NCAA Conference Preview: Big XII

Magari la Big XII non sforna squadroni e prospetti con la mole della dirimpettaia SEC, sta sviluppando una competitività che rende la conference piuttosto divertente ed imprevedibile: nelle ultime cinque stagioni, cinque programmi diversi hanno vinto il titolo: Baylor (2013), Kansas State (2012), Oklahoma State (2011), Oklahoma (2010) e Texas (2009).

Così, quando gli allenatori delle scuole Big XII parlano di parità, non si tratta di parole al vento: cinque diversi campioni rappresentano la metà dei membri della conference, e sono soprattutto un record: dal 2009, ecco quante squadre hanno vinto titoli altrove: quattro su 14 nella ACC; tre su 12 in Big Ten; tre su 14 in SEC; e due su 12 nella Pac-12.

Con Oklahoma reduce da una grande vittoria al Sugar Bowl contro Alabama, Baylor importante competitor per traguardi a livello nazionale sotto Art Briles, e Texas affidata alle “cure” di un coach fin qui di successo come Charlie Strong, la tribolata Big XII sembra pronta a fare un passo avanti come conference. La caduta di Texas, la Big XII aveva attraversato un momento di difficoltà rispetto a concorrenti come SEC, Pac-12, ACC e Big Ten: sebbene ad oggi la Big 12 ha ancora molta strada da fare per raggiungere la sua vicina di casa al sud, la conference si sta muovendo nella giusta direzione.

Difficile decidere la vincente: Baylor ed Oklahoma sembrano equivalersi e forse è solo una questione di potenzialità, o di debolezza nei confronti del blasone, che ci fa propendere per i Sooners: Oklahoma ha finito 11-2 nel 2013, in un anno in gran parte considerato di ricostruzione dalla maggior parte della Big XII I Sooners ritornano non tantissimi starter, 13, ed il quarterback Trevor Knight fa ben sperare dopo la prestazione al Sugar, ma deve trovare la serenità mentale per giocare non solo una gara al massimo, ma tutta una stagione. La difesa è quella che sembra avere le carte in regola per fare la differenza: nove starter di ritorno sui tredici sono nella D#, ed Oklahoma ospita Baylor l’8 novembre in quello che potrebbe essere un Big 12 Championship de facto.

Baylor ha avuto un attacco che più volte abbiamo definito terrorizzante, i Bears tornano carichi sull’offense, guidati da Bryce Petty: la squadra ha profondità, velocità e talento nelle skill position, ma gli starter dell’anno scorso sono quasi tutti andati, oltre a Petty ce ne sono solo tre disponibili, e questo penalizzerà anche una zona delicata come la linea offensiva. La difesa, un elemento chiave della squadra che ha vinto inaspettatamente il titolo Big XII dell’anno scorso, deve sostituire sette titolari di cui ben tre All-Big XII. Inoltre, nell’ultima parte di stagione non ha saputo certo farsi valere, concedendo almeno 34 punti nelle ultime cinque gare, finendo con il disastro dei 52 punti subiti da UCF. Inoltre, il programma di Baylor prevede gare in trasferta contro la già detta Oklahoma e contro Texas, due dei loro principali concorrenti in campionato.

La lotta a due sembra abbastanza scontata, e la mancanza di un Championship, probabilmente toglierà un po’ di gusto. Dopo queste due squadre c’è un certo buco, sulla carta, prima di arrivare alle successive concorrenti, che a nostro avviso sono Kansas State e Texas.

I Wildcats sembrano sempre essere sottovalutati sotto quella vecchia volpe di Bill Snyder, ma si tratta di una squadra pericolosa, che avrà di nuovo al suo posto il quarterback Jake Waters, e l’eccellente defensive end Ryan Mueller guiderà una difesa che comunque dovrà essere ridisegnata per metà. I Wildcats hanno chiuso la stagione 2013 con sei vittorie nelle ultime sette partite, tra cui l’asfaltata a Michigan in post season.i. Ben due OL All-Big XII che tornano al loro posto faranno sorridere un reparto che si preannuncia in miglioramento, se la difesa trova in fretta la chimica giusta, c’è da stare in orecchio anche nei piani superiori.

I Longhorns devono essere di diritto nelle posizioni di vertice perchè un programma del genere può sempre trovare il bandolo della matassa grazie alla qualità a disposizione ed a ben sette starter della difesa al ritorno dal 2013, la posizione di quarterback desta la preoccupazione più grande, soprattutto perché David Ash ha perso buona parte del 2013 a causa di una commozione cerebrale. Tuttavia una previsione su Texas è sempre difficile, specialmente perchè negli ultimi anni, l’enorme serbatoio di talento è stato sottosfruttato. La presenza di Charlie Strong ha di per sé rivitalizzato il programma, che è pur sempre un doberman che sta dormendo…

Veniamo alla scuola più delusa dal 2013, dopo lo shock degli ultimi minuti della scorsa stagione, quando Oklahoma State è passata dal vincere il titolo di conference al finire al Cotton Bowl strapazzati da Missouri. I Cowboys sono stati una squadra affidabile quando si trattava di entrare nella top-25 della nazione negli ultimi anni sotto Mike Gundy, ma si ha l’impressione che il massimo dello sforzo non abbia portato al risultato sperato, e si attende a Stillwater un 2014 di ricostruzione: Le perdite in difesa, tra cui quattro All-Big XII sul front-seven e Justin Gilbert, sono troppo grandi per essere ignorate. C’è ancora un po’ di potenza di fuoco in attacco, ma i Cowboys sono in fase calante: il junior Daxx Garman avrà una possibilità in autunno, ed il true freshman Mason Rudolph è altamente pubblicizzato, ma questa posizione non è così forte come nei precedenti anni, non si vedono sufficienti elementi per far pensare ai Cowboys come ad una contendente per il titolo.

Texas Christian e Texas Tech potrebbero essere entrambe sorprese, quest’anno, se riusciranno a dare risposte ai punti interrogativi. Gli Horned Frogs hanno bisogno di fare un passo avanti in attacco, mentre i Red Raiders hanno preoccupazioni sulla difesa.

TCU ha finito 4-8 perdendoo quattro partite di un touchdown, tra cui una di tre punti contro Baylor e una di tre punti a Oklahoma. Coach Gary Patterson avrà sempre una delle migliori difese della Big XII, ma l’offense deve darsi una mossa. Assumere Sonny Cumbie e Doug Meacham come co-coordinatori offensivi dovrebbe contribuire a migliorare l’area, mentre il trasferimento del senior Matt Joeckel da TAMU metterà pepe a Trevone Boykin per il ruolo di starter.

La “guerra” per l’ottava piazza probabilmente non desterà molto più di uno sbadiglio per gli appassionati al di qua dell’oceano, ma per chi la vivrà in prima persona sarà serrata: Iowa State e West Virginia, per cui preferiamo la prima essenzialmente per due motivi: l’assunzione di Mark Mangino come offensive coordinator, ed il fatto che la schedule prevede una trasferta dei Mountaineers in casa dei Cyclones.

West Virginia nona con sole tre vittorie sarebbe una grande delusione a Morgantown, ma la schedule è una delle più difficili della nazione. West Virginia ha interconference Alabama e Maryland e gare in trasferta contro Texas Tech, Oklahoma State e Iowa State. Inoltre, i Mountaineers hanno un punto interrogativo significativo nel quarterback, e la difesa è sotto la direzione del nuovo coordinatore Tony Gibson, che deve in fretta rimediare ad una stagione da oltre 33 punti subiti di media. Ovviamente sono previsioni, ma se i punti interrogativi non diventeranno in fretta esclamativi, le tre W saranno il massimo che potrà fare WV.

Kansas infine è alla terza stagione di Charlie Weis sulla sideline: dovrebbe ormai completarsi il ciclo di “costruzione” della squadra su misura per il suo coach, ma i Jayhawks a nostro avviso saranno di nuovo il fanalino di coda della conference..