Seahawks 2014: linee da rivedere

Poche persone probabilmente si sarebbero aspettate di rivedere i Seahawks al Super Bowl dopo la week 7, con Seattle sconfitta malamente in quel di St.Louis e con un record di 3-3. La squadra di Carroll sembrava non essere più quella della stagione precedente, e le continue voci di uno spogliatoio diviso non facevano altro che peggiorare la situazione. Si è partiti con i malumori di Lynch nei training camp per il mancato rinnovo, passando per la discussa trade di Percy Harvin, per arrivare infine ad un inaspettato cambio di rotta e a una cavalcata inarrestabile, che ha portato gli Hawks al loro secondo Super Bowl consecutivo, perso con quella che è stata rinominata “la peggior chiamata della storia del SB”.

Partiamo con l’analizzare il peggior reparto dell’intera squadra: l’offensive line. Basterebbe sapere che Wilson quest’anno ha subito ben 42 sack e innumerevoli colpi per giudicare il reparto, tenendo conto soprattutto che il giovane quarterback è forse il migliore della lega per mobilità all’interno e fuori dalla tasca. Unico elemento a salvarsi dal disastro è stato il centro Max Unger, che in compenso ha giocato solo 6 partite di regular season a causa di un infortunio. Insufficiente anche la stagione del rookie RT Justin Britt, che si è presto adeguato alla mediocrità del resto della linea.

Per quanto riguarda il quarterback, Russell Wilson ha chiuso la stagione per la prima volta con un passer rating inferiore a 100 con 3475 yard lanciate 20 TD e 7 INT. Nonostante sia stata la stagione con le statistiche “peggiori” Wilson si è dimostrato un vero leader e un vero trascinatore dell’intero attacco, soprattutto ad inizio stagione quando il gioco non prevedeva numerose corse dei running backs. In quei momenti ha fornito prove eccellenti, che hanno dato sicurezza ai compagni e che hanno permesso ai Seahawks di vincere partite complicate. Unico neo, la prestazione con i Packers nel Championship, ma ha comunque dimostrato di non arrendersi mai nonostante le mille difficoltà, ora manca solo il super rinnovo.

Il reparto ricevitori è stato deludente, il WR1 Doug Baldwin è rimasto addirittura fuori dai primi 40 giocatori per yard ricevute, e i vari Jermaine Kearse e Ricardo Lockette hanno brillato in pochissime occasioni. Non hanno avuto un buon impatto neanche i due rookie Paul Richardson e Kevin Norwood che hanno messo insieme 400 yard scarse in due. Il vero uomo simbolo e trascinatore dell’attacco è stato ancora lui, Marshawn Lynch con 17 total TD e 1300 yard corse. Non credo esistano aggettivi per descrivere un giocatore come lui, che è stato criticato periodicamente per qualsiasi cosa, ma che ha sempre dimostrato la sua forza e la sua voglia di giocare. Quando entra in campo non contano i contratti, le voci di spogliatoio, le multe della lega, lui mangia qualche skittles indossa il suo casco e diventa BeastMode.

Per la difesa un’altra stagione dominante, miglior reparto per punti e yard concesse, prima contro i lanci e terza contro le corse, tutte statistiche che confermano che quella dei Seahawks è ancora la miglior difesa dell’NFL. Eppure ad inizio stagione non era così, tutti parlavano di una legion of boom che non aveva più fame, dato che tutto il reparto faticava anche con avversari mediocri.

Il problema maggiore lo aveva la d-line, che non riuscendo a mettere pressione ai QB avversari penalizzava tutta la difesa. La svolta è avvenuta grazie al rientro dall’infortunio di Bobby Wagner. il MLB è sicuramente stato l’artefice della rinascita di tutta la D, ottimo in copertura e devastante contro le corse, a lui va il titolo di MVP. I Seahawks sono riusciti ad ottenere questi risultati nonostante non abbiano chiuso la stagione con eccellenti statistiche personali. Il miglior pass rusher è stato Michael Bennett con 7 sack, il miglior difensive back invece è stato Richard Sherman, ma con “solo” 4 intercetti, tutto questo a dimostrazione che è e sarà sempre l’insieme a fare la differenza, e mai il singolo.