Miami [email protected] Washington Redskins – Recap

E’ andata come ci si aspettava. Cioè alla fine i Redskins hanno perso. Certo, hanno giocato meglio del previsto, ma hanno perso. Gli spunti però, positivi o negativi sono tanti. Innanzi tutto c’è da dire che i Dolphins si sono dimenticati di scendere in campo, soprattutto nel primo tempo. Sono stati una pallida imitazione della squadra vista in preseason, soprattutto Ryan Tannehill che in certi momenti è sembrato realmente in impaccio. I Washington Redskins e i loro tifosi, ora hanno un’aria soddisfatta perché “potevano” vincere. Se l’atteggiamento è questo, ci aspettano ancora tante sconfitte. Il modello di gioco a palla a terra si è visto ed ha dato i suoi frutti, il run first e la Power hanno funzionato come i raddoppi su Suh, ma con un minimo di razionalità, c’è da giurare che le squadre che aspettano gli Skins ( Rems, Giants, Eagles, Falcons, Jets) studieranno le contromisure sulla play action e sul run heavy e, soprattutto se il team e il suo coach continueranno a mantenere il cuore pavido mostrato in questa partita, ci sarà poco da raccogliere. La partita in un modo o nell’altro, assomiglia all’esordio contro Houston di un anno fa e a tante partite della franchigia. Buona partenza e controllo iniziale come tanto spesso è accaduto, per poi lentamente scivolare nelle amnesie che finiscono per costare carissimo. Kirk Cousins non gioca nemmeno male, ma i suoi due intercetti costano cari, e lui mantiene una media assolutamente preoccupante, gli special team sembrano più in regola, ma poi si perdono un ritorno di Landry che costa la partita, il team prende 11 penalità per 88 yarde, veramente troppe. La squadra corre bene, ma le yarde guadagnate con tanto sudore non si trasformano il punti. I Redskins hanno detto che vogliono cambiare la cultura intorno alla squadra. Eppure sembra sempre di tornare a vedere lo stesso film. Se si sta costruendo qualcosa, sarà un processo lungo e faticoso, e in più c’è sempre la convinzione che il coach non sia quello giusto. La difesa ha dato segnali incoraggianti, anche se non si vede un’arrembante pass-rush, ma ha tenuto i Dolphins a 256 yards e 17 punti. E’ sempre bene ricordarlo, per vincere le partite bisogna segnare un punto in più dell’avversario. Alfred Morris ha corso per 121 yards su 25 tentativi, Miami 74 yarde in tutto, ma abbiamo perso. I Redskins hanno messo insieme 349 yards contro256 dei Delphins e abbiamo perso. Washington ha tenuto la palla per 37:54 rispetto alla 22:06 di Maiami ed ancora, abbiamo perso. Ma se si perdono partite come queste, con questi numeri, quando si pensa di poter vincere? Ora il team dovrà rinunciare per tre o quattro settimane alla minaccia profonda di DeSean Jackson, e questo rende ancora più prevedibile l’attacco della squadra. Il team, tra l’altro, ha anche perso il safety Duke Ihenacho per un infortunio al polso. Nelle note positive, finalmente si è visto il miglior Alfred Morris. Matt Jones ha ricevuto un sacco di elogi questa estate, ma c’è ancora un buon divario. Deve crescere e forse è il futuro back da grandi guadagni, cosa che Morris non è mai riuscito ad essere, ma la strada è ancora lunga. Dicevamo l’attacco senza DeSean Jackson. Sarà un problema, e non solo perchè Ryan Grant non ha la velocità per minacciare nel profondo la difesa, ma soprattutto perchè con il massiccio uso della play action, D-Jax è fondamentale con il suo modo di tenere fino in fondo la tracce e con la capacità di vincere le prese contrastate. Al contrario, sia pur con qualche bella presa, non convince Andre Roberts. Prende tre pass da 36 yards ma fa un drop su un altro. Senza Jackson occorrono i migliori lavori da parte sua e di Jamison Crowder. Nella OL comincia a vedersi la mano di Bill Callahan. A parte quando hanno tentato di far uccidere RG3 in preseason, la linea gioca meglio. Certo alle volte Lichtensteiger si lascia sovrastare e Lauvao è il punto debole della linea, ma ad esempio il lato destro sembra decisamente migliorato. Hanno tenuto Suh dal loro lato riducendone l’impatto, anche se Scherff alle volte si è trovato in difficoltà con le penetrazioni dei linebacker o con la tenuta del blocco, ma Moses invece ha lavorato bene sul temuto Cameron Wake. Altro giocatore sempre importante: Jordan Reed, che è stato sfruttato mettendolo contro difensori più piccoli, tenendolo sempre lontano dal veloce linebacker Jelani Jenkins. Non ha bloccato quasi per niente ma la sua presenza nei terzi down è stata determinante. Ancora, Pierre Garcon, ha 6 ricezioni per 74 yards che ci restituiscono un WR importante con la sua capacità di portare terreno dopo il catch. Da parte dei Dolphins un po’ di delusione per un attacco che si voleva più arrembante. Da rivedere Tannehill e il suo passing game, che è stato inferiore ai Redskins; la difesa è sembrata solida sul pass, ma sinceramente un po’ impreparata sulle corse. Ha impressionato il safety Reshad Jones facendosi vedere ovunque, sia contro le corse e sul pass. Ottima impressione anche da Jordan Cameron, la cui classe non si discute, bisognerà vedere la sua solidità fisica. Alla prossima riceviamo i Rams, la squadra che si è costruita sulle ceneri della trade di RG3, quest’anno in grande spolvero, e con una difesa giudicata da tanti la migliore della NFL. Prova del nove per Cousins e per il run heavy di Gruden.