Prima Depth Chart rilasciata per gli Oakland Raiders

Ieri è stato un giorno molto importante. I Raiders hanno rilasciato la primissima Depth Chart. Certo, è e rimane una Depth Chart da Training Camp, quando ancora i giocatori non hanno giocato neanche uno snap e l’unico modo che hanno avuto per mostrare ciò che sanno fare è stato durante le sessioni di squadra con i pads. Andiamo ad analizzare le varie Depth Chart per tutti e tre i compartimenti, approfittando di questi per fare un breve resoconto dei vari giorni di allenamento che, data la tenera età di questo blog, non abbiamo potuto vedere assieme.

OFFENSE:

WR: #18 Andre Holmes, #89 James Jones, #17 Denarius Moore, #12 Brice Butler, #19 Mike Davis, #13 Rashaan Vaughn
LT: #72 Donald Penn, #72 Jack Cornell, #68 Erle Ladson
LG: #69 Khalif Barnes, #66 Gabe Jackson, #63 Lamar Mady
C: #61 Stefen Wisniewski, #67 Kevin Boothe, #74 Jarrod Shaw
RG: #77 Austin Howard, #70 Tony Bergstrom, #62 Emmitt Cleary, #76 Lucas Nix
RT: #71 Menelik Watson, #73 Matt McCants, #65 Dan Kistler
TE: #86 David Ausberry, #81 Mychal Rivera, #87 Brian Leonhardt, #88 Nick Kasa, #82 Jake Murphy, #83 Scott Simonson
WR: #80 Rod Streater, #15 Greg Little, #84 Juron Criner, #10 Greg Jenkins, #85 Seth Roberts
QB: #8 Matt Schaub, #4 Derek Carr, #14 Matt McGloin, #5 Trent Edwards
HB: #21 Maurice Jones-Drew, #20 Darren McFadden, #28 Latavius Murray, #32 Jeremy Stewart, #30 Kory Sheets, #34 George Atkinson III
FB: #45 Marcel Reece, #49 Jamize Olawale, #40 Karl Williams

ANALISI:
WR: La prima cosa che salta all’occhio è la posizione di James Jones e Denarius Moore. Se è vero che comunque i primi 5 ricevitori vanno in rotazione (e sono solo due quelli che possono essere etichettati come starter), fa sorprendere vedere un James Jones dietro ad un Andre Holmes. Mentre il veterano di Green Bay è stato l’assoluto protagonista nel WR Corps durante tutti questi giorni passati, Holmes ha collezionato diversi drop. Certo, non tanti quanto quelli di Greg Little, ma resta comunque strano il vederlo in cima alla lista.
Crolla invece lo stock di Moore che sta invece venendo eclissato dalle buonissime prestazioni di Butler, che sembra aver raggiunto una splendida affinità con Derek Carr. Essendo per DMoore il contract year, dovrà lavorare sodo per poter sperare di vestire il nero argento la prossima stagione, sperando di ritornare alla forma sorprendente del suo rookie Year.
O-LINE: La linea è ormai quasi una costante, e, da che il camp è iniziato, sono stati pochi i cambiamenti. Donald Penn si sta comportando molto bene, riuscendo a tener testa sia a Tuck che a Mack, assicurandosi lo spot di LT.
Il capitano e centro della linea, Lil’Wiz, è in salute e pronto a guadagnarsi un lucroso contratto possibilmente prima che finisca la stagione. Dietro di lui, invece, si svolge la vera battaglia: Kevin Boothe e Tony Bergstrom si sono alternati per vedere a chi spettasse il posto di back-up. L’ex Giants ha battuto il primissimo pick di Reggie McKenzie, il quale ancora una volta si ritrova a lottare per un posto nel 53 men roster che ormai sembra non aver più bisogno di lui, avendo abbandonato definitivamente lo Zone Blocking Scheme per ritornare al Power.
Menelik Watson sembra essersi lasciato alle spalle quell’infortunio al piede che lo ha tormentato tutta la scorsa stagione ed è il favorito per lo spot di RT.
Austin Howard, per un piccolo lasso di tempo, è stato messo a riposo per un infortunio. Nonostante Bergstrom fosse il backup, Khalif Burnes è passato a destra, lasciando tutte le reps di prima squadra all’immensa G di Mississippi State, Gabe Jackson, che continua a bussare per un posto di starter che potrebbe ottenere prima di metà stagione.
TE: Questa forse è la posizione più combattuta del camp; mancando i Raiders di una vera TE del calibro di Graham, ci si accontenta come si può. Il front runner è sicuramente David Ausberry come confermato dalla Chart. L’ex ricevitore di LSU ha infatti messo molta massa dal suo rookie year, e se eccelle nella recezione, il suo blocking ha ancora un ampissimo margine di miglioramento.
Lo stesso discorso è comunque applicabile a Rivera.La competizione tirerà sicuramente fuori il meglio da entrambi i giocatori, quindi prendete questa depth chart con le pinze, perché ciò che c’è scritto oggi potrebbe non valere domani. Durante l’allenamento del 4 agosto (posteriore al rilascio della Depth Chart), infatti, Ausberry si è infortunato al ginocchio, e ora si vedrà come Rivera sfrutterà questa nuova occasione.
RB: Altro comparto in cui ci si da battaglia. Le first team reps sono divise equamente tra MJD e RunDMC, ma, a quanto pare, sembra che il veterano da Jacksonville sia in vantaggio. Quello che mi aspetto, avendo seguito i vari allenamenti del TC, è che i due anche durante la stagione andranno in rotazione: un Jones-Drew e un McFadden riposati e freschi, sono sicuramente molto più pericolosi di quanto non lo siano se li facessero giocare da 3 downs backs durante tutta la partita.
Inguardabile per ora la prestazione di Atkinson III, che sembra ancora troppo immaturo per i professionisti e che lotta per un posto nella Practice Squad a detta di tutti gli insider.
La situazione FB non merita neanche una riga invece: l’egemonia di Marcel Reece regna sovrana come ogni anno. A testimonianza di ciò si è assistito ad un incremento del suo numero di carries da HB, specie negli schemi che prevedono uno Screen Pass (dove Reece eccelle maggiormente dato il suo passato da WR).
QB: Ultimo tassello da analizzare, anche se definito come ruolo “più importante”. Matt Schaub è lo starter, Dennis Allen è stato chiaro fin dall’inizio. Durante tutto questo training camp la prestazione di Schaub è stata sempre di altissimo livello, dimostrata da lanci precisi e grande affinità con James Jones. Soltanto negli ultimi giorni sono cominciati i problemi: durante le team sessions, sembra che il ricevitore preferito di Matt sia Charles Woodson, che per ora domina in campo con 3 intercetti sul QB1 di cui un pick-6.
Derek Carr è la sorpresa positiva di questo camp. Già dagli OTAs ha soffiato il posto di backup all’ex starter McGloin, mostrando gran forza nel braccio e una precisione davvero notevole. L’unica pecca che sta mostrando, è la poca capacità di dosare la forza nei lanci brevi, tirando delle palle difficili da prendere anche per il veterano Jones. Considerando però che siamo al training camp, Carr ha tanto tempo per migliorare, e, in caso di stagione disastrosa per Schaub, di prendere le redini della squadra dimostrando che non necessita dell’anno di riposo come pensava Dennis Allen.

DEFENSE:

RE: #57 Lamarr Woodley, #75 Shelby Harris, #58 Ryan Robinson
DT: #94 Antonio Smith, #92 Stacy McGee, #93 Ricky Lumpkin
NT: #90 Pat Sims, #78 Justin Ellis, #64 Torell Troup
LE: #91 Justin Tuck, #98 C.J. Wilson, #99 Jack Crawford, #96 Denico Autry
WLB: #55 Sio Moore, #56 Miles Burris, #44 Carlos Fields
MLB: #53 Nick Roach, #50 Kaluka Maiava, #47 Bojay Filomeatu, #54 Marshall McFadden
SLB: #52 Khalil Mack, #95 Kaelin Burnett, #46 Justin Cole
RCB: #23 Tarell Brown, #35 Chimdi Chekwa, #31 Neiko Thorpe, #39 Keith McGill, #37 Chance Casey
LCB: #31 Carlos Rogers, #25 DJ Hayden, #38 TJ Carrie, #22 Taiwan Jones, #43 Jansen Watson
SS: #33 Tyvon Branch, # 26 Usama Young, #41 Jonathan Dowling, #42 Shelton Johnson
FS: #24 Charles Woodson, #29 Brandian Ross, #36 Jeremy Deering

ANALISI:
D-LINE: Antonio Smith, ex DE dai Texans, sta affrontando un cambiamento: passare da DE in un 3-4 a DT in un 4-3. A sua detta non è molto impegnativo, e Smith ci sta riuscendo parecchio bene. L’unico freno è rappresentato dal recupero sia da un infortunio di ernia avuto durante gli OTAs, sia da altri piccoli infortuni sofferti durante il Training Camp che gli impediscono di stare sempre in campo.
Stacy McGee, ora che è finalmente fuori dalla lista infortuni non legata al football (NFI), è sempre pronto a farsi carico del posto di starter e riprendere da dove aveva interrotto la scorsa stagione. Al suo fianco c’è un Pat Sims che deve ancora una volta dimostrare di valere più di un 1-year-deal (in quanto in grado di essere uno starter full-time). Justin Ellis (Jelly per gli amici) intanto si è assicurato il posto di backup e anche lui come Gabe Jackson è pronto a cogliere ogni singola opportunità che gli si presenta davanti.
Per quanto riguarda le posizioni di DE non c’è molto da dire: Tuck e Woodley, i due veterani, si sono staccati dal gruppo e sono pronti a mostrare al mondo che l’età non gioca ancora nessun fattore nel loro fisico. Tuck è un treno in campo, durante i diversi drills avvenuti in queste due settimane, ha sempre mostrato una grande potenza fisica. Se a questo poi aggiungiamo il ruolo di leader per le giovani leve come Mack, c’è solo guadagno. Woodley invece, ora che si sta adattando alla sua nuova posizione, sembra essere felice di poter fare ciò che gli riusciva meglio (Rushing the passer) vedendo diminuire drasticamente le volte in cui deve andare a coprire WR o TE.
LB: Non è un segreto dire che è questo il vanto della difesa. Se al centro c’è sempre Nick Roach, ai suoi fianchi abbiamo il vero motore della squadra.
Il SAM non poteva essere che lui: Khalil Mack. In questi giorni, specie da quando sono stati indossati i pads, ha mostrato un tipo di gioco che i tifosi non erano abituati a vedere da tantissimo tempo. Non parliamo solo di un primo passo rapidissimo che gli consente di arrivare davanti al QB ancor prima che la linea offensiva si sia resa conto di ciò che è accaduto, ma parliamo anche di una lettura delle corse straordinaria (si è perso il conto dei numerosi Tackle for a loss che sta collezionando) e di una copertura ancora migliore (è stato protagonista di diversi tip e di un intercetto ad una mano che ha fatto esultare il pubblico come se fosse una partita vera). E’ da tanti anni che non si vedeva un first round pick comportarsi da tale a NAPA, ma finalmente quel giorno è arrivato.
Per il posto di starter del WILL invece è guerra aperta. Fin dall’inizio del Training Camp, Sio Moore e Miles Burris si sono alternati durante le sessioni con la prima squadra per vedere chi dei due fosse migliore. Se la maggior parte degli snap sono tuttavia stati giocati da Burris, come si può vedere dalla depth chart, Sio Moore sembra essere in testa. Il LB dalla UCONN però è momentaneamente infortunato alle coste, quindi Burris continuerà a fare di tutto per impressionare l’HC e ottenere quel posto che la scorsa stagione perse in seguito ad un infortunio che lo tenne fuori davvero a lungo. Comunque vada la battaglia, l’avere una depth così profonda fa tenere alte le speranze di noi tifosi per una stagione in cui non si dovrà assistere ad una difesa che molla completamente durante la partita, ricoprendosi di ridicolo davanti ad uno stadio gremito.
CB: Sono loro la vera novità. L’unica certezza dall’anno scorso era DJ Hayden, ma nella penultima settimana di OTAs, l’ennesimo infortunio (questa volta al piede) lo ha costretto nel walking boot, che lo tiene ancora una volta lontano dal training camp. Non è un grande inizio di carriera per il CB da Houston, che si è visto sorpassare da Carlos Rodgers, il veterano di San Francisco.
Tuttavia è TJ Carrie la star assoluta di questo secondario, che assolutamente è andato oltre ogni aspettativa, diventando assieme a Chimdi Chekwa un CB di tutto rispetto (e ne siamo parecchio bisognosi visto che la AFC West è la Passing Division per eccellenza). Vedremo adesso come si evolverà la situazione e se in Pre-Season saranno in grado di reggere il confronto con i ricevitori di maggior calibro.
S: L’ultimo comparto da analizzare è quello delle Safety., ma non è cambiato niente dall’anno scorso. Impossibile non parlare però della grande prestazione di Charles Woodson, soprattutto in questi ultimi giorni: nonostante i suoi 38 anni di età, la FS è in pienissima forma. A dimostrazione di questo ci sono i numerosi intercetti fatti sui diversi tiri di Schaub che mostrano come la sua atleticità non dia cenno di andare “in pensione”.
Con un secondario in salute e una linea capace (al contrario dell’anno scorso) di mettere pressione sui QB avversari, Dennis Allen, guru della difesa e pupillo di Reggie, dovrebbe riuscire a strappare un numero sufficiente di vittorie (6 o 7 cercando di essere il più realisti possibile) da riuscire a mantenere il suo posto per l’ultimo anno di contratto. In tanti infatti sperano in un botto finale, magari preceduto da un draft simile a quello del 2014, che porti i Raiders fuori dalla striscia negativa che li caratterizza ormai da più di 10 anni.

SPECIAL TEAM:

K: #11 Sebastian Janikowski, #6 Michael Palardy
P: #7 Marquette King, #6 Michael Palardy
H: #7 Marquette King
LS: #59 Jon Condo, #61 Stefen Wisniewski, #87 Brian Leonhardt
KR: #22 Taiwan Jones, #20 Darren McFadden, #28 Latavius Murray, #30 Kory Sheets
PR: #38 TJ Carrie, #17 Denarius Moore, #10 Greg Jenkins, #19 Mike Davis, #30 Kory Sheets

ANALISI:
K: Seabass è ancora il K, e lo sarà fino al giorno in cui deciderà di appendere le scarpe al chiodo e ritirarsi. Rispetto all’anno scorso, la sua presenza al Training Camp è molto maggiore. Sarà che quel fastidioso infortunio al piede sembra essere ormai solo un ricordo, o sarà per via della voglia di lasciarsi alle spalle la scorsa stagione (statisticamente parlando la peggiore della sua carriera), ma il kicker non solo ha acquisito chimica con King, che ancora una volta gli farà da holder, ma ha mostrato una dedizione che non si vedeva da anni.
P: Marquette King, dopo una prima stagione in cui si è distinto stabilendo il miglior numero netto di yard per punt della lega, continua a migliorarsi e le aspettative sono grandi, specie dopo l’introduzione della leggenda Ray Guy nella Hall Of Fame.
PR: Un po’ di cambiamenti sono visibili nel punt return, dove Carrie è il front runner seguito da Moore. Quest’ultimo purtroppo non sembra però molto a suo agio con questo ruolo: sono tante le volte in cui si può leggere di muff punt seguiti da flessioni fatte per punizione. Speriamo che Carrie, draftato proprio per via delle sue qualità di returner, non renda necessario dover ripiegare al piano B.

CONCLUSIONI:
Questo è tutto gente, ci sentiamo dopo la prima partita di Pre-Season con i Vikings per vedere in che modo questa andrà ad influenzare la nostra Depth Chart. Ricordate che quella di adesso sarà soggetta a numerose modifiche, quindi evitiamo di fissarci troppo con quello che c’è scritto. L’unica informazione che possiamo trarre è un idea generale di come DA voglia far funzionare le cose.