Cowboys: pensieri sparsi su possibili approdi

Che i Dallas Cowboys, nonostante le parole di Jerry Jones, possano andare incontro ad una regressione del loro gioco d’attacco, se mantengono questo backfield, è cosa nota. La scorsa stagione, una grande OL con un anno di sfruttamento intensivo di DeMarco Murray, ha tolto pressione al passing game, ed a beneficiarne è stato, in primis, Tony Romo che ha messo insieme una grande annata.

Murray ha finito per fare per 1.845 yard e 13 touchdowns su 392 corse. Nel reparto running back, con tutta onestà, non sembra ci sia qualcuno in grado di sostituirlo. Anche se il team professa sicurezza, i fans continuano a sperare in una mossa che possa rivitalizzare il roster di chi corre con la palla. Si sono fatti i nomi di Adrian Peterson, Chris Johnson, Ray Rice ma puntualmente ogni supposizione non trova credito.

Si parlava di CJ2K e puntualmente Jerry Jones ha smentito, dichiarando che l’America’s Team non avrebbe firmato alcun running back veterano. Nonostante il rifiuto del presidentissimo, altre voci si sono agglomerate attorno a questo possibile accordo. Sebbene sia uno speed runner di livello, Chris Johnson non è altrettanto prestante in quanto a potenza nel rompere tackle e guadagnarsi extra yards.

Più corretto sarebbe pensare a un giocatore dalla conformazione fisica speculare a quella di Murray. In questa direzione, Ray Rice e Adrian Peterson sono nettamente più attendibili come nomi: il primo è certamente meno agile ma con eguale forza, mentre AP è esattamente il tipo di running back che a Dallas (e in ogni angolo del globo, per la precisione) farebbe sfracelli. Agile, veloce, abile lettore dei buchi in cui gettarsi a testa bassa.

Per ragioni economiche, Jones ha già chiuso la porta al giocatore di Minnesota (visti anche i problemi contrattuali riguardanti Dez Bryant). L’unico nome veramente papabile è proprio quello del 28enne ex-Baltimore, attualmente svincolato causa squalifica e desideroso di rimettersi in gioco (anche a scapito di qualche soldino).

Ora il tempo stringe, si avvicinano i training camp, arriva la stagione e i Dallas ci stanno entrando con con Joseph Randle e Darren McFadden come i primi due running back sul loro roster. Niente contro Randle e McFadden, ma nessuno dei due sembra abbia la statura per fare il titolare in una squadra che vuole fare strada nei playoff.

Difficilmente la Linea dei Cowboys riuscirà a far rendere il running game ai livelli dello scorso anno, anche se Jones e la società sembrano non preoccuparsi troppo su questo fondamentale aspetto del gioco che è sì sviluppare un gioco a terra efficace, ma anche togliere pressione a un QB come Romo, pocket passer di grande esperienza e talento ma anche poco affidabile in determinate situazioni della partita.

Giusto interpellarsi su chi possa partire come titolare nella depth chart dei running back; se da una parte si vota al talento (non ancora dimostrato al 100%) dell’ex Raiders, molti vorrebbero buttare nella mischia Joe Randle, forte di due stagioni come backup dove ha avuto modo di capire come muoversi dietro al front 7 di Dallas.

Attualmente un altro nome si sente spesso ripetere, per risolvere i problemi del ruolo, in Texas. E’ Free Agent e sarebbe un pick-up perfetto per il team: Ahmad Bradshaw, che ha trascorso le ultime due stagioni con gli Indianapolis Colts, e l’anno scorso, prima dell’infortunio, ha dimostrato che ha ancora da dare in NFL. E’ squalificato per la prima di campionato, ed è reduce da una frattura al perone ma potrebbe essere un titolare, a tutti gli effetti, ideale per il gioco di Dallas. La scorsa stagione con i Colts, in 10 partite, prima di rompersi la gamba, Bradshaw ha fatto 90 corse per 425 yards e due touchdown, con un 4,7 YPC, mettendo insieme anche 38 ricezioni per 300 yard e sei touchdown.

E’ senza dubbio il fit ideale per il backfield Silver&Blue. Ha in bacheca due Super Bowl e la mentalità vincente che ne consegue, è nel pieno del proprio splendore fisico ed è fisicamente tagliato per correre dietro a Smith, Martin e co.

Il prezzo potrebbe essere invitante, ha 29 anni e in due anni, per vari problemi, non è stato spremuto da Indianapolis. I guai fisici non possono evidentemente essere un problema per una squadra che ha messo sotto contratto McFadden. Potrebbe essere l’affare della stagione per i Dallas. Il tempo per inserire un elemento valido c’è, lo spazio cap pure, anche se Jerry Jones dice che non è alla ricerca di un altro running back, sarebbe una manovra intelligente portare Bradshaw nella franchigia.

 

– Domenico Giordano ; Michelangelo Arrigoni –