Big Blue Back at School – [email protected]

In settimana tanti bambini e ragazzi italiani hanno affrontato il primo giorno di scuola. Sui banchi di scuola sono tornati anche i Giants, che nella notte tra domenica e lunedì hanno giocato e perso (26-27) la loro prima partita stagionale, contro i Dallas Cowboys.

In questa rubrica, dopo ogni partita, si discuterà dei promossi, dei bocciati e dei rimandati, quelli che, come dicono gli insegnati, “si vede che hanno studiato, ma devono applicarsi un po’ di più”.

Quella di domenica sera è una sconfitta che brucia. Non eravamo favoriti, non eravamo i più forti, avevamo molte più assenze importanti, non abbiamo giocato meglio. Eppure siamo arrivati ad 1 minuto e 30 secondi dalla vittoria, quando una scellerata decisione offensiva ha permesso a Toni Romo &Co. di costruire un bellissimo drive che gli ha regalato la vittoria, vanificando l’ottima partita fino a quel momento di una sorprendente difesa.

 

PROMOSSI

Dominique Rodgers Cromartie. un fumble recuperato e riportato in Endzone per un TD, preciso nei placcaggi, e solo briciole concesse ai ricevitori marcati. Peccato si veda vanificare una bellissima azione difensiva ai danni di Terrance Williams per un pass interference inesistente.

Prince Amukamara e Trumaine McBride: come il collega DRC, concedono pochissimo ai WR avversari. McBride provoca addirittura due turnover: prima provocando il fumble poi ritornato da DRC, poi intercettando il pallone deviato dall’intervento di Meriweather (anche lui promosso). Se sapranno continuare così, i ricevitori avversari dovranno veramente fare gli straordinari per batterli.

Josh Brown. Impeccabile: quattro field goal e due PAT a segno su altrettanti tentativi. 14 punti a referto, praticamente da solo ha salvato un attacco altrimenti capace di produrre la miseria di 6 punti.

 

BOCCIATI

Eli Manning, Tom Coughlin e Ben McAdoo. Non so di chi sia la responsabilità per l’ultima chiamata offensiva della nostra partita, ma chiunque sia il responsabile l’ha combinata grossa. Mi riferisco ovviamente al 3&goal sulla linea delle 2 yarde sul finire di quarto quarto. Si poteva correre, tentare un passaggio e, qualora i ricevitori fossero coperti, subire un sack, insomma si potevano fare un sacco di cose per far passare altri 35-40 secondi sul cronometro. Si è invece scelto di fare l’unica cosa che non andava fatta: tentare un passaggio, sul lato con meno ricevitori, e forzare un incompleto, stoppando il cronometro e dando a Dallas più di un minuto e mezzo per vincere la partita. La decisione poi presa da Eli di dire a Jennings di non segnare un TD per poter perdere più tempo? Da principianti.

Ben McAdoo. Merita una seconda bocciatura, stavolta individuale. Qualcuno mi spieghi come è possibile che un OC capace di inventare partite geniali, come a tratti si è visto l’anno scorso, in altre partite invece riesca ad essere così prevedibile. Se avessi un dollaro per ogni volta che ho pensato “questa giocata è sicuramente una corsa centrale” e poi effettivamente così è stato, probabilmente potrei fare un’offerta a Jerry Jones per i suoi Cowboys. L’attacco sembra aver fatto un passo indietro, e nemmeno piccolo, rispetto alla stagione scorsa.

 Gli arbitri: nelle partite tirate, spesso i dettagli fanno la differenza. Di fatto gli arbitri, flaggando a DRC una pass interference che definire inesistente sarebbe riduttivo, hanno regalato (almeno) 4 punti ai Cowboys (che altrimenti si sarebbero dovuti accontentare di un FG, da distanza comunque considerevole), risultati fondamentali poi per la loro vittoria. Si potrebbe discutere anche di diversi holding difensivi non visti, ma si entrerebbe (e non voglio entrarci) nel campo dell’opinabile. Con la pass interference, invece, l’errore è lapalissiano. Ad ogni modo gli arbitri in quanto esseri umani possono sbagliare, in futuro dovremo essere abbastanza bravi da chiudere le partite quando ne abbiamo l’opportunità, in modo da non dover dipendere da eventuali fischi contro o a favore.

Preston Parker. Da oggi soprannominato “Manibuche”. Tre drop, uno più sanguinoso dell’altro. Ad un certo punto ha anche ricevuto un pallone e quasi non mi è sembrato vero. Al suo posto a roster poteva esserci James Jones.

Defensive Line. Spero di aver contato male io, ma oltre a non aver messo a referto nemmeno un sack, non è stata capace di generare alcuna pressione a Romo, sempre libero di lanciare indisturbato. L’assenza di JPP si sente eccome e chi ne ha fatto le veci non è stato all’altezza. La consolazione è che un’OL  performante come quella dei Cowboys non la si affronta tutte le settimane. Da rivedere anche la difesa contro le corse.

 

RIMANDATI

Steve Spagnuolo. Impostare una difesa efficace contro uno degli attacchi più prolifici e rodati dell’NFL non era semplice. Soprattutto se si è alla prima uscita stagionale con un nuovo sistema difensivo e all’appello mancano già dei titolari, tra i quali il capitano e signal caller difensivo Jon Beason. Eppure la difesa di Spagnuolo è riuscita a giocare con un’intensità ed un impegno tale da mettere in difficoltà un attacco dei Cowboys comunque non concentratissimo. La prestazione quindi sarebbe da promozione, se non fosse i due drive offensivi dei Cowboys negli ultimi minuti, che hanno fruttato alla compagine di Dallas i due TD della vittoria. Difendere contro una hurry-up offense, per altro capace di giocare a memoria, per una difesa “alle prime armi” è senza dubbio la cosa più difficile, nelle prossime settimane è dunque lecito aspettarsi un miglioramento in questa fase del gioco.

Uani Unga. Non ha fatto una partita perfetta: puntato da Romo, ogni tanto ha pagato il missmatch in velocità con il RB avversario. Però stiamo parlando di un rookie UDFA che, ritrovatosi all’improvviso MLB titolare e signal caller difensivo, ha messo a referto 10 placcaggi giocando una partita intesa e puntuale, pur con qualche imprecisione, condita da un intercetto. In questa prima uscita stagionale non ha fatto rimpiangere Beason (di cui però si è sentita la mancanza in termini di capacità di mettere ordine alla difesa), dimostrando anzi di essere un LB schierabile in tutti e tre i down, cosa che ormai non si può più dire del capitano.

Offensive Line. Male in run blocking fino al quarto quarto, quando invece sono riusciti ad aprire qualche varco per Jennings, e malino anche in pass protection: un solo sack concesso ma con Eli spesso costretto a liberarsi in fretta del pallone. Il confronto con l’OL di Dallas, capace di concedere al suo QB intere ere geologiche prima di lanciare, è impietoso, le attenuanti del caso però ci sono tutte: tutti e 5 i membri della nostra OL erano alla prima esperienza da starter, nelle rispettive posizioni, con la maglia dei Giants. Diamogli tempo.

Landon Collins. Il ragazzo ha tanto potenziale e diventerà un’ottima safety. La sua prima da professionista nel complesso è stata positiva, ha giocato senza strafare e si è reso protagonista di qualche stop difensivo importante. Peccato però che una sua disattenzione abbia regalato un TD ad Escobar. I ritmi dell’NFL non sono quelli del college e Collins ha avuto modo di constatarlo in prima persona. Ad ogni modo la coppia con Meriweather, per essere la prima uscita stagionale, ha funzionato molto meglio del previsto.

Dwayne Harris. Pericolosa tendenza a ritornare i punt verse l’endzone sbagliata.

 

 

Questi gli assenti giustificati (gli starter, ed in caso chi gli è subentrato come backup, che, causa infortunio, non hanno potuto essere della partita):

OL: Will Beatty (Pup List)

WR: Victor Cruz (data di rientro incerta)

LB: Jon Beason (data di rientro incerta)

S: Nat Berhe (out for the season), Bennet Jackson (out for the season)