Analisi dal Lato Oscuro: Cincinnati Bengals VS Oakland Raiders (Week #1)

Durante tutta l’Offseason, i media e gli stessi Raiders hanno costruito un palcoscenico sul quale è stato posto Jack Del Rio, affinché la fan base vedesse in lui il salvatore della franchigia… ma sono bastate 3 ore e mezzo di partita (la prima della stagione regolare) per far ricredere numerosissimi fan.
Da fan io stesso speravo di poter veder risorgere i Silver&Black come squadra competitiva, e niente era meglio di una squadra rodata come i Bengals, perché riuscire a star dietro a loro, avrebbe significato un grossissimo passo in avanti rispetto alla stagione passata… ma così non è stato, perché se con me ci fosse stato un fan della domenica ignaro del cambiamento del coaching staff, avrebbe potuto tranquillamente pensare di esser davanti a Dennis Allen e i suoi patetici Raiders.
INCUBO. Questa è la parola che più si avvicina nel descrivere lo “spettacolo” messo su da Oakland che perde 33-14 contro una Cincinnati fuori dalla sua portata. Da un punto di vista generale è difficile trovare le parole perché dall’inizio alla fine è piovuto continuamente sul bagnato, e tra infortuni e figuracce, quasi non ho avuto tempo di togliere le mani dalla faccia per poter guardare la partita; le 4 perdite importanti di cui ancora non si sa molto sono Derek Carr (infortunio alla mano che lancia), Justin Ellis (infortunio alla caviglia), Nate Allen (probabile Torn ACL) e Charles Woodson (infortunio alla spalla).
Di delusioni ce ne sono davvero tante, ma quella che più mi ha amareggiato è forse stato il playcalling offensivo durante tutti e 4 i quarti, e quello difensivo nei primi 2.
Bill Musgrave è la copia carbone di Greg Olson in quanto originalità e creatività nel strutturare un piano d’attacco, e i numerosi 3&Out dovuti a chiamate fin troppo conservative sono stati la condanna definitiva che ha portato l’intera squadra allo stallo a neanche un quarto dal Kick-Off (manco fosse ancora la Pre-Season). Visto dall’esterno, i Raiders sono parsi completamente impreparati, quasi come se non sapessero come affrontare i diversi fronti schierati da Hue Jackson; a questo si aggiunge una prestazione di Carr&Co. abbastanza priva di spessore (eccezion fatta solo per il catch&run di Cooper per 25 yard), che mai ha provato a testare il fondocampo, limitandosi a fare il gioco dei Bengals che in men che non si dica, andava a schierare nuovamente Dalton in campo.
La difesa non è assolutamente migliore, concedendo tutto lo spazio del mondo a Hill per correre e ad Eifert per ricevere, dimenticando perfino i fondamentali. Passiamo alle analisi ruolo per ruolo, anche se le critiche generali potrebbero essere sufficienti a bocciare tutti.

QUARTERBACKS
Derek Carr, fino a quando è stato in campo, sembrava in caduta libera, continuando nel suo trend di fine scorsa stagione. Vittima anche del play calling conservativo, ancora una volta il QB è mancato di quella  visione a fondo campo che in alcune occasioni avrebbe permesso al drive di non entrare in stallo, come i passaggi sulla linea di scrimmage al terzo e lungo, piuttosto che al paletto del primo down. La cosa più pessima è stata la giocata che ha poi portato all’infortunio: pochi secondi dopo lo snap era già sotto pressione, non vede Rivera smarcato a fondo campo, e inizia a correre per conquistare il primo down; una volta raggiunto, sopraggiunge il CB avversario, e anziché scivolare come avrebbe fatto un qualsiasi QB sano di mente, punta l’esterno del campo tentando lo stiff arm sull’avversario; il tentativo va a rotoli perché non solo lo fa male, ma perde anche palla (che porta ad un quarto down poi non convertito) e si fa male alla mano cadendo.
Pessimo dall’inizio alla fine, e adesso dovrà star fuori come minimo 2 settimane per riprendersi.
Matt McGloin non è stato sicuramente migliore: che non fosse materiale da starter si vedeva fin dal 2012, e Domenica lo ha confermato anche i doubters, lanciando 1 Intercetto e 2 TD in pieno Garbage time.
VOTO: 4/10

RUNNING BACKS
Forse unica nota positiva della serata, con Latavius Murray che impiega un po’ ad ingranare ma che si difende con un discreto risultato di 4 yard per carry. Solo 44 yard per lui, ma questo è dovuto al fatto che, essendo sotto di 24 punti all’halftime, correre con la palla in mano era diventato un lusso che i Raiders non potevano più permettersi.
Buono anche Jamize Olawale, protagonista di una grande corsa poi negatagli da un Austin Howard costretto ad abbracciare l’avversario pur di non farlo intervenire.
VOTO: 8/10

WIDE RECEIVERS & TIGHT ENDS
Mix di emozioni per l’esordio di Amari Cooper in campo. Inizio pessimo con due drop clamorosi in due drive (entrambi responsabili dei punt risultanti), ma si è ripreso dopo con una ricezione da 25 yard; serata agitata però per il rookie, perché sulla corsa di Olawale, PacMan Jones decide di superare il limite sbattendo il #89 a terra, levargli il casco e sbatterci la sua testa contro; nonostante il comportamento fosse ben oltre l’antisportività (per la quale avrebbe meritato l’espulsione), se la caverà con una multa e nessuna sospensione.
Altra nota positiva è stato Michael Crabtree, che si è dimostrato l’unica costante nel passing game, regalando in più di una occasione un nuovo set di down alla squadra di casa.
Il resto del gruppo molto deludente (specie Seth Roberts), e non arriva alla sufficienza.
VOTO: 6/10

OFFENSIVE LINE
La prestazione come reparto è stata vergognosa; nessuna protezione per il QB, nessuna linea aperta nelle corse, ed una serie di penalità a loro carico che sono costate posizioni in campo vantaggiose. Austin Howard e Rodney Hudson sicuramente i peggiori nel quintetto, ma anche gli altri tre non hanno aiutato l’Offense in generale.
VOTO: 3/10

DIFENSIVE LINE
Dopo l’ottima figura contro i Cardinals, sono completamente spariti dal radar. Andy Dalton non è stato praticamente mai toccato e la linea offensiva avversaria ha più volte dimostrato la propria superiorità. Khalil Mack e Aldon Smith (il duo che doveva fare faville), non hanno fatto la differenza in una singola azione, e i run stuffers che dovevano annientare le possibilità di correre al centro, sono stati ridicolizzati per tutto il tempo. Unica nota positiva è stato Justin Tuck, con un PAT bloccato e due passaggi battuti a terra sulla linea,per il resto niente da dire se non che i Raiders hanno davvero bisogno di farla funzionare di più se vogliono dare una mano ad un secondario disastrato.
VOTO: 5/10

LINEBACKERS
La O-Line si sarebbe meritata il premio come reparto peggiore in campo, ma i Linebacker hanno dato del loro peggio e alla fine del giorno si sono portati a casa il titolo. Il gruppo tanto apprezzato e decantato da Del Rio è stato pessimo, e stiamo parlando di quel gruppo che non aveva bisogno di Sio Moore perché tanto non avrebbe ottenuto un posto in squadra. Vorrei indicarli uno per uno per sottolinearne i difetti, ma mi limiterò ai 3 che mi hanno deluso di più. Il primo della lista è sicuramente Ray Ray Armstrong, che dopo un “training camp superbo” ha mostrato ogni limite possibile e immaginabile. Sio Moore non era buono in coverage, ma sul fatto che fosse una macchina da tackle non ci sono dubbi; Armstrong invece ha problemi fin dai fondamentali: non è riuscito ad settare l’angolo in nessuna occasione (regalando ai Bengals il primo TD della partita) ed ha permesso ad Hill di correre come se fosse Adrian Peterson ai suoi tempi d’oro.
Altra pessima figura è stata quella di Malcolm Smith, non in grado di coprire Eifert in nessuna occasione (si è lasciato mangiare in più di una occasione), e Ben Heeney, anche lui non ancora in grado di stare in campo con i big.
VOTO: 2/10

DEFENSIVE BACKS
Ultimo gruppo di giocatori, e forse quello più disastrato. TJ Carrie si è comportato “benino” considerando i vari stop che ha fatto (vedi il pass break up), ma è stato anche tremendamente fortunato perché se AJ Green non avesse droppato quel TD sicuro, a questo punto sarebbe nella lista dei bocciati.
DJ Hayden ha avuto invece una sera da dimenticare; la prestazione non è stata così terribile come avevo pronosticato, ma non si può certamente definire buona, visto che ha concesso ad Eifert il suo ultimo TD e a Green una ricezione da 30 yard (tra le altre cose).
Passiamo ora alle safety, dove le notizie sono pessime: tra Charles Woodson infortunato alla spalla e Nate Allen fuori per tutta la stagione per via del crociato, la depth si riduce all’osso e la qualità diminuisce drasticamente. Larry Asante non è stato in grado di reggere il confronto con Eifert, e Keenan Lambert è ancora un incognita… sarà quindi necessario che McKenzie esplori le varie practice squad in cerca di aiuto, perché i Ravens sfrutteranno sicuramente questa debolezza.
VOTO: 2/10

Tirando le somme, la prestazione generale merita un 2/10. Sicuramente non c’è da sporfondare nella depressione più totale perché si sta comunque parlando della prima di sedici partite, ma sicuramente è arrivato il momento per Del Rio di prendere la situazione sfuggitagli dalle mani, per iniziare a fare ciò per cui viene pagato.