NCAA Conference Preview: Pac-12

La SEC, nonostante gli inciampi del 2013 al National Championship e, soprattutto, al Sugar, rimane ancora, nominalmente, la conference più talentuosa del college football, ma la Pac-12 ha compiuto notevoli progressi per colmare il divario nelle ultime stagioni. Nello specifico, tre le squadre della costa ovest potremmo trovarne almeno un paio in grado di arrivare ai playoff, questo determina una battaglia molto aperta per la vittoria nella conference per questol 2014.

 

Oregon, salvo smarrimenti come un anno fa, è la squadra che ci sembra più attrezzata per vincere la Pac-12, ma Stanford, UCLA e USC non sono molto indietro. I Ducks hanno bisogno di mantenere il quarterback Marcus Mariota sano e trovare una  nuova batteria di ricevitori dopo la perdita di Bralon Addison per l’anno a causa di un infortunio. La gente si domanderà “ma è due anni che Stanford le suona a Oregon, perchè ancora insistete sui Ducks?”. La risposta è legata molto alle sensazioni: Marcus Mariota, sebbene personalmente non mi faccia impazzire, è uno dei migliori del paese e un contendente all’Heisman: quando la mobilità di Mariota è stata ridotta a causa di lesioni, l’attacco di Oregon è andato in stallo, ma tutti e cinque i lineman offensivi torneranno ai loro rispettivi spot e questo è un toccasana. Difensivamente, Nick Aliotti ha lasciato il posto di DC a Don Pellum, ex LB coach, e brillerà di sicuro il cornerback Ifo Ekpre-Olomu.

Stanford dovrebbe rimanere una concorrente Pac-12, ma i Cardinal hanno perso gran parte delle fondamenta delle ultime due annate, sulla linea offensiva e nei linebacker, inoltre anche loro sono alle prese con un nuovo DC. Stanford dovrebbe essere in grado di sostituire degnamente, ma questo processo potrebbe non essere immediato. Inoltre Kevin Hogan, pur non dovendo fare il funambolo in una conference dove i QB fanno tutto e il contrario di tutto, ha bisogno di una piccola marcia in più per sopperire alle deficienze che potrebbero manifestarsi in una squadra in fase di riallestimento. In più, Stanford ha una schedule non certo semplice, affrontando una cinquina di squadre proiettate nella top-25 nazionale.

Washington è la probabile terza classificata della North Division, e gli Huskies saranno una squadra interessante (e divertente) da guardare. Con il quarterback Cyler Miles tornato al suo posto, il primo anno di Chris Petersen a Seattle potrebbe essere meno problematico del previsto: Petersen è stato considerato come uno dei migliori allenatori della nazione grazie alle belle cose viste a Boise State, ed eredita una squadra con talento sufficiente per incalzare Oregon e Stanford in division, peraltro non è così peregrina l’ipotesi che finisca seconda. Molti dei grandi nomi se ne sono andati, specie in attacco: Keith Price, Vescovo Sankey e Austin Seferian-Jenkins, ma l’offense di Washington dovrebbe essere in mani capaci con Miles, che è stato reintegrato alla squadra dopo l’allenamento primaverile. Cinque starter di linea offensiva ritornano, tre dei quali All-Pac-12. La difesa restituisce anche sette starter. Steve Sarkisian va menzionato nella costruzione di un roster molto buono che quest’anno può sicuramente dire la sua. Mettete Stanford da risistemare e con una schedule dura, e Washington già rodata, ed otterrete un duello per nulla scontato.

A completare le nostre previsioni per la North Division, inseriamo Oregon State al #4, Washington State al #5 e California al #6. I Golden Bears hanno faticato nel primo anno di Sonny Dykes , ma gli infortuni svolto un ruolo fondamentale nella disfatta della squadra. Con una migliore fortuna nel rapporto con l’infermeria, in combinazione con un miglioramento del quarterback Jared Goff, California sarà una squadra molto migliorata nel 2014, o comunque impossibile che possa essere peggio… Oregon State e Washington State hanno la possibilità di sorprendere quest’anno, ma entrambe le squadre hanno notevoli punti interrogativi sulla linea offensiva.

I Cougars hanno compiuto un passo in avanti sotto Mike Leach li scorso anno, finendo 6-7 e vincendo quattro partite contro avversari Pac-12. Con 12 starter che tornano al loro posto, Washington State potrebbe migliorare il suo ruolino, il quarterback Connor Halliday ha lanciato per 4.597 yard e 34 TD la scorsa stagione e ha avuto tutta un’altra offseason per imparare la pass-first offense di Leach. I Cougars hanno anche uno dei principali corpi di ricezione della Pac-12, insieme ad un front-seven sottovalutato in difesa. Le maggiori aree di interesse sono nella secondaria, e una linea offensiva che ha solo due starter dell’anno scorso. Secondo noi ha i mezzi per giocare un paio di scherzetti quest’anno.

 

Così come la divisione settentrionale, anche la South è affollata in alto: UCLA sembra avere i mezzi per vincere la Division, ma USC ha le potenzialità da seconda piazza, assolutamente a tiro di UCLA.

I Bruins hanno una delle schedule più difficili della conference nel 2014, tuttavia, UCLA ospita USC, Stanford e Oregon a casa propria a Los Angeles. I Bruins vedono anche tornare il loro quarterback Brett Hundley e sette starter di una delle migliori difese della Pac-12.

Rispetto alla scorsa stagione, UCLA ha un calendario difficile ma con pause per rifiatare. I Bruins affrontarono nel 2013 sia Stanford che Oregon in trasferta e back-to-back (a 7 giorni di distanza). Inoltre, UCLA può essere in grado di gestire un programma difficile. Brett Hundley è uno dei migliori quarterback della nazione, ed è circondato da talento in grado di far vincere la division. Con un cambiamento di allenatore ad USC, che può dare qualche problema di rodaggio, e la difesa in ricostruzione ad Arizona State, Jim L. Mora potrebbe finalmente sorridere a fine stagione

USC sembra avere l’allenatore giusto, Steve Sarkisian, ma i Trojans hanno ancora problemi di profondità dati dalle sanzioni NCAA. Se USC evita lesioni importanti – in particolare sulla linea offensiva – potrebbe essere una squadra top-10 nel 2014. Il quarterback Cody Kessler ha avuto un buon primo anno da titolare, Javorius “Buck” Allen è stato la grande sorpresa del 2014 come tailback, ed il WR Nelson Agholor ha il talento per non far rimpiangere Marqise Lee. La chiave sarà una linea offensiva che rimane un work in progress, tre starter importanti sono partiti. Justin Wilcox, il nuovo coordinatore difensivo, passerà alla 3-4 dalla 5-2 dell’anno scorso, pur rimanendo grandi linee sul fronte dispari, l’All-American Leonard Williams sarà chiamato a condurre la linea difensiva, un’altra chiave di volta della squadra.

Arizona State è campione Pac-12 South uscente e la miglior difesa anch’essa, letteralmente, uscente: la squadra di Todd Graham con tutta probabilità sarà ancora una volta lì a competere, se i Sun Devils riescono a coprire degnamente diversi buchi in difesa. Solo due starter torneranno, e un tackle come Will Sutton non si sostituisce prendendo il primo ragazzotto che passa per Tempe. L’abilità nel recruiting di Graham ha quasi portato Arizona State nella top-20 del recruiting 2014. L’OLB Derik Calhoun, #9 nazionale per il suo ruolo,  dovrebbe essere subito starter come WILL. Nonostante l’attacco si basi su corse, aver perso Marion Grice vorrà dire appoggiarsi maggiormente sui lanci, grazie all’esperienza del senior quarterback Taylor Kelly e dei WR Jaelen Strong e Gary Chambers. In difesa il programma non disporrà di giocatori senior e redshirt senior con esperienza da starter. la secondaria appare il reparto più solido con l’esperienza di Viliami Moeakiola e Damarious Randall.

Arizona ha alcuni punti interrogativi sul quarterback: l’anno scorso BJ Denker non sembrava poter condurre Arizona ad una stagione 8-5 ma a volte gli esperti sbagliano. Con Denker che ha finito la sua elegibilità, Arizona ha un gruppetto che si spintona per un posto relativamente comodo grazie ad una linea offensiva esperta e un corpo ricevitori eccellente. Inoltre vedremo come se la caveranno i rusher senza Ka’Deem Carey, saranno problemi che Rich Rodriguez cercherà (e probabilmente riuscirà a) risolvere. La difesa è migliorata sotto RichRod, ma questa è ancora una squadra con troppe domande per competere realisticamente con UCLA, USC e Arizona State. Una post season, si. Una stagione eccellente, si. Un titolo di Division South, no.

Utah e Colorado sono previsti ultimi in fondo al Sud. Dopo aver vinto quattro partite di conference nel loro debutto Pac-12 nel 2011, gli Utes sono solo 5-13 negli ultimi due anni. Utah ha anche perso il treno per i Bowl per due stagioni consecutive. Nonostante il record perdente nel biennio 2012-13, gli Utes potrebbero rimbalzare e tornare nella postseason nel 2014. Certo, il programma è duro a causa di incroci contro Oregon e Stanford, e Utah ha una gara non-conference tosta (ma non impossibile) contro Michigan. Tuttavia, il quarterback Travis Wilson è sulla buona strada per tornare a fare lo starter in maniera produttiva, ed il nuovo offensive coordinator Dave Christensen dovrebbe aiutare un attacco che in media ha segnato solo 29,2 punti a partita la scorsa stagione. Come di consueto, Utah sarà solida in difesa, ma oggettivamente non si chieda molto di più.

Tra Cal e Colorado, la sfida a chi sarà meno inconsistente, è aperta. Entrambe le squadre hanno davanti un lungo cammino per tornare alle vette passate, ma i Buffaloes sembrano più in forma per il 2014 e speranzosi per il futuro a breve termine. Entrambe le squadre hanno faticato per competere contro le avversarie Pac-12 lo scorso anno, ma Colorado ha agevolmente battuto Cal 41-24 a metà novembre. Cal ha avuto diverse partenze anticipate per il Draft NFL, oltre a una ristrutturazione del coaching staff difensivo. Colorado, che restituisce 14 starter, non ha avuto questa emorragia nella seconda offseason di Mike MacIntyre. Tuttavia c’è da essere brutalmente obbiettivi: entrambe le squadre danno segnali di miglioramento, ma sarebbe una enorme sorpresa vedere una delle due ad un Bowl.