AFC Championship week: Luck tocca ferro!!!

Come disse qualche anno fa nel suo talk show David Letterman, ovviamente, con i dovuti aggiustamenti del caso, non basta un quarterback di nome Luck ed un ferro di cavallo dipinto sul casco per vincere al Gillette Stadium, ci vuole qualcosa di più della fortuna.

Per ora con la vittoria di ieri, ci siamo ripresi il titolo di Campioni della AFC che l’anno scorso ci era stato sottratto dai Broncos, il resto si deciderà tra due settimane a Glendale contro i Seattle Seahawks promossi campioni della NFC dopo una partita senza esclusione di colpi contro i Greenbay Packers. Una delle partite più belle di questa stagione ma che spero possa essere superata da quella del Superbowl.

Gli Indianapolis Colts, che i Patriots avevano già incontrato in regular season il 16 Novembre a quanto pare ispirano il running game di New England, che da qualche tempo mancava, perché anche in quella occasione il gioco su corse aveva avuto un ruolo determinante con le sue 246 yard di cui 201 tutte di Jonas Gray autore di quattro touchdown (gli altri due sono stati su passaggio di Gronkowski e Wright). Questa volta però al posto di Gray c’era Blount, il “nuovo arrivato” da Pittsburgh, che su 30 portate ha corso 148 yard realizzando ben tre touchdown. Il primo dei tre nel primo quarto dalla distanza di una sola yard, dovuto in gran parte alla perdita del possesso da parte di Josh Cribbs che la ricevuta con il casco anziché con le mani, ma a parte gli scherzi questo può capitare quando si gioca con condizioni meteo avverse come quelle di domenica. Il secondo touchdown di Blount è arrivato nel terzo quarto nel quale ha trasformato un intercetto di Revis in una meta lunga 13 yard di puro rushing game. L’ultimo con il quale ha sigillato la sua prestazione da A+ in pagella è arrivato nell’ultimo quarto dalla distanza di 2 yard. E se tanto mi da tanto non vedo l’ora di vedere il Superbowl dove si affronteranno, anche se non personalmente, Marshawn Lynch e LeGarette Blount che di sicuro non vorrà essere secondo a lui quanto a difensori rimorchiati in endzone. Gray e Vereen domenica sera sono stati un po’ oscurati dalla forza inarrestabile di Blount totalizzando insieme solo 5 portate, ma con questo ovviamente non si vuole togliergli il merito di quanto fatto in regular season quando il #29 non era ancora approdato a Boston.

New England ha usato ancora di più in questa partita rispetto alla precedente contro i Colts una offensive line da sei uomini, che già in occasione di quel match aveva permesso le grandi performance di Gray. Blount a sua volta, in questa partita, è riuscito a guadagnare degli ottimi terzi down che poi Brady ha capitalizzato colpendo nove volte Edelman.
Partita importante per Nate Solder che realizzato la sua prima meta stagionale prendendo alla sprovvista la difesa dei Colts impreparata su di lui credendolo non eleggibile a ricevere.
La linea offensiva ha anche dato Brady un sacco di tempo in tasca, concedendo alla difesa di Indianapolis solo un sack e due cariche.
Il compito più arduo lo hanno avuto Kline e Wendell che ha dovuto sostituire Stork, infortunatosi al ginocchio contro i ravens. Per Kline è stata la prima partita di playoffs che è sceso in campo come starter nella posizione di right guard affianco appunto a Wendell che ha giocato come centro. Sostituzioni che non hanno portato falle nella linea offensiva che ha protetto bene Brady e aperto corsie per le corse di Blount, anche grazie al supporto del rookie offensive tackle Cameron Fleming che ha giocato 29 snap.

Il wide receiver ha fatto preoccupare nel primo tempo, costretto ad uscire dal campo per un infortunio e ritornato solo verso la fine del secondo quarto nel quale ha subito recuperato gli snap persi chiudendo 5 terzi down e due quarti down per un totale di 98 yard. L’infortunio si è fatto risentire nell’ultimo quarto con l’ultima ricezione, ma non sembra vi siano problemi che gli impediranno di giocare contro Seattle.
Rob Gronkowski, invece, non ha visto biglia fino al terzo quarto nel quale ha realizzato altri sei punti con un lancio di 5 yard che ha portato i Patriots al risultato di 31-7.
Oltre al running game, comunque l’attacco ha messo in campo anche un gioco di passaggi completo sia di lanci lunghi sia corti sotto la regia del braccio esperto di Tom Brady che è andato a segno con 23 lanci su 35 per un totale di 226 yard, raggiungendo una percentuale di precisione del 71.4 per cento. Un solo intercetto ad inizio del secondo quarto da parte di D’Qwell Jackson. Intercetto dal quale sembra sia nata questa pagliacciata del deflategate. Il #12 è stato in campo per tutto il match, a parte l’ultimo drive nel quale ha giocato qualche snap il giovane promettente quarterback Jimmy Garoppolo che però non provato alcun lancio.

Domenica è scesa in campo una delle migliori difese dei Patriots che pur non avendo messo a segno alcun sack ai danni di Andrew Luck ha limitato il suo gioco (12 lanci su 33 per un totale di 126 yard) rendendogli difficile trovare ricevitori liberi.
Rob Ninkovich e Chandler Jones hanno messo ha segno quattro delle cinque cariche su Luck, due a testa, ma molto più importante è stato il blocco del runningback Dan Herron che ha corso solo per 51 yard, su 83 totali, con dieci portate.
Il reparto linebacker, orfano di Jerod Mayo infortunatosi in week 6, ha dato comunque prova di essere al livello dei Seattle Seahawks e delle read options di Russell Wilson. Jamie Collins, dopo una stagione di continua crescita, contro i Colts ha dato lezioni sia nella copertura a zona sia in quella ad uomo. Ha inoltre intercettato una volta Luck.
Revis, che ha dovuto lasciare il campo nel primo quarto per un infortunio, ritornato in seguito nel terzo ha eclissato Donte Moncrief che è stata la sua principale copertura. Ritornato in gioco però non si è fatto attendere intercettando Luck in un drive che avrebbe permesso ai Colts di ridurre il divario ma che invece ha portato Blount nel down successivo in touch down.
Kyle Arrington, corner back, che di solito gioca come slot, in questo rematch contro gli Indianapolis è stato utilizzato per seguire sia dentro che fuori T.Y. Hilton che è riuscito a ricevere un solo lancio.