Facciamo due conti: Green Bay Packers

La offseason NFL ha raggiunto il suo annuale punto morto. Dopo Scouting Combine, Free Agency, Draft, Rookie Camp, OTAs e Minicamp, siamo in quelle noiosissime settimane a cavallo tra giugno e luglio in cui non succede assolutamente nulla (o meglio, non dovrebbe succedere nulla, vero Andrew Quarless?!). I roster allargati sono al completo, i free agents si sono accasati quasi tutti da qualche parte, e i rookies hanno firmato i loro contratti da pro ed assieme ai veterani si godono qualche settimana di riposo prima dell’inizio dei Training Camp a fine luglio.

Insomma, una noia mortale, ma anche il periodo ideale per fare i conti in tasca a Ted Thompson.

Il Salary Cap 2015

Quest’anno il Salary Cap (ossia, grossolanamente, l’importo massimo che le squadre possono spendere per gli stipendi dei giocatori a roster) è stato fissato dalla NFL in 143,28 milioni di dollari (fonte: NFL.com), con un aumento di circa 10 milioni rispetto al 2014.

Dei 133 milioni previsti dal Salary Cap 2014, i Packers non avevano speso 7,79 milioni di dollari (fonte: ESPN Stats&Info), e come da regolamento possono aggiungerli al Cap di quest’anno (è il cosiddetto “carryover”). La cifra che i Packers sono autorizzati a spendere nel 2015 quindi diventa pari a 151 milioni di dollari.

Un altro dei fattori che incide sul Salary Cap, questa volta negativamente, è la cosiddetta “dead money”, ossia il denaro ancora dovuto ai giocatori che, in seguito a taglio, trade o ritiro, non sono più a roster. Grazie alla gestione oculata di Ted Thompson, i Packers sono da anni una delle squadre con meno dead money della Lega, ed il 2015 non fa eccezione, con solo 3,19 milioni di dollari (fonte: Sportrac.com) ad incidere negativamente sul Cap (per rendere l’idea, squadre come Ravens, Dolphins, Buccaneers, Saints o Chiefs hanno più di 20 milioni di dollari di dead money a ridurre la quota di Cap da destinare ai giocatori a roster).

Come sappiamo, nel corso della offseason il roster di una squadra NFL è composto da un massimo di 90 giocatori, ma per la “Top-51 Rule” solo i 51 ingaggi più onerosi rientrano nella contabilità ufficiale del Salary Cap. Con l’inizio della regular season la Top-51 Rule decade e tutti i 53 contratti del roster finale vengono conteggiati ai fini del rispetto della soglia del Cap.

Tutti i rookie hanno già firmato il proprio contratto da professionisti (l’ultimo è stato Demarious Randall), e attualmente la somma dei 51 contratti più onerosi, per quanto riguarda il roster dei Packers, è pari a 132,58 milioni di dollari (fonte: Sportrac.com). Quindi, al netto di aggiunte (il carryover relativo al 2014) e sottrazioni (la dead money) i Packers sono 15,3 milioni sotto il Cap (questo cioè è il denaro che possono ancora spendere quest’anno, o che verrà aggiunto al Cap 2016 qualora non speso). Per via di quanto detto sulla Top-51 Rule, non si tratta ancora della cifra definitiva con la quale i Packers affronteranno la regular season. Considerando però la tendenza ad includere nel 53-man roster almeno un paio di undrafted rookies al minimo salariale (pari a 435mila dollari), questa cifra è molto probabile varierà di giusto 870mila dollari.

Il positional spending

Uno dei “giochini” più interessanti da fare quando si guarda il salary cap di una squadra, è quello di analizzare tramite i contratti dei giocatori il modo in cui viene costruita la squadra. Quanto viene speso per l’attacco? Quanto per la difesa? Quali sono i reparti in cui sono state allocate più risorse?

Iniziamo con la classica torta (da Sportrac.com):

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Come si può vedere, la difesa porta via più della metà del Cap, e “costa” ben 11 milioni in più rispetto all’attacco.

Nonostante i rinnovi di Randall Cobb e Brian Bulaga nel corso della offseason, l’attacco resta infatti decisamente economico in diverse posizioni-chiave, con starters come David Bakhtiari, Corey Linsley, Eddie Lacy, Davante Adams e Richard Rodgers ancora nel pieno del proprio rookie contract. Il contratto di Aaron Rodgers (18,25 milioni sul Cap) è ovviamente e meritatamente il più elevato della squadra (12,05% del Cap complessivo), ma ugualmente favorevole alle finanze dei Packers. La percentuale di Cap investita nei running back è tra le più basse della Lega (1,83%, 28esima quota più bassa in tutta la NFL), con James Starks (1,8 milioni) che da backup guadagna il doppio del titolare Eddie Lacy (925 mila dollari). In linea d’attacco Josh Sitton (7 milioni) e TJ Lang (5.8 milioni) sono la coppia di guardie più pagate della Lega.

Per quanto riguarda la difesa invece, gran parte del Cap è allocato nel gruppo degli Outside Linebackers, ed in particolare su due giocatori: Clay Matthews (i suoi 12,7 milioni di dollari di Cap Hit nel 2015 lo rendono il linebacker più pagato della NFL) e Julius Peppers (12 milioni di dollari). Sommati, fanno 24,7 milioni di dollari, ossia quasi un terzo del Cap destinato alla difesa ed il 16% del Cap totale. Significativa anche la quota di Cap destinata a Sam Shields (9 milioni di dollari, il 6% del Cap totale) in un gruppo di cornerbacks che con la partenza di Tramon Williams e Davon House vede come secondo giocatore più pagato la prima scelta del Draft 2015 Demarious Randall (1,4 milioni).

Sempre da Sportrac, ecco la tabella con il Cap Hit diviso per posizione, la percentuale di Cap impegnata per ogni reparto e la posizione rispetto alle altre squadre (Nota: in questa tabella Clay Matthews è stato inserito tra gli Inside Linebackers, ma io ho preferito lasciarlo tra gli OLB nei calcoli del precedente paragrafo, così come invece Demarious Randall viene inserito tra le safeties, mentre io l’ho considerato un cornerback):

positionalspending


I Free Agents 2016

Ben 22 giocatori dell’attuale roster saranno free agents al termine della stagione 2015.

Il più importante di tutti è sicuramente Mike Daniels, uno dei DE da 3-4 migliori della Lega. Ted Thompson proverà presumibilmente a fargli firmare un ricco prolungamento già nel corso di questa offseason, ma qualora non si dovesse trovare un accordo e Daniels dovesse avere un’altra grande stagione, sarà uno dei pezzi pregiati dell’intera Free Agency 2016.

Il 2015 sarà un anno cruciale per Casey Hayward, giunto come Daniels all’ultimo anno del rookie contract. La cifra che sarà in grado di chiedere dipenderà infatti dal ruolo che riuscirà a ritagliarsi quest’anno nella secondaria di Dom Capers. Qualora dovesse far suo il ruolo di cornerback esterno titolare lasciato libero da Tramon Williams, si prospetta un grosso assegno per lui al termine di questa stagione. Se invece, nonostante la partenza di Williams e House, dovesse continuare ad essere principalmente lo slot-corner nella Nickel o nella Dime, oppure avere l’ennesima stagione tormentata dagli infortuni, le chances di un grosso rinnovo si assottiglieranno.

Anno importantissimo, da ultima spiaggia, per BJ Raji. Rifirmato per un solo anno qualche mese fa, deve dimostrare di poter ancora essere il giocatore dominante che era stato nel corso della trionfale annata 2010. Qualora così non dovesse essere, i suoi giorni a Green Bay termineranno assieme alla stagione 2015.

Sean Richardson, poi, dovrà dimostrare di valere i 2,55 milioni che Ted Thompson ha scucito per trattenerlo a Green Bay dopo l’offerta di Oakland. Nel suo caso la qualità non si discute, ma il suo ruolo presumibilmente non sarà più limitato ai soli Special Teams.

Gli altri Unrestricted Free Agents (UFA): James Starks, Andrew Quarless, Letroy Guion, Mike Neal, Scott Tolzien, Nick Perry, Don Barclay, Mason Crosby, John Kuhn, Brett Goode.