2003 (prima parte)

13 luglio 2003 – Stadio dei Marmi, Roma

Oggi siamo al centro del mondo, i Gladiatori di nuovo in campo, uno stadio speciale dove aleggia la storia delle passioni sportive.

Famiglie, padri, madri e figli, amici, curiosi, fotografi nel giorno di grazia e  il vostro scriba, che è ancora lì per raccontarli.

Per affabularvi con il Trentennale.

Cielo azzurro al punto giusto, vecchi e nuovi amici, Massimo da Torino, Antonio il giornalista e le volenterose cheeleaders che, tra i fumi giallorossi, annunciano i giocatori, le glorie dei Gladiatori  (con tanto usato sicuro) e dei Muli di Trieste complici nell’officiare l’evento.

Sarà una festa di corse & lanci, di caloroso sostegno e occhiate curiose dagli spalti di pietra.

In mezzo al prato la solita, bella litania del football: lanci accorti, temerari, profondi o sull’uscio del first down; occhiate decise, furtive, sfuggenti; spinte decise, balzi in avanti allo zio boia d’un giuda, attacchi frontali, tenaglie con la necessaria ferocia; corse fortunate in avanti e fughe laterali in cerca d’una traiettoria felice; alcuni salti nel giardino del re touchdown. Facciamo qualche nome: Jacometti, Bozzarini, Cappannoli, Capata, Fuccelli, Fusco, Evangelisti, Fierli, Scotellaro, Bobby Davis, Fristachi, Cinelli.

Il Capitano apre una scatola di Football in Italy ed espone la mercanzia. Obrigado.

Festa, amicizie ritrovate, giovani curiosi e il risultato finale non importa dove.

Arrivederci tra dieci anni.

Mi piace citare alcuni passi di un articolo di Massimo Foglio per Huddle Magazine:

Sotto il sole cocente di una afosa domenica romana, ti chiedi cosa ti spinga ad affrontare centinaia di chilometri in due giorni per inseguire i classici “ventidue energumeni che corrono dietro ad un pallone” (nel nostro caso ovale). Poi ti basta salire la breve rampa che porta al prato dello Stadio dei Marmi e tutto ti è chiaro.


La splendida cornice delle statue in marmo bianco, il prato perfettamente rasato, le porte ad Y come nei campi veri, verniciate di giallo e con la regolamentare bandierina segnavento all’estremità, e là in mezzo ci stanno loro: i Gladiatori. Per chi, come me, ha mosso i suoi primi passi nella defunta LIF di Beneck, i Gladiatori rappresentano un mito, ed il loro condottiero, quel Marcello Loprencipe che non vedrò mai fermo un attimo a riposare durante tutta la giornata, un idolo che riporta alla mente i tempi che furono, con tutta la carica di romanticismo e nostalgia che queste rievocazioni comportano.


Sul prato perfettamente segnato con tanto di hashmarks, si sta dando battaglia il futuro dei Gladiatori in una esibizione di flag football, e lì ti accorgi che questa non è solo una rievocazione, ma è il primo atto di un ritorno che si prevede in grande stile. La vecchia guardia gladiatoria è schierata quasi al completo. Alcuni indossano addirittura le maglie originali delle stagioni LIF 1980-1981, ed alla loro vista i ricordi si moltiplicano e si accalcano nella mente fino quasi a stordirti. Sembra quasi di stare a Castelgiorgio, con le stesse facce e le stesse emozioni(…).