St.Louis Rams 2014: Essere assolutamente d’accordo… a metà

Stante il record di 6 W e 10 L, la risposta naturale tra tutti i tifosi Rams per la stagione appena conclusa, quale che sia la domanda formulata, sarà sempre la stessa: “Sono assolutamente d’accordo … a metà ”.

Quella che in prima analisi non è altro che una battuta, visto la contraddizione in termini, potrebbe essere considerata la stringente realtà in quel di STL.

Arrivati alla “decima” anche oltre oceano (questa volta però anzichè esserci un’accezione positiva alla numerologia usata, si parla di mancanza di partecipazione ai playoff), non si può provare un senso di sconforto nel constatare quanto deficitarie siano state le scelte del coaching staff nel tentativo di far crescere la squadra. D’altro canto, non si può nemmeno nascondere che la sfortuna per il secondo anno consecutivo, ha prestato sin troppa attenzione alla squadra blu-oro, piazzando per la seconda volta in IR il giocatore che più di ogni altro, in uno sport particolare come il Football Americano, ne decide le sorti. Il Qb Sam Bradford.

Il passato ci insegna che i qb back up, possono anche fare la storia di una squadra (vedi Tom Brady ed i Patriots), ma queste sono le classiche eccezioni che confermano le regole, non certo le consuetudini.

Allora, come non essere clementi verso Fisher e soci soprattutto dopo aver creato dal nulla una difesa d’impatto come quella vista quest’anno?
“Sono perfettamente d’accordo … a metà ” potrebbe essere la risposta usata, perché  l’anno scorso, dopo il primo infortunio di Bradford in quel di Carolina, ci si incominciò a domandare se il ragazzo avesse le possibilità per continuare ad essere un giocatore NFL o se forse fosse il caso di cercare il sostituto, indipendentemente dal fatto che Sam, fosse tornato al 100 %, all’80%, oppure non fosse proprio tornato. Il contratto da prima assoluta che lo legava ai Rams, era oltretutto un fattore da considerare molto attentamente visto che minava e non poco il tentativo di ricreare una franchigia di primo livello.

La scelta di Fisher e compagni fu quella di credere nell’ex Oklahoma, non investendo per il futuro nel suo ruolo, volendo chiaramente evitare un dualismo che avrebbe potuto minare la stabilita’ dello spogliatoio. Risultato? Tutti sapete come e’ andata a finire.

Oltre a Bradford ed al suo cap però l’altra mina deflagrata in Missouri, è stata quella di Jack Long LT e del suo cap. Anche in questo caso, il problema èstato lo stesso. IR a causa del legamento saltato per la seconda volta e stagione (forse carriera) finita. Risultato? Quel fragilissimo equilibrio che si poteva instaurare e che si sperava di poter instaurare con una copertura da Pro-Bowl del secondo qb, andava a ramengo perché si perdeva il giocatore deputato a farlo.

”Sono assolutamente d’accordo …  a metà” potrebbe essere la rimostranza del tipico tifoso Rams. Perché in fondo, questa volta Fisher e Compagni, il sostituto di Long, dal draft 2014 via WAS, l’hanno preso.Eccome se l’hanno preso. Si tratta di quel Greg Robinson da Auburn (2a scelta assoluta) che nei piani del coaching staff doveva imparare l’NFL, giocando da Guardia Sinistra per poi spostarsi a Tackle Sinistro, quando assorbito il salto al piano di sopra. Tutto resettato invece. Ma almeno ci siamo fatti trovare preparati ed ad oggi, l’ex Auburn, passato il primo momento di smarrimento, si può dire che non abbia demeritato.Anzi.

L’infortunio di Brian Quick, il Wr Go to Guy, è solamente la goccia che ha fatto traboccare il vaso. D’altronde è inutile avere le munizioni se mancano le armi con cui spararle. Relegarlo nel settore della “non incidenza” rimane dunque abbastanza facile.

Per la decima stagione consecutiva però il record è stato negativo (per la verità nel 2006 ottenemmo un 8-8) quindi bando alle ciance e accusiamo Fisher di non essere l’allenatore giusto.

“Sono assolutamente d’accordo … a metà“ è il ritornello con il quale stiamo giocando. Perchè prima di tutto i numeri dell’attuale Hc Rams non sono malaccio. 20 W – 27 L – 1 T non sono statistiche meritorie, ci mancherebbe. I numeri però,  qualche volta mentono. Dopo “L’Uragano Spagnuolo” (HC Rams 2010-11), Fisher ha trovato una franchigia allo sbando, totalmente da ricostruire sia nel roster che nello spirito. E quando parliamo di roster, non ci riferiamo solamente al numero od al tipo di giocatori, ma soprattutto al livello di programmazione che ne determina i successi futuri, non estemporanei, ma duraturi. Va sottolineato anche che oltre ad essersi ritrovato la division più tosta degli ultimi 30 anni (lato West, anche se potremmo allargarla all’intera NFC, ma passiamo oltre) ha dovuto e dovrà fronteggiare un calendario, parlando del livello di difficoltà, sempre e sottolineo sempre, attestato tra i Top-3 . Insomma, negli anni della gestione Fisher, solo 2 squadre ogni stagione, hanno affrontato calendari considerati più difficili e queste sono considerazioni che non possono essere sottovalutate. Il futuro poi, almeno progettualmente parlando, non è dei peggiori. Anzi. Abbiamo sotto contratto per diversi anni tutti gli effettivi della difesa (siano uomini di linea, che middles che backs), tutti quelli dell’attacco (eccetto alcuni uomini di linea ed il QB) e stiamo inserendo nel puzzle dei coaches, l’ultimo tassello che è quello dell’OC.

Nell’annata appena trascorsa, la difesa l’ha fatta da padrona.Con due End di rinomata affidabilità come Chris Long e Robert Quinn, le linee offensive avversarie aveva tanto a cui pensare (la fortuna le ha aiutate un po’, togliendo il figlio del grande Howie per metà stagione causa infortunio ad una caviglia).A questi due “demolitori” aggiungiamo l’innesto di un Tackle rookie, tale Aaron Donald,  proveniente dall’Universita’ di Pittsburgh, che ha fatto strabuzzare gli occhi a tutti gli analisti NFL tanto da meritarsi la convocazione al Pro Bowl (e farlo con i Rams, vi assicuriamo che un doppio vanto, visto il poco appeal della squadra sui tifosi sparsi negli States) e tanto da essere nominato miglior giocatore difensivo rookie dell’anno. Michael Brockers, l’altro Tackle starter, è la ciliegina che guarnisce la torta, presenza fissa e costante e uomo di sostanza. Il problema però per i Rams, avrebbero potuto essere i backs difensivi. Presentarsi al via della stagione senza sapere chi avesse giocato e dove (non èun’esagerazione, alla fine della stagione 2013, su 4/5 posti difensivi, avevamo la copertura in due posizioni con il CB Janoris Jenkins e la Safety  T.J. McDonald) non faceva presagire niente di buono. Oltretutto il Draft 2014 era stato stravolto dalla chiamata n°13 (quella di Donald) che aveva praticamente cambiato tutta la strategia impostata (mirata a scegliere il miglior CB rimasto, dopo aver preso con la 2a assoluta L’OT Greg Robinson). Perdere la chiamata per il tipo di giocatore che piu’ di ogni altro serviva fu visto da molti come un errore che avremmo pagato caro ed a nulla servirono le rimostranze di Snead e Fisher quando evidenziarono il perche’ di quella scelta:

“Non potevamo lasciare andare Aaron Donald, era un delitto che fosse arrivato alla 12esima, non potevamo veramente … “.

La decisione quindi pesò sul futuro di quel draft dove si cercò di supplire alla mancanza del nome sicuro in quella posizione , con chiamate multiple e quasi compulsive su CornerBacks e Safeties ( arruolando nei mesi seguenti diversi altri giocatori undrafted ). Quello che allora sembrò avventato, oggi si e’ dimostrata una scelta azzeccatissima. Dalla chiamata di Donald alla 13esima, si e’ arrivati ad avere come CB starters, oltre il gia’ citato Janoris Jenkins e Thrumaine Johnson (infortunato e fuori per la prima metà della stagione), E.J.Gaines da Missouri, Lamarcus Joyner da Florida States e Marcus Roberson da Florida. A questi si aggiungono le Safeties Maurice Alexander da Utah States e Mark Barron proveniente da una trade con Tampa che sono andati ad implementare il parco Safeties già formato da T.J. McDonald e Rodney McLeod. Il tutto avendo a roster il signor Aaron Donald …

 

L’attacco da parte sua, con l’affaire Sam Bradford e Jake Long, poco ha potuto.Dal draft 2014 à arrivato il RB Tre Mason da Auburn che tanto bene ha fatto, ma nonostante un parco ricevitori di primissimo livello (Kenny Britt-Tavon Austin-Chris Givens e Stedman Bailey) l’infortunio del ricevitore principale Brian Quick si è fatto sentire. Ovviamente giocare l’intera stagione  con il QB back up (Shaun Hill)  ed il terzo QB a roster (Austin Davis) non ha aiutato anzi, ma a peggiorare la situazione ci ha pensato una linea offensiva sempre in affanno e poco solida. Pagato lo scotto del noviziato alla posizione dell’OT sinistro (Greg Robinson a causa dell’infortunio di Jake Long), analizzare le difficoltà del resto della linea diventa un po’ più complicato. Il C Scott Wells, sembra non essere più in grado di portare a termine il proprio lavoro. Le guardie sono un capitolo su cui discutere approfonditamente  perchè Davin Joseph non si è dimostrato all’altezza e perchè Roger Saffold è pagato per fare il Teackle (a destra), non la guardia. Joe Barksdale l’attuale RT, sarà FA e con lo spostamento di Saffold nella sua zona, diventa difficile pensare ad una sua conferma. Le cose coomunque in stagione, nella linea offensiva sono andate male anche perche’ con l’infortunio dell’OT sinistro starter (Jake Long), i componenti del segmento in oggetto, sono dovvuti scivolare nel ruolo di fianco, dovendo imparare movimenti e cognizioni diverse da quelle che ne avevano costruito la carriera. Starà a Fisher e Snead pensare con le FA e con il draft, come tappare le falle che si sono aperte in linea quest’anno e siamo certi che, faranno di tutto per portare a termine la cosa.

 

E purtroppo continuiamo a non vincere, e questo al netto di tutto e’ l’unica cosa che conta. La grana stadio poi, non aiuta. Le ultime notizie danno in fermento la comunità di STL che sente il pericolo di perdere la squadra. Stan Kroenke, proprietario della franchigia, forse per smuovere le acque, forse perché realmente interessato, ha comprato dalla Stockbridge Capital Group proprietaria di 238 acri di terreno ad Inglewood (sud-owest Los Angeles) , 60 acri per costruirci un ipotetico stadio, hotels, uffici e residenze di lusso. Venuto a conoscenza della notizia il comitato predisposto dal comune di STL per la gestione della grana stadio, ha risposto con un progetto del nuovo stadio a STL, facilmente reperibile in rete. Bello, molto futuristico, ma poco inerente alle pecurialità richieste e dalla NFL e dai Rams. Sembra cioè una risposta nettamente insufficiente per le pretese blu-oro e questo paradossalmente facilita e non di poco le cose. Ad oggi, infatti, i Rams sono la franchigia con più probabilità di trasferirsi in California tra due anni. A scapito di una città che ci ha visti trionfare una quindicina di anni or sono nell’evento più importante di tutti e che non meriterebbe un trattamento così. Ma si sa, il denaro, comanda più di tutto e gli affari nel Missouri non vanno benissimo per i Rams. Scarso interesse nei media, poco appeal nella tifoseria (dedita soprattutto ai Chiefs/Tigers, ai Cardinals per il baseball ed ai Blues per l’hockey) e poco margine di guadagno, sacrificheranno l’amore di molti sull’altare degli interessi di pochi. Ma si sa, così va il mondo e non c’è da farne una tragedia. I giochi sono pressoché chiusi ed a decidere non saranno i sensi di colpa e di riconoscenza. Le ultimissime notizie ci dicono che Stan Kroenke ed il comune di STL si sono trovati d’accordo per giocare la prossima stagione all’Edwards Jones Dome, ma questo non cambia di una virgola l’assetto del problema. Forse STL avrebbe avuto più  chances se avesse voluto fortemente tenersi i Rams, studiando modi e metodi diversi per attirare Kroenke. Ma il momento sociale e la crisi che il Missouri sta attraversando (ogni mondo è paese) costringe i comuni ad essere più’ parsimoniosi del normale e a considerare fortemente i ritorni materiali a scapito di quelli prettamente di immagine. Alla NFL, non importa se STL perderà i Rams. Vuole fortissimamente vuole, una franchigia a Los Angeles. Rams, Raiders e Chargers sono le squadre deputate allo spostamento. Una di queste giocherà già nel 2016, nella città che ha dato i natali a Marilyn Monroe. Sicuramente non nello stadio nuovo, perché prima che lo stesso venga finito passeranno un paio di anni. Nel frattempo si presuppone che la squadra che si attesterà nella città degli angeli, giocherà nel Los angeles Coliseum, già  teatro negli anni passati delle partite sia dei Raiders che dei Rams. Non ci resta dunque che accettare il verdetto del Dio denaro ed augurare una Buona Partita a Tutti. Sia essa giocata dalla nostra squadra del cuore o da noi stessi in prima persona in ambiti diversi da quelli canonici dello sport.

-Joe Risco-