Analisi dal Lato Oscuro: Baltimore Ravens VS Oakland Raiders (Week #2)

Dopo aver visto il Season Opener contro i Cincinnati Bengals, in cui Jack Del Rio e il suo staff sono riusciti a mettere in campo uno spettacolo imbarazzante sotto ogni punto di vista, nessuno avrebbe mai dato speranza agli Oakland Raiders contro un’altra “Playoff Caliber Team”. I Silver&Black avevano giocato il loro peggio football, e con 2 dei loro starter difensivi non in campo, pensare che riuscissero a contenere Joe Flacco e i suoi Ravens dallo strappare la loro prima vittoria stagionale, era irrealistico.
Sessanta minuti di cronometro sono invece bastati per dimostrare che a volte i miracoli accadono davvero: con un drive vincente, i Raiders riescono a battere per 37 a 33 la squadra ospite, sconvolgendo qualsiasi pronostico, e riconquistando tutta quella credibilità perduta la prima settimana.
E’ stata una partita parecchio intensa in ogni fase di gioco, e sono molti i punti da analizzare prima di scendere nello specifico sui vari ruoli. quindi non perdiamo tempo ed iniziamo subito!
Complessivamente il match è stato lontano dalla perfezione, ma se dovessi descriverlo con una parola userei COMBATTUTO. Il primo dato negativo che salta all’occhio sono sicuramente le penalità: regalare 106 yard agli avversari (su un totale di 16 flag lanciate contro) è un qualcosa che normalmente non porta affatto ad una vittoria, e considerando che buona parte di queste sono state Pre-Snap, la situazione è non poco preoccupante (ricordando che stiamo parlando di una partita casalinga, dove False Start e Offside dovrebbero essere limitatissimi visto il pubblico a favore).
Da un punto di vista offensivo la partita è stata giocata in maniera magistrale, con una strategia abbastanza insolita ma vincente. Bill Musgrave ha ancora una volta relegato ad un ruolo marginale il Running Game (nonostante sulla carta quello dei Raiders sarebbe dovuto essere un Run Heavy Offense), ma rispetto alla settimana precedente, il play-calling è stato molto più aggressivo e “variegato”. Tutti gli Screen Pass e i lanci brevi e ripetuti sono stati sostituiti da tracce profonde o comunque sempre oltre le 6 yard, sfruttando il braccio di Carr e l’abilità sulle tracce dei ricevitori, per testare il secondario avversario sul profondo negli uno contro uno.
In difesa invece il discorso non è altrettanto ottimista: tutti gli errori e le scelte strategiche messe in campo contro i Bengals sono state mantenute, e per la seconda settimana di seguito, hanno prodotto lo stesso identico risultato. Fino ad ora sono ben 889 le yard concesse in totale (493 solo ai Ravens), un numero esorbitante considerando che è anche il peggiore della storia del franchise. Queste cifre sono il risultato di una difesa che non è in grado di produrre praticamente nessun tipo di Pass Rush (0 Sack anche in questa partita e 1 solo QB Hit), e che lascia troppo tempo ai Quarterback avversari per progredire nelle proprie letture e trovare sempre un ricevitore libero cui scaricare la palla. Anche la run defense non è stata eccellente, e se a questo aggiungiamo l’incapacità di marcare i TE e i 18 missed tackle, si denota un grosso problema che va risolto nel più breve tempo possibile.
Spostiamoci ora all’analisi dei vari reparti, cercando di capire dove sono i meriti e dove i demeriti.

QUARTERBACK
In questa partita Derek Carr ha mostrato tantissimo potenziale, e nonostante non sia stato perfetto, grazie alla sua solida prestazione e presenza nella tasca ha regalato ai Raiders una vittoria importantissima.
I miglioramenti che si è potuto osservare sono stati drastici: se contro Cincinnati il QB ha avuto parecchia difficoltà a mantenere la compostezza necessaria per lanciare la palla in modo efficace, questa settimana è stato completamente diverso. Con la linea che ha svolto in maniera solida il suo lavoro, il #4 ha avuto tempo di scorrere tutte le sue letture e trovare nella maggioranza dei casi, qualcuno libero davanti a lui che potesse permettere al drive di continuare. Rispetto alla settimana scorsa, in cui o per sua scelta o per ciò che Musgrave chiamava, sono state poche le volte in cui non provasse a testare il fondocampo, e grazie alle ottime tracce dei ricevitori, quasi tutti i matchup sono andati a suo favore.
La cosa però preoccupante, è che non sempre questi lanci erano perfetti; in alcuni casi la palla compieva una bella spirale, arrivando dritta sulle mani del ricevitore (come nel caso di Andre Holmes in doppia marcatura, o il lungo TD di Cooper), ma in altri, è stato il ricevitore stesso ad evitare che quella palla non venisse sprecata. Esempi di questi tiri imprecisi sono stati gli ultimi TD su Crabtree e Roberts, dove è stato necessario un loro aggiustamento per ricevere ed entrare in endzone, e l’intercetto, frutto sia di una pessima scelta da parte del QB (che ha forzato il tiro nonostante la doppia marcatura), che di una forza insufficiente affinché la palla potesse essere ricevuta.
Sul timing c’è ancora tanto lavoro da fare (ci sono stati dei lanci incompleti che non sarebbero stati tali se fatti un tantinello prima), ma da un punto di vista generale la prestazione è stata davvero solida, specie nell’ultimo drive, dove Carr ha mostrato il sangue freddo e la calma necessaria per guadagnarsi quella W.
VOTO: 8/10

RUNNING BACKS
Come specificato all’inizio, nonostante Musgrave sia noto nella lega per il suo amore nel correre con la palla in mano, Latavius Murray è stato altamente sotto-utilizzato. Le statistiche sono anche parecchio buone, con 65 yard in 15 portate (4,3 yard per carry) e 1 TD, e questo rende ancora più difficile capire il motivo dietro questo tipo di scelta da parte dell’OC. Quando chiamato all’azione, il RB si è dimostrato più che all’altezza, facilitando a Carr la conversione dei down e totalizzando anche 22 yard di ricezione, e si spera che il suo ruolo venga incrementato nella prossima sfida contro i Browns che proprio sulle corse risultano vulnerabili.
VOTO: 7/10

WIDE RECEIVERS & TIGHT ENDS
Dovendo trattare questi due reparti nella stessa sezione, è più che mai importante fare le dovute distinzioni.
I ricevitori sono stati il fiore all’occhiello della squadra, e hanno limitato gli errori di Carr, imponendosi sugli avversari e giocando un ruolo fondamentale nel punteggio finale. Per prima cosa partiamo dalle statistiche: Amari Cooper raggiunge quota 109 yard in 7 ricezioni e 1 TD, mentre Michael Crabtree 111 yard in 9 ricezioni e 1 TD.
Questi numeri fanno girare la testa, non solo perché finalmente i Raiders hanno 2 ricevitori sopra le 100 yard nella stessa partita (non accadeva dal 2012), ma anche perché sono un’ottima argomentazione a sostegno della tesi “finalmente Oakland ha qualcuno di valido in questo reparto”.
Il rookie da Alabama inizia per la seconda volta di fila il match con un drop, ma poco dopo fa ammenda e riceve la palla per 68 yard per portarla oltre la goal line, segnando il suo primo TD da pro; il suo contributo non finisce quì, perché ogni qual volta Derek Carr si ritrova in un 3 e lungo, si affida sempre a Cooper per convertire, sfruttando la sua capacità di smarcarsi per muovere la catena.
Crabtree ovviamete non è stato da meno. Non posso essere più felice di così nel sapere quanto mi sbagliassi quando a marzo criticai la squadra per averlo portato dentro in free agency, perché ora come ora, le mani dell’ex 9ers sono un assoluta garanzia. Penalità per tounting a parte (sbagliata a mio parere perché dovuta ad una provocazione da parte di un DB avversario), ha permesso a Carr sia di portare in vantaggio i Raiders, aggiustando la traccia per sopperire al suo lancio impreciso, sia di marciare nell’ultimo drive vincente con una ricezione spettacolare (la tipping toe reception).
Menzione d’onore anche per Seth Roberts e Andre Holmes che hanno ricevuto la palle nei momenti più importanti.
Diverso il discorso per i TE, completamente fuori da ogni radar e invisibili per tutti i 60 minuti.
VOTO: 9/10

OFFENSIVE LINE
Grossi passi in avanti sono stati fatti in questa partita per l’intera linea offensiva, ma rimangono ancora delle correzioni da apportare per rendere più facile la vita all’intera squadra.
La Pass Protection è stata quasi eccellente: 1 sack concesso e 5 QB Pressure sono le uniche statistiche che la difesa dei Ravens riesce a portare a casa, dopo aver dominato la settimana precedente sull’attacco dei Broncos. Carr ha avuto tutto il tempo del mondo per tirare e in diverse occasioni, è stato pure in grado di scorrere le varie letture prima di lanciare la palla all’unico ricevitore libero.
Il lato sinistro, composto da Donald Penn e Gabe Jackson è stato fenomenale, e gran parte del merito è loro. Jackson in particolare è stato la chiave che ha permesso al running game di stabilirsi quando utilizzato, funzionando anche da ottimo ariete quando Latavius Murray è entrato in Endzone recuperando il vantaggio perduto dei Silver&Black.
L’unica pecca, che in vista delle partite che verranno potrebbe avere il suo peso, sono state le penalità pre snap (ancora una volta è Austin Howard il colpevole), ma per il resto, i miglioramenti raggiunti danno un voto più che sufficiente all’intero reparto.
VOTO: 7/10

DEFENSIVE LINE
Visto che il tipo di difesa di Jack Del Rio non prevede quasi mai dei blitz dai LB, è la linea difensiva che dovrebbe generare tutta la pressione sul QB avversario. Fino a questo momento però, come specificato all’inizio, ha fallito miseramente il compito, portandosi a casa 0 sack, 1 QB Hit (di Aldon Smith) e 7 QB hurries (di cui 4 di Smith e 2 di Khalil Mack).
Queste cifre sono assolutamente insufficienti ad influenzare in alcun modo i piani di Flacco, che sfruttando il fatto che Mack avesse zero impatto (nonostante fosse ingaggiato in semplici blocchi 1-1 con la linea offensiva), si prendeva tutto il tempo del mondo nella tasca. Dopo 2 partite di scarsa produzione, la cosa che mi aspetterei è un drastico cambio di ruoli, come ad esempio restituire all’ex rookie da Buffalo il suo ruolo naturale di SAM, e alternare Aldon Smith, Mario Edwards Jr e Denico Autry dalla parte opposta a Justin Tuck, sperando in questo modo i numeri crescano.
Per quanto riguarda la run defense, la prestazione non è stata eccellete. L’assenza di Justin Ellis al centro ad affiancare Dan Williams si è sentita sempre più mano a mano che i cronometro si avviava verso la fine; sono state due le occasioni in cui gli avversari hanno convertito il quarto down correndo, e nell’ultimo quarto, Tailiaferro ha corso praticamente indisturbato durato tutto un drive, entrando alla fine in endzone senza che nessun giocatore in maglia nera lo toccasse.
VOTO: 4.5/10

LINEBACKER
A mani basse continua ad essere l’anello debole dell’intera difesa. La mia idea di far tornare Mack alla sua posizione naturale, si basa proprio sulla scarsa prestazione che il suo “sostituto” Ray Ray Armstrong sta mettendo su ogni settimana. Tutti i problemi nelle coverage e nei tackle che erano stati messi in luce contro Cincinnati sono ricomparsi anche contro Baltimore, mostrando agli occhi di qualsiasi analista quanto il #57 sia effettivamente spendibile.
Anche Curtis Lofton ha avuto diverse giocate no; arrivato come leader tackler dai Saints, si pensava che quando non chiamato a retrocedere in copertura, il LB desse il meglio di se, ma effettivamente non è stato così. La prestazione buonina arrivata nel terzo quarto è stata l’eccezione rispetto al resto della partita, dove spesso e volentieri era fuori posizione ed è anche stato responsabile di uno dei TD di Gillmore (per intenderci, quello in cui il TE si è trascinato 3 giocatori in Endzone).
Malcolm Smith è stato il “migliore” dei 3 (un intercetto poi annullato per holding), ma è necessario un miglioramento se la squadra spera di essere competitiva con altre Super Bowl Contenders.
VOTO: 3/10

DEFENSIVE BACKS
Se dovessi indicare il reparto che più di tutti mi ha colpito, il premio andrebbe proprio a loro. Settimana scorsa sono riusciti a mantenere “fuori gioco” AJ Green per buona parte della partita, e questa settimana hanno fatto forse ancora meglio. Questa è una di quelle classiche situazioni in cui i numeri non rendono affatto giustizia all’impresa che il secondario è riuscita a portare a casa: è vero, Steve Smith Senior ha fatto 150 yard in 10 ricezioni, ma nel momento in cui contava davvero è stato reso inoffensivo. Sia TJ Carrie che DJ Hayden sono stati a tratti fenomenali, con delle coverage degne del loro nome,e Pass Breakup decisivi. Lo stesso Carrie è stato anche il responsabile del Forced Fumble che ha permesso ai Raiders di andare in vantaggio 10-0 a pochi minuti dall’inizio della gara. Anche Neiko Thorpe ha giocato bene (redimendosi subito dal missed tackle su Smith forzando un fumble che sfortunatamente è andato out of bounds), e ha solidificato la sua posizione di terzo CB davanti a Keith McGill, conquistando l’Intercetto che ha messo fine alle speranze di recupero dei Ravens.
Bene anche le Safety, fortemente colpiti dagli infortuni della settimana precedente. Charles Woodson è sceso in campo e ha giocato il 96% degli snap nonostante l’infortunio alla spalla, anche se a tratti (evidentemente per paura di peggiorare ulteriormente la situazione) è stato colpevole di tackle imprecisi o mancati.
VOTO: 6/10

Si conclude così l’analisi. La prossima settimana gli Oakland Raiders avranno davanti dei Cleveland Browns forti di una vittoria sui Titans, che non concederanno agli ospiti il lusso di una back to back win. Fino ad allora, speriamo che il Coaching staff porti i dovuti aggiustamenti e riesca a limitare l’offense avversario a meno di 250 yard.