NFL: I (miei) Top 5 3-4 OLB

Ecco il ruolo delle stelle della pass-rush della 3-4. Dimensioni, forza, velocita nei rusher esterni sono i must per essere degli edge vincenti e qui il primo passo e le tecniche sono fondamentali, per girare o liberarsi dall’uomo. Il ruolo vede dimensioni, in genere, sui 6’3”, ma anche 6’4”, e 250 libbre anche fino a 260. Il miglior linebacker rusher della squadra gioca a destra, contro il Left Tackle della Offense dando vita ad uno dei grandi duelli del football. Lo scopo dell’edge è attaccare il lato cieco dei quarterback destri dall’esterno, rendendo l’attacco più a sorpresa sul QB. Il Sam, l’altro linebacker, ha anche lui assegnazioni d’attacco, ma sporadiche e legate ai blitz, mentre in genere apre una battaglia contro il Tight End, in un blocco se l’attacco corre, o in copertura, se l’attacco è nel pass game. Il linebacker esterno della 3-4 assomiglia più ai Defensive End della 4-3 che ai propri omologhi di quello schema, non per nulla negli swich di schema si spostano a DE e viceversa, a dimostrare che nelle assegnazioni e nelle difese sempre più ibride e poco schematiche è difficile etichettare i giocatori nei ruoli. Chi possiede un buon edge rusher non lo sprecherà in lavori di cover, o perlomeno il meno possibile. Questo ovviamente non toglie che, essendo parte della seconda linea, non debba essere attrezzato tecnicamente e fisicamente, a questa assegnazione. Statisticamente si può dire che un buon edge rusher si troverà ad effettuare una cover una volta ogni 7-8 snap.

I miei top five.

Justin Houston, Kansas City Chiefs

Un contrattone che gli fa guadagnare più di JJ Watt. Il Linebacker più pagato della storia della NFL. Questo vuol dire essere un edge rusher che ha raccolto 43 sacks in tre stagioni con la media di un sack a partita, e nella ultima ne ha raccolti 22. Alto 6’3” per 258 libbre, 26 anni, ha fatto vedere che sull’esterno è una classe a parte. Ai numeri suddetti ha aggiunto otto colpi al QB e 56 affrettamenti. E’ un giocatore che quando vede il quarterback diventa quasi impossibile da fermare. Ha una fisicità ed un talento che gli permettono di giocare bene anche in copertura, ma sinceramente è la assegnazione sbagliata, Houston è da usare con il contagocce sui ricevitori. Quando la palla esce dallo snap la sua forza esplosiva lo porta a cercare il backfield, ma se le corse sono nella sua zona, dimostra una lettura ottima ed una istintività da grande difensore, anche in questa modalità di difesa. E’ un ottimo tackler, anche grazie alle sue dimensioni ed alla sua tecnica, ma la sua assegnazione d’elite, ricordiamolo, è cacciare il quarterback,e questo lo sa fare benissimo. Siamo in presenza del top nel ruolo.

Terrell Suggs, Baltimore Ravens

Anni 32, 6’3” per 260 libbre. Un giocatore che ha saputo diventare leader difensivo, dopo partenze e pensioni importanti. In due anni ha messo insieme 22 sacks in 32 partite, e nell’ultima stagione sono stati 12. La sua maniera di cercare il backfield crea scompiglio nella OL, ha anche colpito il QB 11 volte con 32 affretta – QB (hurries). Ha un grande, esplosivo primo passo è un giocatore forte, lungo e con buona leverage non trova problemi nemmeno a competere contro i blocker più forti ed esperti. Come ogni edge rusher che si rispetti, è impegnato in copertura raramente, nelle situazioni di pass si allinea più come un defensive end, ma quando è impiegato in assegnazione di cover, in genere negli hook o nei curl, sa muoversi bene, non si fa battere sul tempo e conosce i tempi sui pass. E’ considerato un ottimo LB in cover, invece, nel gioco contro le corse ha ancora di più capacità di opposizione. La sua fisicità gli fa trovare il runner anche in condizioni di grande traffico, ed ha sempre dimostrato ottima lettura dello sviluppo del gioco ed istinto nel football, che sono le vere doti del grande linebacker. Grazie alle doti fisiche è anche un ottimo placcatore, gli vengono attribuiti solo 4 placcaggi persi nel 2014. E’un grande edge-ibrido e la sua flessibilità nel ruolo è un valore aggiunto nella difesa dei Ravens.

Clay Matthews, Green Bay Packers

Lo metto in questo elenco di difensori perchè ritengo resti tendenzialmente un OLB, anche se, nella stagione passata, ha dimostrato una versatilità ed adattabilità senza pari. Nella seconda metà della stagione è stato allineato come ILB dove ha dato risultati eccellenti, sistemando, di fatto , la difesa di Green Bay in modo da poter arrivare alla sfida per la Conference. Quest’anno è previsto un suo uso ILB nei down di base e ad edge nei terzi su pass. Ma le doti di rapidità ed esplosività del suo primo passo all’esterno non possono non farlo considerare uno dei più forti OLB della NFL. Ha sempre avuto forza di impatto e potenza nel tempo che lo hanno reso un giocatore speciale. Ha sofferto parecchi infortuni, che ne hanno probabilmente limitato le statistiche, che comunque sono sempre state buone. Con l’assegnazione interna Matthews ha dimostrato di avere anche ottime attitudini di cover, e grazie alle sue caratteristiche fisiche, che non sono enormi, ma sono prestazionali (6’3″, 255 libbre), è un buon difensore contro le corse, anche se, grazie alla buona leverage, si dimostra più attivo sull’esterno che all’interno, dove lotta per presidiare il suo gap. E’ andato su 40 tackle in solitario, anche grazie alla posizione ibrida, ma soprattutto gli sono stati accreditati solo quattro tackle persi, che dimostrano quanto sia efficace nella tecnica. Resta un giocatore d’elite e la sua capacità di adattamento ne fanno un giocatore che, se possibile, ha accresciuto il suo valore in difesa.

Pernell McPhee, Chicago Bears

Un fuoriuscito dalla difesa dei Ravens, dove l’anno scorso ha giocato con una attitudine speciale ad allinearsi in tutte le posizioni. Diciamo che la stagione scorsa di McPhee (26 anni,6’3” per 280 libbre) ha dimostrato che cosa può voler dire essere un OLB rusher in una difesa ibrida. E’ un edge con altezza e forza per spingere, per mettersi in competizione con gli offensive tackle facendo affidamento su un’ottima leverage e sulla capacità di guidare nello spazio. Ha messo insieme 7,5 sacks, ma soprattutto ha saputo portare 21 colpi e 35 affrettamenti del QB. E’ un vero ibrido del ruolo, dove con il tempo, probabilmente, migreranno questi OLB, un po’ linebacker, un po’ Defensive End e un po’ Safety. McPhee infatti gioca bene la cover, nella zone drop o in assegnazione sul Tight End sullo scremmage, anche se manca un po’ di fluidità e specifica competenza per dominare con sicurezza la cover. Nel suo mix di gioco ha dimensioni giuste, forza dominante e tecnica per mettersi in competizione con i blocker del running game, dove, soprattutto all’esterno ha mostrato tutta la sua abilità nel limitare le corse. La sua versatilità potrà essere utilissima nella difesa dei Bears.

Ryan Kerrigan, Washington Redskins

Non volevo inserire giocatori della mia squadra, ma per Kerrigan ( 26 anni, 6’4″- 260 libbre), posso fare uno strappo alla regola. E’ un buon pass rusher che in quattro anni consecutivi ha giocato tutte le partite in stagione, ed è andato a 13,5 sacks con 9 colpi e 51 affretta-QB. Ha un ottimo, veloce primo passo, ma se non riesce a girare velocemente difficilmente risolve una prova di forza con i Tackle offensivi; ma è agile e flessibile e conosce bene più tecniche per risolvere a suo favore i conflitti con gli OL. E’ un atleta che sa giocare in cover, anche se le assegnazioni, come per tutti gli edge puri, sono limitate. Non eccelle nella run defense, per il difetto di perdere un po’ l’ancoraggio dei piedi, ma ha una buona leverage, che sull’esterno conta, e parecchio. E’ un giocatore a cui sono stati attribuiti solo quattro tackle persi, dimostrando un’ottima attitudine. Uno dei pilastri su cui rifondare la difesa che Scot McCloughan spera di poter mettere insieme.