Pre-Season week 2 – Patriots @ Saints

Ancora una volta dal nostro collaboratore di Patriot Reign, una finestra su quanto accaduto nella seconda gara di preparazione stagionale tra i Patriots di Belichick e i Saints di coach Payton, col risultato finale di 26 a 24 per gli ospiti.

Non fatevi ingannare dal risultato che vuole dire meno di zero, nel primo quarto con gli pseudo titolari in campo, Brees e soci ci hanno fatto a fettine, ma veniamo all’analisi della gara:

La lista degli infortunati sta andando piano piano riducendosi, e la speranza era quella di rivedere in campo molti dei giocatori che andranno a formare il roster dei 53 tra circa due settimane, nonostante si sapesse già da tempo delle assenze di molti ricevitori titolari tra cui Edelman e LaFell; ebbene, c’è da sperare che di quanto visto in questa gara ci sia davvero poco o nulla di quello che scenderà in campo in week 1 contro Pittsburgh; va bene che è pre-season, va bene che le gambe non girano ancora come dovrebbero, va bene tutto, ma New Orleans è sembrata da subito di un altra categoria.

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Drew Brees ha fatto a fette la difesa in costante evoluzione schierata da Belichick, con l’esperimento Devin McCourty spostato da safety a cornerback destro, con Harmon e Chung schierati come safeties titolari. L’asse Brees-Cooks ha devastato le speranze del nostro team dominando la passing defense, con solamente qualche elemento che è risucito a salvarsi come Jabaal Sheard ottimo soprattutto contro le corse, e ha culminato la prova esaltante del numero 9 con un touchdown da 45 yards dove il velocissimo Cooks è riuscito prima a sfuggire alla marcatura di D-Mac e poi a bersi Harmon che avrebbe dovuto difendere sul profondo.

New England Patriots vs New Orleans Saints

L’outing di Tom Brady è devastante, complice una linea offensiva trasparente coi rookies Mason (guardia destra) e Tre Jackson (guardia sinistra) costantemente battuti come porte da saloon; il 12 conclude la sua serata con un pietoso 2 su 5 con 13 yards e nessun primo down conquistato su 3 drives.

Fortunatamente nel secondo quarto i Saints abbassano il ritmo, entrano in campo un pò di riserve, e c’è spazio anche per il nostro amato Garoppolo; il QB da Eastern Illinois gioca una prima parte di gara molto pulita, senza paura, leggendo molto bene la difesa e rilasciando spirali precisissime nelle mani sicure di due ricevitori che stanno facendo di tutto per impressionare e assicurarsi uno spot a roster, ovvero Gibson e l’undrafted rookie Chris Harper. Proprio allo scadere del primo tempo è Harper a raccogliere un proiettile scagliato in maniera perfetta da JimmyG dopo che quest’ultimo è scappato come Houdinì da un sack sicuro.

Nella ripresa, continua il buon lavoro del defensive end Sheard capace di far venire gli incubi al RT rookie Peat dei Saints; è anche l’occasione per vedere in campo due linemen offensivi da poco con la squadra, Martin e Groy acquisiti da poco.

Proprio la linea offensiva inizia ad ingranare nella ripresa, regala il tempo sufficiente a Garoppolo per completare passaggi medio corti che gli consentiranno di concludere la gara con numeri ottimali, e consente ad alcuni backs come Lewis e White di mettersi in luce con ottimi momenti di corsa e mettere a referto un paio di segnature.

Un quarto quarto ordinato, con una difesa sugli scudi, consentirà a Gostkowski di siglare il field goal che sancisce la vittoria finale.

 

Cosa mi è piaciuto – TOP

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  • Jimmy Garoppolo : inutile girarci tanto intono, è lui l’osservato speciale, e stavolta non delude le attese; 3 quarti di gioco abbondanti, dove completa 28 passaggi su 33 tentati, per 269 yards, 1 touchdown ed 1 intercetti, su un lancio (l’intercetto) che a dire il vero non avrebbe nemmeno mai dovuto effettuare. In generale gestisce la gara al meglio, è molto sicuro, non cerca di strafare ma anzi completa sempre lanci da 8/10 yards per concludere i downs e procedere col drive in tutta calma. E’ lui la nota più lieta
  • James White/Dion Lewis : partita similare quella dei due runningbacks che finalmente si mettono in luce; 1 touchdown a testa, ma con un Lewis impiegato molto, addirittura 5 le ricezioni per l’ex Eagles e Browns. Un duo che in campo aperto può fare molto male, e che farà riflettere a lungo Belichick sulle decisioni da prendere.
  • Krause/Harper/Gibson : Con Edelman, LaFell, Gronkowski, Chandler a riposo, e Tyms che probabilmente sarà costretto a saltare la stagione, questo trio di wide receivers sta sfruttando al meglio le occasioni che ottengono, e se su Gibson era ragionevole avere aspettative visto che bazzica nell’ambito NFL da circa 7 stagioni, il rookie undrafted Chris Harper è invece una piacevolissima, anzi sensazionale sorpresa. 5 ricezioni per 69 yards ed 1 TD per Harper che spero e credo guadagnerà un posto nel roser finale, infatti il coach lo ha utilizzato anche da ritornatore, sintomo che gli si vuole trovare più ruoli possibili per tenerlo e tagliare altri.
  • Jabaal Sheard/Malcolm Butler : gli unici due a salvarsi della difesa pseudo titolare, giocano con gli attributi e sono spesso in pressione sugli avversari, ma è comunque troppo poco per la serata orrenda della difesa

Cosa non mi è piaciuto – WORST

  • La secondaria : Belichick si inventa di scendere in campo con Devin McCourty cornerback destro, e come safeties Harmon e Chung; scelta pessima, col trio che fa un buco dopo l’altro, dimostrando che questi esperimenti, ad oggi, devono rimanere tali.
  • LeGarrette Blount : E’ vero che i “big body” ci mettono di più ad ingranare e hanno bisogno di più tempo per entrare in forma, ma il veterano davvero non ha azzeccato un buco dove provare a correre; Gray lo ha umiliato nel ruolo di power back, e va bene che per squalifica salterà la prima gara, ma c’è da sperare che non dia altri motivi allo staff per essere tagliato.
  • La linea offensiva partente : La front seven dei Saints non è ottima, non è nemmeno buona, è mediocre, e rispetto alle linee difensive che affronteremo quest’anno è sicuramente tra le più deboli. Ci hanno letteralmente preso in giro, umiliando i rookies Jackson e Mason, ma anche i veterani Solder, Fleming e compagnia. Reparto che ha assoluto bisogno di lavorare a fondo.