NFL Draft 2015: Seattle Seahawks recap

Seattle, vicecampione in carica e miglior squadra NFC nel 2014, doveva far fronte alle necessità della offseason con un ulteriore handicap: la perdita della prima scelta al Draft per l’acquisizione del tight end Jimmy Graham da New Orleans. Quest’ultimo arrivo ha posticipato la necessità di un ricevitore per Seattle, che rimaneva bisognosa sulla linea offensiva, su quella difensiva ed in secondaria. Riassumiamo brevemente l’andamento di questo draft per i Seahawks:

 

Round 2, Pick 31 (63) Frank Clark DE 6’3″ 271 Michigan

Cosa poteva chiedere di meglio zio Pete di un talentuoso “pezzodimm” (passateci l’eufemismo) da sbozzare e rendere adatto al professionismo? Così quello che alcuni scouter definiscono “ultratalentuoso” ma che fuori dal campo sembra essere uno completamente fuori di testa. Scaricato a novembre da Michigan per le accuse di violenza domestica, ultima di una serie di minchiate combinate nel campus di una università dove il football è poco meno sacro dei crocifissi. SOLB o DE, rimane un giocatore estremamente atletico, come piacciono a Carroll, e potente, che se sistemato, diventerà uno di quelli che contribuiranno sostanziosamente alla causa. Ma quel “SE” non è trascurabile.

 

Round 3, Pick 5 (69) (from Redskins) Tyler Lockett WR 5’10” 182 Kansas St.

Sottodimensionato e versatile WR che, tanto per cambiare, sembra perfetto per l’attacco svelto di Seattle, e come avanzo, è anche un eccellente punt returner. Le analisi lette in giro, specialmente quelle negative, non trovano motivazione alla trade che ha spedito ben quattro scelte a Washington (#95, #112, #167 e #181) per un receiver scelto prima di Jaelen Strong e Rashad Greene, ma penso che nell’economia dei Seahawks questa pick sia particolarmente soddisfacente e va in linea con tutte le buone prese dei primi quattro giri. A mio modesto giudizio, anche questa pick si può ritenere positiva e nel giro dei primi due giorni, colma la need al ruolo.

 

Round 4, Pick 31 (130) Terry Poole OG 6’5″ 307 San Diego St.

Arriva la prima linea offensiva per Seattle con le pick del quarto giro, con Poole che è in grado di giocare tackle o guardia (versatilità, parola già sentita) ed aggiunge subio profondità all’area. Atletico come dimostrato nelle prove sulle 40 yard e nel salto da fermo, ma forse non abbastanza per finire a sinistra. Ha come neo le braccia non particolarmente lunghe (33 1/4) che potrebbero rendere il suo sviluppo verso l’esterno un po’ più laborioso. Run blocker affidabile con buon controllo del corpo, una presa sicura, e si spera starter nel giro di un paio di anni, quando alcuni contratti troppo pesanti potrebbero non essere più sostenibili.

 

Round 4, Pick 35 (134) (compensatory selection) Mark Glowinski OG 6’4″ 307 West Virginia

Glowinski chiude l’accoppiata di lineman offensivi che Seattle seleziona al quarto giro, anch’esso con una esplosività non indifferente. Un giocatore di cui si è parlato relativamente poco, ma che aggiunge quella importante profondità che Seattle cercava sulla linea. Lo sviluppo rimane comunque una sorta di punto interrogativo, perchè ha giocato una vita come guardia, passando per necessità tackle, ruolo che ancora non maneggia con serenità pur avendone i piedi. Affezionato della sala pesi (vedi combine), viene indicato come uno a cui piace molto la competizione. Seattle On My Mind.

 

Round 5, Pick 34 (170) (compensatory selection) Tye Smith CB 6’0″ 195 Towson

Carroll avrà il suo bel pezzo di creta da modellare, si chiama Tye Smith, viene da Towson, è alto ed atletico, può fare lo slot-corner. Le sue qualità sono innegabili anche come attenzione, decisione, e gli scouter riportano (tanto per cambiare?) la competitività, l’etica lavorativa e tutto quello che serve ai giocatori per essere definiti “affamati”, che è poi quello che serve ad una squadra che ha fatto due Super Bowl in due anni.

 

Round 6, Pick 33 (209) (compensatory selection) Obum Gwacham DE 6’5″ 246 Oregon St.

Scommessona di Seattle su un giocatore che ha iniziato a giocare “dall’altra parte della palla” solo da un anno. Qualità atletiche innegabili che non si riducono alle buone 40 yard e salto da fermo alla combine ma che hanno radici nelle ottime prove da atleta in pista ad Oregon State. Ammanca di tutto il resto nella misura necessaria a giocare in NFL, ergo è da costruire quasi da zero, ma se il gioco di prestigio riesce, sarà stato un affare. Se non riesce… quanti tardi sesti giri finiscono nel bidone ogni anno?

 

Round 6, Pick 38 (214) (compensatory selection) Kristjan Sokoli DE/DT 6’5″ 300 Buffalo

Nativo dell’Albania, è stato versatile giocatore di High School riconvertito a NT anche se più adatto al 5-tech DE, e le prove fisiche che vengono riportate dicono che è un giocatore esplosivo e dalla forza non indifferente. Si tratta però di un prospetto senza attuali grosse qualità tecniche, che manca di un primo passo bruciante e che non ha mezzi affinati per liberarsi della morsa della linea offensiva

 

Round 7, Pick 31 (248) Ryan Murphy DB 6’3″ 214 Oregon St.

Casa e bottega per la safety Ryan Murphy, originario della California, che pare abbia mostrato abilità sulla palla (sette intercetti in carriera) ed un fisico assolutamente prototipale per il ruolo. Come giudicare la presa? Boh… non ne ho la più pallida idea, bisognerà andarsi a vedere qualche filmato, ma conoscendo il naso di zio Pete per i defensive back, non direi mai nulla di negativo a priori!

 

Concludendo, i problemi sulla carta sono stati risolti piuttosto bene, anche se forse un WR che rompesse con la taglia standard di Seattle non sarebbe stato male (ovviamente c’è Graham, ma c’è solo lui per ora). Rimangono alcuni dubbi sul Centro, dopo la trade che ha portato Max Unger ai Saints, e sui cornerback, dato che Seattle ha evitato di partecipare alla rissa che tutti gli anni si è scatenata sul ruolo, preferendo scegliere con calma un progetto al tardo quinto round.

Un Draft a mio avviso complessivamente buono, forse non buonissimo, ma i Seahawks sembrano aver trovato diversi giocatori che hanno le caratteristiche fisiche e, soprattutto, mentali, per sopravvivere un quella gabbia di belve che è Seattle in questi ultimi anni. Non mi avventuro in voti definitivi, specialmente perchè per farli occorrerebbe aver quantomeno ascoltato un po’ delle interviste che i ragazzi hanno “subito” dalla franchigia, mi limito ad apprezzare il draft fatto su nel nordovest, alla ricerca del terzo Super Bowl in tre anni.