The Chip Kelly Experience

Jonas Salk* fu un genio. Io insegno football.
[*inventore del vaccino contro la polio n.d.s.]

Kelly odia essere chiamato genio. Chi lo chiama così non ha capito molto della persona ma sopratutto della sua filosofia di gioco, del suo metabolizzare questo sport, del discorso che porta avanti da quando era solo un coordinatore nella piccola università del New Hampshire. Kelly porta con sè porta tutto l’umorismo e lo spirito del New England e ciò che lo ha circondato nella sua crescita, eppure il primo football NCAA che ha masticato, da QB proprio per l’università del New Hampshire, era quello tradizionalista di Bill Bowes, fatto di pistol formation e 5 passaggi totali a partita.

Un giovane Kelly QB e DB dei New Hampshire Wildcats

Ma le radici della filosofia di Chip Kelly arrivano dalla sua anima studiosa. Quando era ancora coordinatore a New Hampshire – percependo solo 60 mila dollari l’anno contro i 6.5 milioni di $ odierni – si recava ogni offseason in un tour itinerante verso i campus e gli allenatori più innovatori del panorama. Partendo dal suo mentore, il leggendario Paul Brown (coach dei Bronws dal dopoguerra ai ’60 e dei Bengals fino ai ’70), passando poi da Urban Meyer, Bill Belichick e tanti grandi allenatori sparsi per gli USA. Kelly negli anni ha masticato, condiviso idee e assorbito quanto più poteva da questi grandi allenatori e da queste esperienze che sono alla base del suo gioco.

Ma non è l’unica errata inquadratura che si fa di Chip Kelly. Si è sempre pensato a lui come un guru del football ma non è nulla di tutto questo. E’ un uomo con una propria filosofia, una chiara e razionale visione delle cose, che mette in pratica un football molto più tradizionale di quello che ci viene dipinto.

Strategia, allenamento, scienza applicata.
Passa tutto da qui. Kelly cerca di prendersi tutti i vantaggi che sono possibili prima della partita. Dalla costruzione del team alla strategia tattica, dai metodi di allenamento alle applicazioni del campo scientifico. Più che un genio Kelly è un sapiente alchimista che sa come scegliere in modo analitico e razionale i suoi ingredienti.

Harder, Better, Faster, Stronger

Come detto il football di Kelly prima di grande innovazione è di pura tradizione, a partire dalla costruzione del team. Kelly preferisce i giocatori grossi e veloci, semplicemente perchè gli atleti grandi battono gli atleti piccoli, e gli atleti veloci battono quelli meno veloci. Nella filosofia di Kelly lesecuzione vince la partita, non gli schemi. E questo è quanto mai vero se riesci a minimizzare i fattori a te sfavorevoli, massimizzando la riuscita della tua esecuzione. Che senso ha azzecare schema e strategia se poi i giocatori in campo non sono all’altezza di una esecuzione perfetta?

Eppure già qui abbiamo un paradosso perchè ad Oregon ha giocato spesso con giocatori di OL e DL sottodimensionati e anche con gli Eagles ha dato ampio spazio a giocatori come Mychal Kendricks, Brandon Boykin o Bennie Logan che pagano, chi più chi meno, diversi centimentri e kili al prototipo del ruolo NFL. Ma la cosa curiosa di Kelly è che pur avendo una filosofia integralista alla base, non è un estremista. E’ uno scienziato, non un profeta. Non ha paura di accantonare soluzioni date per consolidate e sa adattarsi alle esigenze arrivando anche a smentire, almeno parzialmente, le sue precedenti idee.

La filosofia di Kelly verte sostanzialmente su due punti centrali. Come già accennato, l’esecuzione batte gli schemi. E in secondo luogo la squadra deve giocare su quello che ti concede l’avversario. Ma come fare perchè la strategia costruita attorno al roster non limiti le soluzione tattiche in gioco? Kelly cerca di sopperire a ciò costruendo una squadra fatta di giocatori e non di posizioni – rigide per definizione. Cercare di trovare quindi giocatori duttili e versatili che possano giocare più ruoli e rendere così le posizioni più flessibili e adattabili alle soluzioni tattiche più disparate. Inizia così il football di Kelly prima di up-tempo e no-huddle.

Win the Day®

Win the Day è un punto focale della filosofia Kellyana, tanto che la Nike ha registrato il marchio che è diventato una sorta di Just Do It 2.0. Per prevalere sugli avversari, arrivare al giorno della partita massimizzando le possiblità di vittoria e con il massimo del vantaggio possibile, bisogna vincere un giorno alla volta. Le partite non si vincono solo di domenica ma anche il martedì, il mercoledì, il giovedì e il resto della settimana. Il duro lavoro in allenamento è per Kelly imprescinidibile, ma non solo : si può e si deve lavorare meglio di chiunque altro massimizzando l’efficacia degli allenamenti. E parte di qui la innovazione Kellyana, dalle pratiche e dalla gestione operativa di allenamento.

Le ore in campo sono per forza di cose regolate da un ammontare di ore ben definito e Kelly non vuole sprecarne un minuto. Quando allenatori sfruttano questo tempo in campo per allenare a 360 gradi lui cerca di massimizzare il numero di ripetizioni puntando su velocità e efficacia. Nei suoi allenamenti si arrivano a superare i 130 drill in una sessione da 150 minuti. Per fare ciò Kelly ha minimizzato distrazioni e spiegazioni e ha ideato esercizi che possano coinvolgere più giocatori contemporaneamente – celebre ormai è l’esercizio svolto contemporaneamente da tutti i 5 QB.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=BwBWw8n_e4M]

Le spiegazioni tecnico-tattiche sono relegate alla sola sessione in classe e sala video, mentre se un qualche giocatore ha un dubbio da chiarire sul campo esce dalla serie, viene sostituito al volo e, mentre ottiene la sua spiegazione, l’allenamento procedere spedito. Durante gli allenamenti si cerca anche di ricreare un ambiente il più simile a quello della partita. Sono quindi ostracizzate forme di comunicazione tra giocatori e allenatori che non funzionerebbero allo stesso modo nella bolgia di uno stadio. Molti allenatori per abituarsi a trasferte dentro ai dome (gli stadi chiusi che per caratteristica amplificano il rumore in campo) mettono al bordo del campo d’allenamento degli altoparlanti per trasmettere rumore artificiale. Kelly fa di più, non solo attua questo stratagemma ma, un po’ per esigenza un po’ per comodità, sostituisce il rumore di sottofondo con della musica.

Questo con una tripla funzione :

1- Ricreare un ambiente comunicativo simile alla partita
2- Scoraggiare distrazioni in allenamento
3- Simulare con un playlist varie differenti situazioni di gioco.

Le partite non hanno un andamento regolare ma vivono di momenti emozionali anche molto diversi che Kelly prova così a ricreare in laboratorio.

[Qui un tipico esempio della musica in sottofondo durante gli allenamenti]

Questa maniacalità verso l’efficienza non deve portare all’errore di pensare che gli allenamenti per Kelly siano solo questione di quantità e non di qualità. Chip vuole assolutamente correggere le brutte abitudini in settimana e perfezionare il gioco della squadra. Per Kelly ai massimi livelli di espressione del gioco pensare è più lento che reagire. Predica l’istinto sopra la ragione. Il suo è un lavoro certosino basato sulla memoria muscolare più che su quella mentale che si perfeziona, per forza di cose, con un duro e costante allenamento.

Yeah science, bitch!

Il terzo vertice della sua filosofia analitica è la scienza. Kelly è un allenatore molto razionale e basa le sue decisioni interamente sui risultati dimostra(ti)bili. Sono due le aree dove applica i dettami della scienza in senso lato.

1- Massimizzare la capacità atletica dei giocatori
2- Raccogliere e manipolare i dati in maniera avanzata

Kelly tende a controllare ogni aspetto legato al giocatore. Dal metodo di allenamento a ciò che riguarda la sua fisiologia. Per Kelly un atleta professionista deve dormire dalle 10 alle 12 ore a notte, idratarsi con un determinato quantitativo di acqua e sali minerali (ai giocatori Eagles vengono date bibite speciali che tengono conto della biochimica dei singoli) e controllare rigorosamente la sua dieta. In alcuni casi è arrivato a chiedere ad alcuni giocatori di dormire con della strumentazione che controllassse la qualità del proprio sonno. Questa invadenza non pare disturbare i giocatori. Brandon Graham ad esempio – l’OLB recentemente rinnovato con un contratto da 26 milioni di $ – ha ammesso pubblicamente di aver visto il proprio corpo mutare in meglio da quando segue i dettami della idratazione imposta da Chip Kelly. Un atleta migliore è un giocatore migliore. Non a caso ha perfezionato un ciclo di allenamenti pensati in origine per i militari ingaggiando tale Shaun Huls, un ex addestratore Navy SEAL (le Forze Speciali della Marina degli Stati Uniti) che è andato a ricoprire l’eccentrica e oscura figura di sport science coordinator.

Un’altra mossa in questo senso, anche e soprattutto in chiave prevenzione infortuni, è stata la costruzione del segretissimo programma di Sport Science in cui gli Eagles hanno investito 1 milione di $ nel 2013 per volere di Kelly. E non è una coincidenza se Kelly in questa offseason è andato a prendersi diversi giocatori con problemi più o meno gravi di infortuni, fiducioso del fatto che l’innovativo programma saprà rivitalizzarli in vista della prossima stagione – come fatto la scorsa offseason con Jeremy Maclin. Gli Eagles riescono così a monitorare in ogni momento la salute e la condizione di ciascun giocatore facendo al bisogno riposare durante la settimana quei giocatori a rischio infortuni o con calo fisico.

E altrettanto non è un caso se nei due anni di gestione Kelly gli Eagles siano stati una delle squadre meno colpite dagli infortuni come dimostra una specifica metrica elaborata da FootballOutsiders chiamata Adjusted Games Lost (2013 e 2014).

Kelly è anche assolutamente intrigato dai cosidetti advanced data. Non solo usa le stumentazioni più evolute nel settore per misurare e manipolare i dati, ma ha anche l’abitudine di filmare intere sessioni di allenamento e analizzarle in un secondo momento per sviscerarle.

Between their shoulder blades, they wear OptimEye devices that utilize GPS, magnetometer, accelerometer and gyroscope components to track acceleration, agility, and endurance throughout practice and exercise routine.

Molti team stanno cercando di attrezzarsi in tal senso ma non è questione di qualità degli strumenti o dei dati, ampiamente replicabili, ma è il know-how che Kelly ha perfezionato in anni di studi che è difficilmente replicabile, almeno in tempi brevi.

The See Coast offense

In tutto questo non si è ancora parlato di quello a cui si pensa e di cui si parla quando la parola innovatore viene accostata a Kelly. Ebbene il football giocato è forse è l’aspetto meno innovativo, almeno in senso assoluto.

I’ve said it since day one: We don’t do anything revolutionary offensively. We run inside zone, we run outside zone, we run a sweep play, we run a power play. We’ve got a five-step [passing] game, we’ve got a three-step game, we run some screens. We’re not doing anything that’s never been done before in football.

Non per questo il football di Kelly non ha un identità ben definita, anzi. Come già detto le squadre di Kelly offensivamente colpiscono ciò che la difesa avversaria concede. Quindi il tutto parte da una semplice ma non banale lettura della difesa avversaria, e non c’è niente di più efficace che seguire il più possibile i mismatch che il tuo avversario ti offre. La prima lettura quindi è data dal cosidetto box, ovvero l’area difensiva compresa tra la linea dello scrimmage e le 5 yard rispetto questa linea. Qui si posizionano solitamente defensive line e linebacker. A seconda del tipo di schema difensivo questo box può essere più o meno affollatto con la strong safety o un altro defensive back a supporto – ad esempio del gioco contro le corse.

La prima valutazione da fare da parte del quarterback è quindi leggere se la difesa avversaria è aggressiva nell’area del box o se è ben coperta in profondità con 2 safety. Nel primo caso è preferibile giocare nell’area di campo più scoperta dagli avversari, ovvero il profondo, nel secondo caso è meglio affondare nell’area del box con una corsa o un lancio corto. Tutto il football di Kelly origina e si costruisce da questa facile lettura, e in linea più generale è comandata dalla filosofia del mismatch dato dallo sbilanciamento della difesa.

Con soli 5 giocatori nel box in questo caso è indicato attaccarlo e sfruttare la superiorità numerica

We run the See Coast offense.  If we see something and we like it and we think it fits, we’re going to run it.  The Philadelphia Eagles run the See Coast offense. […] Through our formations and adjustment, we want the defense to show us how they are adjusting and playing us. We may go unbalanced or use motion to make the defense adjust”.

Quello che lo rende però devastante è il ritmo con cui queste azioni vengono giocate. Il sistema offensivo di di Kelly è una spread up-tempo – giocata inevitabilmente in no-huddle. In parole semplice segue i dettami della spread offense, ovvero con QB posizionato in shotgun formation e squadra distribuita in modo orrizontale per allargare (to spread) le maglie della difesa, giocato a ritmi folli, facendo passare il meno tempo possibile tra uno snap e quello successivo. Questo perseguendo l’idea fondante di cui sopra.

Meno tempo dai alla difesa per riorganizzarsi tra una azione e l’altra, più gli avversari faranno fatica a preparare una contromossa difensiva e più facile sarà sfruttare i mismatch. E’ un sistema offensivo che legge e colpisce la difesa molto più velocemente di quanto la difesa possa arginare tatticamente l’attacco. Questo non solo è diffusamente efficace ma permette anche una buona quantità di big play che portano spesso a facili guadagni in termini di yardaggio.

Un problema legato alla estrema velocità di esecuzione è il dover minimizzare gli errori di lettura dettati dalla frenesia della azione. Per questo Kelly afferma che ai massimi livelli di espressione del gioco pensare è più lento che reagire. Lui allena la sua squadra all’istinto, cerca di instillare una memoria muscolare in modo che i giocatori reagiscano alle situazioni di gioco senza dover pensare o ragionare. Cosa che invece devono fare gli avversari che quindi reagiranno a mosse e contromosse offensive in maniera più lenta.

Qui vediamo come la OL stia andando a bloccare la zona destra del campo mentre il QB sta ancora facendo la sua lettura

A livello di schemi il gioco di Kelly è ricco di screen pass che permette guadagni anche solo modesti ma che impedisce al cronometro di fermarsi e quindi alla difesa avversaria di poter cambiare formazione e preprare contromisure adeguate. Per quanto riguarda il gioco di corsa gli Eagles sono soliti utilizzare schemi di zone blocking in cui la offensive line non solo si sposta in blocco verso una zona di campo ma che permette in ogni caso più letture. La offensive line infatti gioca il suo schema indipendentemente dal fatto che la corsa sia centrale, sia reverse o semplicemente sia a seguire. Ma questo discorso è espandibile. Più in generale la offensive line gioca il suo schema spesso indipendentemente dalla lettura che fara il QB. Questo da una parte rende più facile la vila degli OL e dall’altra rende meno intelleggibile il gioco offensivo da parte della difesa avversaria.

Altra caratteristica peculiare del football Kellyano è quella di sfruttare in ogni momento tutti e 11 i giocatori in campo. Anche nelle azioni di corsa ad esempio i ricevitori sono sempre impegnati nel bloccare i DB avversari. Questo può sembrare futile ma è la chiave di parecchie big play in cui safety o linebacker mancano il tackle decisivo nel secondo livello lanciando così il RB in campo aperto per grossi guadagni.

Per quanto riguarda il resto, be è solo football bellezza!

Communication Breakdown

Uno dei particolari sistemi di comunicazione utilizzato tra sideline e giocatori in no-huddle

Questo football così dinamico e sfrenato porta con sè dei problemi di comunicazione. Come comunicare efficacemente e velocemente gli schemi in modo da minimizzare il tempo tra una azione e l’altra? Kelly opta per una particolare tecnica di no-huddle. A differenza delle altre no-huddle intraviste in ambito pro (come Tom Brady e i suoi Patriots) negli Eagles non sempre è il QB a decidere in piena autonomia. Dalla sideline una squadra di coordinator comunica attraverso immagini o segni, dal significato ovviamente criptato, le indicazioni per le letture e gli schemi.

Ogni reparto legge il cartello (o i segni) dedicato e ottiene così le dovute indicazioni – senza dover comunicare verbalmente con nessuno – in maniera rapida. A seconda di queste indicazioni il QB dovrà poi leggere i mismatch o la migliore opzione, così come i ricevitori i quali hanno, all’interno dello stesso schema, più varianti di traccia.

Il Signalfan, uno dei sistemi di comunicazione della sideline Eagles. E’ un attrezzo inventato da un dentista 56enne per la squadra di softball che allenava nel tempo libero

Fast, More Fast, Faster

C’è una grossa differenza tra velocità e frenesia e sta tutto nel controllo. Il football di Kelly è up-tempo a 3 velocità ben distinte. La velocità più bassa riguarda solitamente situazioni di 3° down, azioni cruciali per il proseguo del drive. I giocatori guardano verso la sideline dove i coordinatori danno indicazioni (come già spiegato) attraverso cartelli o attraverso particolari gesti con le mani. La velocità intermedia riguarda situazioni standard in cui la difesa è ben organizzata e il QB chiama gli audible in autonomia senza consultarsi con la sideline. Mentre la velocità massima riguarda quelle situazioni in cui la difesa avversaria è palesemente in difficoltà o in ritardo di riorganizzazione. E’ la velocità di esecuzione più devastante e il marchio di fabbrica del football Kellyano.

Segni criptati dati dai coordinator. Un altro metodo per comunicare ai giocatori dalla sideline

We are not a Tim Tebow type of quarterback team

Da quando Chip Kelly è arrivato in NFL è inseguito dallo spettro del quarterback. All’inizio fu la lotta tra Vick e Foles, poi il Mariota-drama e per finire la questione Bradford/Tebow. Bisogna però iniziare sfatando più di qualche mito. Le squadre di Kelly sono sì QB friendly ma non girano assolutamente attorno al passing game. Ad Oregon solo 1/3 delle giocate era rivolta al passing game e anche gli Eagles sono una squadra che dà molto importanza al running game, dividendo in modo quasi esatto le portate – dimostrando come Kelly sappia almeno parzialmente adattarsi ad un contesto prettamente passing oriented. Non solo il QB non ha una importanza così centrale come si tende a credere ma paradossalmente il sistema è così QB friendly che non ha bisogno ad ogni costo di un top class. E quindi in ambito draft non ha nemmeno troppo senso cercare di svenarsi per un determinato QB per quanto adatto al sistema.

Con gli Eagles hanno ben figurato Vick, Foles e Sanchez (!) mentre in ambito NCAA con i Ducks sono scesi in campo ben nove quarterback (dal dual threat al QB da tasca) in 4 anni ben figurando. Dopo aver cambiato complessivamente 12 QB in 6 anni si può dire che Chip non si sia mai incaponito con un determinato giocatore. Ma vuole anche dire che sul fronte QB Kelly è alla costante ricerca di un figura che possa massimizzare il suo gioco.

“I look for a quarterback who can run and not a running back who can throw. I want a quarterback who can beat you with his arm”.

In questa offseason sono arrivati due nuovi QB alla sua corte. Sam Bradford e Tim Tebow. Sam Bradford non è il tipo di giocatore che pensi adatto a Kelly, soprattutto se accostato a Mariota, ma è una scelta che ha senso. Non è certamente un giocatore pericoloso correndo palla in mano ma in NFL Kelly ha giocato con un dual-threat meno di 1/4 delle partite totali (quelle disputate da Vick) e tenendo conto della sua proprensione all’adattabilità potrebbe aver cambiato direzione. Bradford dalla sua ha un rilascio molto veloce, un buon decision making e ha mostrato abilità a tenere vivo il gioco con una buona mobilità e un buon occhio per il campo.

Poi però qualche giorno fa Kelly smentisce tutto e da una possibilità ad un QB che ha caratteristiche completamente diverse, quel Tim Tebow che da due anni non calcava i palcoscenici NFL. Contratto non garantito al minimo veterani è una scommessa che ha un rapporto interesse/costo molto alto. Eppure qualche anno fa Kelly la pensava diversamente :

“We are not a Tim Tebow type of quarterback team. I am not going to run my quarterback 20 times on power runs.”

The fast-talking, blue collar New England ball buster and the tall, regal Samoan kid

Il QB prototipo di Kelly è alto e veloce, impara in fretta, ha un approccio alla partita poco emozionale ed è in grado di rilasciare la palla nel primo secondo e mezzo. Da questo punto di vista Marcus Mariota è la quintessenza. E’ alto (6’4) e veloce (4.5 nelle 40 yard), impara velocemente (ha conquistato il posto da starter da freshman nonostante la presenza del più esperto Bryan Bennet) è ben poco emozionale e ha un rilascio molto rapido.

Consiglio l’interessante lettura di “The Tao of Chip Kelly” di Mark Saltveit, acquistabile formato Kindle a pochi euro

Così nel 2013 scriveva Mark Salveit del rapporto tra Kelly e Mariota :

“They seem like an odd couple: the fast-talking, blue collar New England ball buster and the tall, regal Samoan kid with that casual confidence that Hawaiians call “local-boy style.” But underneath the surface differences, they share a rock-solid and hard-earned confidence, and they recognize it in each other. For Chip Kelly, one of the hardest parts of leaving the Ducks must have been giving up three years of coaching Marcus.
Whenever he does go pro, don’t be surprised if Kelly goes to great lengths to acquire him for the Eagles”.

E’ difficile prevedere le mosse di Kelly. La sua natura sfuggevole, la sua dinamicità e adattabilità di pensiero e il suo pensare sempre out of the box lo rendono un personaggio sfuggevole. Si può solo provare con gli elementi a disposizione a leggere e a contestualizzare le sue mosse con il senno di poi. E per quanto le sue mosse siano considerate coraggiose e folli alla fin fine seguono sempre un filo logico molto razionale. Ci sono elementi a sufficienza per credere che possa cercare di arrivare a Mariota come invece bypassarlo senza troppi rimorsi. Ai posteri l’ardua sentenza.

Big Balls Chip

“De’Anthony’s pretty good. D’Angelo’s is a great restaurant back East. They sell great subs.”  On a reporter’s mispronunciation of De’Anthony Thomas.

Kelly è anche una figura estremamente interessante. Nel suo piccolo, nel suo approccio al football ha già vinto anche se non dovesse mai conquistare risultati di grande pregio. E’ riuscito non solo a portare una ventata di aria fresca nel paronama dei coach NFL ma è riuscito a costruire un sistema altamente spettacolare. Il suo modo di innovare le pratiche di allenamento, la sua visione del gioco, e l’approccio al mondo dell’applicazione scientifica non solo sono originali ma vengono replicati dalle altre franchigie NFL. C’è una schiera di professionisti che in passato ha lavorato con Kelly che sono stati assunti dalle squadre per implementare alcune tecniche e per portare all’interno parte della filosofia Kellyana.

[Conferenza stampa post vittoria del PAC-12 Championship 2011, il moderatore chiede a Kelly di fare una dichiarazione di apertura e Chip risponde con tutto il suo umorismo che racchiude benissimo il personaggio : “Opening statements? Is this a debate? LaMichael: Thermonuclear war. Are you for it or against it?”]

Kelly è uno showman involontario, è un goffo signore di mezza età del New England cresciuto a football e pesca, ed è una figura che mancava come il pane in questo pazzo mondo NFL. Benvenuti nel mondo di Chip Kelly.

Manuel Tracia