New York Giants vs. Redskins – I Punti Chiave

Chi l’avrebbe mai detto che i Giants in questo inizio di stagione avrebbero battuto un record NFL? Non era mai successo che una squadra riuscisse a perdere le prime due partite di fila dopo aver chiuso in entrambe i casi il primo tempo in vantaggio di almeno 10 punti. Siamo entrati nella storia e la nostra sideline appare talmente confusa che ho paura possa festeggiare.

Per fortuna questa settimana giochiamo nel Thursday Night (stanotte, 2.30 ora italiana), di conseguenza non dovremo sorbirci un’intera settimana di dichiarazioni di coach e giocatori in cui si dice che i risultati non rispecchiano il valore della squadra, bisogna giocare meglio e lavorare duro per migliorare.

Nonostante il poco invidiabile record di 0-2, più per demeriti o sfortuna altrui (gli infortuni di Bryant e Romo mettono in dubbio un titolo divisionale altrimenti già ampiamente alla portata dei Cowboys),  i giochi sono ancora aperti. In teoria. In una division che quindi si appresta ad incoronare un vincitore con un record presumibilmente basso, gli scontri divisionali valgono ancora di più. Vincere contro i Redskins significherebbe ri-entrare a pieno titolo nella lotta per la leadership divisionale. Non ha senso parlare di favoriti o outsider, avere un team sulla carta più talentuoso non significa nulla se questo talento non viene valorizzato, stavolta conta solo smuovere lo zero dal tabellino delle vittorie.

Queste saranno le chiavi della partita:

1. Next Man Up. In uno sport in cui l’infortunio è sempre dietro l’angolo, avere dei rimpiazzi all’altezza è fondamentale. Dalle nostri parti, come ormai tristemente noto, i medici lavorano tantissimo. Tra gli ufficialmente out, oltre ai lungo degenti Beatty, Pierre-Paul e Cruz (possibile un suo rientro la settimana prossima), ancora una volta troviamo Odighizuwa e Kuhn e si aggiungono al club anche le sicure defezioni del TE Cunningham e soprattutto del nostro miglior CB: Dominique Rodgers-Cromartie, un’assenza che si farà sicuramente sentire. La situazione è grigia anche per l’Offensive Line, con il primo giro Flowers quasi sicuramente fuori,  sarà probabile vedere riproposto Pugh come LT con John Jerry LG. Chi invece dovrebbe finalmente essere disponibile è il MLB Jon Beason, la cui capacità nel dare ordine alla difesa sarà fondamentale per limitare le frequenti amnesie difensive delle prime due giornate

2. Concentrazione. L’attacco è capace tanto di prestazioni apatiche quanto di macinare yarde senza dar nemmeno alla difesa il tempo di realizzare cosa sia successo, eppure basta il minimo errore perché si scateni una spirale di autolesionismo che vanifica ogni sforzo fatto: errori su errori, pessima gestione del cronometro, penalità stupide, insufficiente comunicazione tra campo e sideline e chi più ne ha più ne metta. La difesa invece ha giocato molto meglio del previsto, limitando efficacemente gli attacchi opposti, salvo poi sciogliersi nel momento decisivo, con cali di concentrazione capaci di concedere all’avversario rimonte al limite dell’impossibile. Vincere in NFL è già abbastanza difficile, non serve complicarsi la vita da soli. Nelle ultime stagioni, e le prime due partite non hanno fatto eccezione, i Giants hanno sempre trovato nuovi ed incredibili modi per perdere partite. Per vincere bisogna essere organizzati e concentrati, in campo però sembra regnare il caos. Al coaching staff, e soprattutto all’Head Coach, il compito di invertire la rotta.

3. Imprevedibilità. Le rimonte subite non sono state solo frutto di nostri errori. Finora le sideline avversarie sono state molto più brave di noi di fare aggiustamenti in corso d’opera. Noi invece soprattutto in attacco facciamo sempre le stesse cose, con il risultato che anche le giocate che potrebbero funzionare invece perdono d’efficacia. Un vero e proprio delitto, considerando che l’attacco vanta due tra i giocatori più imprevedibili della lega: Odell Beckham Jr. e Shane Vereen. A roster abbiamo poi abbiamo altri giocatori capaci di mettere in seria difficoltà le difese avversarie, come Randle e Donnell, incredibilmente sottoutilizzati (specialmente Randle, WR titolare, finora cercato solo tre volte). Insomma, le frecce nella faretra di McAdoo non mancano, peccato il suo playcalling non sia stato all’altezza. Un eventuale ripresa dei Giants passerà anche dal suo microfono, sperando si ricordi quanto di buono fatto intuire nella stagione scorsa e riprenda da lì. 

4. Esecuzione. Con il taglio di Preston Parker, Coughlin ha mandato un chiaro segnale alla squadra: gli errori, nel suo caso cinque drop (di cui tre particolarmente sanguinosi), si pagano. Per questa partita non ha senso parlare di singoli e schemi, bisogna semplicemente giocare con intelligenza, limitare gli errori e farsi trovare pronti.