Chargers: tornare a correre, tornare a vincere

I San Diego Chargers hanno concluso la stagione 2014 con un 9-7 e la mancata qualificazione al WCG che fa storcere un po’ la bocca ad una squadra partita 5-1 con velleità da contender. I problemi fisici di Philip Rivers e tecnici della linea hanno fatto perdere brillantezza ad una squadra che è apparsa col fiato corto in dirittura d’arrivo, perdendo tre delle quattro gare finali (con 10,3 punti di media in queste sconfitte) e vincendo unicamente a Santa Clara contro i disastrati 49ers, all’overtime.

San Diego è stata comunque una delle squadre più prolifiche nel passaggio con Rivers quasi a 4.300 yard passate, Antonio Gates ha ricevuto praticamente il 70% dei target, Eddie Royal più del 68%. Nelle corse la squadra ha faticato anche per i contrattempi multipli nel settore runningback di cui sicuramente il più serio è stato quello dello specialista di terzi Danny Woodhead.

In questa offseason i Chargers hanno già messo sotto contratto diversi giocatori: Orlando Franklin, 27enne G/OT dai ​​Broncos (5 anni, 36,5 milioni dollari; 20 milioni dollari garantiti); Jacoby Jones, 31 anni WR/KR dai Ravens (2 anni, 5,5 milioni dollari); Stevie Johnson, WR 29enne, 49ers (3 anni di contratto); Patrick Robinson, CB dai Saints, 27 anni; Jimmy Wilson, CB/S dai Dolphins; Mitch Unrein, DT dai Broncos.

L’operazione Franklin appare abbastanza chiara, ed altrettanto azzeccata: mettere in sicurezza le corse che hanno faticato a San Diego l’anno scorso, tradendo l’attacco bilanciato di McCoy, Franklin sa fare il tackle destro e la guardia sinistra e la sua versatilità ed abilità nel run blocking sono state una delle chiavi di successo a Denver per le corse di CJ Anderson. La versatilità di Franklin lo aiuterà sul mercato aperto.

La firma di Jacoby Jones, tagliato dai Ravens soprattutto per i 2,5 milioni di dollari liberati nel cap, appare già più nebbiosa. Jones è stato ritenuto da Baltimore troppo costoso per essere essenzialmente un returner (9 ricezioni, 131 yard a fronte di 32 ritorni e 978 yard nel 2014), ma quale sarà l’utilizzo che ne farà San Diego apparsa comunque brillante nei ritorni, con 1488 yard ritornate su kickoff nel 2014 (migliore squadra NFL) e 366 su punt (ottava piazza).

Stevie Johnson rappresenta una scommessa per un giocatore valutato una pick di round #4 e completamente glissato da Harbaugh. Considerato che ha 29 anni si può pronosticare almeno un biennio a buon livello, in un attacco che, comunque, ha un quarterback assolutamente di un altro pianeta rispetto a Kaepernick. Patrick Robinson ha faticato nel 2014 come credo praticamente chiunque dei Saints, ed il contratto annuale sembra essere favorevole più per lui che per i Chargers, nell’ipotesi che il 27enne riesca a ritagliarsi spazio a dovere e tornare a dare buone prestazioni come in posizione di nickel nella seconda parte dell’anno passato.

Importanti anche alcune rifirme per i Chargers in questo momento, una su tutte Brandon Flowers, CB 29enne (4 anni, 36 milioni di dollari) che dopo la deludente esperienza a Kansas City, ha ritrovato vigore a San Diego, confermandosi uno degno del Pro Bowl. In minor luogo King Dunlap, OT 29enne (4 anni, 28 milioni di dollari) che dopo una ottima annata 2013 l’anno passato ha lasciato un poco più a desiderare, pur rimanendo un valido uomo di protezione del lato cieco.

D’altro canto, le perdite non sono indifferenti, per prima cosa con il pensionamento del centro Nick Hardwick, 33enne definitivamente abbattuto da un infortunio al collo che per sua stessa ammissione gli ha provocato una sorta di problemi di torpore durante gli allenamenti. Inoltre, Ryan Mathews, RB 27enne, ha firmato con gli Eagles (3 anni, 12 milioni), certo Ryan passa per essere un runningback che si rompe a guardarlo, ma le statistiche dicono che sia stato in assoluto il più efficiente runningback dei bolts, se non, per qualche maligno, l’unico efficiente. La sua perdita apre a tutti gli effetti una sorta di voragine nel ruolo, che potrebbe essere colmata direttamente al draft.

Altri partenti potrebbero lasciare qualche segno: Dwight Freeney, DE/OLB, è stato uno dei passrusher più sostanziosii dei Chargers, chiudendo con 3,5 sack (dei 26 di squadra) e un fumble ricoperto, ma ha appena compiuto 35 anni, che non sono pochi in una lega così logorante. Eddie Royal, WR è stato una valida opzione nello slot per Rivers, che lo ha trovato per 1.409 yard e 15 TD nell’ultimo biennio, e che nel 2015 giocherà con i Bears. A questi aggiungiamo Marcus Gilchrist, Safety 26enne (ai Jets) e Shareece Wright, il CB starter dell’anno passato, 28enne (ai 49ers), entrambi usciti da due delle loro migliori stagioni in carriera.

A questo punto, cosa manca ancora ai Chargers per tornare ai playoff e sperare di essere dei veri contender?

Sulla linea, il lavoro da fare dipenderà molto dalle valutazioni del Front Office, al Centro Rick Ohrnberger ha saltato week 4 e 5 per la schiena ed è finito in IR da fine novembre, avrà come backup il rifirmato Trevor Robinson. Il Tackle sinistro è il rifirmato King Dunlap che è un ragazzo nella media contro il passaggio ma buono sulle corse, la sua sostituzione forse non è di primaria importanza. Il problema grave alle guardie è stato parzialmente risolto con l’arrivo di Orlando Franklin ma è probabile un secondo arrivo.

Nelle skill position appare possibile che il grattacapo Running Back sia concluso direttamente al draft con una scelta da primi giri, perchè partito Matthews, appare chiaro che per ribilanciare un attacco finito tutto sulle spalle del passaggio, non possa bastare il pur generosissimo Branden Oliver. Per i Wide Receiver, i Chargers hanno Dontrelle Inman ed hanno firmato Stevie Johnson, la scommessa giusta, e Jacoby Jones, inconsistente nel ruolo nel 2014; Malcom Floyd spegnerà 34 candeline nel mese di settembre, di conseguenza non è peregrina l’idea che arrivi anche un receiver al Draft.

In difesa, la questione cornerback sembra mitigata con la ri-firma Brandon Flowers, probabilmente l’obbiettivo primario della franchigia, ma si sono aggiunti anche Patrick Robinson e Jimmy Wilson, in attesa del primo round 2014 Jason Verrett. Peggio sta il front seven che ha bisogno di un upgrade al NT in questo momento occupato da Jean Lissemore, e che potrebbe perdere Dwight Freeney che, comunque, non è eterno. Infine probabile un intervento anche sulla linea per dare profondità, a meno che il FO non si accontenti di Mitch Unrein che l’anno scorso ha giocato veramente poco dopo due stagioni molto “impegnative”.

[Grazie per la collaborazione a Mauro Alma Marelli]