Note sui Washington Redskins 2014

E’ difficile fare un bilancio della stagione dei Washington Redskins. Non certo per il gioco o per i risultati, ma semplicemente perché si corre il rischio che il tifo e la passione rendano impossibile l’equilibrio che si dovrebbe avere in queste occasioni. L’annata è stata contraddistinta da equivoci di fondo, scelte sbagliate fin dalla offseason, errori nella gestione e nel coaching, infortuni e incidenti.
Effetto finale 4-12.
Quello che, forse, non c’entra nulla è la sfortuna.
Ma partiamo dall’inizio. E l’inizio è il proprietario Dan Snyder. Ci mette i soldi e la passione, questo glielo si deve concedere ma purtroppo pretende di gestire la franchigia da padre-padrone come se ne capisse tantissimo e, al contrario è nella situazione opposta. Si è affidato a Bruce Allen come presidente e GM e questo è stato il primo grandissimo errore. Un incompetente nelle braccia di un altro incompetente. La coppia ha partorito, quest’anno, scelte alla Free Agency ed al Draft assolutamente discutibili, finendo per mettendo insieme un roster con carenze e mancanze che hanno fatto affondare l’esile barchetta alle prime difficoltà.
forse il primo errore è stato il contratto con Jan Gruden, allenatore senza alcuna esperienza da head coach in NFL con il preciso scopo di aiutare la crescita di Robert Griffin III nel ruolo di QB. Infatti oltre ad aver avuto un pessimo rapporto con il QB, anche attraverso i media, lo ha criticato, discusso, incensato, panchinato e rimesso in campo creando una confusione senza pari in una squadra già abbastanza nel pallone. Uno degli appunti più grossi, poi, parlando del rapporto del HC con i giocatori, è stata la mancanza di disciplina che lo stesso non è riuscito ad imporre nel team. Inoltre è stata ampia la discussione sugli schemi scelti, a carattere offensivo, che hanno finito per snaturare completamente la squadra ed il quarterback che doveva far crescere. La rinuncia alla read option, allo screen pass, al bootleg, alla play action, tentando di imporre ad un QB mobile come RG3, i passi in tasca, peraltro con una OL che non arrivava a dagli tre secondi di tempo, ha rappresentato uno dei più grandi equivoci della stagione dei Redskins, e la dimostrazione si è avuta vedendo che i QB backup giocavano meglio, negli schemi offensivi, del titolare. Comunque molto spesso in attacco si è finito per tentare lanci a giocatori regolarmente coperti oppure a dover giocare terzi down con almeno 5 yarde da guadagnare, rendendo asfittico l’attacco sul pass e prevedibile quello sulle corse. Infatti un grave errore del front office è stato non riuscire ad organizzare un reparto fondamentale come la OL, dove l’unico giocatore d’elite è Williams. La linea offensiva dei Redskins è stata composta da Shawn Lauvao a guardia sinistra con Kory Lichtensteiger, nato guardia sinistra, trasferito al centro. Il resto della linea è stata costruita per la zone blocking,( preferita da Gruden) con Trent Williams a left tackle e la right guard Chris Chester e right tackle Tyler Polumbus, inizialmente, sul lato destro. Morgan Moses e Spencer Long sono stati i backup che ancora devono dimostrare la propria attitudine alla NFL. Il zone blocking con questa OL ha funzionato malissimo nelle corse centrali, dove Morris ha quasi sempre sprecato down; il RB si è sempre trovato meglio nella read option con RG3 con le corse esterne, nello schema che ha fatto il suo successo. Ad occhio e croce l’intero lato destro è da rifondare, soprattutto nelle parole del nuovo direttore generale Scot McCloughan, che dice che il football è un gioco da uomini grandi. E quando si parla di gioco sulle corse, uomini grandi significano power blocking. Kory Lichtensteiger, in tal caso, è troppo leggero per fare il centro con quegli schemi sulle corse, potrebbe tornare a LG, creando un bisogno a tre spot in linea.
Andando per ordine l’altra spina nel fianco dei Redskins è stata la secondaria. Certo ha perso DeAngelo Hall prestissimo, ma ha provato giocatori poi tagliati finiti a fare successo in altre squadre (Bacarri Rambo), facendo giocare titolari nel corner due giovani (Breeland e Amerson) che si sono regolarmente dimostrati inadeguati nella copertura a zona. A sua volta, Ryan Clark, giocatore d’esperienza indubbia, ha spesso mancato tackle fondamentali, fatali nel Free Safety. Anche questo è un reparto da rifondare, anche volendo scommettere sui giovani corner.
Dal punto di vista del front office, non si condivide molto la scelta di fare affrontare un altro anno insieme ai separati in casa Gruden e RG3, nella convinzione che alle prime difficoltà esploderanno un mare di polemiche difficilmente gestibili. Come spesso ribadito, il modello di gioco di Griffin deve essere impostato su un attacco alla Seattle per Wilson, cercando soprattutto un efficace running game e con schemi che esaltano e non deprimono la mobilità del QB, esattamente quello che non è successo quest’anno, se non verso la fine della stagione. Tornando alla stagione trascorsa, ci sono stati giocatori che hanno dimostrato essere dei punti fermi su cui impostare la squadra del futuro ed altri su cui sarà importante aprire una discussione. Della OL e della secondaria è stato detto, diventa indispensabile lavorare al Draft per rafforzare la OL, magari proprio con il primo pick, nella secondaria è indispensabile trovare un corner ed una FS di esperienza in FA ( Clark non ha convinto) ci si trova quasi in obbligo continuare con Brandon Meriweather cercando magari un giovane nel Draft a pick alto da fare crescere. La linea difensiva ha dimostrato di avere un buon potenziale con Chris Backer, Jason Hatcher, Frank Kearse, che hanno dimostrato, salvo qualche problema fisico, di poter dare il loro contributo anche nel prossimo anno, soprattutto nel run- blocking. Le perplessità nascono nel settore linebacker dove il solo Kerrigan ha mostrato essere un giocatore di livello, Orakpo, prima dell’infortunio era servito soprattutto contro le corse esterne e deve affrontare il nodo del contratto. Soprattutto Washington sconta la mancanza di una continua pass rush, problema che deve essere assolutamente risolto, almeno fino a quando non ci sarà una cover decente nella secondaria. L’attacco, nonostante tutto, è il reparto che allinea giocatori di livello con beckup abbastanza buoni. Ovviamente la star è stata DeSean Jackson unico vero acquisto azzeccato in offseason, vera unica arma nel wideout. Resta da risolvere il problema Garcon, in caduta libera quest’anno, ma probabilmente unicamente perché fuori dagli schemi offensivi. Quando è stato chiamato con continuità difficilmente ha fallito, credo che meriti la stima del nuovo coaching staff. Stesso discorso per Morris, spesso maltrattato dalle difese perché non usato nella migliore maniera in cui lui sa esprimersi come detto, sia per schemi che per tipologie di corse; Helu ha mostrato tutte le possibilità per essere un ottimo secondo RB. Reed è un’altra sicurezza, inoltre ha fatto bene Paul a Tight End. Al quarterback c’è la situazione universalmente conosciuta, si ritenterà un altro anno con Griffin dietro il centro, con tutti i punti interrogativi del caso, compreso lo snodo contrattuale di Maggio. McCoy ha guadagnato il ruolo da primo backup e si vedrà cosa deciderà per il suo futuro Cousins.
Avevamo tutti auspicato i cambiamenti che più o meno sono arrivati. Volevamo un GM che avesse conoscenza del football e che sapesse guidare FA e Draft, ed è arrivato Scot McCloughan, sulle cui capacità nessuno discute. Auspicavamo una rivoluzione nel coaching e sono arrivati un nuovo OLC, Bill Callahan, da Dallas, dove ha imbastito una delle migliori linee offensive del 2014 ed un nuovo DC Joe Barry, che risulta essere uno dei più stimati nel ruolo, nonostante alcune preoccupanti esperienze. E’ vero, la maggioranza dei fans era scontenta di Gruden, ma non è proprio nello stile americano ( neppure di Snyder) fare fuori un HC dopo solo una stagione, oltre al fatto che ha un quadriennale da onorare. Abbiamo una offseason da aspettare con trepidazione, a cominciare dalla Free Agency. Sarebbe ingiusto dire che Snyder non stia provando a cambiare qualcosa. Vedremo se la direzione è quella giusta.