Week 3: Jaguars 17-51 Patriots : recap

Arrivano i Jaguars in città, franchigia ormai in eterna ricostruzione, ma che negli ultimi periodi ha azzeccato qualche mossa nei punti giusti del loro roster e che è riuscita a mettere in piedi un reparto d’attacco esplosivo, capitanato dal QB Blake Bortles, una sorta di versione giovane e più mobile di Ben Roethlisberger. Vittoria contro Miami nella gara precedente e record di 1-1 che al momento li pone primi nella loro division, complici le partenze disastrose di Houston e Indianapolis entrambe sullo 0-2. Jacksonville che arriva a Foxborough però con qualche infortunio di troppo, come i defensive backs Johnathan Cyprien e Dwayne Gratz, assieme all’ex Vikings runningback Toby Gerhart.

Gara da non sottovalutare, non a caso Belichick ha dichiarato di rispettare molto i “giovani ed affamati” Jags e ha speso lodi notevoli per il loro quarterback, capace di muoversi bene anche fuori dalla tasca e trovare lanci anche profondi con precisione e velocità. Dal canto nostro, la squadra si presenta ritrovando il giovane defensive lineman Dominique Easley, dopo una botta al fianco che lo ha tenuto fuori per la maggior parte della gara a Buffalo, con un Tom Brady d’annata, 7 TD’s e 0 intercetti con più di 700 yards macinate e record di yards contro una difesa gestita e allenata da coach Rex Ryan.

La Partita

Il primo tempo si conclude con il punteggio di 20 a 3 per i padroni di casa che vanno all’intervallo con Tom Brady entrato nel “club dei 400”, ovvero dopo aver lanciato il suo 400esimo touchdown nelle mani di un sirprendente Danny Amendola che ha ripreso da dove aveva lasciato la scorsa stagione, nella postseason. Brady non è la sola cosa a funzionare nel pomeriggio dei campioni in carica; continua infatti il momento positivo di Dion Lewis che segnerà anche un touchdown (il primo della gara dei Pats) su una corsa di circa 10 yards in red zone. Il ruolo del “Juggernaut” LeGarrette Blount è ormai ridimensionato e di molto, con Lewis che riesce perfettamente ad impersonare un doppio ruolo da sempre fondamentale per la offense, ovvero sia quello di “pass catching runningback”, quello che faceva Shane Vereen per intenderci, ma anche quello di trottola sgusciante tra i blocchi, che tutti si aspettavano dal prodotto di Wisconsin James White, fino ad ora una comparsa nel roster dei Patriots. Blount diventa se possibile ancora più pericoloso così, perchè le difese da lui non si aspettano più un ruolo di corridore principale ma di bloccatore, e questo tende a liberarlo e renderlo temibile.

Difensivamente l’intercetto di Devin McCourty che chiude la prima porzione di gara permette a Bortles di andare a riposo con 90 yards guadagnate su 8 completi su 17 tentativi; la gestione del match da parte della nosytra difesa è buono, i ragazzi sono attenti, a Butler manca di fatto un intercetto già bello che compiuto che gli scivola dalle mani, Easley sembra tornato integro e la coppia, o meglio “tag team” per usare un gergo da wrestling formato da Sheard e Ninkovich riesce anche ad arrivare a mettere pressione con un sack. Qualche grosso completo arriva ma bisogna anche dare atto agli avversari, la offense di Jacksonville è piena di giovani talentuosi e con voglia di fare e spesso hanno superato in velocità la nostra secondaria, ma senza ferire.

Nella ripresa prosegue un esperimento molto interessante; Shaq Mason, che su questo blog avevo appuntato come “la gemma del draft” avendo io un debole per il soggetto, viene usato come fullback al servizio di Blount (lui nasce guardia offensiva). Inutile sottolineare come avere un bestione da 300 pounds capace di correre in campo aperto a bloccare da fullback sia conveniente, e lui e il recente acquisto OL/TE Williams garantiscono una potenza incredibile quando si decide di correre il pallone, anche se il gameplan fatto di lanci medio corti e veloci pare persistere; per noi la corsa da 2 o 3 yards che compie ogni offense per partire coi possessi si tramuta in una slant veloce per Lewis o Edelman, e con un Brady così chirurgico è difficile avere da ridire a riguardo.

Nella ripresa la offense continua a girare, lo testimonia il fatto che su tutti e 7 i possessi di Brady e co., sono arrivate altrettante segnature, che siano state touchdowns oppure field goals. Un altro aspetto positivo è che nella ripresa si è deciso di coinvolgere anche ragazzi che sono stati meno protagonisti nelle prime gare : James White, che abbiamo nominato poco fa, ma anche lo stesso Blount, e l’acquisto più recente, Keshawn Martin ricevitore/ritornatore molto rapido arrivato da Houston che segnerà anche il suo primo TD su una slant a ridosso della endzone.

La difesa, che nel mentre ha concesso un completo di 59 yards per il primo TD dei Jags, mette in campo Justin Coleman lasciando “in tribuna” il deludente cornerback Bradley Fletcher, mentre una delle giocate migliori arriva verso la fine del terzo quarto, quando Jacksonville corre una finta di punt dalle proprie 30 yards circa, indovinata dallo special team di casa, nello specifico dal veterano Matthew Slater, che corre per il tackle laterale sul runningback ospite e consegna di fatto la palla a Brady in posizione molto vantaggiosa; Dopo un goloso completo sul tight end Chandler lasciato tutto solo dalla difesa, la offense dei Pats è separata dalla endzone per pochi centimetri, e prova a colmarli con le corse del proprio ariete, Blount. Secondo TD su corsa per l’ex Buccaneers che pota i suoi sul 43-10 e il successivo extra point di Gostkowski, l’extra point n.424 consecutivo, è un record NFL.

La difesa prosegue la gara con l’attenzione necessaria per tenere a bada una bestia ormai ferita, i giovani giaguari che sul 10-44 tendono a perdere ogni tipo di velleità e a giocare loro stessi meno attenti, mentre continua la buona gara della safety rookie Jordan Richards, che mi ha molto colpito per velocità di chiusura sui tackles e copertura anche su avversari più grossi di lui. Blount vede il suo ruolo ingrandirsi col proseguo del match, con Brady che tende a limitarsi a dare il pallone o a lui o a James White, che deve dimostrare di meritare un ruolo in squadra perchè ricordiamoci che quando rientreranno Stork e LaFell qualcuno dovrà cedere loro uno spot a testa. A questo punto molti iniziano a sperare nell’ingresso di Jimmy G per preservare Brady che si sa piuttosto che lasciare il campo si farebbe tagliare un braccio.

A tre minuti abbondanti dal termine Blount correrà in endzone per il suo terzo TD personale, Gost non sbaglia, 51 a 10 per i padroni di casa e gara in archivio, e a noi non resta che chiederci, se dobbiamo fare affidamento ai Jaguars che hanno battuto i Dolphins, o a quelli visti a Foxboro? La cosa certa è che i Patriots sembrano una macchina ben oliata già in clima playoffs.

Articolo tratto dal blog Patriot Reign