La March Madness dei Philadelphia Eagles

Così twittava in modo ironico Conner Barwin nella giornata di domenica, ma non aveva visto ancora nulla. Dopo due anni complessivamente positivi il presidente Jeffrey Lurie ha deciso che uno come Chip Kelly aveva bisogno di crearsi la propria creatura da cima a fondo e gli ha così concesso le chiavi gestionali della squadra, rilegando il GM Howie Roseman alla manovalanza (contratti e salary cap).

Così appena c’è stata aria di mercato Chip si è mosso e ha dimostrato al mondo che quest’anno la march madness non è quella del college basketball ma è la free agency degli Eagles.

– Lo Smantellamento

In questo momento gli Eagles sono una grande costruzione di Lego (Kelly lo ha chiamato puzzle) in cui Chip sta rimuovendo a piacimento i pezzi e ricomponendolo con altri per arrivare a formare la propria personale costruzione. Il primo a saltare lo scorso anno fu DeSean Jackson, addirittura tagliato, che fu un segnale chiaro della filosofia Kellyana : “Se non sei adatto al mio sistema o prendi più soldi di quelli che vali quella è la porta”. Un pensiero che fu sottovalutato ai tempi ma che ha trovato la propria legittimazione la scorsa settimana con la cessione di McCoy che rientrava in entrambe le categorie.

Dopo una stagione stellare nel 2013 la sua produzione era calata verticalmente. Parte della colpa per una OL raffazzonata soprattutto nella prima parte di stagione ma colpa soprattutto per un atteggiamento rinunciatario e una media a portata mediocre. Il giocatore era molto amato dalla tifoseria ma in cambio è stato ottenuto il futuribile Kiko Alonso e cap space. Ha lasciato per strada anche la RG Todd Herremans arrivato ormai al capolinea e il LB veterano Trent Cole che non ha accettato un paycut. Tre mosse per quanto dolorose accettabili in quanto hanno liberato parecchio cap space per muoversi in free agency.

Diverso è il discorso legato alla cessione di Nick Foles. Il giocatore evidentemente non era nei piani di Kelly ma usarlo come pedina di scambio per arrivare a Sam Bradford ha lasciato spiazzati in molti. Quello che ha lasciato perplessi sono state in particolar modo le condizioni. Oltre allo scambio di pick e alle altre pick in ballo legate alle presenze di Bradford (gli Eagles ricevono un 3° giro se Bradford non gioca, un 4° se gioca meno di 8 partite) è quel 2° giro 2016 che fa tendere il successo dello scambio verso i Rams. Spendere un secondo giro su un giocatore che richiama 13 milioni, che arriva da 2 ACL consecutivi, che probabilmente sarebbe stato tagliato e che in ogni caso era in scadenza tra 12 mesi sembra veramente eccessivo. E non è una questione legata al giocatore stesso ma al suo valore di mercato. Anche se la scommessa sarà vinta resta il fatto che oggi sì è pagato più di quello che era il suo valore di mercato.

Però questo è Chip Kelly. Quando vuole un giocatore se lo va a prendere. Era successo così lo scorso anno per Darren Sproles che era vicinissimo al taglio da parte dei Saints ma per cui Kelly ha pagato con un 5° giro pur di aver la sicurezza di averlo a bordo.

– I Rinnovi

– Brandon Graham

Jason Worilds era uno degli obiettivi principali della free agency 2013 ma il tag da parte degli Steelers ha mandato a monte i piani. 12 mesi dopo gli Eagles sembravano in prima fila per la firma quando il 27enne annuncia inaspettatamente il suo ritiro. Il mercato purtroppo non offriva nel ruolo di OLB grandi opportunità quindi si è deciso, con una mossa che ha il retrogusto del panic mode, di rifirmare Graham che era in partenza direzione Giants. Gli Eagles hanno offerto un contratto più lungo e vantaggioso dei rivali di division, un contratto che porterà nelle tasche del giocatore ben 26 milioni di $. Se è da una parte è vero che con il ritiro di Worilds e il rilascio di Trent Cole la rifirma di Graham pareva la cosa più logica da fare, dall’altra parte 26 milioni per uno che ha giocato solo come situational player paiono una enormità. Sia da un punto di vista tecnico in quanto nelle poche occasioni dove è stato chiamato a recitare il ruolo da starter le sue prestazioni sono calate verticalmente, sia appunto dal punto di vista economico. Il giocatore però conosce già l’ambiente e gli Eagles sanno esattamente cosa ci si può aspettare da lui.

– Mark Sanchez

Un rinnovo che ha fatto storcere qualche naso ma che si è rivelata una mossa lungimirante. Un buon backup QB per coprire le spalle al delicato Bradford che ha ben figurato lo scorso anno nella seconda metà di stagione. Un rinnovo graditissimo dal sottoscritto.

– Jeremy Maclin

Uno dei due grandi insuccessi di questa free agency (l’altra ben più grave è il mancato accordo con la S Devin McCourty) è sicuramente il caso Maclin che raggiunge il suo vecchio mentore Andy Reid e ritrova il Missouri dove è cresciuto e ha giocato al college. In ballo pare ci siano stato meno di 2 milioni di $. Se da una parte pare incedibile di aver perso l’ennesimo ricevitore da 1000 yard per un paio di milioni quando si è strapagato sia Graham che Maxwell (e probabilmente anche Murray), dall’altra l’accordo raggiunto dal giocatore con Kansas City (11 milioni annui di media) lo fanno diventare il settimo WR più pagato in NFL. Decisamente troppo per un giocatore seppur grandioso e Kelly è stato disposto a perderlo seppur con rammarico.

– La Free Agency

sam+demarco

– Kiko Alonso

Si potrebbe pensare che aver ceduto il miglior RB della storia della franchgia per un semplice ILB sia stato un pessimo affare, invece è lo specchio della nuova NFL dove un RB 26enne con un contratto ingombrante vale poco e sicuramente molto meno di un tempo. Kiko Alonso arriva da una stagione da 0 presenze per colpa di un ACL (e questo sarà un leit motiv della free agency) ma dopo aver fatto una strepitosa stagione da rookie. A Philadelphia arriva non solo un giocatore che Chip conosce bene (ex Oregon Ducks) ma che va a coprire due problemi degli Eagles : La rotazione dei LB interni e la poca abilità in copertura specie sui TE.

Se in questo 2015 tornerà il giocatore del primo anno ai Bills gli Eagles hanno trovato il loro ILB del futuro che va a formare assieme a Kendricks una coppia molto solida. McCoy era uno dei giocatori più amati dalla fanbase ma gli Eagles sono caduti in piedi perchè nella operazione hanno liberato anche parecchio spazio nel salary cap per arrivare a

– Byron Maxwell

Era uno dei giocatori in cima alla lista. Dopo aver rilasciato Cary Williams e non aver rinnovato Bradley Fletcher ma soprattutto dopo aver aver avuto una delle peggiori secondarie  lo scorso anno Kelly sapeva bene che doveva arrivare ad un top free agent per dare una sistemata al reparto. La scommessa su Maxwell è grande non solo per i sei anni di contratto e i 63 milioni ma perchè con l’ammontare garantito (25 milioni) è impossibile tagliarlo nei primi 3 anni.

Ci sarà da capire se sarà quello visto a Seattle gli ultimi 2 anni o se sarà un giocatore normale esaltato dal contesto della Legion of Boom. Si è sicuramente pagato più del suo valore ma la need da coprire era di quelle importanti soprattutto se si vorrà tornare in postseason alla svelta. In ogni modo un upgrade importantissimo rispetto agli starter del 2014.

Per quanto riguarda le caratteristiche del giocatore agli Eagles serviva un CB in grado di corprire le cosidette vertical route senza l’aiuto della safety e in grado di difendere 1 contro 1 cotro qualsiasi ricevitore e Maxwell ha dimostrato di avere la stazza e l’agilità per farlo. Ma Maxwell oltre ad un ottima propensione al coverage è anche un ottimo tackler (solo 1 mancato lo scorso anno, 5° miglior CB in questa statistica) e bravissimo a limitare le yard dopo a ricezione. Nel 2013 e nel 2014 ha limitato le YAC (yard after catch) rispettivamente a 1.8 e 2.9 yard. Quindi Maxwell è un CB in grado di tenere testa 1 contro 1 qualsiasi tipo di ricevitore su qualsiasi tipo di traccia e che anche quando concede una ricezione non manca il tackle.

Se parliamo di punti dolenti Maxwell contro le corse è nella norma, anche se è capace di seguire i ricevitori nella slot ha difficoltà a tenere testa ai giocatori molto rapidi (vedi contro Danny Amendola nel Super Bowl) e ha il brutto vizio di commettere troppe infrazioni e rovinare belle giocate per la troppa foga e in una lega che sta sempre di più penalizzando i contatti tra CB e WR può essere un punto molto delicato.

– Walter Thurmond III

Assieme a Maxwell Kelly firma anche un altro ex CB della Legion of Boom. Un CB duttile che può giocare ottimamente da nickel ma con sucesso anche all’esterno. Purtroppo non gioca con continuità ormai da qualche anno, infatti 2 volte nelle ultime 3 stagioni ha subito infortuni season ending (nel 2014 giocò appena 2 partite) ma se gli Eagles riescono a rivitalizzarlo fisicamente potremme rivelarsi una ottima presa low cost. Sia lui che Byron Maxwell paiono ottimi fit in un sistema di secondarie che usa principi simili a quello dei Seahawks.

– Ryan Mathews e DeMarco Murray

Quando perdi un giocatore come LeSean McCoy non puoi pensare di sostituirlo con un altro. E’ per questo che siamo andati là fuori a prenderne due.” Questo il pensiero di Chip Kelly che non poteva cadere più in piedi dalla perdità di McCoy che di fatto si è scambiato in cambio di Kiko Alonso, Ryan Mathews e DeMarco Murray. Due RB che non solo si divideranno assieme a Sproles le portate (quest’anno dovrebbero superare le 500 totali) ma che potranno giovare l’uno della presenza dell’altro in termini di longevità. Per nessuno dei due era possibile replicare le portate di McCoy. Il primo non ha mai superato le 280 portate stagionali e con i suoi precedenti di infortuni non era auspicabile sovvracaricarlo, mentre il secondo arriva da una stagione logorante da 392 portate (massimo NFL dal 2006) e ha scollinato i 27 anni. Usando sapientemente entrambi si può pensare di sostituire egregiamente McCoy in modo efficiente.

Con la presa di questi due RB Chip ha dimostrato ancora una volta di aver fatto i compiti a casa. Infatti tra i FA disponibili erano quelli con la media a portata più alta nelle corse dalla shoutgun formation. E anche Frank Gore, che pure dalla shotgun partiva poco, aveva una media molto alta (tutti e 3 sopra le 5 yard di media).

Se parliamo di cifre Murray è stato pagato probabilmente troppo. I  suoi 8 milioni abbondanti annui per 5 anni (42 totali con garantito che varia su obiettivi di presenza) sono un costo eccessivo ma il fit sulla carta pare ottimo. Chip stava cercando un power back one-cut runner e Murray ad oggi era il meglio sul mercato.

– Sam Bradford

E’ qui per restare o è solo il più grande smokescreen dei tempi recenti per arrivare a Mariota? Difficile a dirsi, ma Chip ha speso belle parole su di lui. Dell’investimento troppo esoso abbiamo giù parlato quindi parliamo del giocatore. Se ci fermiamo ai numeri la situazione non è incoraggiante. E’ uno dei QB meno precisi degli ultimi anni (assieme a..Mark Sanchez) con il solo 59% di completi, ma il contesto sicuramente non ha aiutato. Dal OC arrivando fino ai WR (Amendola il nome più altisonante) è stato circondato da personale di dubbia qualità. Kelly l’ha portato a Philly per il suo ottimo braccio, per la qualità di tenere in vita la giocata nonostante sia un qb da tasca e perchè ha un rilascio di palla molto veloce. Caratteristiche che piacerebbero molto a Kelly. Se poi pensiamo che l’ultimo anno a Oklahoma ha giocato in un sistema simile a quello degli Eagles facendo (assieme a quel DeMarco Murray) sfracelli il quadro è completo. L’unica nota stonata è la pochissima precisione sui lanci profondi.

Certo tutto gira attorno a quel doppio ACL che lo ha lasciato fuori dal campo giocato da oltre 2 anni. In generale Alonso, Mathews, Bradford e Thurmond assieme anno collezionato solamente 8 partite. Come mai tutte queste scommesse, perchè circondarsi con non curanza di tutti questi giocatori injury prone? Evidentemente Chip si fida molto al suo segretissimo

– Sport Science Program

Nel 2013 Chip ha fatto investire agli Eagles 1 milione di dollari per questo innovativo e sofisticato programma che permette di monitorare i giocatori e di evitare loro di subire infortuni e di avere ricadute. Qualche dato a sostegno ci arriva da Football Outsiders che ha creato questa metrica chiamata Adjusted Games Lost che calcola l’incidenza degli infortuni sulle squadre. Dal 2012 ultimo anno di gestione Reid al 2013 primo della gestione Kelly gli Eagles sono passati dal 18esimo posto (sotto la media della lega) al 1° posto, riconfermandosi nel 2014 con il 5° posto. Lo stesso Maclin uscito dal 2013 con il suo secondo ACL in carriera lo scorso anno ha raggiunto il suo career year. Insomma Chip crede nel progetto tanto da scommettere su questi giocatori. Lo stesso allenatore ha ammesso che ci sono diversi tipi infortuni e che gli Eagles hanno fatto i compiti a casa. Al campo l’ardua sentenza.

Manuel Tracia