfondavano di potenza favoriti dal loro fisico longilineo.

Un’altra giocata prediletta da Malzahn è la Buck Sweep, da formazioni come la Wing-T in cui sono espressi concetti molto simili. I bloccaggi della linea sono gli stessi, con la linea che blocca all’interno. Questa volta sono entrambe le guardie ad andare in pull, mentre il blocco del FB è sostituito dallo slot receiver che deve bloccare il DE. L’attacco spera che il DE non veda arrivare il ricevitore, risultando in un pancake block che da spazio alla sweep del RB in campo aperto. Il tutto mentre il QB fa una finta verso il weakside, inducendo nella difesa quel momento di esitazione necessario per dare spazio al RB con la sweep.

Wing-t Buck Sweep

Malzahn non si limita a questa formazione, ma adatta tutto alla sua filosofia con tanti look nel backfield, tante motion volte a causare confusione nella difesa. Accorgimento necessario, dato che l’attacco di Auburn non ha moltissimi concetti. Ma Malzahn ha per ogni giocata una counter, una counter della counter, e ovviamente la play-action da questi look, è letale per le difese.

E con un sistema così efficace, al QB non è richiesto un grande sforzo nei passaggi. Quando non lancia dalla play action, o delle lunghe bombe sul profondo, il sistema di Malzahn è estremamente amichevole per il QB. Ci sono state gare quest’anno in cui Marshall ha lanciato, per scelta, meno di dieci volte, a sintomo dell’efficacia del gioco su corsa.

Il tutto viene alimentato dal vero fondamento del gioco di Malzahn, il tempo. Gli schemi sono solo quello che consente a lui di insegnare ai suoi giocatori come giocare in up-tempo con il ritmo più alto possibile.

La difesa di Alabama però, ha sempre tenuto gli attacchi di Malzahn sotto la loro media stagionale su corsa, eppure Malzahn ha battuto Saban già diverse volte. Come già evidenziato in un articolo precedente, Alabama difende inside out, per cui i punti di forza di Alabama coincidono con quelli dell’attacco di Auburn. Quel che è certo, Malzahn sa come attaccare la difesa di Alabama come evidenzia il video sottostante e che invito fortemente a guardare.

La differenza di talento per Auburn potrebbe essere un ostacolo troppo grande da superare per vincere la partita. E senza l’aiuto degli 85.000 del Jordan-Hare Stadium, Auburn non ha nessuna speranza. Per cui aspettatevi una partenza a razzo dei Tigers, che se condurranno il primo quarto di almeno sette (meglio dieci o quattordici) punti avranno qualche speranza di uscire con l’upset e spianarsi la strada verso il SEC Championship Game.  Altrimenti, sarà un’altra vittoria di Alabama che la proietterebbe di diritto nelle discussioni relative alla più grande dinastia di sempre.

L’appuntamento con Alabama @ Auburn è fissato per Sabato 30 Novembre alle ore 21:30 sulla CBS.

Parte Storica a cura di Gataz13.

Un grazie a tutti i nostri lettori, NCAA Game Of The Week si prende una pausa. Ancora non sappiamo quali siano i programmi per il prossimo anno, in ogni caso grazie per il supporto, le critiche, i commenti che sono giunti.