Tic tac, tic tac…

I cronometri del Soldier Field domenica hanno fatto di tutto fuorchè funzionare a dovere, costringendo le due squadre a giocare una parte significativa della gara, terminata con la vittoria 21-13 dei Chicago Bears sui Minnesota Vikings, senza nessuna notizia visiva del tempo mancante, compreso il drive decisivo terminato con un nulla di fatto per Minnie.

Gli Ufficiali di gara erano gli unici a conoscere real time il tempo rimanente, soprattutto quando i Vikings hanno iniziato il drive finale dalla loro linea delle 34 yarde con 2:03 rimanenti. Un ufficiale annunciava il tempo residuo sul sistema di diffusione sonora alla fine di ogni giocata del drive, potrete ben capire la confusione che ha ingenerato.

Il Rookie quarterback Teddy Bridgewater, chiamato a recuperare un gap di otto punti senza timeout, è stato costretto a dirigere una hurry up offense senza il beneficio di vedere il tempo rimanente, e Mike Zimmer, il coach di Minnesota, non l’ha presa bene, presentandosi in conferenza stampa e sparando una robaccia irripetibile riguardo ai cronometri. Bridgewater ha sottolineato come fosse difficile ricevere le chiamate, il tempo, eseguire tutto rimanendo concentrati e confidare nella precisione e nella tempestività delle informazioni dalla sideline.

I Bears hanno preferito girare le richieste di informazioni a SMG, il gruppo che gestisce lo stadio. La NFL non ha risposto immediatamente alla richiesta di commentare. Tim LeFevour, direttore generale del Soldier Field, ricostruito daccapo a metà del decennio scorso, ha dichiarato:

“Abbiamo avuto la presenza di due tecnici qui come accade per ogni partita e non sono riusciti a capire cosa non andava. Crediamo che potrebbe essere stato un problema software ma non posso esserne ancora sicuro. Stiamo ancora lavorando sulla questione. Daktronics è il fornitore n ° 1 degli scoreboard nella NFL, di conseguenza ci si sente abbastanza tranquilli su queste cose quando si hanno due tecnici qui, ma non riusciva a capire il problema”

Gli orologi di gioco hanno cominciato a malfunzionare alla fine del primo quarto. I due principali orologi in prossimità delle due videoboard sopra le endzone continuavano ad andare anche dopo la segnalazione di fermare il tempo da parte dei referee. Così i minuti finali del primo tempo sono stati giocati con i cronometri delle endzone che mostravano 00:00 e solo gli orologi sui videoboard a centrocampo operativi.

Gli arbitri hanno iniziato il terzo quarto annunciando via sistema di diffusione sonora che avrebbero tenuto il tempo direttamente sul campo. Nessuno degli orologi dello stadio ha funzionato da quel momento fino ai 02:53 restanti nel terzo quarto, quando sono ripartiti, per poi venire spenti dai referee, fino al pasticciaccio degli ultimi minuti giocati completamente al buio.

Qualche velenoso ha commentato come il problema agli orologi per una volta abbia distolto tutti dalle condizioni del terreno di gioco, pietose per l’ennesima volta. Non c’è pace per i Bears.