NFL Draft 2015: St. Louis Rams recap

Il draft 2015 targato Rams, può essere considerato, a torto o a ragione, CONTROVERSO.
Di fronte a dubbi e perplessità degli analisti NFL, fanno contrapposizione infatti le speranze e le sensazioni positive di quasi tutto il mondo blu-oro, quello dei tifosi compreso.

Per il secondo anno consecutivo, Fisher e Snead hanno optato, per un BPA (Best Player Available) draft, creando allarmismo soprattutto in chi sperava e si aspettava scelte atte a rinforzare il reparto più debole di tutta la franchigia, ovvero quello della Linea Offensiva.

Lo scorso anno il GM e l’HC, dopo la 2a assoluta spesa per il LT Greg Robinson da Auburn, decisero di bypassare il bisogno di chiamare un back difensivo di alte aspettative, buttandosi alla 13esima su Aaron Donald, DT di PIT, talento dichiaratamente emergente. Mai scelta fu più azzeccata, anche se a causa di quest’ultima, il duo fu costretto a correre ai ripari con chiamate multiple nel reparto CB-S nei rounds a seguire, nella speranza di ritrovarsi a roster giocatori positivi da inserire nella depth chart che facessero alla bisogna. La storia gli ha dato ragione, perchè grazie ad un ottimo DC (Greg Williams) ed ad alcuni UDFA (Undrafted Free Agent), il back difensivo dei Rams, ha svolto più che egregiamente il proprio lavoro in stagione, facendo dimenticare a tutti, le perplessità nate dopo il draft in cui si rimproverava alla squadra di non aver puntato forte su CB e S di sicuro avvenire nelle primissime picks a discapito di Donald.

Quest’anno siamo stati testimoni della stessa scelta e con la chiamata n° 10 assoluta, il binomio a capo del draft Rams, ha nominato Todd Gurley, RB da Georgia considerato un assoluto fenomeno, ma poco confacente ai bisogni immediati della squadra. L’infortunio patito dal ragazzo nativo di Baltimora, rottura del crociato anteriore del ginocchio sinistro, patito a Novembre 2014 contro Auburn, non ha fermato Fisher e Snead dallo scommetterci. Neppure un backfield di RBs piu’ che sufficiente ha convinto i due a ricercare come primo obbiettivo, giocatori di linea offensiva, anzichè il ragazzo, 2° solamente ad un certo Herschel Walker (stella che in seguito sarebbe entrata nella HoF NFL) , per quanto riguarda l’aver superato le 1000 yards corse, al primo anno nell’Universita’ di appartenenza. Va da se, che la chiamata non ha reso felici i RBs Rams a roster Tre Mason e Zac Stacy (Watt e Cunningham, sono le risrerve e quindi hanno poca voce in capitolo) che più o meno velatamente hanno mostrato la propria contrarietà alle scelte dei dirigenti. Addirittura il ragazzo da Vanderbilt (Stacy) ha espressamente chiesto di essere tradato ed è stato immediatamente accontentato dal coaching staff (direzione NY, sponda Jet’s), dimostratosi quanto mai celere nell’esaudire i desideri di chi non si è dimostrato disposto ad accettare le regole di una sana e leale concorrenza sportiva.

Soltanto al 2° giro, con la chiamata #57, i Rams hanno messo sotto contratto (ufficiosamente perchè la cosa avverrà solamente tra un mesetto circa e solamente se la franchigia si riterrà soddisfatta), un OLM. Si tratta di Rob Havenstein da Winsconsin, giocatore draftato per essere impiegato da guardia destra, ruolo che ha ricoperto in tutte e 4 le stagioni NCAA. Alla #79 è stato draftato Jamon Brown, Guardia da Louisville, a dimostrazione che le scelte dovute, prima o poi arrivano. Una quarta scelta usata per l’ennesimo QB che non lascerà grandi ricordi a STL (si, mi assumo tutte le responsabilità) tale Sean Mannion da Oregon State, e i Rams si sono rituffati alla ricerca di uomini da trincea offensiva con la quinta chiamata a nome di Andrew Donnel, Tackle offensivo da Iowa. Una boccata d’ossigeno al 6° giro ha permesso a Fisher e Snead di chiamare il WR Bud Sasser, dall’università di casa, quella del Missouri, prima di rituffarsi nella ricerca spasmodica e compulsiva di un’altra Guardia, quel Cody Wichmann da Fresno State che chiude il cerchio delle scelte di uomini di linea offensiva.

Bryce Hager, LB da Baylor ed il DE Martin Ifedi da Memphis, entrambi scelti al 7° round, fanno calare il sipario su un draft per molti versi controverso, data la volontà di scegliere un giocatore di sicuro talento, ma di non strettissima necessità, al posto di un giocatore veramente necessario, anche se con meno talento. La domanda dunque è se i Rams, riusciranno a presentare per l’open stagionale, una OLM degna di questo nome. Con i giocatori a roster, adesso sono 2 i ragazzi che provenienti dal college, dovrebbero giocare come starters. E non è un segreto che a STL, molti sperino che Joe Barksdale, (RT/RG diventato FA a fine stagione, ma non ancora accasatosi da altre parti) torni a vestire l’uniforme blu-oro. A quel punto, ci sarebbe la possibilità di scegliere un rookie starter tra almeno 4/5 pretendenti e la cosa assumerebbe toni diversi.

Le scelte dello scorso anno, in linea programmatica con quelle di quest’anno, si sono dimostrate azzeccate. Quello che a Rams Park, tutti si aspettano e sperano è quindi che la storia si ripeta. Ed a noi umili tifosi d’oltreoceano non resta che adegurarsi. Oltre ovviamente ad augurarVi … dei buoni O.T.A (Organized Team Activities) a tutti.

 

– Joe Risco –