Tampa Bay Buccaneers 2014: nuove facce, nuovo calvario

Riassumiamo brevemente la disastrosa stagione dei Bucs di quest’anno e, da tifosi, diciamo chiaramente che vogliamo voltare pagina il prima possibile e lasciarci alle spalle quest’anno tremendo che ha visto la franchise riscrivere record negativi come nei bui anni ’80 e inizio ’90.

Da quando si è insediato a Tampa Lovie Smith ci sono stati dei repentini cambiamenti e sfoltimenti di rosa: con l’idea di riportare in auge lo schema difensivo che ha fatto letteralmente la storia, il mitico Tampa 2, i Bucs hanno mandato via giocatori di primissimo ordine come Darrelle Revis e Davin Joseph. Sono invece arrivati a Tampa giocatori che poi si sono rivelati pessimi come il QB Josh McCown e il DE Michael Johnson o vecchi campioni sulla via del tramonto come Logan Mankins.

Come si era già potuto constatare nelle partite della pre season i Bucs avevano notevoli problemi in tutti i reparti, specialmente nella OL, problemi che sono poi perdurati per tutta la stagione, specialemente per il suddetto reparto. L’OC Jeff Tedford ha dovuto quasi subito abbandonare il coaching staff per problemi di salute ed è stato sostituito per il resto della stagione dal QB coach Marcus Arroyo: quest’ultimo ha fatto quel che ha potuto, ma non è riuscito a creare quasi mai problemi nelle difese delle squadre avversarie.

La regular season comincia con tre sconfitte consecutive; la terza, nel Thursday night football in casa dei rivali di division Atlanta Falcons, è stata così clamorosa che ha fatto capire a tutti quelli che non l’avevano già intuito prima che questa squadra non poteva ambire a nient’altro che il 4 posto nella NFC South.

Le cose sembrarono cambiare per un attimo quando i Bucs sono usciti vittoriosi dal difficile campo di Pittsburgh, guidati da un buon Mike Glennon e dal sempre più fenomenale Mike Evans (forse l’unica nota positiva della stagione, insieme a McCoy e David in difesa).

Ma nel mese di Ottobre tutto torna alla realtà delle settimane precedenti e i Bucs, guidati da Glennon, non ottengono neanche una vittoria. Questo ha fatto sì che il ragazzone della Virginia se ne ritornasse in panchina per il resto della stagione a favore dell’imbarazzante McCown; questi però, contro tutte le aspettative, nel match di ritorno in campo a Washington (complici anche dei Redskins penosi), regala ai Bucs un’inaspettata vittoria.

Sarà la seconda e ultima della stagione in quanto nelle successive 6 partite vi saranno solo sconfitte per i bucanieri. L’ultima sconfitta in casa con i Saints (partita clamorosamente guidata verso la sconfitta) è stata forse l’unica mossa azzeccata della stagione in quanto ha permesso il raggiungimento della first overall pick nel prossimo draft a discapito dei Tennessee Titans.

Per quanto riguarda i reparti, quelli che hanno migliorato notevolmente il rendimento durante la stagione sono state la DL su tutte e una piacevole sorpresa dal kicker, Patrick Murray, rookie da Fordham, veramente bravo e affidabile. Gerald McCoy è stato uno dei migliori DL interni della intera NFL ed ha tenuto il colpo alla grande.

Per quanto riguarda l’attacco, la OL invece è rimasta sempre di scarsissimo livello per tutta la stagione, ultima in run blocking e 29ma in pass protection, già ad ottobre si erano evidenziati problemi legati ad un Mankins in lotta con gli infortuni, un Evan Dietrich-Smith apparso lontano dalle ottime prestazioni con i Packers, ed il sostanziale fallimento nel rendimento di Anthony Collins e in misura minore di Carl Nicks, mentre ha brillato il rookie Mike Evans con 12 TD nel suo primo anno da professionista nonostante sia stato lanciato da due quarterback che non sono nemmeno andati vicini al 60% di completi. L’attacco deve essere più bilanciato, per sfruttare meglio il talento dei rusher  Doug Martin (Round 1, 31ma pick del Draft 2012) e Charles Sims (rookie, 3o giro, schierato solo da novembre, ma che al college ha corso oltre 3.300 yard).

Finita la stagione, subito nuovi cambiamenti a Tampa: vengono licenziati Tedford e Arroyo e al loro posto assunti Dirk Koetter e Mike Bajakian. Si sparse anche la voce che Smith volesse sostituire Frazier come DC (con un altro ex Buccaneers Rod Marinelli), ma ciò non ha avuto riscontro nella realtà (almeno fin’ora).

Sicuramente durante l’off season dovranno essere comprati molti free agent di valore per rafforzare le notevoli lacune emerse in tutti i reparti, ma la questione che ha più risalto è l’utilizzo della first overall pick al prossimo draft. I nomi nel draft sono importantissimi e promettenti e la scelta più ovvia sarebbe quella di portare a Tampa un giovane e promettente QB, che possa magari diventare un futuro franchise QB. Molte invece sono le voci che vedono come più probabile l’opzione del trading, ovvero lasciare a qualche altra squadra la first pick in cambio di numerose altre pick nei draf futuri e di giocatori utili, nell’ottica di creare una squadra più solida e competitiva per il prossimo futuro

Staremo a vedere tra ormai pochi mesi come andrà a finire la questione del draft, ma quel che preme più a ogni tifoso dei Tampa Bay Buccaneers è che la propria franchise torni a essere competitiva e temuta come nel decennio 1997-2007 e non la squadra cuscinetto degli ultimi tempi. E’ necessaria un’iniezione di fiducia anche per i supporter, che quest’anno non hanno MAI visto la propria squadra vincere tra le mura di casa!

GO BUCS!!!

 

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