NFL Week #1: Carolina Panthers @ Tampa Bay Bucaneers

Ecco un’analisi alla partita che ha visto Carolina imporsi su Tampa Bay per 20 a 14; partita tenutasi nella cornice del Raymond James Stadium di Tampa alle 4.30PM di Domenica 7 Settembre.
I Panthers arrivano all’esordio stagionale scegliendo di risparmiare il franchise QB Cam Newton a seguito dell’infortunio ad una costola maturato nella disfatta di preseason contro i Pats: l’ex QB di Auburn non ha preso bene la notizia, rivelerà poi coach Rivera, ma davanti alla possibilità di vedere Newton fuori per un mese in seguito ad un’eventuale colpo alla zona infortunata, quella dell’interrompere la striscia di 48 starts consecutive è sembrata la scelta più assennata.
A guidare l’offense degli ospiti è quindi Derek Anderson, ormai veterano NFL dimostratosi molto abile nelle precedenti uscite in vece di un Newton ancora sulla via del recupero dall’intervento alla caviglia di Marzo. Ed Anderson non stecca l’esordio: collezionerà 230 yard e produrrà 2 touchdown (con passaggi su Olsen e Benjamin, entrambi in grande spolvero), ben supportato da una Offensive line che in preseason si era rivelata il principale grattacapo per le pantere di Charlotte. Molto più tranquilla la situazione per la difesa, mai minimamente in discussione dopo una stagione bella come quella appena lasciata alle spalle; questa la line up difensiva contro i Bucs: Johnson e Hardy (DE, con i tifosi che si augurano che quest’ultimo riesca a strappare un accordo per un nuovo contratto e la speranza che le situazioni off-field che lo hanno visto coinvolto nell’ultimo anno rimangano un caso isolato), Cole e Lotulelei (DT) alle cui spalle opera il trio di LB Blackburn, Kuechly e Davis, per comporre tutti insieme la famigerata Monsters Inc., una difesa tra le meno battute e più imponenti che l’NFL del recente passato ricordi, a cui si aggiunge un secondario composto da Cason e White (CB), Decoud (S) e la Strong safety Roman Harper.
Insieme ad Anderson, l’attacco è composto da Williams e Tolbert (RB), Olsen (TE), Cotchery e Benjamin (WR, con quest’ultimo che potrà finalmente dimostrare di essere all’altezza del ruolo da starter alla sua prima di regular season) ed una linea con Bell e Chandler (T), Silatolu e Turner (G, anche lui all’esordio in NFL dopo essere stato la seconda scelta dei Panthers al draft di quest’anno) al fianco del centro Kalil: la linea si è già vista in preseason, ma la speranza è che la prestazione sul campo risulti più armoniosa e compatta, a mio avviso pecche principali nei test precedenti a questo esordio stagionale.

IL MATCH
La partenza non è delle migliori, con Carolina che non riesce a guadagnare un 1st ed è costretta a calciare; a seguito di questo drive poco fortunato (giocato prevalentemente sui RB), l’iniziativa passa a McCown che dopo aver guadagnato un 1st al terzo tentativo (arrivato dopo ben 26 yard guadagnate da Seferian-Jenkins), deve arrendersi alla difesa dei Panthers che lo sacka procurando una perdita di 9 yard (a fronte delle 4 guadagnate poco prima): è il LB Edwards ad entrare tra le maglie della linea dei Bucaneers ed atterrare il QB prima che questi scarichi il passaggio.
Il primo quarto della partita è, indicativamente, dettato da una buona sinergia tra il backup QB Anderson e tutto il reparto offensivo: la linea copre, i runningback corrono ed i receiver macinano yard. Come se non bastasse, la difesa ha giocato bene ed ha rimediato alle uniche due azioni pericolose dei Bucs con un sack prima (quello di Edwards di cui sopra) ed un intercetto poi verso il finire del quarto, questa volta ad opera di Cason.
Il secondo quarto, invece, vede una quasi totalità di presenza in campo dell’attacco, concretizzatasi nel bel TD messo a segno da “Thor” Greg Olsen, che riceve in endzone un passaggio partito dalla linea delle 10y di Anderson. A 5″ dalla fine del 2nd quarter, Gano mette sul tabellone altri tre punti che, sommati all’EPA trasformato con successo dopo il TD di Olsen, costringono le squadre all’entrata negli spogliatoi sul parziale di 10-0.
Col ritorno in campo, le parti sembrano invertirsi; ma questa è una mezza verità: se è vero che d’ora in avanti sarà McCown a smistare la quasi totalità dei palloni in questo inizio di quarto, è anche da dire che saranno prima un sack di Kuechly (che costringerà quindi la squadra di casa al punt) e poi un intercetto di Harper a vanificare il guadagno di terreno di Tampa Bay. Anzi, proprio a seguito dell’intercetto di Harper si partirà con il drive che porterà al secondo TD dell’incontro: questa volta sarà Benjamin a segnare, con un passaggio di 26 yard del solito Anderson. Questo la prima azione dell’ultima frazione di gioco, col successivo EPA trasformato dagli ospiti.
E mentre un Cam Newton sempre partecipe festeggia con i compagni in sideline, è già tempo di rimandare in campo la difesa per tenere botta agli assalti di McCown e compagni.
Con un quarto ancora da giocare e 17 punti di svantaggio, Tampa Bay dovrà fare i salti mortali per bucare una delle difese migliori in circolazione: salti mortali che sicuramente non hanno i connotati del 3rd&out col quale i Bucaneers battezzano gli ultimi 13′ di gioco.
Ma mai porre limiti alla provvidenza, così ci si ritrova con un field goal sbagliato da Gano dalle 48y e McCown che incastra due bei drive, entrambi conclusi in TD. A metterci una pezza ed evitare di vedersi portare via quella che pareva una partita a senso unico dalle mani, ci pensa il solito (e solido) Kuechly: è proprio il giovane LB a forzare un fumble (poi coperto da Bekinwere) che porterà, tra un time out bruciato e l’altro, Gano a convertire dalle 33yard per fissare quello che poi sarà il punteggio finale di 20-14.

ANALISI
Carolina vince e convince alla prima uscita stagionale, in trasferta ed inoltre con il backup quarterback schierato in campo dall’inizio: ne conseguono un salto nei power-rankings ed una maggiore consapevolezza dei propri mezzi nella squadra ed agli occhi sia di tifosi che di addetti ai lavori.
L’impressione è proprio che se e quando Newton non dovesse farcela (cosa che nessuno si augurerebbe mai ma che è sensato mettere in conto), a dar man forte alla squadra ci sarà un uomo d’esperienza all’altezza del compito. Questa è sicuramente una fonte di tranquillità per Rivera ed i tifosi, se pensiamo al concatenarsi di eventi che ha tenuto Cam troppo poco on-field nell’ultimo periodo; e proprio dallo starter QB ci si aspetta molto: un parco ricevitori ex novo è una bella sfida se vuoi mantenere un certo tipo di standard e far valere la “legge di Newton” con una schedule che in tre settimane consecutive (7th-8th-9th) ti mette davanti Packers, Seahawks ed i rivali Saints.
Benjamin è forte e sarà sicuramente un elemento importante nell’equazione che porterà ad un eventuale stagione positiva dei Panthers: pollici e libbre sono dalla sua, così come l’abitudine ad esordire con un TD alla prima (nel Preseason opener ed di Regular season); gli schemi chiamati e le sue catch lo danno come go-to receiver ufficiale per la prossima stagione e prepararsi al meglio in quest’ottica non sarebbe una mossa troppo azzardata, basti vedere quanto i CB avversari siano sempre stati in difficoltà nel coprire l’imponente rookie. Ma, proprio in quanto rookie, non scordiamo che ha ancora molto da imparare e nel post-match Rivera è tornato su questo punto “[Benjamin] Ha fatto molte cose buone ed è stato molto produttivo; ma deve migliorare sui movimenti, inserirsi nell’azione anche quando sa che la palla non arriverà a lui”
Nota dolente della giornata? Strano a dirlo, ma la difesa; perlomeno nell’ultimo quarto. L’opinione è che l’offensiva dei Bucaneers si sarebbe potuta e dovuta disinnescare in maniera più convincente, concedendo molte meno yard come nei quarti precedenti. Anche perché non è più tempo di Cardiac Cats e questa non è una stagione in cui ci si può permettere passi falsi, tanto meno nel finale di partita quando si da per acquisito un risultato e la somma dei numeri sul cronometro è superiore a 0.
Parlando invece di certezze, dovrebbe essere una formalità l’annuncio con cui si darà l’ufficialità di vedere Newton in campo dall’inizio contro i Detroit Lions Domenica 14 Settembre, per la seconda di campionato; il giocatore sarà pronto ed è stato un sollievo riuscire sia a dargli tempo extra per recuperare dall’infortunio, che partire con una vittoria in campionato.
La squadra si è dimostrata solida, la linea offensiva ha retto e tra TE e WR sono arrivati i due TD: tutto come avrebbe dovuto essere, è così bello che è quasi strano dirlo. Ma chiunque abbia orbitato intorno ai Panthers di Rivera sa benissimo che nulla è affidato al caso: il lavoro dei giocatori e del coaching staff sta ripagando le aspettative, perché Carolina Panthers è la squadra di chi non smette di crederci neanche un secondo.
Carolina Panthers è la squadra che continua a martellare.

Keep pounding,
T.T.