Week 2: Detroit Lions @ Minnesota Vikings preview

In una Division dove Green Bay negli ultimi anni è sempre stata pronosticata come contender per il titolo NFL, ogni passo falso, se si hanno pretese di postseason, è sempre molto grave. Lo sanno bene Minnesota e Detroit, che domenica vanno in campo a Minneapolis per non rimanere al palo dopo week.

Questo dovrebbe essere l’anno di Teddy Bridgewater e dei Minnesota Vikings chiamati a fare un grande passo in avanti, ma finora si è visto solo un inciampo già al primo scalino. Questo ovviamente non mina le possibilità di giungere alla post season, ma in arrivo c’è subito una gara interdivisionale, fondamentale perchè domenica riceveranno la visita dei Detroit Lions, l’anno scorso approdati ai playoff ma che quest’anno sono partiti male e vogliono evitare un inizio 0-2 che prelude ad una serie di partite tutt’altro che facile con l’arrivo dei Broncos al Ford Field, il viaggio a Seattle e la gara in casa contro Arizona.

Parlando di Minnesota, Bridgewater ha mostrato grande potenziale soprattutto verso la fine della sua stagione da rookie, 103,0 di quarterback rating nelle sue ultime cinque partite, e secondo PFF una abilità inusuale nelle situazioni di pressione. Il suo continuo sviluppo, in combinazione con il ritorno di Adrian Peterson a tutti gli effetti e una difesa in fase di ricostruzione che ha mostrato giocatori di sicuro talento ed è stata addizionata con le prime tre scelte di Minnie anche nell’ultimo Draft (il cornerback Trae Waynes, il MLB Eric Kendricks ed il DE Danielle Hunter) sembravano porre i Vikings tra le candidate a raggiungere la postseason per la seconda volta in sei anni.

Ma Bridgewater e Peterson si sono dimostrati deludenti, ed hanno contribuito ad affondare i Vikings al cospetto dei San Francisco 49ers appena usciti da una delle offseason più travagliate della storia della NFL. Bridgewater, senza il centro John Sullivan e l’OT Phil Loadholt, è stato messo culo a terra cinque volte, prolungando la difficoltà di Minnie nel proteggere il proprio QB sackato 51 volte nel 2014, e ha faticato proprio dove l’anno scorso aveva brillato, ovvero contro i blitz. Peterson è stato altrettanto evanescente lunedi con 31 yard in 10 portate, rimarcando come l’utilizzo limitato di AP, quantunque disponibile, sia sempre deleterio per Minneapolis. C’è da sperare che l’andazzo sia corretto, con Peterson che ha corso in media 128,2 yard nei sei incontri in casa con Detroit e una situazione climatica diversa dalla California, ma Detroit nelle due gare 2014 non ha lasciato scampo ai Vikings che in casa propria non riuscirono nemmeno ad andare in TD chiudendo con una sconfitta 17-3 che segnò il punteggio offensivo più basso dell’annata.

Ma se Atene piange, Sparta non ride. Detroit ha dilapidato un vantaggio di 21-3 domenica scorsa nella sconfitta 33-28 a San Diego, cedendo 249 yard su passaggio nella seconda metà di gara quando l’anno scorso ne aveva lasciate poco più di 230 in media a gara. Coach Jim Caldwell si è detto tranquillo riguardo agli errori, ma i Lions hanno poco margine di errore dato il loro programma a breve termine che prevede tre gare con squadre giunte l’anno scorso in postseason. La difesa ha fatto poco per tranquillizzare circa le perdite di Ndamukong Suh e Nick Fairley, la diga centrale del 2014, cedendo 483 yard. Haloti Ngata, chiamato ad alleviare le perdite, nel complesso ha disputato una gara accettabile ma è parso in difficoltà contro le corse, mentre la secondaria non ha particolarmente brillato con James Ihedigbo e Rashean Mathis, e questo senza che i Chargers potessero schierare Antonio Gates, il linebacker DeAndre Levy, che ha guidato la squadra con 151 placcaggi scorso anno, dovrebbe tornare dall’infortunio all’anca e la situazione potrebbe migliorare.

In attacco, i Lions devono sistemare una linea pericolante, tutta abbastanza negativa ad esclusione di Manuel Ramirez, che ha trovato i punti deboli sui tackle, dare più tempo a Matthew Stafford e coinvolgere maggiormente Calvin Johnson (due ricezioni, praticamente nulla) potrebbe giovare contro una squadra a cui i due hanno stampato una media 108,0 yard di ricezione e quattro TD nelle ultime cinque gare. Le note liete vengono da Ameer Abdullah che ha continuato a stupire dopo un precampionato altrettanto eccellente e guida la classifica all-purpose con 199 yard, oltre a 24 yard di ritorno dalla endzone al suo esordio tra i professionisti. Che si stia già sfregando le mani in attesa di giocare contro la non brillantissima difesa viola?

Injury Report: per Minnesota, l’infermeria non presenta grossi problemi, con la probabile presenza del RB Jerick McKinnon e del DT Shamar Stephen. Ben più problematica la situazione dei Lions che hanno fuori Brandon Pettigrew, in dubbio il già nominato Levy che non si è allenato, e questionable sia Haloti Ngata che Caraun Reid rispettivamente per spalla e caviglia.

Pronostico: passa tutto dalla difesa di Minnesota e dai suoi “rossi” contro le corse, se verranno apportate le giuste modifiche, i Vikings vinceranno. Viceversa Detroit se la caverà a contenere Bridgewater e compagni come meglio può, e prenderà il largo con le eccellenti armi d’attacco che possiede, e che si suppone userà meglio. A botta secca dico Detroit.