Problemi di linea

No non stiamo parlando certo della circonferenza della vita della popolazione di Philadelphia ma dell’annoso problema in casa Eagles riguardante la offensive line. Dopo 2 partite in cui il reparto è stato surclassato dagli avversari cerchiamo di andare più nello specifico. Molta colpa è stata data alle due guardie che di certo non hanno brillato ma è davvero così semplice la spiegazione di questo tracollo del reparto?

Facciamo un passo indietro. A fine 2014 l’OL Eagles viene classificata per Pro Football Focus come seconda della lega, dietro solamente quella dei Dallas Cowboys. Probabilmente è una classifica assai generosa, nata dal fatto che sia Jason Peters che Lane Johnson entrarono, come i due tackle titolari, nel loro All-Pro Team. Addirittura calcolarono che, secondo i grade di PFF, Peters fosse stato il LT migliore contro le corse nel 2014. Buone cose anche per Jason Kelce, sesto miglior centro sulle corse.

[Ad onore del vero molto meno rosei erano i dati di FootballOutsiders che, se posizionavano gli Eagles al 9° posto in pass protection, sul gioco di corsa ci classificavano solamente al 29° posto].

Prima di andare a vedere praticamente cosa non sia funzionato analizziamo i dati PFF di queste prime 2 settimane. Gli unici con rating positivo sulla pass protection sono Lane Johnson (+2) e Jason Peters (+2.3) mentre il C Jason Kelce porta a casa un -1.1. In realtà al di là della pressione su Sam Bradford (10 hurries e 9 hit) la OL ha concesso 1 misero sack. Certo le statistiche sono falsate dal fatto che gli Eagles giocano quasi esclusivamente in shotgun formation che concede più tempo a QB, e quindi alla OL.

Prevedibilmente drammatici invece i dati sul run block. Sul lato sinistro gli Eagles infilano un rating di -1.6 per Peters e addirittura -2.1 per Barbre. Vedremo più in seguito che la mancanza di comunicazione e di feeling tra i due è tra i maggiori problemi di questi Eagles. Va meglio sul lato destro dove sia Johnson (globalmente il migliore) che il bistrattato Gardner portano a casa rating decenti (+0.9).

Quindi secondo i dati di PFF i pezzi deboli di questa OL sono Allen Barbre (-2.7) e Jason Kelce (-1.8), mentre se Peters galleggia, a primeggiare nel reparto sono Lane Johnson (3.4) e proprio Andrew Gardner, una delle due guardie sotto processo (che si porta a casa un dignitoso +1.3 contro il +1.9 del 2014). Se i dati confermano quanto già osservato, ovvero che tanti problemi arrivano anche da Jason Peters e soprattutto Jason Kelce, il rating di Gardner sorprende in positivo e mette sotto una luce diversa la RG.

Preoccupa però anche la situazione di Brent Celek, impresentabile contro i Cowboys, che dopo 2 week colleziona un terrificante -4.5 in run block. Anche qui nient’altro di una triste conferma, per il TE veterano, di quello visto dalla tv.

Ma visto che i nostalgici invocano la ex coppia di G Mathis-Herremans, come staranno andando questi due giocatori nelle loro nuove avventure? Il pro bowler Evan Mathis in 2 partite a Denver ha collezionato un -3.3 di overall, mentre Todd Herremans è uscito dalla partita contro i Jets con un imbarazzante -10.4 di rating dopo un discreto esordio a Buffalo. Insomma gli ex per adesso non possono essere ancora rimpianti visto la pochezza delle loro prove in questo 2015.

Se i rating PFF ci danno una panoramica dei problemi di questa OL basta spulciare a modo il tape della partita per vedere cosa effettivamente non ha funzionato nelle precedenti uscite.

Josh Huff in settimana ha rivelato come abbia sentito più volte preannunciare dalla difesa Cowboys lo schema che gli Eagles avrebbero poi effettivamente eseguito. Questa è una preoccupante tendenza che era in realtà facilmente registrabile da chi guarda la partita da casa. La imprevedibilità e l’ampio playbook del 2013 ha fatto strada ad una standardizzazione del 2014 e una totale prevedibilità di questo 2015. Già lo scorso anno gli Eagles ebbero palesi difficoltà offensive in più di qualche partita, come ad esempio nella sconfitta a San Francisco. I 49ers evidentemente erano tra le squadre che meglio si erano preparate ad affrontare Philadelphia. Sul 4 down decisivo in redzone infatti furono assolutamente in grado di disinnescare lo schema che era già stato utlizzato con successo nel corso del 2013. Episodi come quello (che costarono una W a conti fatti decisiva per la corsa playoff) non furono evidentemente segnali abbastanza forti da far cambiare idea a Kelly, che diede la colpa di una annata sottotono alla non perfetta esecuzione di una serie di giocatori non ideali nel gioco Kellyano. Evidentemente sottovalutava i problemi di coaching che serpeggiavano in seno a quelle prestazioni. Il tracollo di questa stagione per il momento è imperdonabile.

Andiamo a vedere una situazione di corsa che tanto ci ha danneggiati in queste 2 prime partite. Le prime due esecuzioni chiave sono arrivate nella partita contro i Falcons. La situazione è una slant off guard del RB. In tutte e 2 le situazioni il RB sarebbe dovuto passare nello spazio creato da Andrew Gardner e Lane Johnson.

Siamo a poche yard dalla endzone Falcons.

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Pochi attimi dopo lo snap notiamo già due cose. Il DT, indicato in figura dalla freccia gialla, sguscia immediatamente via dalla spinta di Kelce che da parte sua va subito in difficoltà. Con la freccia rossa invece vediamo come il LB reagisca quasi in modo automatico, leggendo lo schema, e si fionda a colmare il buco che ci creerà. Guardate bene come non abbia un attimo di esitazione. Ma andiamo avanti.

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Qui la LG Barbre e il C Kelce combinano un pasticcio. Il primo ritarda il raddoppio al DT dopo aver raddoppiato il DE, mentre Kelce si fa quasi passare senza fatica appunto dal DT dei Falcons. Per fortuna questo non inficia sulla riuscita della corsa ma è una indicazione della pochezza di esecuzione degli elementi della OL.

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E qui vediamo come il LB che aveva letto immediatamente l’azione, prima ancora dell’handoff, chiuda il buco e fermi la corsa di Matthews che riuscirà poi ad entrare in meta solo grazie alla spinta da dietro di Barbre.

Ma andiamo avanti nella partita, a quel famoso 3&1 in pieno territorio Falcons. Badate bene che gli Eagles stanno giocando in piena hurry up.

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Indicato in giallo c’è il MLB Paul Worrilow.

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Guardate come è reattivo pochi attimi dopo lo snap. La palla è ancora lontana dall’arrivare nelle mani di Ryan Mathews ma Worrilow sa già esattamente qual è lo schema e reagisce di conseguenza. Sono giocate difensive, per lo più contro attacchi in no huddle, che non vengono per caso ma da un attento studio in fase di prepartita. Dan Quinn inoltre aveva già incontrato e ben studiato (visto i risultati) gli Eagles quando era DC dei Seattle Seahawks.

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Qui Worrilow ha già chiuso il buco quando Mathews ha appena ricevuto l’handoff. No gain, 4&1 e partita sfumata con l’errore di Parkey al FG.

E chi se non una squadra che incontriamo 2 volte l’anno e che ha tempo modo e motivazioni per studiarci può disinnescarci senza problema se non attuiamo soluzioni tattiche più varie? Esatto, proprio i Dallas Cowboys che in week 2 sono sembrati veggenti e padroni del dono dell’ubiquità.

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Questo è un esempio perfetto perchè coglie sia i problemi di esecuzione che quelli tattici. Nella freccia rossa è indicato il raddoppio di Kelce e Gardner sul DT dei Cowboys che dovrebbe aprire il buco off guard per la corsa RB. Guardate pochi attimi dopo, durante l’handoff la situazione :

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Il DT rompe praticamente il raddoppio con una facilità imbarazzante. Kelce viene spinto via e quasi frana addosso a Murray che sta ancora ricevendo la palla da Bradford. D’altra parte Sean Lee sa già come andrà a finire lo schema e, senza blocchi sul secondo livello perchè Barbre si sta occupando del MLB, ferma senza difficoltà Murray per un ennesimo tackle for loss. In realtà anche il pasticcio tra Kelce e Gardner è figlio della prevedibilità di fondo. Il DT è piazzato in 1 technique pronto a sgusciare a quel particolare raddoppio.

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Risultato dell’azione : -3 yard.

Chiudo con l’ultimo dato e con l’ultimo esempio di totale e inaccettabile mancanza di esecuzione. I RB Eagles hanno collezionato appena 0.28 yard di corsa prima di essere toccati dai difensori avversari. Murray per tutta la partita dopo apena 1/3 di yard aveva già un difensore addosso. Ovviamente è ingiusto, per il momento, puntare il dito sull’ex Cowboys.

Non siamo diventati prevedibili sono in situazioni di slant o inside zone, ma anche nelle sweep, tanto care e abusate da Chip Kelly, ormai raccogliamo scarsissimi risultati. A tal proposito all’inizio avevo fatto notare come Celek avesse un rating PFF ridicolo. Anche questo è facilmente dimostrabile nel prossimo esempio. 

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In blu sono indicati i blocchi assegnati sul lato debole, mentre le linee gialle e rosse sono i movimenti del C e della RG che dovrebbero poi andare a creare il buco con i blocchi sul secondo livello per la corsa esterna del RB.

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Qui un ottimo bloccatore come il TE Brent Celek si fa bypassare come un casello autostradale dal DE avversario che ha così strada libera (Kelce ad un certo punto se lo trova in “traiettoria” ma a lui è stato assegnato un compito diverso e giustamente va a bloccare i LB al secondo livello sull’esterno) per un altro TFL.

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Risultato della giocata: -6 yard.

Potrei portare altri esempi ma credo che il quadro sia abbastanza chiaro. Tra un playbook sempre più prevedibile e ben studiato dagli avversari, che fa calare l’efficienza anche dei giochi ben eseguiti, e la difficoltà incredibile ad eseguire con dovizia quaslivoglia schema rende l’attacco asfittico e mette tutta la pressone su Bradford e sui ricevitori che hanno, per adesso, mancato l’appello. L’esecuzione, il feeling e la comunicazione del reparto si può ancora sistemare ma a livello tattico c’è stata una involuzione preoccupante da parte di Chip Kelly che, affidandosi al dogma della esecuzione, ha perso di vista quello che veramente ha fatto la fortuna del suo attacco nel 2013 : la geniale imprevedibilità.

P.s. : Domenica c’è la difesa e soprattutto la DL dei Jets…

Manuel Tracia