Week2 recap: Chargers @ BENGALS

Dopo la vittoria su San Diego per 24-19 i Bengals sono entrati nelle top-5 dei vari power-ranking della lega. Se pensiamo che solo due settimane fa erano tra la decima e la sedicesima posizione possiamo comprendere quanta poca fiducia ispirasse Cincinnati. Vorrei ricordare che l’anno scorso dopo il 3-0 iniziale salirono in testa ai power-ranking di nfl.com, dopo il bye alla quarta settimana persero con New England e Indianapolis (che poi si sarebbero giocati l’AFC Championship) e riscesero di nuovo in classifica. Tutto questo per dire che… i power-ranking sono divertenti ma non servono a nulla. Quel che è certo è che i Bengals hanno un roster fortissimo e anche il coaching staff inizia a convincere. Non parlo di Marvin Lewis ovviamente, di lui farò un articolo a parte, parlo dell’OC Hue Jackson e del DC Paul Guenther.

Ma torniamo alla partita di domenica. I Chargers sono un’ottima squadra, Philip Rivers lo conosciamo e domenica non ha deluso, giocando una buonissima partita, macchiata solo nelle statistiche dall’intercetto finale con un minuto sul cronometro e 70 yard da conquistare per vincere. Danny Woodhead è la valvola di sicurezza per Rivers nei passaggi corti e il rookie RB Melvin Gordon se riesce a superare la linea di scrimmage (soprattutto nelle corse esterne) e prendere velocità può seminare il panico tra i DB avversari. Keenan Allen invece ha giocato male, il muffed punt ha regalato a Dalton una posizione di campo favorevole che è stata sfruttata per il primo vantaggio nel punteggio e da ricevitore è stato del tutto annullato da Pacman Jones. La chiave della partita, oltre al contenimento del top receiver di San Diego, è stato a mio parere l’aggiustamento difensivo sul TE Ladarius Green, autore di alcune ricezione nella prima parte di partita e poi neutralizzato dalle difesa. Per questo bisogna dare grandi meriti a Guenther, la scelta di giocare col nickle cornerback Leon Hall quasi tutta la partita (92 % degli snap) ha pagato, dando molte difficolta a Rivers, e l’efficacia di Hall come run stopper ha limitato i danni dati dall’assenza del terzo linebacker nelle corse (A.J. Hawk, il SAM titolare ha giocato solo 5 snap). Vincent Rey, grazie alla sua versatilità, è stato utilizzato per tutta la partita e, oltre all’intercetto spettacolare, ha dato ottimi segnali di affidabilità in un reparto non proprio solidissimo e martoriato dagli infortuni. Rey Maualuga ed Emmanuel Lamur si sono alternati nelle situazioni rispettivamente di corsa e passaggio, a parte qualche tackle mancato di troppo hanno giocato una decente partita. Sono stati sufficienti i quattro uomini in linea per portare pressione al QB ed evidenziare il problema maggiore dell’attacco dei Chargers, la linea. Geno Atkins è forse il migliore in campo, Carlos Dunlap si conferma un DE molto proficuo e il resto della rotazione sta facendo ricredere tutti i giornalisti che non vedevano Cincinnati neanche ai playoff per l’assenza di pass rush. Dre Kirkpatrick ha molte responsabilità sul TD di Malcolm Floyd, anche se forse si aspettava l’aiuto di una safety che non è arrivato. Per il resto una buona prestazione per il CB da Alabama, ha eseguito un tackle su Gordon salvando un TD e ha subito un leggero push in the back da Floyd non chiamato dagli arbitri che gli ha impedito di intervenire sulla screen che ha portato al TD di Stevie Johnson.

In attacco ha giocato benissimo Andy Dalton che dispensa palloni a tutti i target possibili compreso un lineman da 140 Kg (Jake Fisher) con un completo da 31 yard. Tre TD lanciati magistralmente e una gestione della partita perfetta. Nell’azione del fumble, poi rettificato dagli arbitri come passaggio incompleto forse ha preso un rischio eccessivo durante il blitz di Manti Te’o iniziando il movimento in avanti del braccio per evitare il sack, impattando l’avanbraccio contro il casco del LB da Notre Dame. E’ interessante il fatto che nessun ricevitore ha guadagnato più di 50 yard, con un massimo di 4 ricezioni per Tyler Eifert, una svolta rispetto al “lanciamo su A.J. Green anche in tripla copertura perché degli altri non mi fido” tipico della scorsa stagione, quando la maggior parte di questi target non li aveva. E arriviamo a parlare di Mohamed Sanu, l’unico totalmente sano dello scorso anno, una sola ricezione domenica. E’ sicuramente un gradino sotto tutti gli altri, sia come affidabilità, che come feeling con Dalton. Forse il più grande errore di Dalton domenica è stato proprio cercare Sanu in una situazione di terzo e goal, invece di andare su altri target, passaggio alto e incompleto. Male Jeremy Hill, non per la poca efficacia ma per i due fumble. Il primo avviene in un modo un po’ rocambolesco, dopo il raggiungimento del primo down un DL gli cade sulla gamba, il ginocchio fa un movimento poco naturale dopodiché Butler riesce a strappargli la palla. Dalle immagini non si capisce se il ginocchio è a terra e rimane la chiamata dal campo. Più che per il turnover l’apprensione riguarda la salute del giocatore, rimasto a terra dopo l’azione. Tuttavia Hill torna quasi subito in campo ma in seguito perde nuovamente la palla da solo su un normale pitch di Dalton. Questa volta l’errore è gravissimo e Hill non tornerà più in campo, sostituito da Giovani Bernard che ci ricorda di essere un fenomeno, 20 corse per 123 yard e 3 ricezioni per 16. Ottime notizie arrivano dalla linea, per Pro Football Focus i due giocatori con il grade più alto dopo Atkins sono il tackle destro Andre Smith e il centro Russell Bodine, di fatto i due giocatori che più hanno da dimostrare della linea. Poca pressione su Dalton ma soprattutto ottimi blocchi per le corse.

Oltre a Hill, i cui fumble, insieme all’incompleto in endzone su Sanu, hanno permesso a San Diego di rimanere in partita, la nota negativa è Nugent, il kicker ha sbagliato un field-goal semplice, l’errore sarebbe stato letale se Rivers avesse guidato la squadra al TD nel drive finale (essendo sotto di 5 punti) invece di farsi intercettare da Rey.

Domenica prossima si volerà a Baltimora, in una partita molto difficile, come sempre. E’ vero che i Ravens sono 0-2, ma in entrambe le occasioni si sono trovati a una catch di Steve Smith dalla vittoria, drop contro Denver e piedi fuori dal campo con Oakland. Harbaugh si sarà fatto sentire dopo la sconfitta e non vedo i Ravens andare 0-3 alla prima partita in casa. Inoltre preparare la partita per Cincinnati non sarà facile visto che Baltimora ha giocato solo in difesa a Denver e solo in attacco a Oakland, creando un po’ di confusione a chi dovrà studiare i filmati. Dopo la catch dell’anno scorso sarà interessante vedere Steve Smith contro Pacman Jones, due personalità quantomeno vivaci. Staremo a vedere se Smith cercherà di far perdere la testa a Jones come è successo con Amari Cooper. E vedremo se Baltimora riuscirà a contenere le armi multiple dell’attacco di Cincinnati. Una sconfitta a Baltimora è sempre accettabile, Dalton ha vinto solo l’anno scorso fuori casa, l’importante è non uscirne con nomi importanti in infermeria come Eifert lo scorso anno.