Le interviste di IPFN: Wes Hodkiewicz, Green Bay Press-Gazette

Nelle ultime settimane IPFN, il podcast italiano dedicato ai Green Bay Packers, ha intervistato tre giornalisti americani che seguono molto da vicino la squadra: Brian Carriveau di 247sports e Railbird Central; Bill Johnson di ESPN Milwaukee e Green & Gold Today; Wes Hodkiewicz della Green Bay Press-Gazette e di PackersNews.

Essendo le interviste in inglese, abbiamo pensato di proporre anche una versione scritta, in italiano, delle loro risposte.

Dopo le interviste a Brian Carriveau e Bill Johnson, è ora il turno di quella a Wes Hodkiewicz della Green Bay Press-Gazette.

Ciao Wes, grazie per aver accettato il nostro invito! Gli OTAs sono oramai agli sgoccioli, e tu hai avuto modo di vedere tutti i tre allenamenti pubblici delle ultime tre settimane. Ovviamente quello degli OTAs non è vero football, senza armature e senza contatti, ma sei ugualmente riuscito a ricavare qualche indicazione interessante finora?

La cosa più interessante di questo periodo dell’anno è vedere tutti i nuovi giocatori, i rookies e gli eventuali free-agents, assieme ai veterani, e farsi quindi una prima idea della nuova squadra e del modo in cui si amalgamerà il gruppo. E’ sempre interessante vedere Aaron Rodgers lanciare verso un undrafted rookie, per esempio. Per una squadra come Green Bay, che non fa ricorso alla free agency ma punta molto sul draft & develop, è ancora più interessante questo primo contatto tra rookies e veterani. Anche senza armature e senza contatti poi, ci si può fare un’idea di come i nuovi giocatori staranno in campo, e si può vedere da vicino il loro atletismo, quindi è comunque una parte della preparazione decisamente interessante.

Parlando proprio di atletismo, la prima domanda allora adesso non può che essere dedicata a Jeff Janis: è davvero così bravo?

Sì, è davvero un grandissimo atleta. Già lo scorso anno Ted Thompson dopo averlo scelto al Draft ha detto che uno dei motivi principali per il quale era stato draftato era proprio per le sue grandi prestazioni atletiche alla Combine dello scorso anno di Indianapolis, dove era stato uno dei migliori tra i ricevitori. Ovviamente è ancora abbastanza acerbo, venendo da un college piccolo e non blasonato, ma ha un grandissimo potenziale. Qui a Green Bay peraltro è diventato uno dei preferiti dai tifosi fin da subito. E’ originario del Michigan, quindi qui vicino, ed è fin da subito piaciuto a tutti. Ma non sono solo i tifosi ad aspettarsi molto da Janis quest’anno, anche i Packers sono stati molto pazienti con lui lo scorso anno, e quest’anno si aspettano un deciso salto da parte sua. Lo scorso anno, dopo aver impressionato in pre-season, non è stato molto coinvolto nè nell’attacco nè negli special teams, ma quest’anno c’è sicuramente da aspettarsi buone cose da lui, e con un anno di esperienza in più credo ci si possa davvero aspettare diventi un ottimo giocatore per i Packers, anche in una posizione molto profonda come quella di WR.

Viene preferito anche a Jared Abbrederis, il ragazzo di casa?

Diciamo che sono l’1a e l’1b, sono entrambi amatissimi! Jared è nato a due ore da Green Bay, ha vinto uno State Championship in high school, l’unico nella storia della sua scuola, poi è rimasto in Wisconsin anche al college, giocando nei Badgers come walk-on (pagandosi quindi l’iscrizione, non essendo assegnatario di borsa di studio, ndr). La cosa divertente di Jared è che quando stava finalmente per ottenere la sua borsa di studio dai Badgers, è arrivato Russell Wilson e non gliel’hanno più potuta dare. Diciamo che nulla è stato facile per lui finora, ed anche adesso dovrà faticare parecchio per recuperare il tempo perduto a causa dell’infortunio. Tutti fanno il tifo per lui qui, e lo si sente anche durante gli allenamenti aperti al pubblico, quando ogni volta che riceve un pallone partono gli applausi da parte dei tifosi. Non sarà facile, con la qualità e la quantità presenti nel reparto dei WR, ma sono decisamente tutti dalla sua parte.

Parlando dei WR infatti, dietro Nelson, Cobb, Adams e il rookie Montgomery, poi ci sono Janis ed Abbrederis. Credi i Packers terranno sei ricevitori a roster?

Sì credo sia abbastanza probabile. Montgomery, che tra l’altro non ha ancora completato l’università a Stanford e quindi non ha partecipato agli OTAs, è un WR ibrido che può giocare anche nel backfield, come Cobb, e sarà molto utile sui ritorni, aspetto in cui i Packers devono migliorare parecchio. Lui è stato scelto al terzo giro quindi entrerà quasi sicuramente nei 53, ma se Janis e Abbrederis si comporteranno bene nel training camp non vedo un motivo per cui i Packers non li tengano entrambi. Anche nel 2012 c’erano sei WR nei 53, quando si era deciso di tenere come sesto Boykin. Quindi è definitivamente una possibilità concreta.

Tra i rookies, chi pensi abbia impressionato maggiormente finora negli OTAs?

Direi Quinten Rollins, decisamente. Nei tre allenamenti che abbiamo potuto vedere, sono rimasto molto impressionato dalle sue qualità. E’ un grande atleta. Bisogna ricordare che ha giocato a basket per quattro anni al college, passando al football solo all’ultimo anno, ed è diventato un second rounder. Dopo il draft nel fare gli articoli sui giocatori scelti dai Packers abbiamo parlato coi suoi coach del college, e ci hanno detto che gran parte di ciò che è riuscito a fare lo scorso anno era basato soprattutto sul suo atletismo. Quando imparerà tutta la tecnica del ruolo di CB, c’è davvero la possibilità che possa diventare un giocatore speciale. E’ decisamente quello che mi ha impressionato di più finora. Finora abbiamo potuto vedere poco la prima scelta Demarious Randall dato che nelle prime settimane era stato costretto a restare fermo per via di un leggero problema alla gamba, ma adesso è tornato ad allenarsi e sarà interessante vedere come prenderà forma la secondaria dei Packers quest’anno. Con Hayward fermo sino al training camp per un problema al piede, il coaching staff sta provando e proverà Randall e Rollins sia come CB esterni che come slot-CB nella nickel o nella dime defense.

A questo proposito, credi che sarà Casey Hayward il CB esterno titolare a Chicago in Week 1?

Credo di sì, ma diventa più difficile per lui, essendo costretto a perdere del tempo adesso per via di un altro infortunio. Due anni fa una settimana prima dell’inizio del training camp ha patito una hamstring injury che si è portato dietro per tutta la stagione, finendo poi per giocare solo tre partite. Questo ovviamente è un infortunio più leggero, almeno stando a quanto dichiarato finora, e dovrebbe essere tutto superato in tempo per l’inizio del training camp, ma dovendo spostarsi all’esterno gli avrebbe sicuramente giovato qualche snap in più prima del training camp. La sua assenza dà la possibilità agli altri CB, come Hyde e Goodson oltre naturalmente ai rookies, di farsi notare. Hayward è un ottimo giocatore, sembra essere una calamita per il pallone e quindi credo che alla fine sarà lui il CB esterno titolare, ma di sicuro questo infortunio un po’ lo danneggia.

Restando ai defensive backs, poi, c’è anche Sean Richardson che quest’anno dovrebbe avere maggior spazio e magari giocare anche qualche snap come ILB.

Sì anche lui è un giovane ottimo giocatore, ed era compagno di squadra di Hayward a Vanderbilt. Una delle prime cose che mi ha detto Casey era proprio di prestare attenzione a Richardson. E’ 6’2” per 218 pounds (1,88 per 99kg, ndr) ed al college non ha giocato da safety tradizionale. Per come è costruito il suo fisico non è una safety pura, è a metà tra safety e linebacker e può decisamente giocare come difensore nel box e come linebacker ibrido. I Packers puntano molto su di lui dato che hanno deciso di pareggiare l’importante offerta di 2.5 milioni di dollari di Oakland durante la offseason pur di trattenerlo. Oltre che per l’importanza che può avere in certi pacchetti difensivi, i Packers lo vedono anche come un ottimo giocatore su cui migliorare gli Special Teams.

Anche perchè è difficile essere peggio degli Special Teams dello scorso anno!

Decisamente, è stato proprio un brutto anno da quel punto di vista! Hanno fatto un sacco di cambiamenti quest’anno. C’è un nuovo coordinatore, e molti dei giocatori che componevano gli special teams lo scorso anno non ci sono più. Scegliendo di trattenere Richardson a quelle cifre, è evidente che pensano possa essere uno dei giocatori-chiave per la rifondazione degli special teams.

Parlando di Special Teams, il nuovo coordinatore è Ron Zook. Quali saranno le principali differenze secondo te rispetto allo scorso anno, per quanto riguarda l’approccio ed il modo in cui verranno allenati agli special teams?

Ne ho parlato di recente con Nate Palmer, linebacker che sta effettuando la transizione da OLB a ILB e che è stato reclutato al college proprio da Ron Zook quando era capo allenatore di Illinois. Quello che mi ha detto Palmer è che Zook è la stessa persona energica e dinamica che era al college. Trasmette entusiasmo a tutti anche durante le interviste, e credo che ai Packers gioverà molto questo nuovo approccio. C’è una nuova attenzione ai dettagli che forse l’anno scorso non c’era. Parlando degli special teams dello scorso anno, staff e giocatori sono convinti che siano state giusto 12 giocate lo scorso anno ad affossare gli special teams. Il maggior compito di Zook non sarà quello di effettuare molti cambiamenti quindi, ma di cercare di puntare sui fondamentali e su alcune cose su cui forse lo scorso anno non si è insistito a dovere. I suoi metodi di allenamento riflettono la sua personalità, sono quindi allenamenti molto concentrati, veloci, energici. Nei meeting degli special teams poi da quest’anno c’è anche Mike McCarthy, che ha deciso da quest’anno di passare meno tempo con l’attacco e più tempo con difesa e special teams, quindi sostanzialmente anche l’head coach quest’anno è un assistant coach per quanto riguarda gli special teams. Hanno fatto molto finora insomma per voltare pagina negli special teams, dai cambiamenti nel coaching staff alla scelta dei giocatori nel draft.

Ti piace la scelta di McCarthy di abbandonare le sue funzioni di play-caller, diventando quindi un head coach più tradizionale?

Sì, decisamente. Oramai sono pochi nella NFL gli head coach che chiamano anche i giochi in attacco o in difesa. E’ più importante per un coach avere una visione d’insieme, ed è probabilmente quello che è mancato ai Packers lo scorso anno, per esempio a Seattle. L’altro motivo per cui mi piace questa scelta è per il fatto che Aaron Rodgers, due volte MVP della Lega, è nove anni che è in questo sistema e lo conosce alla perfezione. Due settimane fa Alex Van Pelt, il quarterbacks’ coach (e da quest’anno anche coach dei ricevitori, ndr) mi ha detto che già in passato c’erano diverse situazioni in cui per larghi tratti di partita era proprio Aaron a gestire da solo l’attacco nella no-huddle offense. Rodgers e Tom Clements hanno quindi una conoscenza totale del sistema di McCarthy, quindi il cambiamento non sarà comunque radicale.

Tra l’altro l’unica volta in cui Aaron Rodgers ha ufficialmente chiamato gli schemi dell’attacco è stato nel 2011, quando in Week 17 Matt Flynn ha giocato da titolare lanciando per 480 yards e 6 TD, quindi probabilmente è bravo anche come play-caller!

Sì, ero al Lambeau durante quella partita, ed è stata una grande performance. Esperienze come quella del 2011 fanno capire quanto Rodgers abbia imparato alla perfezione questo attacco e riesca a gestirlo anche da solo. Allo stesso modo finora Tom Clements ha chiamato gli schemi offensivi ogni anno nell’ultima di pre-season, quindi McCarthy nel corso del tempo ha fatto sì che sia Rodgers che Clements imparassero alla perfezione il suo sistema offensivo. Bill Belichick commentando all’Owners Meeting di quest’anno i cambiamenti al coaching staff dei Packers ha proprio detto che se Mike ha optato per questa scelta non bisogna assolutamente metterne in dubbio la validità dato che è uno dei migliori coach della Lega, sa quello che fa, e sa che questa scelta renderà la squadra migliore.

Un’altra cosa che renderà la squadra migliore, è una partenza veloce in regular season, evitando l’ennesima partenza con un record di 1-2 dopo tre partite. McCarthy ha parlato della necessità di partire meglio in stagione proprio ieri, ma non ha svelato nello specifico che cosa cambierà nella preparazione da qui a Week 1. Secondo te che cosa cambierà?

Ottima domanda, ed effettivamente ce lo stiamo chiedendo tutti che cosa faranno diversamente quest’anno rispetto al passato per poter essere maggiormente in forma fin dalla prima partita. Questo è un aspetto che è stato enfatizzato molto quest’anno, e me lo ha confermato anche John Kuhn qualche giorno fa quando mi ha detto che fin dal primo meeting di questa offseason il focus è stato principalmente questo in ogni aspetto della preparazione. I Packers fin dall’anno scorso hanno un approccio completamente nuovo per quanto riguarda la preparazione fisico-atletica dei giocatori, facendo moltissima attenzione all’aspetto nutrizionale e più in generale alla “sports science”. Ed i risultati si sono visti già lo scorso anno con pochissimi infortuni dopo anni in cui la IR era costantemente piena. Ancora non sappiamo che cosa faranno di diverso dal passato, e sarà molto interessante scoprirlo. Personalmente credo che le partenze lente del passato siano anche dovute alla qualità degli avversari affrontati, ma allo stesso tempo stanno cercando di costruire il più possibile ora per essere già a buon punto con la costruzione della squadra all’inizio del training camp. Sarà interessante vedere per esempio se si sceglierà di far giocare un po’ di più i titolari ed in generale i veterani nelle partite di pre-season, per mantenere più alto il ritmo ed il livello di competizione. Dalle parole di McCarthy, ma non solo dalle sue, si capisce come davvero quest’anno vogliano iniziare subito al massimo anzichè trovare il giusto ritmo nel corso della stagione come avvenuto finora.

A proposito di questo, davvero B.J. Raji ha fatto yoga nel corso della off-season?!?

Ahah sì questa è una storia divertente che ho scritto. Ho parlato con lui dopo la prima settimana di OTAs, ed ho trovato molto interessante il fatto che Raji guardasse all’infortunio che lo ha tenuto fermo per tutto il 2014 non come ad un evento casuale, ma causato da anni di sforzi. Appena ha potuto, dopo l’operazione, è andato al Centro di Yoga che frequenta e che si trova a un quarto d’ora da qui con lo scopo di aumentare la sua flessibilità e fare di tutto non solo per prevenire gli infortuni aumentando la flessibilità del corpo, ma anche per “curare” il proprio fisico dopo anni di collisioni. E questa è la direzione in cui stanno andando molti altri giocatori dei Packers. Raji pensa che questo nuovo approccio nel corso della offseason gli consentirà di tornare ai livelli del 2010.

 

Un’altra battaglia interessante sarà quella per il ruolo di terzo RB a roster dietro Lacy e Starks. La storia di John Crockett per esempio è particolarmente interessante.

Sì se guardiamo agli undrafted free-agents che hanno avuto successo a Green Bay, molti di loro sono giocatori che erano stati reclutati per college importanti in Division I ma che poi per diversi motivi, famigliari, caratteriali o scolastici, finivano in college minori. John Crockett è uno di questi. Inizialmente doveva andare a Michigan State ma per problemi scolastici è finito per andare a North Dakota State, dove ha avuto una carriera incredibilmente produttiva con tre anni consecutivi con più di mille yards corse nonstante sia diventato il RB titolare solamente nell’anno da senior. Guardando al roster, la posizione dove c’è maggior possibilità per un undrafted di entrare nel roster è proprio quella di RB. I Packers hanno scelto di non rifirmare Dujuan Harris, e Crockett dovrà battere la concorrenza di Rajon Neal, che torna dopo una preseason in cui aveva fatto molto bene prima dell’infortunio al ginocchio, e di Alonzo Harris, un RB grosso e potente molto simile ad Eddie Lacy. Sarà sicuramente una competizione interessante. Crockett sembra avere tutto ciò che serve nella posizione di RB: è estremamente tenace, motivo per il quale si è guadagnato il soprannome di “Taz”, lotta sempre per quella yard in più, non molla mai. Negli OTAs ovviamente abbiamo potuto vedere molto poco, ma parlandoci un po’ negli spogliatoi ho notato la sua personalità esuberante, e sarà interessante seguire i suoi progressi quest’estate. La posizione di terzo RB è sempre stata importante per i Packers, e con Starks all’ultimo anno di contratto diventerà ancora più importante. Senza contare che si lavora sempre costantemente per trovare il “diamante grezzo” che possa fare la differenza in attacco.

Chi, tra i veterani, rischia di perdere il posto in squadra secondo te?

Penso sarà un anno importante per Kuhn. E’ stato importantissimo per la squadra negli ultimi dieci anni ma a breve compirà 33 anni ed ha rifirmato quest’anno per un solo anno con un contratto molto favorevole ai Packers, che possono sostanzialmente tagliarlo senza grosse ripercussioni sul salary cap. Dovrà darsi da fare per battere la concorrenza di Ripkowski, un ragazzo da Oklahoma che ha dichiarato di essere cresciuto proprio guardando John Kuhn. Sarà interessante vedere che cosa succederà da questo punto di vista, dato che solitamente i Packers non tengono a roster più di un fullback.

Noi in realtà avevamo parlato proprio di Ripkowski prima del draft, e pensavamo potesse essere l’erede perfetto di John Kuhn, quindi eravamo molto orgogliosi di noi stessi quando è stato effettivamente scelto da Ted Thompson!

L’avete chiamata! E’ 6’1” per 250 pounds, quindi leggermente più alto di Kuhn, e fisicamente da quel che ho potuto vedere finora è notevole. Con Kuhn che ha saltato gli OTAs la scorsa settimana per partecipare al Broadcasting Bootcamp della NFL, Ripkowski ha giocato tutti gli snap con l’attacco titolare. Per lui sarà importante cercare di lasciare fin da subito il segno.

Adesso è arrivato il momento del minicamp. Gli allenamenti saranno uguali a quanto visto finora negli OTAs?

In campo non so se ci sarà qualcosa di diverso, almeno per quanto riguarda la parte aperta al pubblico. Di sicuro il focus sarà sempre quello di puntare ad una partenza veloce, come dicevamo prima, e per fare questo McCarthy vuole mantenere sempre alta la tensione e l’attenzione dei giocatori. Probabilmente vedremo più tempo riservato agli 11 contro 11, più competizioni, per vedere chi riuscirà a farsi maggiormente notare prima della pausa estiva.

A proposito del farsi notare infatti, ogni anno uno o due undrafted rookie riescono contro tutti i pronostici ad impressionare così tanto da essere inseriti nei 53.

Un paio di mesi fa ho scritto un articolo su questo. Ogni anno da quando c’è McCarthy almeno un undrafted rookie è entrato nel 53-man roster. Negli ultimi quattro anni invece sono addirittura 13, se non sbaglio. E’ proprio questo il periodo in cui questi ragazzi devono cominciare a farsi notare. Prendiamo ad esempio Mitchell Henry, TE undrafted da Western Kentucky che nell’ultimo allenamento nel 2-minutes drill con Tolzien come QB ha fatto uno strepitoso TD a tempo scaduto saltando sopra due difensori. Sono queste le giocate da fare, una dietro l’altra, per farsi notare. Questi ragazzi devono dimostrare quel che hanno.

Come ti è sembrato Rodgers finora? E’ tornato al 100% dopo l’infortunio o dobbiamo essere preoccupati?

Sì ha recuperato al 100% ma in un certo senso non bisogna stare tranquilli. Ha 31 anni, ed in ogni sport come sappiamo con l’avanzare dell’età il corpo reagisce in maniera diversa agli acciacchi ed agli infortuni. Anche Rodgers in offseason fa yoga per mantenere la flessibilità e consentire al fisico di recuperare dopo un anno di football. Qualche tempo fa ci ha detto che ritornare in forma durante la offseason adesso è più difficile di quando aveva 26 anni, per esempio, ma allo stesso tempo crede di riuscire a continuare per altri 7-8 anni. Finora in allenamento è stato fantastico, e l’infortunio sembra recuperato al 100%.

Magari quest’anno poi dovrebbe provare a correre meno rischi e liberarsi del pallone prima. Quando si è infortunato a Tampa Bay lo scorso anno stava proprio cercando di estendere l’azione, quando avrebbe tranquillamente potuto evitare di correre dei rischi liberandosi del pallone. Anche perchè alla fine si trattava di Tampa Bay, che in un modo o nell’altro alla fine avremmo battuto!

Sì, fa quasi ridere pensare che i Packers siano passati da un Brett Favre che si liberava sempre del pallone in un modo o nell’altro, e a volte erano TD ed altre degli intercetti, per arrivare invece ad un Rodgers che fa sempre di tutto per non provocare un turnover, e spesso pur di non sparacchiare il pallone lo trattiene un po’ di più del necessario.

Questo suo trattenere troppo il pallone poi probabilmente è stato il suo unico problema, finora, dato che sono arrivati dei fumbles spesso evitabili.

Sì, se non erro lo scorso anno ha avuto il career-high in quanto a fumble. Se non lanci intercetti ovviamente il passer rating resta alto, ma se guardiamo ad un QB come Jay Cutler, lo scorso anno ha avuto il rating più alto della sua carriera ma avuto un sacco di brutti turnover ed un sacco di brutti fumble trasformatisi in grosse occasioni per gli avversari. Effettivamente sì, forse si potrebbe dire che Rodgers dovrebbe trattenere meno il pallone di tanto in tanto provando maggiormente a creare occasioni, ma alla fine probabilmente è semplicemente il suo modo di giocare. Di certo col passare del tempo Rodgers non avrà più la mobilità che ha adesso e quindi dovrà liberarsi del pallone prima.

Da poche ore Matt Flynn ha firmato per i Patriots. Che cosa ne pensi?

Già da tempo dopo la sospensione di quattro partite di Brady, si parlava del fatto che i Patriots potessero essere interessati ad un veterano da affiancare a Garoppolo, e Flynn era il candidato ideale in questo senso. Per quanto riguarda la mia opinione su Flynn poi, sinceramente già lo scorso anno pensavo che fosse Scott Tolzien a meritare maggiormente il ruolo di backup per come aveva giocato in pre-season ed in training camp. Flynn ovviamente aveva più esperienza e maggiore controllo e conoscenza dell’attacco, ma aveva anche diversi limiti fisici, per esempio nella potenza del braccio, molto evidenti lo scorso anno durante il training camp e la pre-season. Vedremo come andrà per Flynn ai Patriots, ovviamente gli auguro il meglio, ma allo stesso tempo penso che i Packers abbiano fatto bene ad andare in un’altra direzione. Tolzien finora sta avendo una ottima offseason, ha fatto dei grandi lanci in allenamento. Ha cambiato la sua throwing motion ed il modo in cui usa i piedi, ed è migliorato parecchio. Con Tolzien e l’aggiunta di Brett Hundley quest’anno la QB-room comunque penso sia decisamente migliorata.

Passando ad aspetti che poco hanno a che vedere col football giocato, ci hai detto prima di iniziare a registrare di essere nato e cresciuto a Green Bay. Ovviamente sappiamo, o possiamo immaginare, come sia la vita a Green Bay durante la stagione NFL, quindi da agosto a dicembre/gennaio. Ma com’è vivere a Green Bay nel restante periodo dell’anno?

Nonostante non si giochi in questo periodo, è sempre football season qui a Green Bay! Tutti vivono e respirano football durante tutto l’anno, e ci sono persone che chiamano i propri figli Aaron o Brett! Come sapete molto bene, Green Bay è la città più piccola della NFL, la squadra è qui da sempre, da quasi cento anni. Io da piccolo non ero un grande tifoso dei Packers, sono sempre stato più appassionato di baseball e calcio, ma una cosa che mi ricordo è che tutte le volte, passando su Lombardi Avenue e vedendo il Lambeau Field, l’ho sempre dato per scontato. Se si è nati e cresciuti qui non si capisce appieno che cosa significhi e che cosa rappresenti, probabilmente, e lo si dà appunto per scontato. Ma quella dei Packers è una franchigia che fino agli anni ‘90 ha dovuto lottare duramente per sopravvivere, e se si mette in prospettiva, i tempi moderni con la squadra costantemente una contender, sono meravigliosi

Hai dei parenti con l’abbonamento al Lambeau?

No non direttamente. Mio nonno ha avuto l’abbonamento fino al 1955 credo, ma lo ha dato via quando la squadra stava affrontando un periodo di crisi prima dell’arrivo di Vince Lombardi. Abito a Brown County, dove si trova il Lambeau Field, ed ogni anno c’è una lotteria in cui i residenti possono vincere biglietti per alcune partite. Quest’anno i miei genitori hanno vinto i biglietti per il Thanksgiving Game contro Chicago, quando si terrà anche la cerimonia in onore di Brett Favre, e credo proprio che si divertiranno!

Ecco l’episodio completo: