Stanford, aria di primavera.

Lo scorso 24 febbraio sono iniziate a Palo Alto le “spring practice”, ovvero gli allenamenti primaverili dei Cardinal, Campioni di Pac-12 Conference nelle ultime due stagioni consecutive.

Quest’anno ci sono tante facce nuove in squadra, sia in attacco che in difesa. La partenza di diversi titolari ed elementi di esperienza, alcuni di caratura NFL, verosimilmente si farà sentire ed è dunque abbastanza logico che i favori del pronostico per la season 2014 vadano ad altri. Ciononostante, non va dimenticato che nelle ultime stagioni Stanford ha dimostrato di riuscire a mantenere livelli competitivi impensabili sino a 7/8 anni fa, anche in ragione dell’elevato livello di voti necessari all’ammissione degli ‘studenti-atleti’ in uno dei più rinomati atenei del mondo e della derivante limitazione nelle possibilità di reclutamento dei prospetti liceali.

Tanto per dare dei riferimenti, tra migliaia di prospetti in uscita dalle high school americane nell’ultima recruiting class erano a malapena un’ottantina quelli con le credenziali adeguate a ricevere una borsa di studio da parte dei Cardinal. Considerato che in 20 hanno poi sottoscritto la “lettera di intenti”, siglando così gli accordi di aiuto economico elargiti per meriti sportivi, si può affermare che il National Signing Day del 5 febbraio è stato un successo per Stanford, dato che in pratica stiamo parlando di 1 prospetto valido “arruolato” ogni 4 disponibili.

Nell’ultimo lustro, né la partenza di un fantastico allenatore e motivatore quale Jim Harbaugh, né la successiva perdita di un talento clamoroso e assoluto come Andrew Luck, hanno arrestato la crescita del programma. Al contrario è proprio all’indomani del loro commiato, in particolare nell’ultimo biennio, che sono arrivati i frutti dell’immenso lavoro svolto sia dentro che fuori dal campo, con ben due titoli consecutivi conquistati in una Conference riconosciuta tra quelle di più alto profilo nel panorama NCAA.

Tutto questo è stato possibile grazie alla grandissima professionalità e preparazione del coaching staff e all’oculata programmazione che ha permesso via via la sostituzione di elementi davvero talentuosi con altri ugualmente validi e di prospettiva.

Giusto per tenerne traccia, nell’arco delle ultime quattro stagioni sono approdati in NFL parecchi giocatori, tra i quali voglio ricordare Richard Sherman e Doug Baldwin (Seahawks), David DeCastro (Steelers), Zach Ertz (Eagles), Coby Fleener, Delano Howell e Griff Whalen (Colts), Toby Gerhart (Jaguars), Jonathan Martin (49’ers), Michael Thomas (Dolphins), Levine Toilolo (Falcons), Stepfan Taylor (Cardinals), Thomas Keiser (Chargers), Sione Fua (Broncos), Johnson Bademosi e Jim Dray (Browns), Erik Lorig (Saints), Chase Thomas (Packers). Tra coloro che si apprestano a seguirne le orme, quest’anno si possono segnalare David Yankey, Cameron Fleming, Tayler Gaffney, Ryan Hewitt, Ben Gardner, Josh Mauro, Shayne Skov, Trent Murphy, Ed Reynolds.

Insomma, una vera e propria formazione di ‘atleti’ e non solo di ‘cervelli’ quella uscita da Palo Alto, anche se la ‘testa’ rimane indubbiamente un fattore tanto sottovalutato nelle valutazioni dei prospetti quanto significativo nel nostro beneamato sport, in particolare per un ruolo delicato, difficile, peculiare come quello del quarterback, dove pure un motivo ci sarà se Stanford è l’unico college ad aver sinora regalato quattro prime scelte assolute ‘signal caller’ alla National Football League.

Senza contare poi che a livello di staff l’ex “Andrew Luck Director of Offense” Pep Hamilton ha lasciato l’anno scorso per andare a ricoprire il ruolo di Offensive Coordinator proprio negli Indianapolis Colts di Luck, sostituito dall’ex OL coach/Run Game coordinator Mike Bloomgren, che in questi ultimi giorni è stato elevato anche ad ‘Assistant HC’, pur conservando le mansioni da organizzatore dell’attacco. Quest’anno invece è la difesa ad avere un nuovo coordinatore, il già OLB coach Lance Anderson che va a sostituire Derek Mason, scelto quale nuovo head coach dai Vanderbilt Commodores di Nashville, Tennessee.

Come intuibile, per Stanford si tratta di un ricambio di uomini complessivamente rilevante, un vero e proprio rinnovamento, considerando anche gli altri ‘studenti-atleti’ che semplicemente terminano il loro quadriennio di eleggibilità al college. Così ad esempio la linea offensiva, fiore all’occhiello e punto di forza della squadra, oltre a Yankey e Fleming perde anche altri due starter, il C Khalil Wilkes ed il RG Kevin Danser. Ciò significa che dei 5 titolari del 2013 ritorna il solo true junior LT Andrus Peat, nondimeno un possibile futuro primo giro al draft. Toccherà quindi adesso ai prospetti del reclutamento 2012, che oltre a Peat comprende elementi di qualità come il LG Josh Garnett, il C Graham Shuler, il RG Johnny Caspers, il RT Kyle Murphy, l’altro T Nick Davidson. A questi si aggiungono i redshirt freshman (Thomas Oser e David Bright) e gli incoming freshman (Casey Tucker, un top-100 recruit OT, e A.T. Hall, OG figlio dell’ex NFL player Travis Hall, DE negli Atlanta Falcons dal 1996 al 2004, entrambi dall’Arizona, oltre a Jesse Burkett e Reilly Gibbons, che invece provengono dalla Florida – ndr), con questi ultimi che tuttavia arriveranno alla “the Farm” solo ad agosto.

Considerato il tempo necessario per apprendere un sistema offensivo come quello dei Cardinal (circa 320 plays, uno dei più ampi playbook della FBS – ndr), è molto difficile ipotizzare per un nuovo arrivato un ruolo diverso da eventuale back-up o, nel caso dei lineman, da elemento supplementare in pacchetti “jumbo”, che a Stanford comprendono spesso anche la c.d. “ogre” position (letteralmente la posizione “orco”, un inside lineman schierato ad ulteriore supporto del backfield – ndr) che quest’anno avrà come interprete principale il senior Brendon Austin, stando alle prime indicazioni dell’HC David Shaw.

C’è grande attesa per scoprire le nuove gerarchie nel reparto running back. Con Gaffney e Wilkerson che hanno lasciato la squadra, verrà lanciato un nuovo titolare, o forse un ‘committee’. Il più accreditato al momento sembra essere il junior Remound Wright, un inside runner che per caratteristiche fisiche (5-9, 204 pds) e tecniche (Shaw ha affermato che è il miglior bloccatore del lotto, e ciò conta davvero tanto nell’attacco dei Cardinal – ndr) potrebbe essere il più adatto ad ereditare il ruolo nella “power-run offense” di Stanford. È peraltro ovvio che il nome più eccitante è quello del redshirt sophomore Barry J. Sanders (5-10, 192 pds), che nelle limitate apparizioni concesse nel 2013 ha mostrato non solo un’entusiasmante rapidità (è stato impiegato anche da punt returner – ndr), ma addirittura flash delle movenze che hanno riportato alla memoria nientemeno che l’immensa leggenda paterna. La sensazione è che Shaw sia propenso a trovargli un ruolo significativo, come del resto potrebbe fare con il senior Ricky Seale, impiegato invece l’anno scorso prevalentemente nelle read-option play: Barry Sanders and Ricky Seale are special in space. Those two guys can really do something special with the ball in their hands.”

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Il futuro potrebbe invece essere di un altro figlio d’arte, Christian McCaffrey. Il padre Ed è stato infatti un ricevitore All-American a Stanford nel 1991 e ha giocato per 14 anni nella NFL tra N.Y. Giants (1991-93), San Francisco 49’ers (1994) e Denver Broncos (1995-2003), vincendo ben 3 Superbowl (XXIX, XXXII, XXXIII), il primo da rincalzo nei 49’ers di Steve Young, gli altri due invece da titolare e compagno di squadra dell’Hall of Famer (ex Stanford) John Elway. Christian, a differenza del fratello maggiore Max (wide receiver divenuto starter nei Duke Blue Devils – ndr), è un all-purpose back dal fisico già notevole (6-0, 200 pds), è atletico e possiede grandissima progressione e agilità. Per due anni di fila è stato Gatorade Player of the Year per lo stato del Colorado, ed ha ricevuto ben 22 offerte di scholarship, comprese quelle da Florida State, Notre Dame, Ohio State e Oregon. Un atleta vero, tanto da essere impegnato anche in gare di velocità su pista nell’atletica leggera e come ‘combo-guard’ nella squadra di basketball della Valor Christian HS di Highlands Ranch, un sobborgo a sud di Denver come pure la poco distante Castle Rock, da cui proviene.

A proposito di atleti veri, andrà seguito con attenzione anche Isaiah Brandt-Sims (5-11, 185 pds), tuttofare da Wenatchee, nello stato di Washington. Brandt-Sims ha un personale di 10.48 sui 100 metri outdoor e di 6.70 sui 60 metri indoor. Per tre anni di seguito ha vinto il titolo statale sui 100 metri (classe 4 A), che già di per se è un record eguagliato, e dovesse riuscirci anche quest’anno farebbe qualcosa mai riuscita a nessun altro prima nell’intero nordovest degli Stati Uniti. Presumibilmente prenderà dal 2015 il ruolo chiamato a Stanford ‘Speedster in Space’, ovvero una sorta di RB/WR ibrido impegnato in giocate quali le ‘end-around’, le ‘reverse’ e altre ‘trick plays’ che ancora per quest’anno appartiene al senior Kelsey Young. Ma è ovvio che con questa velocità in dote non può non essere provato e monitorato anche come kick returner.

Davvero interessante è il giovane reparto tight end, ruolo che tante soddisfazioni ha dato nelle ultime stagioni. Accanto ai veterani Charlie Hopkins ed Eddie Plantaric scalpitano infatti i freshmen Eric Cotton, Austin Hooper e Greg Taboada. “I’ve been very impressed with the young tight ends. You can see the athleticism, the playmaking ability, and they’re showing the beginnings of being physical. All of them need to get stronger, just because they’re not old enough yet. They haven’t been through enough offseason with (strength and conditioning) coach Turley”, parola di Shaw. Al gruppo si unirà l’appeno reclutato Dalton Schultz, prospetto n° 1 della nazione alla posizione per la classe 2014, che proviene dallo Utah.

 

Anche in difesa le novità non mancano. Sulla linea, con il ritorno dei titolari NG David Perry e DE Henry Anderson, l’altro ruolo di DE che apparteneva a Ben Gardner, poi egregiamente sostituito da Josh Mauro nella seconda parte dell’ultima stagione, se lo contenderanno il 5th year senior Blake Lueders (6-5, 260 pds) ed il junior Luke Kaumatule (6-7, 267 pds). Il primo, che già l’anno scorso aveva switchato dal ruolo di OLB e che per tale ragione sta aumentando di peso, è l’ultimo dei ragazzi a roster arrivato dal recruiting del periodo di Harbaugh; il secondo invece, dopo un tentativo di conversione a TE durato circa 18 mesi ma non andato a buon fine, ritorna (vi ha già debuttato contro UCLA nel 2013 – ndr) alla posizione naturale di DE nella quale aveva fatto sfracelli all’High School (Punahou, Honolulu, Hawaii, quella di Manti Te’o – ndr), tanto da ricevere le 4 ‘star’ da services come Rivals e Scout. La ‘famiglia’ Kaumatule non ha peraltro finito di regalare prospetti al college football (Dio piacendo, a Stanford): il fratello minore Canton (un 6-7, 275 pds che con questo nome è già un predestinato…) è ritenuto uno dei principali prospetti SDE per la classe 2015.

A giocarsi un posto nelle rotazioni ci sono anche due junior esplosivi: il versatile DT Aziz Shittu (6-3, 280 pds) ed il DE Jordan Watkins (6-5, 275 pds). Gli incoming freshman DE Solomon Thomas (6-3, 255 pds) e Harrison Phillips (6-4, 260 pds) rappresentano invece il prossimo futuro di Stanford alla posizione, eppure già hanno (soprattutto il primo) qualità tali da mettere pressione a chi al momento li precede in depth chart. Un coach di lungo corso e preparato come Randy Hart non si farà certo scrupoli a lanciarli anzitempo nella mischia nel caso ne valga davvero la pena.

Il make-up più corposo se lo rifarà però il reparto linebacker, che a fianco di Lance Anderson vedrà impegnato il nuovo ILB coach Peter Hansen (ex San Francisco 49’ers, che già aveva allenato a Stanford sotto Jim Harbaugh e Vic Fangio – ndr). La sostituzione di due player del calibro di Trent Murphy e Shayne Skov sarà comunque dura. Nonostante ciò, si ripongono grandi speranze nella crescita dell’OLB junior Kevin Anderson (suo l’intercetto riportato 40 yard in TD nel Rose Bowl del gennaio scorso – ndr), ragazzo proprio di Palo Alto cresciuto alla “Paly” HS sotto la guida di Earl Hansen, il padre di Peter. Interessanti le parole spese nei suoi confronti da Shaw, chiaro riferimento alla sua determinazione e alla closing speed sui portatori di palla avversari: “People from Palo Alto understand from watching him play. It’s a combination of speed and effort. It’s Skov-like. Other linebackers will run faster than Shayne, but when the ball is declared, he’s going to pass those guys up. It’s just pure desire.”

Kevin Anderson dovrebbe giocare opposto al senior James Vaughters. Comunque non vanno sottovalutati due emergenti alle loro spalle: Peter Kalambayi (6-3, 236 pds), ragazzo del North Carolina four-star recruit 2013 per Scout, Rivals, 247Sports ed ESPN, e Mike Tyler (6-5, 219 pds) un intrigante ex three star prospect di Brecksville, cittadina circa 13 miglia a sud di Cleveland, Ohio.

A proposito di Shayne Skov, il suo ruolo di “Mike” a fianco di A.J. Tarpley sembrerebbe appannaggio del junior da Tucson, Arizona, Blake Martinez (6-2, 234 pds). Tuttavia anche ad ILB vanno seguiti due giovani quali Kevin Palma (6-2, 259 pds), californiano della Central Valley, e l’ex ‘5 star’ Noor Davis (6-4, 235 pds), già vincitore del Butkus Award all’High School e nipote dell’Hall of Famer Andre Tippett, a lungo considerato nel ruolo di OLB, ma ora provato ripetutamente nel mezzo dal coaching staff. Tra i nuovi arrivi, il nome da tenere d’occhio per il prossimo futuro è quello di Joey Alfieri (6-2, 230 pds), ragazzo di Portland e prospetto numero 1 del 2014 per lo stato dell’Oregon.

Anche il reparto defensive back conta su elementi nuovi, tra i quali due sophomore cui lo staff ha cambiato posizione in campo: l’ex WR Kodi Whitfield (6-2, 197 pds) e l’ex QB Dallas Lloyd (6-3, 212 pds) che passano dall’attacco alla difesa, in particolare al ruolo di safety. Dello switch di Lloyd già si sapeva da fine regular season 2013, dato che il suo ruolo prevalente in squadra, quello di ‘run-option QB’ nei pacchetti persino a Stanford sperimentati da coach Shaw, era andato progressivamente riducendosi non solo per problemi di turnover del ragazzone di Plesant Grove (Utah), ma soprattutto per le caratteristiche dello starter Kevin Hogan, la cui mobilità ha permesso l’inserimento nel game-plan delle read-option plays senza dover sostituire il signal caller, rendendo così tali giocate se possibile ancor più imprevedibili, dato il risaputo marchio di fabbrica dell’attacco.

Oltretutto Lloyd con ogni probabilità avrebbe visto ridursi ulteriormente le sue possibilità di scendere in campo in un ruolo che, oltre al junior back-up Evan Crower (6-5, un mancino di San Diego), avrà un nuovo candidato nel frosh Ryan Burns (6-5, ‘4 star’ della classe 2013), in attesa che anche l’ultimo arrivato Keller Chryst (6-4, 234 pds) inizi a calcare i campi della “Fattoria” dal prossimo agosto, per giocarsi il ruolo da titolare a partire presumibilmente dalla season 2015. Nel frattempo il figlio di Geep (QB coach dei San Francisco 49’ers) e nipote di Paul Chryst (Head Coach dei Pittsburgh Panthers, ACC), nato e cresciuto proprio a Palo Alto, avrà tutto il tempo di andare a vedere i suoi prossimi compagni già nelle sedute aperte al pubblico di queste “practice”. Ma il suo futuro pare chiaro, non solo perché l’ultimo pocket passer ad avere un rating così elevato prima del suo arrivo ai Cardinal è stato Andrew Luck, ma anche per le parole spese nei suoi confronti da coach Shaw all’indomani della presentazione della recruiting class 2014: “There are things you can teach and things you can’t teach about the quarterback position. You can’t teach … the ability to throw the ball 70 yards. He has the ability, the physical tools and the toughness. We don’t feel the need to rush his development. I’m not going to put any time constraints on when he’s going to play, but we believe the end result will be phenomenal.”

Una certa sorpresa ha viceversa rappresentato la decisione di sperimentare Kodi Whitfield a free safety. Nonostante le evidenti doti in ricezione di un altro “figlio d’arte” (il padre Bob Whitfield fu OT All-American a Stanford prima di essere 7 ^ scelta assoluta al draft NFL 1992 e giocare 15 anni da professionista – ndr), c’è da dire che il ruolo di “wide receiver” è tra i più coperti per la prossima stagione, con Ty Montgomery che torna per l’anno senior, e con una depth chart che comprende gli altri titolari Devon Cajuste e Michael Rector, oltre al 29enne Jordan Pratt (un 6-3, 213 pds che ha provato la strada del baseball professionistico dopo essere stato 5^ scelta dei Los Angeles Dodgers al draft MLB del 2003 – ndr) e all’altro senior Jeff Trojan (6-3, 195 pds) che pure hanno trovato ampio spazio nel 2013 (14 presenze su 14 gare per entrambi), ed infine Francis Owusu (6-3, 210 pds, fratello di Chris) unico tra i true freshman a debuttare l’anno scorso (12 presenze in tutto), che ha avuto il suo momento di gloria nel Big Game contro California, quando ha avuto due splendide ricezioni ed ha segnato il primo TD della carriera.

Nel 2013 per Whitfield invece 16 ricezioni per 170 yard complessive con 1 solo touchdown, nondimeno talmente bello da essere inserito tra le giocate più spettacolari dell’intera annata di College Football, una one-handed catch nella partita contro UCLA.

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Invece il reparto DB ha perso 3 giocatori di rilievo. Oltre al junior FS Ed Reynolds, che si è dichiarato per il prossimo draft NFL, hanno raggiunto il limite di eleggibilità il back-up CB Barry Browning ed il CB/FS Devon Carrington. Dato l’atletismo che richiedono le due posizioni, il reparto è ritenuto tra i più difficili in cui reclutare talento per un ateneo come Stanford.

A cornerback sembra esserci discreta profondità. Il RCB è Alex Carter, mentre sul lato opposto la scelta ricadrà su uno tra Wayne Lyons e Ronnie Harris, con l’altro che sarà impiegato nel ruolo di ‘nickel back’ (nelle ultime stagioni ricoperto da Usua Amanam – ndr). Dai primi allenamenti, al contrario di quanto si riteneva in precedenza, il NB potrebbe essere Lyons, che ha più qualità da ‘playmaker’ emerse già all’High School (Dillard, Florida) dove giocava safety. Dietro di loro al momento ci sono Ra’Chard Pippens, Taijuan Thomas, Chandler Dorrell oltre al rookie Terrence Alexander, che al camp per liceali della scorsa estate ha stupito lo staff, come sottolineato dal nuovo DC Lance Anderson: “We were amazed at how much of a natural cover corner he is, but at the same time he is a tough, physical kid”.

A safety il ruolo di strong appartiene a Jordan Richards, ormai un senior. Il tuttofare Zach Hoffpauir, fino in estate impegnato con la squadra di Baseball, e John Flacco (massì, l’altro fratello di Joe!) lo seguono in lista. Per il ruolo di free safety i giochi sono aperti. Un elemento da seguire in agosto sarà il texano Brandon Simmons (6-0, 180 pds). Ma il reparto necessitava comunque subito di energie fresche, e nelle prime settimane di allenamento sta emergendo Kyle Olugbode, in precedenza utilizzato prevalentemente come SS. Di qui la decisione di spostare a FS anche Kodi Whitfield:  gran fisico per il ruolo, istinto, ottime mani; dovesse trovare una sua dimensione come tackler potrebbe addirittura ambire ad un ruolo da starter. Vero, forse stiamo correndo troppo e Kodi potrebbe altresì tranquillamente ritornare a fare il ricevitore in estate. Ma tentar non nuoce. Whitfield continuerà ad indossare in difesa lo stesso numero di maglia che aveva in attacco, ovvero il 9 (in NCAA è consentita la doppia numerazione tra giocatori di attacco e difesa – ndr). Ci credete? Nella primavera 2009 c’è già stato un talentuoso ricevitore dei Cardinal, con ragguardevole struttura fisica e ottime mani, che per esigenze del team venne fatto passare a Defensive Back dopo due stagioni trascorse a receiver. E anche lui indossava la maglia n° 9. Il suo nome? Richard Sherman.

In ogni caso, a Stanford non potevano ingaggiare un DB coach migliore di Duane Akina, nell’arco degli ultimi 13 anni allenatore delle secondarie di Texas ma con lunga esperienza pregressa anche di Pac-12 (Arizona). Ai Longhorns, sotto la sua guida, Michael Huff e Aaron Ross hanno vinto il Jim Thorpe award, ma anche Chris McAlister, Quentin Jammer, Michael Griffin, Earl Thomas, Kenny Vaccaro si sono trasformati in atleti da primo giro al draft NFL.

Come già da alcuni anni a questa parte, gli allenamenti primaverili sono suddivisi in 2 fasi, di due settimane ciascuna: le prime sono terminate l’8 marzo scorso; le seconde inizieranno invece, dopo una pausa di circa 3 week, il 31 marzo prossimo per concludersi con l’annuale “Cardinal & White Spring Game” in programma sabato 12 aprile.