NCAA week #8: Texas A&M @ Alabama

Vi avevamo lasciato l’ultima volta con Nick Saban infuriato come non mai e che ne aveva per tutti; dai giornalisti che lo accusavano di scarsa spettacolarità, ai suoi ragazzi che stavano giocando con troppa leggerezza e superficialità. Ebbene, dopo una settimana, ci ritroviamo a commentare una delle partite più intense, più aggressive e più toste dei Crimson Tide negli ultimi tempi. Quest’anno non avevamo ancora visto Alabama giocare con una foga agonistica e una cattiveria inaudita come quella di ieri e a farne le spese è stata non una squadra qualunque ma Texas A&M. Certo, magari non è il periodo migliore per gli Aggies e le ultime uscite non erano state proprio entusiasmanti ma stavolta la squadra non è stata in grado di opporre resistenza e di reagire minimamente e sono stati distrutti, schiacciati e umiliati dalla potenza della squadra di Toscaloosa. Qualcuno ,non a torto, l’ha definita la prestazione più imbarazzante dell’intera stagione collegiale e il coach Sumlin, rincarando la dose, ha dichiarato che la squadra non è entrata proprio in campo e non si aspettava una debacle del genere anche perché nel pre-partita aveva visto i suoi giocatori carichi e motivati. A onor del vero non credo che nessuno si aspettasse un risultato del genere anche alla luce delle ultime partite in attacco di Alabama invece i ragazzi di Nick Saban hanno risposto alla grande non solo in fase offensiva ma anche in difesa dove hanno concesso a TAMU la miseria di 172 yard.

La partita si chiude già nel primo tempo con i ‘Tide in vantaggio per 45 a 0 frutto delle corse di TJ Yeldon e delle prese di Amari Cooper, tornato alla ribalta dopo una prestazione opaca contro Arkansas. Ottima la prestazione di Blake Sims che finalmente è riuscito a scrollarsi di dosso quella opacità in attacco che lo stava caratterizzando nelle ultime uscite ed ha concluso la partita con 268 yard, tre td pass e un td personale con una corsa spettacolare da vero runningback. La difesa degli Aggies, che già era deficitaria, non è stata in grado di arginare il running game e la secondaria è sempre stata fuori posizione lasciando sempre liberi i ricevitori e mancando tackle importanti. Kenny Hill che aveva una media di 300 e passa yard lanciate per partita è andato completamente nel pallone avendo anche poco tempo per lanciare per via della sua o-line che non lo ha difeso costringendolo a subire ben 6 sack e lanciando per la sesta volta in tre partite un intercetto recuperato da un grandissimo Ragland. E’ ormai evidente la difficoltà del sophomore di Southlake di guidare i suoi compagni come nella prima parte di stagione e tutta la squadra sta risentendo della mancanza di un vero e proprio leader offensivo capace di districarsi nelle situazioni più problematiche. Probabilmente si sono tessute le lodi di questo quarterback troppo in fretta e il calendario dei texani, molto facile nelle prime 5 partite, ha indotto gli addetti ai lavori ad una considerazione magari sbagliata. L’intero secondo tempo è puro garbage time con Sims che lasciava il posto in cabina di regia a Jake Coker (non prima di aver lanciato a Cooper l’ennesimo td) che chiudeva la sua gara con un td pass per Flournoy-Smith e con Kyle Allen che rilevava Kenny Hill.
Il cammino dei Crimson Tide adesso riprenderà quasi sicuramente dalle prime 5 posizioni del ranking grazie all’upset di Baylor ed ai ragazzi di Nick Saban aspetta una seconda parte di stagione molto difficile che li vedrà opposti, tra gli altri, a Mississippi State e Auburn. Il vantaggio di ospitare queste partite in casa è certamente un punto a favore ma solo con la grinta e la cattiveria dimostrate ieri si potrà ambire ad un posto al sole e si avrà bisogno di un Nick Saban che motivi al massimo i giocatori oltre che di un Bryant-Denny Stadium caldissimo