NCAA: 10 quarterback per divertirsi nel 2014

Rakeem Cato, Marshall Thundering Herd (Jr)

Probabilmente il più underdog del gruppo, date le dimensioni che per molti sarebbero già da richiesta di cambio ruolo (6-0 per 188), e dato che non è stato inseguito dai college più interessanti pur essendo nato in una terra, la Florida, dove il recruiting ne fa campo di battaglia.
Eppure Cato è già nella storia come un dei più produttivi passer della storia della NCAA, avendo lanciato quasi 300 yard in più di Johnny Manziel nelle prime due stagioni da starter, e quasi 450 in più di Brodgewater.
Lavoro duro, questo sembra essere il suo segreto, oltre all’abilità con cui sfugge dalle luci della ribalta, ma giocoforza si dovrà abituare ad esse perchè siamo pronti a scommettere che quest’anno gli Herd faranno sentire la voce grossa in Conference-USA dopo che l’anno scorso le tre gare perse arrivarono con scarti che, sommati, danno 13 punti, e contro Virginia Tech, dopo 3 OT. Nel caso vada come preventiviamo, non escludendo una stagione imbattuta dato il calendario non certo di ferro, Cato potrebbe passare agevolmente le 10.000 yard ed ammassare quei numeri che faranno mangiare le mani a chi lo ha snobbato, dato che fu valutato solo come 32mo QB dual-threat nell’anno del recruiting, con un pensierino non troppo recondito per l’Heisman.

 

Taysom Hill, BYU Cougars (Jr)

sta progressivamente crescendo l’interesse attorno a Hill, che si appresta ad affrontare la sua stagione da junior dopo aver condotto da starter sophomore Brigham Young ad una stagione da 8-4 prima di capitolare al Fight Hunger Bowl contro Washington, stagione che gli ha portato quasi 3.000 yard di lancio e più di 1.300 di corsa.
Si tratta infatti di un QB dual-threat dal fisico assolutamente adatto, 6-2 per 221, che ha brillato l’anno scorso entrando nella top-10 del ruolo come total offense con 329 yard a gara. Quello che ancora lo penalizza è l’efficienza perchè il ragazzo nativo dell’Idaho, ha solo il 53,9 di completi.
Ma chi lo ha visto in azione durante le spring practice assicura che ci sia stato un bel miglioramento per un ragazzo che teoricamente avrebbe un ulteriore anno per rimanere al college oltre a quello che va ad iniziare. Incominciano a comparire elenchi di gradimento per l’Heisman in cui compare il suo nome: certo, si tratta di un outsider, ma considerando che la schedule di BYU sembra leggermente più semplice dell’anno scorso, l’idea di vederlo attore forte nella corsa al premio, non è così peregrina.

 

Matt Johnson, Bowling Green Falcons (rJr)

La MAC ha prodotto con costanza QB talentuosi negli ultimi anni, e Johnson potrebbe essere il prossimo a portare questa illustre torcia. Non particolarmente prestante, 6-0, 215 libbre, junior, è balzato agli onori della cronaca per l’eccezionale gara del 2013 contro gli Huskies dove ha completato 21 passaggi su 27 per 393 yards con cinque touchdown. I numeri non parlano del grande equilibrio, della precisione anche in situazioni scomode, e delle letture anticipate che fanno di Johnson uno da tenere nel mirino per quanto riguarda le questioni che riguardano il gioco aereo, ma le movenze guizzanti e la capacità elusiva contro i pass rusher lo rendono pericoloso anche in situazione di scramble.
Nel 2013 in totale ha lanciato 3.467 yard, 25 touchdown e 7 intercetti portando i Falcons inaspettatamente al MAC Championship. Il vero problema, per lui che si è mostrato pronto e sufficientemente coraggioso, è che sicuramente ci si aspetterà ancora di più di questi numeri: in questo dovrebbe dargli una mano la filosofia up-tempo di Dino Babers, nuovo coach, che dovrebbe consentire a Johnson di lanciare più dei circa 24 tentativi di media del 2013, d’altro canto la batteria dei Tight End è tutta da verificare, vedremo se Johnson saprà stupirci ancora di più dell’anno scorso.

 

Nick Marshall, Auburn Tigers (rSo)

La squadra del destino, partita unranked ed arrivata a 13 secondi dal titolo nazionale, passa anche attraverso un ragazzo che l’anno scorso era semisconosciuto e che oggi rischia di essere una delle armi più pericolose di tutto il panorama della NCAA, soprattutto perchè messa in mano a un demone offensivo come Gus Malzahn.
Marshall, partito da Georgia come Defensive Back e riciclato QB ad Auburn, probabilmente non troverà spazio nelle classifiche per l’Heisman o nei mock per i Draft venturi, ma interpreta alla perfezione il ruolo richiestogli da un sistema d’attacco da più di 7.000 yard a stagione, che gli ha permesso di mettere assieme numeri non eccezionali nel suo primo anno da passatore (meno di 2000 yard) ma ottimi da corridore (quarto QB nella storia della SEC a correre più di 1000 yard).
La musica però sta cambiando e questa primavera Marshall ha lavorato molto sul passaggio, come qualità e sopratutto quantità. E il fatto che fa tenere le antenne così ritte è che il buon Nick è il primo QB che Malzahn potrà allenare almeno due anni, sommato al fatto che Auburn avrà ben otto giocatori offensivi che torneranno al loro posto anche nel 2014, compreso tutto il reparto ricevitori e tutta la linea ad esclusione di Greg Robinson. I presupposti per vedere un Marshall pericolosissimo, ci sono tutti.

 

Braxton Miller, Ohio State Buckeyes (Sr)

Il Senior di Ohio State rientrerà dall’intervento alla spalla ma, a prescindere da questo, rimane uno dei QB più interessanti sin dalle scuole superiori, inserito in una delle squadre collegiali più interessanti che ha sperato l’anno scorso, fino all’ultimo, di andare al BCS National Championship, ma che è incappata nel gran finale di stagione di MSU.
Miller è uno starter di lungo corso, ed è, secondo uno studio realizzato sui QB NCAA, quello con il maggior numero di drive chiusi con il TD che ha fatto vincere la gara alla sua squadra, complice il livello della Big Ten che ha permesso a Miller di avere molte situazioni di gare in equilibrio, dove far vedere i propri mezzi. Nell’attacco spread di Urban Meyer viene impiegato in maniera pesantemente dual-threat grazie a mezzi atletici di tutto rispetto (6-3 per 210, sommate ad una velocità che all’uscita dalla High school gli faceva correre le 40 yard in 4.46), questo ha permesso a Miller, l’anno scorso, di lanciare per circa 2000 yard e correrne poco più di 1000.
Tuttavia a Miller, per essere preso in considerazione per un Heisman o comunque per ricevere migliori quotazioni al Draft 2015, verrà chiesto un sensibile miglioramento delle doti di passatore, date le percentuali di efficenza ancora piuttosto basse.

 

Bryce Petty, Baylor Bears (rSr)

C’è un attacco che terrorizza i campi del sud degli States, e non solo.
È quello che mette in campo Art Briles a Baylor, un college che, quando se ne andò un certo Robert Griffin III, pochi avrebbero dato con un altro papabile Heisman Trophy nel medesimo ruolo solo dopo due anni.
Invece è arrivato Bryce Petty, ragazzone di 6-3 per 230 libbre, che ha interpretato a pennello il ruolo di direttore dell’artiglieria in una squadra che è risultata la più prolifica della nazione con una media di più di 50 punti e quasi 360 yard lanciate, a gara. Aver completato il 62% dei passaggi per 4.200 yard, aver vinto il Big XII Offensive POTY, essere arrivati settimi nella votazione dell’Heisman ed essere, anche per il 2014 tra i candidati alla vittoria finale, fanno di lui il giocatore più “irrinunciabile” dei Bears, ed una fortissima garanzia di qualità e soprattutto di divertimento, perchè l’attacco terrificante si Baylor si incentrerà di nuovo su di lui, forte di un anno di esperienza e di un lavoro in offseason per migliorare la presenza in tasca e rendere ancora più accurato il lancio, e far sognare ai tifosi un altro anno così indimenticabile come quello appena concluso.

 

Dak Prescott, Mississippi State Bulldogs (rJr)

Iniziamo dal profondo sud, dove l’anno scorso è salito alle scene, nella sua stagione da Sophomore, il potente Dak Prescott: 230 libbre per 6-2, si è ritrovato in campo per l’infortunio di Tyler Russell mettendo assieme 156/267 (58.4%) con 1.940 yard, 10 touchdown e 7 intercetti in 11 partite, aggiungendovi 829 rushing yard e ben 13 touchdown schiacciati a terra da solo. Un torello che ha dato un forte segnale proprio nell’ultima gara del 2013, il Liberty Bowl, dove ha messo assieme più di 350 yard da solo (pass+rush) e 5 TD.
Partito come secondo e ritrovatosi in campo “di corsa” l’anno scorso, ha avuto una intera off-season per affinare le sue doti, e per migliorare la sua efficienza in attacco che rappresenta ancora un tendine d’achille notevole. Dan Mullen, arrivato da Florida per rinverdire i fasti della sua filosofia anche giù a Starkville, potrebbe fargli fare il percorso di un Tim Tebow, anche se, ci sentiamo di dirlo, sembra che Prescott abbia margine per lanciare decisamente meglio. Infine una nota importante per prevedere il possibile rendimento di MSU nel 2014 e quindi, di Prescott: ben otto starter dell’attacco 2013 saranno al loro posto nel 2014, un grande aiuto per il ragazzo di Sulphur.

 

Keenan Reynolds, Navy Midshipmen (Jr)

Bisogna sempre mettere i QB di Navy tra quelli che vi possono far divertire di più, non tanto per le qualità di lanciatori, di solito del tutto irrisorie, quanto per le capacità di portare la palla, anche in situazione di traffico da redzone.
Nella sua stagione da sophomore, dopo aver dato spettacolo in lungo ed in largo collezionando più di 1.300 yard di corsa ma soprattutto 31 TD, un record, il ragazzo di Antioch, 5-11 per 185 libbre, ha concluso la stagione battendo assieme ai compagni quella Middle Tennessee che all’epoca del recruiting lo aveva snobbato, lui originario proprio del Tennessee.
Reynolds sarà chiamato nell’arduo tentativo di guidare Navy ad una stagione altrettanto memorabile di quella 2013, quando la squadra vinse l’apertura con Indiana, spaventò Notre Dame (38-34 il finale per gli Irish), ebbe la meglio contro San Josè State dopo tre OT, e continuò la striscia positiva contro Army sotto la neve di Philadelphia, prima di concludere con la vittoria al Bowl sopra detta, il tutto condito con il secondo miglior attacco su corsa di tutta la NCAA. Nel 2014 Reynolds dovrà rendere efficiente la triple option di Ken Niumatalolo contro avversari come Ohio State, Rutgers, Notre Dame.
Sfide terribili, ma anche particolarmente stimolanti per chi, di muri, ne ha già abbattuti diversi.

 

Davis Webb, Texas Tech Red Raiders (Jr)

Webb si avvantaggerà di una situazione particolare che si è verificata a Texas Tech, ovvero il trasferimento dei due quarterback che lo precedevano nella depth chart, ovvero Brewer e Mayfield. Tralasciamo le peripezie che hanno portato alla scelta dell’ordine di questi ragazzi, ma onestamente crediamo che Texas Tech abbia, seppur giocoforza, ancora a roster il migliore dei tre.
Webb ha chiuso il 2013 con 226-361 per 2.718 yard e 21 TD, non male per uno che non era starter, seppure true freshman, e che alla fine ha condotto la squadra alla vittoria nel Holiday Bowl contro Arizona State, con una prestazione veramente eccellente.
Dopo la sessione primaverile, dove ne è uscito starter in pectore, ci si aspettano grandi cose dato l’inserimento in un modulo molto pass-friendly, creato da Kliff Kingsbury che ha già allenato Manziel a Texas A&M nel 2012. Texas Tech peraltro potrebbe essere una autorevole outsider per il titolo Big XII: se questo dovesse succedere, l’esposizione mediatica del ragazzo gli farebbe bene per l’Heisman, anche se il suo stile di gioco da pocket passer difficilmente lo farà salire troppo in alto.

 

Jameis Winston, Florida State Seminoles (So)

Tra i Top-10 non possiamo non inserire il fresco Heisman Trophy, e campione nazionale proveniente da Florida State.
Quando si mettono assieme i premi che ha messo assieme lui dopo un anno solo di football universitario, ci si deve togliere il cappello, specialmente in una squadra che non aveva propriamente tutti i favori del pronostico. E nonostante alcune questioni, come la presunta violenza sessuale a suo carico, poi scoperta bufala, non gli abbiano consentito di giocare in perfetta serenità.
Nel 2013 è stato immediatamente messo a titolare nella sua stagione da true freshman, ed ha portato Florida State al titolo lanciando più di 4.000 yard con una efficienza di quasi il 67% di completi, in cui però le ultime quattro partite non è stato cosí efficiente. Tuttavia il ragazzo di Bessemer rimane uno dei più grandi talenti del college, tanto che, prima di mettersi a sgraffignare chele di granchio al supermercato, veniva considerato anche un serissimo candidato al primo giro del Draft 2015, vedremo se quest’anno avrà lavorato sui suoi difetti, come il rilascio piuttosto lento, oppure se i coach avversari avranno scoperto il segreto per imbrigliarlo.