Draft 2014 Aftermath: New England Patriots

New England Patriots 2014 Draft analysis by marcosanta & Andy85.

Come ogni anno, predire le mosse di Bill Belichick e dei NE Patriots al draft è, se non impossibile, qualcosa di molto, molto difficile. Inoltre quest’anno i Patriots non avevano chiare need primarie da colmare a livello di starter, quanto più che altro bisogno di aggiungere depth a vari reparti (DL e TE in primis, ma anche LB). Aggiungiamoci il fatto che Belichick piace tradare le proprie scelte alte per accumularne di più basse, ed ecco che conviene sedersi ed aspettare di vedere cosa combina.
Beh, quest’anno niente trade per “l’uomo col felpone” al primo giro, anzi.
Andiamo con ordine. Cercherò qui di seguito di analizzare al meglio ogni pick dei Patriots. Se scrivo porcherie, vogliate perdonarmi!

Round #1, Pick #29, Dominique Easley (DT, Florida, 6-2, 288)
Come dicevamo, la DL era una delle need principali per i Pats, in particolare un DT che sappia rushare il QB. La scelta è caduta sull’ex-Gator Easley. Una scelta che personalmente mi convince, ma non appieno (e i miei dubbi sono gli stessi di tanti altri patrioti).
Il ragazzo è decisamente una bestia. Rapido, potente, in grado di mettere in grossa difficoltà la OL avversaria. Ottimo uso delle braccia che, abbinato alla rapidità dei movimenti, al suo “high motor” e alla continuità, permette a Easley di pascolare spesso nel backfield avversario.
Il ragazzo però porta con sé degli enormi dubbi a livello fisico. A 22 anni ha già subito due gravi infortuni alle ginocchia: Rottura del Crociato Anteriore Sinistro nel 2011 e del Crociato Anteriore Destro nel 2013 (per cui in pratica arriva in NFL con due soli anni al college e senza toccare il campo da quasi un anno).
Si può decisamente considerare questa scelta una scommessa. Certamente se Belichick, Kraft e Caserio hanno speso un primo giro su di lui avranno avuto le necessarie rassicurazione sul suo recupero dall’ultimo infortunio, ma è anche vero che se c’era un prospetto da primo giro injury-prone era proprio lui (visto che anche Wilfork e Kelly stanno rientrando da gravi infortuni, la scommessa è ancora più grossa). Certo è che, se Easley mantiene le promesse mostrate al college e regge fisicamente, quello dei Patriots sarà decisamente un grande colpo.
Grade: B+

Round #2, Pick #62, Jimmy Garoppolo (QB, Eastern Illinois, 6-2, 226)
Una volta preso un DL al primo giro, tutti al secondo giro si aspettavano la scelta più ovvia, un TE che facesse da spalla al fragile Gronk. Ma Felpone e “Ovvio” non sono parole che vanno d’accordo. Soprattutto perché tutti i TE davvero interessanti del draft (Ebron escluso, che sarebbe stato comunque impossibile da prendere) vengono soffiati nel giro di poco da altre squadre (Seferian-Jenkins ai Bucs, Amaro ai Jets e Niklas ai Cardinals). E allora, nelle parole di Bill Belichick, “better early than late” per quanto riguarda i QB. Con Tom Brady che si avvicina ai 40 e Mallet che, ad oggi, rappresenta una pick buttata, i Pats decidono di buttarsi sul “paisà” Jimmy Garoppolo, cioè il QB di Eastern Illinois che ha rubato proprio quest’anno tutti i record del college al buon Tony Romo.
Garoppolo è un QB che impressiona per il footwork (anche se ha comunque operato spesso dalla shotgun e dovrà adattarsi a giocare under center) e per il rilascio incredibilmente rapido, oltre alla precisione sul medio corto. Molta buona anche l’abilità nell’effettuare play-action molto credibili. Un po’ da rivedere la precisione sul lungo, mentre è sembrata davvero buona la capacità di restare nella tasca anche con i rusher in avvicinamento. Vi ricorda qualcuno fin qui? Ecco, appunto. Oltre a ciò, va aggiunta una buona dose di atletismo che gli permette di tenere vive le giocate anche uscendo dalla tasca. Resta da valutare la capacità di effettuare letture complesse tipiche dell’NFL, dato che a Eastern Illinois si basava principalmente su schemi che prevedevano letture singole. Tuttavia già dalle prime dichiarazioni rilasciate sembra uno con le palle e sicuro dei propri mezzi. Una pick alla Belichick, insomma. Resta solo da sperare che Fiedorowicz, l’ultimo TE rimasto disponibile al momento della selezione di Garoppolo, non si trasformi in un fenomeno, dato che davvero in New England il TE è una delle posizioni più bisognose di un upgrade.
Grade: C+ (piace il giocatore, ma non coprire la need a TE potrebbe rivelarsi molto controproducente)
Round #4, Pick #105, Bryan Stork (C, Florida State, 6-4, 315)
Un po’ di carne al fuoco nella OL serviva, ed ecco che i Pats si buttano su Stork, fresco vincitore del premio come miglior Centro NCAA nel 2013.
Stork sembrerebbe, secondo alcuni, configurarsi come un giocatore pronto per contribuire, mentre per altri ha bisogno di un po’ di lavoro prima di giocarsi le sue carte. Va altresì detto che i Pats hanno in Wendell e Connolly due buoni Centri (anche se non ottimi). Al camp ci sarà battaglia.
Stork ha dalla sua l’ottimo fisico ed eccelle nella pass protection, mentre fatica a raggiungere il secondo livello nei giochi di corsa. Come al solito ai Pats piacciono giocatori versatili, e infatti il buon Brian al college ha giocato sia da C che da G.
Grade: B

Round #4, Pick #130, James White (RB, Wisconsin, 5-9, 204)
Seconda pick del quarto giro, e un’altra (mezza) sorpresa. Perso Blount, si immaginava che prima o poi al draft i Pats avrebbero preso un RB; ci si aspettava però un RB potente, alla Blount appunto. Il FO di Boston decide invece di pescare il nuovo Danny Woodhead, se non a livello di caratteristiche almeno a livello fisico.
White è il tipico “change of pace” back. Basso, rapido, velocissimo nello stretto e nei cambi di direzione. Manca ovviamente di potenza, ma si tratta di un giocatore estremamente produttivo a livello di college (nonostante abbia sempre splittato le portate con un altro RB) e che ha commesso solo due fumble su 754 portate in carriera. Nonostante le dimensioni ridotte mostra un’ottima capacità di bloccare in pass protection.
Ottima scelta, il pezzo mancante al duo Vereen-Ridley (entrambi, tra l’altro, in scadenza di contratto a fine stagione – e visti i problemi di fumble di Ridley, White ha ottime possibilità di ritagliarsi un posto a roster sul lungo periodo).
Grade: B+

Round #4, Pick #140, Cameron Fleming (OT, Stanford, 6-5, 323)
Terza pick del quarto giro, ed ecco arrivare il gigante da Stanford, il Tackle Cameron Fleming. Altra depth da aggiungere alla OL e, in prospettiva e in caso di sviluppo soddisfacente, un possibile rimpiazzo per il Tedescone Vollmer.
Dalla sua ha un’ottima capacità in run-block, mentre difetta un po’ in pass protection. Sicuramente sarà aiutato dall’aver giocato 3 anni titolare in una “pro-style offense” come quella di Stanford. Visto il fisico potrebbe anche risultare un’opzione da G.
Grade: B-

Round #6, Pick #179, Jon Halapio (OG, Florida, 6-3, 323)
Pick strana e inaspettata questa. I Pats sembrano abbastanza coperti a Guardia, e Halapio era dai più considerato un giocatore da 7°/UDFA. I Pats lo prendono a inizio sesto giro. Gli scouting report lo danno come un giocatore abbastanza statico, bravo nei bloccaggi sullo stretto e discretto in pass protection, ma poco altro. Dalla sua ha l’esperienza, avendo accumulato 43 starts in college.
Sembra più che altro una developmental pick.
Grade: C-

Round #6, Pick #198, Zach Moore (DE, Concordia, 6-3, 323)
Primo giocatore ad essere scelto al draft nella storia di Concordia.
Scelto per la sua versalitità, avendo esperienza sia nella 4-3 defense che nella 3-4. Il fisico è quello del DE da NFL, è rapido allo snap, agile e abbastanza veloce in campo aperto, oltre ad aver tenuto una media di un sack a partita in collge (anche se in Division II). Di contro ha il difetto di giocare in posizione troppo eretta e di fare fatica contro le corse, oltre ad essere costantement dominato in caso di raddoppio. A mio modo di vedere, un candidato per la Practice Squad ma comunque un buon prospetto.
Grade: B-

Round #6Pick #206, Thomas Jemea (CB, Georgia Tech, 5-9, 192)
La penultima scelta dei Patriots va ad aggiungere depth alla secondaria con Jemea Thomas. Pick interessante, dato che il giovanotto da Georgia Tech ha esperienza sia da CB che d S.
Sa dire la sua sia in copertura sui passaggi che in run support, dove ha mostrato di non temere il contatto fisico contro giocatori più imponenti fisicamente. I 4 anni da starter al college sono sicuramente un “plus”. Fatica però i man coverage contro giocatori più rapidi e la differenza di stazza contro i TE si fa sentire. Tuttavi ala sua versatilità lo rende un buon jolly da “tenere al caldo” in caso di necessità
Grade: B-

Round #7, Pick #244, Jeremy Gallon (WR, Michigan, 5-7, 185)
Edelman 2.0? Di sicuro lo è per il round a cui è stato scelto (il settimo, come Minitron) e la stazza pressoché simile, anche se Gallon è leggermente più alto.
La scelta sembra buona data la sua capacità di leggere le coperture ed adattarsi ad esse, dato che le tracce dei WR di NE sono molto soggette a option. H anche esperienza da ritornatore, specialmente sui punt (gli manca la velocità di punta neccessaria a ritornare Kick off). Tende a ricevere col corpo più che con le mani.
Dato l’affollamento a WR, Gallon dovrà guadagnarsi il posto a roster con ottime prestazioni al camp.
Grande: C+

FINAL GRADE: B-
Come tutti i Draft di Belichick, ci sono giocatori che sembrano ottime scelte ed altri che rimangono degli enormi punti di domanda. Soprattutto, è stata ignorata la need enorme a TE e anche a S (se Harmon non esplode definitivamente e nessun altro DB a roster si mostra in grado di giocare di fianc a McCourty).
Tutto sommato però Easley (problemi fisici a parte), Stork e Fleming sembrano ottime prese. Thomas potrà dire la sua, mentre gli altri potranno essere valutati solo nel tempo. Garoppolo, infine, si spera resti a lungo a scaldare la panca e si trasformi nel nostro Aaron Rodgers, o mostri comunque abbastanza talento da poter essere scambiato in futuro per pick più alte.