Stinco di Santo no, Perone d’Acciaio nemmeno

Ahmad Bradshaw rischia una sospensione di una gara per aver violato la policy della lega e del programma sull’abuso sostanze, lo ha confermato un portavoce della lega ieri.

Il running back si è dichiarato non colpevole di possesso di marijuana nel mese di febbraio. Attualmente sta recuperando dalla frattura al perone che ha concluso la sua stagione nel mese di novembre, e che ha fatto paurosamente scendere le sue “azioni” come free agent, dopo il mancato accordo di prolungamento con gli Indianapoli Colts.

E’ probabile che il giocatore possa trovare posto a roster dopo la prima settimana di campionato, con contratto non garantito, quale possibilità per i “veterani” della NFL: sebbene lo stillicidio di lesioni alle gambe abbia tenuto alla larga le franchige dal contattarlo, Ahmad è stato tra i più efficienti tailback della NFL in condizioni fisiche sane, e lo ha dimostrato anche nel 2014 quando ha guidato la classifica dei back di Indy con sei receiving touchdown nonostante l’assenza nelle ultime sei partite.

Bradshaw si sta avvicinando alla fatidica soglia dei 30 anni, tanto “tranchant” per i Runningback (li compirà a marzo 2016) ma la sua capacità di fare numeri rimane alta: il 2014 ha rappresentato la miglior “average” sulle portate dal 2009, mentre con 38 ricezioni e 6 TD, fuori dal backfield ha segnato la sua miglior stagione di sempre. Certo, Indianapolis si è assicurata Frank Gore, eterno ed indistruttibile, normale privarsi senza rimpianti di Bradshaw, ma non abbiamo difficoltà a pensare che, passata la imminente squalifica e verificate le sue condizioni dopo l’infortunio al perone, troverà una squadra che gli darà la possibilità di dimostrare il suo valore.