New York Giants @ Dallas Cowboys

Finalmente si torna al football giocato, al football che conta e in questo primo Sunday Night si sono affrontati i New York Giants ospiti all’At&T Stadium dei Dallas Cowboys.

La formazione texana ha grandi aspirazioni quest’anno volendo riconfermarsi prima della NFC East e dovendosi guardare le spalle da Philadephia, vincere all’esordio con i Giants, rivali divisionali, era fondamentale.
Dopo una partita che ha regalato non poche emozioni e parecchi ribaltamenti di fronte, Dallas riesce a 7′ secondi dal fischio finale ad aggiudicarsi la partita superando la formazione newyorchese per 26 a 27.
Andiamo ad analizzare meglio lo svolgimento della partita:

I Cowboys ripartono un anno dopo senza il running back Demarco Murray, fondamentale la scorsa stagione per la sua attitudine nel togliere pressione da Tony Romo e come arma usata in chiusura di down. Ci pensa Joseph Randle (RB sophomore da Oklahoma) a muovere la catena nel primo quarto, non è Murray ma avrà tempo per crescere e il suo utilizzo unito all’esperienza di McFadden può senza troppi rimpianti sostituirlo.
Nonostante i Giants abbiano una secondaria e più in generale, una difesa con molti nuovi innesti fra i quali Merryweather, Thomas III, Ayers e Collins (draft)  e svariati infortuni (Berhe, Thompson e Pierre-Paul sopra tutti) riescono a resistere all’assalto di Romo che farà a meno di Dez Bryant per gran parte dell’incontro, prima per un sospetto principio di disidratazione e poi per un problema alla caviglia.
La “nuova” difesa del coach Spagnuolo copre bene gli spazi e concede solo un field goal lasciando il campo a Manning che  patirà l’assenza di Victor Cruz dovendosi affidare all’atleticità di Odelle Beckham Jr. sempre ben coperto dalla attenta secondaria texana e alle corse poco produttive di Jennings.
Sicuramente la O-line dei G-men è da rivedere, non buono l’esordio di Ereck Flowers (Left Tackle, pick 9 overall) che patisce per tutta la durata della partita l’esplosività del veloce Defensive End Randy Gregory (rookie, da Nebraska).
Perso Scandrick (ACL e MCL tore) e ritrovato Sean Lee come Offensive Linebacker, la difesa texana si riconferma per la solidità dimostrata la passata stagione i due touchdown per New York infatti sono arrivati grazie alla Difesa e per demeriti personali dell’Attacco stellato. Ad inizio del secondo quarto Uani Unga (LB promosso dalla practice squad) colpisce duramente Witten che perde palla, il fumble è recuperato da Dominic Rodgers-Cromartie e riportato in endzone per il 13-16. Il secondo fumble recovered è merito di Truman McBride che sfrutta il placcaggio di Merryweather  su Beasley per riportare la palla ad una yarda dalla linea di end zone che poi viene varcata senza troppi problemi da Jennings.

Ad otto minuti dalla fine e con un vantaggio di 23 a 13 per New York, l’unica cosa da fare per Eli e compagni sarebbe stata gestire bene il tempo e “muovere la catena”, un touchdown infatti avrebbe chiuso definitivamente la partita portando ad una inaspettata vittoria la compagine del New Jersey.
Il grande problema dei Giants durante questo match è stata l’inefficienza dell’attacco. Manning non è stato capace di chiudere i down decisivi e guidare i suoi compagni ad un touchdown, nemmeno negli ultimi due minuti di gioco con Dallas senza timeout e a meno di dieci yards dalla endzone i Giants sono riusciti a trovare la via per la segnatura.
Sul 2 & 4 Jennings si infrange sul muro di linebacker texano guadagnando sole tre yard, sul 3 & 1 la decisione sembra scontata. Con Jennings, Vereen, Williams e Whitlock a disposizione come running back per colmare quel semplice metro di distanza la scelta non avrebbe dovuto essere troppo difficile ma come in un déjà vu di Febbraio la scelta fatta da coach Coughlin non è delle migliori.
Jennings come tailback e Whitlock come Fullback, Manning riceve lo snap e tenta il passaggio che cade nel vuoto.
Fanno un eccellente lavoro i cornerback dei Cowboys che non lasciano spazio ai ricevitori, a questo punto Coughlin punta sulla prudenza e decide per un field goal che porta i Giants sul 26-20.
L’errore di Coughlin, oltre che il tentativo di passaggio, è stato fare troppo affidamento sulla difesa di New York che seppur reduce da una buona prestazione è ancora giovane in alcuni ruoli chiave, con 1 minuto e 46 secondi da giocare e senza più timeout Tony Romo guida in scioltezza Dallas fino alla end zone con un TD di Witten.

Bella la prestazione di Romo che sfrutta a dovere le corse di Randle e McFadden e nonostante i due intercetti mostra una grande freddezza nel momento del bisogno, senza Bryant in finale di partita riesce comunque a 7 secondi dalla fine a capitalizzare il drive, squadra che punta forte ad un posto nei playoff. Lo stesso discorso non vale invece per Manning che riesce a muovere la catena grazie a challenge, corse e un pizzico di fortuna, sicuramente ingranerà con il tempo ma a breve arriveranno i Falcons al Metlife Stadium e la O-line di NY non sembra decisamente pronta a sostenere l’impatto.
Collins dovrà lavorare molto sulla capacità di lettura dell’attacco ma ha il fisico e l’età giusta per diventare una grande Safety; Unga mostra un gran potenziale come linebacker e viene da una prestazione decisamente positiva. Buono il lavoro fatto da Spagnuolo fino ad oggi, il Defensive Coordinator ha gettato le basi per una buona difesa destinata a crescere e a migliorarsi in futuro.