Week 2: St.Louis Rams @ Washington Redskins recap

La tormentata preseason dei Redskins ha messo a dura prova l’ottimismo dei fans sia per i problemi, ormai annosi, relativi alla scelta del quarterback, sia per gli infortuni dei quali il più sanguinoso e stato quello alla star pass rusher Junior Galette, appena acquisito in FA. Dopo la prima stecca presa contro i Dolphins, soprattutto per come si è subita la sconfitta, i mugugni sono aumentati. La vittoria contro i Rams, diciamolo chiaramente, è un toccasana, perché vincere, soprattutto quando per farlo devi farti acciaccare, porta sempre bene. Dubbi e ombre restano, tanti punti ancora da chiarire, ma per onestà intellettuale bisogna anche, e diciamo finalmente, registrare le note positive. Perché la NFL è spietata, se qualcosa non gira nel verso giusto, se non inzzecchi qualche mossa, non vinci. E allora qualche mossa l’abbiamo presa. A parer mio la principale è l’assunzione del Offensive Line Coach Bill Callahan, capace di trasformare la linea dell’anno scorso, così deficitaria, in una linea di successo con il solo ingresso di Brandon Scherff a Guard. Le corse ne hanno risentito positivamente in tutte le due partite e giocando contro difese attrezzatissime. La tasca ha tenuto Suh, Wake, Michell e Vernon e poi la temutissima Long, Donald, Brocker e Quenn subendo tre sacks in tutto, rendendo il lavoro di Cousins più semplice e riuscendo a fare evitare al QB i temutissimi intercetti. Nella partita contro i Rams, il sorvegliato speciale Morris ha distratto l’attenzione dal rookie RB Matt Jones, che con tracce esterne e con la sua corsa eretta e diretta ha fatto danni per 123 yards e due TD. Il repato run, rinvigorito dal run first, e da una Zone Power giocata con molta attenzione ha raccolto 243 yarde totale contro le suddette difese. Tutto questo è sorprendente soprattutto in virtù del fatto che la squadra della capitale mancava di DeSean Jackson, unica vera minaccia profonda. Avevamo previsto il corto e medio e il quella zona ha lavorato benissimo Reed, giocatore sempre più indispensabile per l’attacco, soprattutto nei terzi down. Se Cousins (23 su 27 203 yards e 1 TD) riesce a dare continuità al suo gioco, e se la OL continua a lavorare con questa capacità, l’attacco sarà capace si non subire particolarmente nessuna difesa NFL, anche se non ci si possono aspettare le messe di punti, con il run heavy scelto quest’anno. Ma come sempre bisogna fare di necessità, virtù, il team non possiede un quarterback franchise ma questo non vuol dire che non possa vincere. Per farlo ha bisogno che continui a stupire il reparto che più di tutti è stato rinforzato, e con buoni risultati, dal GM Scot McCloughan in FA: la difesa. A parte lo sciagurato ritorno della prima partita, la linea a sette e la secondaria hanno concesso 10 punti a incontro. La prima nota va al Nose Tackle Terrance Knighton, fondamento della 3-4, capace di assorbire i raddoppi senza perdere terreno e capace di coprire il gioco operaio degli ILB Robinson e Riley. Questo omone è stato un punto fondamentale nella linea avanzata ed è il segreto del successo contro le corse, la sua presenza impegna gap che vengono occupati da altri difensori. E così anche Paea e Hatcher riescono ad essere produttivi. Certo, manca una grande pass rush, ma non è la prima difesa che cerca di limitare con la pressione sulla OL la possibilità di gioco del QB e finora affrontando Tannehill e Foles il gioco è riuscito, ma è bene dirlo, di solito è uno schema usato da difese che hanno grande fiducia sulla secondaria, che attualmente, a Washington, e più che altro un atto di fede. Sicuramente il limitato uso dei blitz offre una garanzia maggiore sulla cover da parte della seconda linea, oltre che della secondaria, ma incuriosisce vedere contro i Giants di OJB e Manninig , contro gli Eagles di Bradford e Matthews e Agholor e soprattutto contro i Falcons di Ryan e Julio Jones, che saranno affrontati nelle prossime tre, quale sarà l’efficienza del sistema.
Alcuni dati, rispetto ai Redskins degli scorsi anni, sono confortanti. In due partite il team ha raccolto 18 penalità, che è relativamente poco confrontandosi agli anni passati. L’efficienza dei terzi down è finalmente nella soglia di sopravvivenza (42% e 50%) e l’efficienza in red zone, drammatica gli anni scorsi , è al 100% cioè 3 su 3. Certo non ci affacciamo molto alla fine del campo offensivo, ma almeno quando succede facciamo TD. Giovedì il team affronta la prima trasferta dal Blue Team di New York, sempre avaro di soddisfazioni. Non ci sarà Cruz, a compensare la mancanza di D-Jax, ed è una partita in cui arriviamo, incredibilmente, meglio piazzati in classifica. Cerchiamo di non dilapidare quel gruzzoletto che faticosamente abbiamo messo via.